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Il concetto di potere secondo la prospettiva di michel foucault, un importante filosofo francese del xx secolo. Foucault ritiene che il potere non sia semplicemente un'imposizione dall'alto, ma piuttosto una rete di relazioni che si insinua in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Egli analizza l'evoluzione del potere dalla società feudale alla modernità, evidenziando come il potere si sia spostato dal prelievo di risorse materiali al controllo e alla gestione della vita dei cittadini (biopolitica). Inoltre, foucault sottolinea il legame inscindibile tra sapere e potere, affermando che non esiste un sapere oggettivo e trasparente, ma che il sapere stesso è una forma di potere. Una panoramica approfondita del pensiero di foucault sul potere, con particolare attenzione alle sue implicazioni nella società contemporanea.
Tipologia: Appunti
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pensatore francese che nel secolo scorso ha dato avvio a numerose discussioni in merito a diversi argomenti; tra cui la questione del sapere e potere; in particolare la “microfisica del potere” : titolo di un libro che contiene interviste a F; altro elemento estremamente importante: la “biopolitica”: elemento che si integra bene nell’idea complessiva che F ha sul potere;
cos’è il potere? cercare 4 figure o personaggi famosi (di fantasia o reali) che associ al potere e spiega con 3 aggettivi perchè li hai scelti;
da questo POV: «Quel che fa sì che il potere regga, che lo si accetti […] è semplicemente che non pesa solo come una potenza che dice no, ma che nei fatti attraversa i corpi, produce delle cose, induce del piacere, forma del sapere, produce discorsi; bisogna considerarlo come una rete produttiva che passa attraverso tutto il corpo sociale molto più che come un’istanza negativa che avrebbe per funzione di reprimere.» quindi per F il potere è qualcosa di molto complesso, non è solo un’imposizione di forza dall’alto;
sia esercitato da chi ha la sovranità e scrive le leggi: non è completamente sbagliato) Descrivere tutti questi fenomeni di potere in funzione dell'apparato di Stato, è porli essenzialmente in termini di funzione repressiva: l’esercito che è potenza di morte, la polizia e la giustizia che sono istanze di penalità, ecc. Non voglio dire che lo Stato non sia importante; quel che voglio dire è che i rapporti di potere e di conseguenza l’analisi che se ne deve fare deve andare al di là del quadro dello Stato.»; questo perchè: ci sono due fondamentali ragioni:
tendono a incorporare il potere; F dice: « […] per questo è stata necessaria una vera e propria ‘incorporazione’ del potere nel senso che esso ha dovuto arrivare fino al corpo degli individui, ai loro gesti, ai loro atteggiamenti, ai loro comportamenti di tutti i giorni; (perchè cambia (differenza tra un bambino che ancora non va a scuola e bambino che inizia ad andare a scuola): cambiamento dovuto dalle discipline, inizia a pensare in modo diverso, inizia a ragionare nei termini delle varie discipline, inizia a relazionarsi in modo diverso con il resto della società) di qui l’importanza di procedimenti come le discipline scolastiche che sono riusciti a fare del corpo dei bambini un oggetto di manipolazione e di condizionamento molto complessi.»
Per F. il potere istituzionale funziona solo a partire dalle strutture di potere quotidiano e passa tramite le nostre azioni più normali; non siamo solo condizionati dal potere ma abbiamo diverse possibilità in più attraverso quello che il potere ci permette di fare: non è né solo positivo né solo negativo; abbiamo un corpo che introduce dentro di sé dispositivi che sono espressioni di potere: il potere passa attraverso le nostre azioni più normali; Le discipline non reprimono, ma ci manipolano; condizionano il nostro corpo (struttura psicofisica, abitudini, memorie, sentimenti, sensazioni); aspetto che troviamo ad esempio in un allenamento di tipo militare: il nostro corpo e mente vengono condizionati da una struttura esterna , non naturale ma data dal condizionamento militare stesso; oppure anche le discipline come yoga o discipline sportive; anche lo studio condiziona la nostra struttura psicofisica: cominciamo a pensare in modo diverso nel momento in cui leggiamo o ci mettiamo a studiare qualcosa; le discipline sono quindi modi in cui si manifesta il potere, potere legato alla vita di tutti i giorni: possiamo vederlo nella famiglia, nella scuola, nella fabbrica; il corpo nella nostra società è educato per funzionare meglio in un determinato contesto: questo avviene attraverso un funzionamento
efficiente e ottimizzazione delle risorse: nelle istituzioni statali (scuole, caserme, ospedali…) lo spazio è distribuito in modo ordinato e strutturato, ognuno ha il suo proprio spazio, i gruppi umani sono organizzati (classi, squadre, reparti) in modo tale che si abbia il massimo dell’efficienza e si possa ottimizzare al meglio le risorse; il tempo che viene associato alla produzione deve essere di buona qualità, bisogna togliere tutto ciò che disturba l’apprendimento; come portare gli individui ad accettare queste condizioni?
