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Tipologia: Appunti
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Ma cosa si intende quando parliamo di salute? Il concetto di salute si è evoluto negli anni, perché è importante capire che l’evoluzione non è solo in ambiente scientifico ma anche in ambiente medico.
La prima definizione di salute è nel 1941 dove si afferma che: <<La salute non è semplicemente assenza di malattia, è qualcosa di positivo, un’attitudine felice verso la vita ed una lieta accettazione delle responsabilità che la vita stessa comporta per l’individuo>>(Sigerist). In questa affermazione c’è una parola chiave che porteremo poi nel significato di salute, ovvero “un’attitudine felice”. Si è incominciato a capire che prenderein maniera positiva la vita, quindi iniziamo a prendere consapevolezza che stare bene corrisponde a essere felice.
Nel 1946 è stata data una definizione di salute che ancora oggi viene utilizzata ma completata successivamente con altre informazioni, ovvero <<La salute è un completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste solamente in una assenza di malattia o infermità>>(O.M.S) , quindi significa che per essere in salute devono essere in equilibrio le tre parti importanti di noi: non siamo solo un corpo fisico anche le nostre emozioni incidono e fanno parte di noi, quindi ci deve essere un equilibrio fisico, mentale e anche nelle relazioni sociali.
Nel 1953 si incomincia a capire che : <<La salute è espressa da livelli di resistenza alla malattia>>(Gordon) , perché non essendo tutti uguali ognuno reagisce alla malattia in maniera differente anche a livello di resistenza: c’è chi resiste di più chi di meno.
Nel 1965 si prende consapevolezza come l’ecologia , intesa come ambiente, abbia un effetto sulla salute : <<La salute è il prodotto di una relazione armoniosa tra l’uomo e la sua ecologia>>(Rossdale).
Nel 1970 ci si rende conto che la salute non è oggi sono malata e domani sono sana, ma la salute è un continuo di una perfezione , di un adattamento perfetto, infatti <<La salute è l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente>> (Wylie). Quindi la salute dipende anche dall’adattamento all’ambiente.
Nel 1972 si afferma che <<la salute è lo stato di capacità ottimale di un individuo per l’efficace svolgimento dei ruoli e dei compiti per i quali egli è stato socializzato>> (Pearson) , per la prima volta si prende consapevolezza che la salute è anche in relazione al tipo dilavoro che si svolge.
Nel 1977 si ha la definizione di salute completa unendo tutte le affermazioni precedenti : <<Lo stato di salute è una condizione di continuo adattamento e perfezionatesi equilibrio traorganismo (corpo e psiche) e l’ambiente naturale e sociale, fino al raggiungimento del completo benessere fisico, psichico, spirituale, sessuale, ecologico. Il termine benessere va preso nelle sue accezioni di benessere oggettivo (star bene), soggettivo (sentirsi bene) e psicologico (sapere ed essere convinti di star bene)>> (Bo). È un adattamento con corpo, psiche, relazioni sociali, ambiente e quindi la salute incide con tutti gli aspetti in cui siamo,perché noi siamo degli individui che non siamo solo corpo o solo mente ma abbiamo una spiritualità. Negli ultimi tre righi si intendono tutte quelle malattie che sono anoressie e bulimie, quelle persone che pur stando bene non si sentono bene, non hanno consapevolezza di stare bene. Quindi lo stato di salute è un equilibrio completo di tutti i nostri aspetti, di tutti quelli che noi siamo.
Quindi l’igiene utilizza procedure mediche per la promozione e la protezione della salute , tramite la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e l’organizzazione dei servizi sanitari. Infatti l’igiene si identifica con la medicina preventiva quando applica mezzi e proceduremediche per prevenire le malattie. I campi di interesse dell’igiene sono molteplici, ma quelli checi interessano sono soprattutto l’epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive e l’epidemiologia e prevenzione delle malattie croniche- degenerative.
Quindi riassumendo l’igiene ha 3 caratteristiche distintive :
Oggetto di interesse : uomo sano; Ambito di intervento : esteso anche alla collettività, quindi dall’individuo alla popolazione; Tipologia di interventi : non soltanto sull’uomo ma anche sull’ambiente fisico, biologico e sociale;
(Igiene 2 lezione 21-10)
L’epidemiologia.
Una branca fondamentale dell’igiene è: l’epidemiologia.
