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libro S. Barbuti, E. Bellelli, G.M. Fara, G. Giammanco, Igiene e Medicina Preventiva,Monduzzi, 2008,
Tipologia: Sintesi del corso
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L’Igiene può essere definita come la “ scienza che ha come obiettivi la promozione e la protezione della salute, operando con procedure mediche applicate alla prevenzione e con interventi di sanità pubblica, a vantaggio delle singole persone e dell’intera comunità .” Il miglioramento della salute è un obiettivo che bisogna perseguire se si accetta che essa non consiste soltanto nell’assenza di malattie o infermità, ma secondo la classifica definizione data dall’Organizzazione mondiale della Sanità, “ una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale .” La Sanità pubblica è l’organizzazione che consente di attuare nella pratica quotidiana la tutela della salute che l’art. 32 della nostra Costituzione sancisce come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”. Gli obiettivi della Sanità pubblica sono indicati nell’art. 2 della Legge n.833 del 1978 che ha istituito in Italia il Servizio Sanitario Nazionale: -aumento della speranza di vita;
MODELLI DI MALATTIE Le varie malattie possono essere ricondotte a modelli causali e a modelli ecologici. I modelli causali sono di due tipi: unicausale e multifattoriale.
La comunicazione di salute può essere definita come lo studio e l’uso di strategie di comunicazione per informare, influenzare e motivare individui, istituzioni e comunità affinché assumano decisioni e comportamenti che portino ad un cambiamento positivo in termini di salute. I suoi obiettivi includono la prevenzione delle malattie , la promozione della salute , le politiche sanitarie e il management sanitario.
È possibile definire tre principali modi per effettuare la comunicazione di salute: -comunicazione persuasiva;
-comunicazione informativa; -comunicazione educativa/formativa
La comunicazione può essere vista in modo semplificato come la trasmissione di un messaggio tra un comunicatore/fonte e un destinatario. Nella comunicazione di salute, soprattutto in quella persuasiva, spesso il comunicatore è un professionista o un’ organizzazione sanitaria e il destinatario è il cittadino sano o malato o la comunità. Il processo della comunicazione può essere schematizzato in questo modo: fonte/comunicatore-> messaggio->canale-> destinatario esempio: il Ministero della Salute(fonte/comunicatore) decide di informare la popolazione sui benefici per la salute che i bambini possono ottenere con un maggiore consumo di frutta( messaggio) e pianifica una campagna pubblicitaria televisiva( canale) diretta alla popolazione( destinatario). Nella realtà la comunicazione però non è mai unidirezionale, ma spesso è costituita da una molteplicità di comunicatori e destinatari che si influenzano a vicenda.
Importanti sono la credibilità del comunicatore e la simpatia che riesce a suscitare nei destinatari. La credibilità dipende da come la fonte è percepita in termini di competenza (conosce l’argomento) e onestà (non ha conflitti di interessi e quindi dice la verità). La simpatia facilita l’accettazione del messaggio , soprattutto quando il destinatario non percepisce il tema come prioritario. Per questo spesso si utilizza un testimonial, ovvero una celebrità per trasmettere il messaggio.
La comunicazione di salute ha come destinatari persone con differenti competenze, accesso alle informazioni , percezione, esperienze e linguaggi che incidono sull’efficacia della comunicazione. Inoltre , il comunicatore deve tener presente che ciascun destinatario può percepire e interpretare la realtà e le informazioni in modo molto diverso dal proprio e da quello di altre persone. L’importanza di un fatti di salute può essere sottovalutata da alcuni e sopravvaluta da altri.
Col termine messaggio facciamo riferimento sia al contenuto( che cosa si dice) sia alla strategia(come lo si dice). La strategia può essere orientata a suscitare paura esaltando i rischi(il fumo provoca una morte lenta e dolorosa) o, viceversa, ad esaltare i benefici( la frutta è buona e salutare). Le campagne orientate alla paura utilizzano spesso immagini e messaggi forti per impressionare il destinatario con l’obiettivo di cambiarne l’atteggiamento. Questa strategia è stata spesso utilizzata per limitare il consumo di tabacco e di alcol. Tuttavia questa strategia si basa su fragili equilibri: se la minaccia è troppo forte si rischia che i destinatari rifiutino di ascoltare il messaggio in quanto provoca troppa ansia e paura; se è troppo debole, la motivazione per cambiare il proprio comportamento può essere insufficiente. Quindi il programma non deve riguardare soltanto i danni associati alle malattie , ma anche la proposta concreta di attività di prevenzione primaria. In generale , la maggior parte dei destinatari risponde meglio a messaggi positivi, orientate a promuovere abitudini sane. Il comunicatore deve evitare sia l’eccesiva difficoltà nell’esposizione che può provocare distrazione o rifiuto o anche ostilità( mi vogliono imbrogliare) sia l’eccessiva semplificazione(mi trattano come un bambino).