L’epidemiologia non è altro che quell’elemento scientifico che ci permette tramite degli studi di mettere in correlazione quelli che sono i fattori di danno e i fattori protettivi di una malattia.
L’epidemiologia:
STUDIA la propagazione tempo-spaziale della salute e della malattia nella popolazione; DESCRIVE la distribuzione dei casi; RICAVA le conoscenze generali; FORNISCE elementi per realizzare e valutare programmi di prevenzione.
Elemento importantissimo tant’è vero che prima di capire come una malattia si trasmette abbiamo bisogno di questi studi che ci permettono di capire qual è la correlazione di rischio tra quella malattia e tutti gli elementi di vita comune.
La parola ‘epidemiologia’ significa << scienza fra il popolo>>, ossia quella scienza che studia tuttoquello che riguarda la popolazione.
L’epidemiologia è la branca delle scienze mediche che studia la distribuzione delle malattie nella popolazione correlandole con tutte le caratteristiche ambientali, quindi, esterne all’uomo invece che a quelle individuali proprie.
L’epidemiologia è quella scienza che risponde alle famose domande che ci accompagnano sempre nella nostra vita: come? quando? perché?
Questa, studia non solo la malattia ma anche la salute quell’equilibrio totale in tutte le parti dell’individuo. Esempio Perché X è sano mentre Y è malato? Si analizzano le differenze tra i due soggetti ed è proprio nelle differenze che si nota quell’elemento che determina la salute o la malattia.
Descrive la distribuzione dei casi e ricava quelle conoscenze generali importanti , cosicché una volta capito il fattore che determina quella specifica malattia e il ruolo di causa o di fattore rischio ci permette di fare prevenzione. Se il fattore X ha un ruolo di causa è chiaro che io faccio prevenzione. La causa è l’elemento unico, indispensabile e specifico per eliminare quella malattia.
Esempiola causa del Covid è il virus Sars-CoV-2, ma se un soggetto non incontra questo virus non si può ammalare, poiché la causa che determina la malattia covid è il virus Sars-CoV-2. Se invece incontra il virus influenzale prenderà l’influenza e non il Covid.
Nel momento in cui parliamo di malattie infettive la causa è : il microbo.
EsempioUn soggetto è allergico prezzemolo. Se questo mangia cibo col prezzemolo andrà incontro a shock anafilattico , evento di causa-effetto, ma è indispensabili che ci sia il prezzemolo per far avvenire lo shock anafilattico. Quindi, la causa dello shock diventa il prezzemolo; questo grazie agli studi epidemiologici che hanno scoperto che vi è una correlazione tra la causa e l’effetto, eliminando la causa non si andrà incontro a shock.
Quindi se si conoscono effettivamente gli elementi che determinano la salute o la malattia si può fare prevenzione, ma prima di tutto bisogna conoscerli.
Il ruolo dell’epidemiologia è un ruolo fondamentale per quanto riguarda gli igienisti, perché grazie all’epidemiologia si può fare la vera prevenzione.
Ambiti di applicazione dell’epidemiologia.
Ricostruzione della storia naturale delle malattie Identificazione dei fattori di rischio e di quelli protettivi Valutazione degli interventi sanitari preventivi, diagnostici e terapeutici Indicazioni per la definizione delle priorità in sanità pubblica Studio dei fenomeni epidemici Valutazione di efficacia, efficienza e qualità dei servizi sanitari Elaborazione di elementi per la soluzione di problemi legali.
È importante porsi alcune domande: qual è la storia naturale di questo microbo o di questa malattia? Quando è comparsa? Come? dove?
Com’è successo col Covid, inizialmente si pensava che fosse un virus partito da un laboratorio in Cina, successivamente scoprirono che questo virus era legato alle alimentazioni dei cittadini di Wuhan e a delle successive mutazioni; quindi, hanno ripercorso la storia naturale di questa malattia. La ricostruzione della storia naturale è importante, serve a capire le origini e a evidenziare molti fattori.
Questa disciplina studia i fattori di rischio ma soprattutto quelli preventivi, ossia, il fattore che permette la protezione.
Una volta che si conosce la storia, i fattori di rischio e protettivi, è importante valutare gli interventi di sanità pubblica di tipo: preventivo, diagnostico e terapeutico.
L’obiettivo dell’ epidemiologia è quello di valutare l’andamento dei fenomeni sanitari nellepopolazioni.
La demografia è quella disciplina che fa dell’analisi delle caratteristiche delle popolazioni il principaleoggetto di studi e di ricerca.
Quindi, è naturale un accostamento delle due discipline.
Le misure epidemiologiche o misure della frequenza degli eventi sanitari.
Gli scopi principali dell’epidemiologia sono quelli di descrivere: -la frequenza e la distribuzione deglieventi;
-di vagliare eventuali associazioni tra fattori di rischio individuali o ambientali e fenomeni morbosi, eper far questo vengono usate delle misure.
Le misure, usate in ugual modo in tutto il mondo diventano un modo per potersi capire, questevengono chiamante ‘misure epidemiologiche’ o ‘misure della frequenza degli eventi sanitari’.
Esistono diversi tipi di misure:
Frequenza assoluta descrive esclusivamente il numero di eventi che si verificano.(esempio: in quest’aula 2 persone hanno la tosse). Rapporto esprime la relazione tra due quantità indipendenti tra loro(esempio: 2 ragazzi su100 hanno la tosse). Proporzione è un particolare tipo di ‘Rapporto’, si esprime in percentuale e il suo risultato può assumere valori da 0 a 1, non ha una relazione con la variabile tempo(esempio: il 2% dellaclasse ha la tosse). Tassi + variabile tempo. È un tipo particolare di proporzione che introduce la
Popolazione residente
-Tasso di Natalità N° di nati vivi in un anno x 1000
Popolazione residente
-Tasso di Mortalità Infantile N° annuale di morti di bambini >1° anno x 1000
N° nati vivi nello stesso anno
-Tasso di Mortalità Neonatale N° annuale di morti nei primi 28° g. di vita x 1000
N° nati vivi nello stesso anno
Importanti per l’organizzazione sanitaria di un Paese sono soprattutto il Tasso di Mortalità Infantile e il Tasso di Mortalità Neonatale. Sappiamo che il Tasso di Mortalità Infantile dei Paesi in via di sviluppo è molto alto rispetto ai Paesi Occidentali, questo perché la qualità di organizzazione
sanitaria nei Paesi di sviluppo è veramente scarsissima. Nel Tasso di Mortalità Neonatale invece, è importante specificare soprattutto il termine “entro 28 giorni di vita” perché si sa che le morti causate nei primi 28 giorni sono per cause genetiche proprie dell’individuo oppure per problematiche legate al momento del parto. In breve quindi possiamo dire che fare un tasso e analizzare le differenze fra i vari tassi ci aiuta a capire quali sono nella popolazione le fragilit{ e andarle a mettere come priorit{ nell’organizzazione sanitaria. Un altro elemento importante è sicuramente il Tasso di Morbosità , ovvero la frequenza di una malattia in una popolazione. Quindi non bisogna contare solamente quanti morti ma anche la malattia per l’organizzazione sanitaria.
Poi abbiamo la prevalenza , quando parliamo di prevalenza dobbiamo pensare ad una “fotografia”. Infatti non è altro che il rapporto tra un numero di casi esistenti e un numero della popolazione considerata in un determinato istante. In che senso dobbiamo pensare la prevalenza come una “fotografia”? Utilizziamo un esempio: è come se in questo momento facessi una fotografia e tra altri 10 minuti ne facessi un’altra. In questo momento ci saranno quelli che con la testa alzata, alcuni con la testa abbassata e così via. Fra 10 minuti o anche un minuto successivo, ognuno di noi si sarà spostato, sarà diverso ed è proprio questa la prevalenza. Non è altro che quella “fotografia istantanea” che riprende in un determinato momento quella realtà per capire in quel momento che sta succedendo.
Un altro tasso molto importante è l’incidenza , ovvero il numero di nuovi casi in una popolazione in un determinato periodo di tempo. Per capire meglio questo concetto possiamo utilizzare un esempio: se io dicessi che il tasso del numero di incidenza di nuovi casi di Covid sulle persone fragili(quindi a rischio) è l’1% e invece sulla popolazione generale è sullo 0,5%, allora ci rendiamo conto che il tasso di incidenza è maggiore nelle persone che hanno fragilità quindi chi ha malattie.
Quindi riassumendo possiamo dire che: L’incidenza rappresenta invece il numero di nuovi casi di malattia insorti in un determinato periodo di tempo (generalmente un anno). La prevalenza di una malattia è rappresentata dal rapporto tra numeri di casi esistenti e il numero dei componenti della popolazione considerata in un determinato istante. E’ perciò un’immagine fotografica al momento del rilievo. L’incidenza è il numero di nuovi malati e rappresenta ciò che accade; La prevalenza è il numero di quelli guariti e di quelli morti e rappresenta ciò che esiste; E’ chiaro quindi che incidenza e prevalenza sono delle misure fluide, non sono costanti nel tempo, perché appunto cambiano da momento a momento.
-PREVALENZA N° casi di malattia in un preciso momento x 1000
Popolazione esaminata
-INCIDENZA N° di nuovi casi di malattia in un determinato periodo x 1000
Popolazione esaminata
Ma perché questi due tassi sono tanto importanti? La prevalenza si usa soprattutto per: Determinare la frequenza di una malattia in una comunità;
-Libera scelta sia della popolazione da cui selezionare il campione , sia dei metodi di rilevazione (questionario, accertamenti clinici), sia dei criteri diagnostici o clinici da applicare:
-Se il campione viene effettuato correttamente i risultati sono generalizzabili a tutta la popolazione.
Svantaggi.
-impossibilità di determinare la sequenzialità temporale e quindi di valutare i rapporti di casualità;
-Non si addice a fenomeni rari;
-non si addice a malattie o esposizioni di breve durata;
-se si effettuano interviste, i dati riferiti possono essere poco attendibili.
Gli studi osservazionali osservo in funzione dell’obiettivo.
In questi studi si raccolgono informazioni su eventi che non è possibile controllare. Si osserva ciò che accade, si descrive quello che si vede ed in alcuni studi si valuta il ruolo dei fattori di rischio delle malattie.
Possono essere 2 tipi :
a coorte a controllo
Ma in ogni caso ci occorrono delle informazioni maggiori su eventi che on è possibile controllare;semplicemente si osserva ciò che accade, si descrive.
Gli studi osservazionali A COORTE.
Cosa sono gli studi a coorte?
Quando noi parliamo di malato intendiamo valorizzare i malati rispetto ai sani.
La coorte sono un determinato tipo di persone esposte ad un a reazione di causa-effetto.
Si tratta di particolari studi che prevedono l’osservazione di un gruppo di soggetti per u determinato periodo di tempo al fine di indagare il rapporto causa-effetto tra il fattore e una patologia.
(Prendo dei fumatori e dei non fumatori e vedo che c’è una relazione causa-effetto col fumo,mentre quelli che no fumano non hanno nessun effetto.)
Molti studi dimostrano che chi fuma vive 10-12 anni in meno rispetto a chi non fuma e ha uno stile di vita migliore, questo è uno studio di coorte.
La corte è un gruppo di persone che presentano una o più caratteristiche comuni(lavorare nella stessa fabbrica, vado a fare la differenza su magari chi beve e chi no e vado a studiare quel dato fattore X ). All’interno della coorte si possono distinguere soggetti esposti ad un fattore di rischio e soggetti non esposti ad un fattore di rischio.
Esempio un gruppo di individui esposti ad un fattore di rischio , come il fumo, ed un gruppo di individui non esposti allo stesso fattore di rischio vengono seguiti nel tempo per valutare l’incidenza di una malattia. Se i due gruppi sono identici e si devono differire solo per la presenza o assenza
dell’esposizione al fattore di rischio , una volta appurato l’incidenza della malattia è maggiore in quelli esposti, sarà lecito pensare che è proprio quello a causare la malattia.
Incidenza numero maggiore.
Vantaggi e limiti degli studi di coorte.
VANTAGGI SVANTAGGI
-misura diretta dell’incidenza -costo elevato -possibilità di valutare esiti multipli -lunga durata -possibilità di studiare fattori di rischio rari -non adatti allo studio di malattie rare
Lo studio caso- controllo
Chi sono i casi? Persone con LA MALATTIA interessata.
Possono essere:
Casi incidenti meglio perché tutti casi, più o meno gravi hanno la stessa possibilità di essere inseriti nello studio Casi prevalenti generalmente vengono inseriti nello studio i casi meno gravi solo perché , sopravvivendo di più, hanno più probabilità di essere inclusi nello studio.
Chi sono i controlli? Persone del tutto simili ai casi, ma SENZA LA MALATTIA dei casi o una malattia ad essa correlata.
Possono essere:
Controllo di popolazione famigliari, amici, vicini di casa Controlli ospedalieri un numero uguale ai casi o doppio o triplo.
DIFFERENZE TRA GLI STUDI CASO-CONTROLLO E A COORTE.
Gli studi sperimentali, si basano sulla modalità a coorte i soggetti sono suddivisi in 2 o più gruppi sulla base dalla loro esposizione .(trattamento FSKT, farmaco, intervento chirurgico).
La differenza che negli studi sperimentali il ricercatore non osserva , ma << crea le esposizioni >>a cui sottoporre gli individui con procedure metodologiche che garantiscano una buona protezione delle comuni distorsioni
Metodologia della prevenzione primaria.
Al fine di eliminare le cause di risvio vengono messi in atto dei metodi :
-potenziamento delle capacità di difesa dell’organismo;
-rimozione di un comportamento nocivo;
-induzione di comportamenti positivi;
Per alcune malattie è sufficiente l’applicazione di un solo metodo , per latri più metodi contemporaneamente.
Malattie infettive vaccinazione
Tossici e incidenti attività lavorative ed extralavorative
Malattie introgene infezioni nosocomiali, errori medici
Prevenzione secondaria
Scoperta e guarigione dei casi di una malattia prima che essa si manifesti clinicamente.
Una prevenzione secondaria ben condotta determinerà :
la riduzione della mortati che sarà più o meno consiste a seconda dell’intervento stesso; diminuzione della prevalente, numero di malati in quel momento, di quella malattie che una volta scoperte giungono rapidamente a guarigione Nessun effetto di riduzione o incidenza(non rimuove le cause di malattia, né evita l’insorgere di nuovi casi)
NON TUTTE LE MALATTIE SONO SUSCETTIBILI DI PREVENZIONE SECONDARIA, I REQUISITI SONO:
la storia naturale della malattia sin ben conosciuta per poterne prevedere l'evoluzione; il periodo di latenza in fase asintomatica sia sufficientemente lungo per avere la possibilità di scoprire il caso;
disponibilità di un test(clinico ,strumentale o di laboratorio) in grado di differenziare le persone apparentemente sane, ma già malate, da quelle effettivamente sane; disponibilità di terapie efficaci, in grado di guarire la malattia o, almeno, di ritardarne l'evoluzione letale.
Le MALATTIE INFETTIVE non si prestano alla prevenzione secondaria(breve incubazione percorso acuto); mentre le MALATTIE NON INFETTIVE sono suscettibili di prevenzione secondaria su base comunitaria.
Metodologia della prevenzione secondaria.
Ogni Intervento, basato sull'inizio della terapia in fase preclinica richiede l'esame di una massa di persone apparentemente sane per effettuare lo screening cioè la selezione di coloro che sono già ammalati pur non presentando ancora sintomi di malattia.
Lo screening può essere:
SELETTIVO: la ricerca è operata fra individui apparentemente sani, ma appartenenti ad una categoria con rischio di ammalare particolarmente elevato;
DI MASSA : riguarda l'intera popolazione esposta al rischio e va effettuato solo quando l'incidenza della malattia che si vuole prevenire è elevata (es. carcinoma della mammella) oppure quando, pur trattandosi di malattia rara, la diagnosi tardiva implica un danno irreversibile, mentre la diagnosi precoce può essere fatta agevolmente e consente un efficace trattamento (es. fenilchetonuria, ipotiroidismo congenito).
L'esame (saggio di laboratorio o indagine strumentale diretta sul soggetto) deve essere:
-rapido;
-sicuro;
-ben accetto (dai soggetti da esaminare).
Il metodo di esame da impiegare deve essere: sensibile, altrimenti rivela solo una parte dei soggetti positivi, e le persone in uno stadio iniziale di malattia che sono trovate negative (falsi negativi) possono rassicurarsi a tal punto da non dare importanza ai sintomi che si manifesteranno successivamente, ritardando cosi l'individuazione dell'inizio della malattia.
Prevenzione terziaria.
Il soggetto è già malato, quello che si può fare è la riabilitazione.
OBIETTIVO : Impedire l'invalidità in persone già ammalate di malattie croniche; pertanto si identifica in larga misura con la riabilitazione.
LE TECNICHE DI RIABILITAZIONE devono essere messe in atto precocemente per evitare complicanze della malattia principale durante il suo decorso e per ottenere il massimo di recupero funzionale dopo che la malattia è guarita o si è stabilizzata.
Protezioni della salute.
(parlamento , governo, autorità locali)
Sono una serie di controlli legali ed amministrativi , indirizzati ad influenzare positivamente la salute del singolo e della comunità con interventi intesi ad influenzare i cambiamenti economici, sociali ed ambientali favorevoli alla salute(legislazione sule cinture di sicurezza, tassazione sul tabacco, controllo dell’inquinamento, la sicurezza nel lavoro, scadenza dei prodotti alimentari) elemento cardine per la prevenzione.
Le leggi sono un modo per fare prevenzione ed educazione sanitaria, rendere responsabile e forma il singolo a fare le scelte giuste, poiché se non conosciamo le alternative non possiamo fare delle scelte.
Educazione sanitaria =promozione della salute, ti informa e forma sulla salute, facendoti capire che preferire la salute dai sbagliati stili di vita.
Richiede maturità e preparazione da parte della classe politica, della popolazione……
L’informazione sanitaria
Mette il paziente nelle condizioni di capire e di attuare le giuste misure, mantenendo la base di conoscenze scientifiche. L’educatore sanitario si deve mettere a pari confronto con la persona che ha di fronte, quindi parare un linguaggio che tutti possano capire.
Le informazioni devono essere date in maniera chiara, in modo che siano comprensibili a tutte e sono:
Pratiche di diagnosi e cura Sostituzione di comportamenti nocivi o irrazionali con dei comportamenti favorevoli alla salute
L’educazione sanitaria è basata su delle strategie :
-acquisizione di conoscenze l’individuo deve essere messo a conoscenza de fattori di rischio
-adozione di comportamenti, facendolo diventare uno stile di vita
Successo nella trasformazione di un messaggio di conoscenza.
L’obiettivo ogni singolo o gruppo dopo l’informazione deve essere a conoscenza.
Per far ciò che questo accada, è importante:
-accuratezza della qualità della trasmissione
-percezione dell’utilit{ dell’informazione
-natura positiva e non terroristica del messaggio
-semplicità nella spiegazione
-novità del messaggio
-inserimento della conoscenza con le altre informazione già acquisite ,allacciandosi a qualcosa che già si sa , non partendo da nessuna base
L’approccio educativo.
Si propone una modifica consapevole , convinta e durevole dei comportamenti dei singoli e della collettivit{ con l’obiettivo di incrementare la salute e ridurre i fattori di rischio e l’incidenza delle malattie.
Metodi.
Diretto o bidirezionale basati sulla creazione di rapporti interpersonali tra una persona o a gruppo(docente alunni) feedback di ritorno.
Indiretta o unidirezionale vincolano l’informazione sanitaria e sono adatti a campagne più complesse informazione che viene data dalle campagne, televisione, e non si ha la possibilità di domanda o altro, quindi NON si ha il feedback di ritorno
Obiettivi dell’educazione sanitaria.
Obiettivo fare prevenzione promuovere la salute in tutti i suoi aspetti promuovendo la conoscenza e coscienza sanitare nel singolo e nella collettività, per permettere a tutti di gestire la propria salute e a favorire quella degli altri.
Lo scopo è educare a nuovi comportamenti nei confronti della salute, intesa come BENESSERE, permettendo all’individuo e alla collettivit{ di operare scelte consapevoli di vita per salvaguardare o perseguire il miglior stato di benessere, fisico, psichico e sociale
L’epidemiologia generale delle malattie infettive.
La conoscenza dell’epidemiologia delle singole malattie è indispensabile per attuare un efficace prevenzione.
Lo studio epidemiologico degli eventi infettivi deve essere rivolto non solo alla “malattia conclamata”, ma anche <<all’infezione inapparente.>>
Malattie parassitarie o parassitosiprotozoi, elminti ed antropodi.
La classificazione dei microorganismi.
I microorganismi si distinguono in:
Saprofiti : l’habitat naturale è l’ambiente Commensali : sono necessari al nostro organismo, vivono sui tegumenti delle cute , delle mucose realizzando un tipo di associazione mutuo vantaggio (apparato digerente , respiratorio). Parassiti : in grado di aggredire l’ospite causandogli danno.
Il microbo deve crearci necessariamente dei danni, per riprodursi ha bisogno delle nostre cellule.
I microbi patogeni non sono altro che i parassiti dell’uomo, danno che si manifesta come manifestazione clinica del sintomo.
I microrganismi come i saprofiti o commensali possono diventare parassiti quando vengono meno le normali difese immunitarie o quando vengono ad impiantarsi in organo o tessuti normalmente sterili.
In questi casi sono definiti patogeni opportunisti.
Cosa si intende per microrganismi patogeni?
Quelli che hanno nel DNA o RNA di causare quel danno specifico, anche se per la maggior parte sono innocui
PATOGENICITÀ creare danno all’ospite. Riguarda alcune specie ed è la capacità di una specie di causare la malattia infettiva in una determinata specie animale.
La patogenicità e correlata alla : tossicità e invasività.
TOSSICITA’ alcuni organismo causano danni all’uomo a livello della cellula, uccidendola. Riproducendosi questi rilasciano tossina e producono danni o morte.
INVASIVITÀ il microbo ha la capacità di diffondersi e di invadere tutto l’organismo o tutto il singolo organo. Può trovarsi in circolo o in un solo organo..
Accanto al concetto di patogenicità, invasività e tossicità abbiamo:
LA CARICA INFETTANTE , L’INFETTIVITÀ, LA VIRULENZA , CONTAGIOSITA’ E CONTAMINAZIONE.
Carica infettante numero minimo di microorganismi necessari per dare via all’infezione , può variare da una specie all’altra e anche tra stipiti diversi nell’ambito della stessa specie.
Dalla carica infettante dipende :
l’infettivit{ capacit{ di penetrare, sopravvivere e moltiplicarsi nell’ospite.
Virulenza diverso grado di patogenicità manifestato dall’agente infettivo in relazione al diverso stipite.
Contagiosità caratteristica di un microrganismo di passare da un ospite all’altro a seguito della sua eliminazione all’esterno dell’organismo colpito, durante il processo infettivo
Contaminazione presenza di un agente infettivo su una specie corporea su abiti, giocattoli, telefono strumenti chirurgici o comunque su oggetti inanimanti compresi acqua e cibo.
Patogeni opportunisti
Microrganismi che appartengono a specie ambientali o commensali in grado di determinare uno stato di malattia solo in presenza di una diminuzione delle difese immunitarie dell’organismo.
I macrorganismi sono in grado di difendersi dai microrganismi grazie a una serie di difese che consentono loro di ospitare un abbondante flora e di vivere in un ambiente ricco di microorganismi senza contrarre nessuna infezione.
Un microrganismo(noi) si oppone alle aggressioni microbiche una prima ed una seconda linea di difesa costituiti da meccanismi:
-aspecifici(cute e mucose-ph acido) La cute integra è una barriera che ci difende da microorganismo. Ad esempio: se io mi vaccino contro l’influenza, la vaccinazione produce nel sistema immunitario la produzione di agenti , se invece in maniera naturale ho la rosolia mi rimangono gli anticorpi anti rosolia e non mi verrà più, produzione di immunoglobuline.
-specifici( cellule immunocompetenti: linfociti B e T e le immunoglobuline) cellule immuni competenze in grado di attaccare l’antigene poiché il nostro sistema immunitario ha sviluppato questi anticorpi, l’infezione non si può più replicare
Le malattie infettive sono cause da microbi e quindi da organismi patogeni che hanno delle caratteristiche: la tossicità scritta nel loro DNA o RNA , questo danno si può manifestare in tutto l’organismo o in un singolo organi , patogenicità e invasività(morbillo tutto il corpo).
Contagiosità organismo patogeno che ha la capacità di passare da un individuo ad un altro.
Tossigenicità 2 maniere : danno cellulare durante la replicazione o metabolizzando una tossina (tetano)
Carica infettante numero necessario affinché il micro possa replicarsi e manifestare il danno.
Caratteristiche principali dell’agente patogeno, protagonista che da il nome alla malattia.
Opportunisti patogeni vivono normalmente in noi ma diventato opportunisti quando il sistema immunitario diventa debole e prendono il sopravvento.
Lezione 17 novembre.
Se il sistema immunitario è forte riesce a proteggerci da malattie, se è debole no.
Quale sono le caratteristiche per trasmettere una malattia
Malattia infettiva: microbo
3 elementi fondamentali: l’ospite, la gente e l’ambiente interazione tra i 3 fondamentali