“(1) technologies of production, which permit us to produce, transform, or manipulate things; (2) technologies of sign systems, which permit us to use signs, meanings, symbols, or signification;” (3) technologies of power, which determine the conduct of individuals and submit them to certain ends or domination, an objectivizing of the subject; (4) technologies of the self, which permit individuals to effect by their own means or with the help of others a certain number of operations on their own bodies and souls, thoughts, conduct, and way of being, so as to transform themselves in order to attain a certain state of happiness, purity, wisdom, perfection, or immortality.
Queste tecniche collegate fra loro pur essendo ciascuna associata a una specifica forma di dominio; La tecnologia del sé era molto diffusa fin dall’antichità classica: esempio «cura di sé» (in greco: epimeleisthai heautou; epimeleia heautou); Pensare a 3 tecnologie del sé che conosci personalmente o di cui hai sentito parlare Riassunto potere per F: F. scrive, ne “La volontà del potere” del ‘66: «Il potere è dappertutto, non perché inglobi tutto ma perché viene da ogni dove»: il potere non è una specie di blob che ingloba tutto quanto come se questo tutto che viene inglobato dal potere fosse diverso e passivo dal potere, in realtà il potere viene da ogni dove: tutti gli attori in gioco hanno una quota di potere; il potere è diffuso ovunque, è per questo infatti che si deve parlare di “microfisica del potere”; Inoltre: il potere non è statico; non si possiede come un oggetto… ma è una relazione e si esercita; il potere è presente nel rapporto tra gli individui, quindi è una forza, e come tale è possibile e presente solo nel momento in cui viene esercitata; se questo potere è tale da svilupparsi sui corpi delle persone e fra i corpi delle persone, vuol dire che non solo influenza le idee delle persone, piuttosto ne modifica i comportamenti e atteggiamenti, ne modifica inoltre i corpi fisici delle
Si parla di “biopolitica”: la gestione politica della vita dei cittadini; la politica come esercizio del potere non va più pensata come un’influenza sulle idee e azioni dei cittadini ma una politica della e sulla vita dei cittadini: ciò avviene anche e spt come gestione complessiva della salute, corpi e di ciò che i cittadini fanno, si potrebbe dire che tutto l’interesse dello stato è che i cittadini siano in salute, è interesse dello stato che i cittadini siano in grado di avere una vita soddisfacente; Secondo F questa cosa avviene a partire dallo sviluppo degli stati moderni, quindi a partire dal 1600 o 1700: questa modifica dell’ideologia dello stato cambia in maniere radicale il modo in cui il potere dello stato si esercita nei confronti dei cittadini; 3 esempi di biopolitica che vi vengono in mente; no non lo so; Intanto: -videocamere di sicurezze: sicurezza o controllo? -panopticon: società in cui pochi individui controllano tutto tramite tecniche legate al controllo; -anche l’etica può rappresentare un punto controverso di questa ta questione: l’etica è un tipo di controllo interiorizzato oppure è un potenziamento dell’individuo: sapere cos'è giusto e cos‘è sbagliato a volte ci rende molto più sicuri di noi stessi, sappiamo cosa dobbiamo fare: da questo POV è un potenziamento dell’individuo, mentre dall’altro lato potremmo pensare che questo tipo di modo di pensare cha abbiamo sia piuttosto un controllo da parte dello stato e società che abbiamo interiorizzato; -le vaccinazioni: ci aiutano o sono uno strumento di controllo? domanda di Matte: vi sentite più o meno sicur* in uno stato che pensa alla vostra salute e benessere? boh non mi interessa tbh Nell’antichità il potere si esercitava da parte del sovrano nel diritto di poter decidere se far morire o lasciar vivere qualcuno; a differenza di questo invece, secondo F, in epoca moderna lo stato comincia ad avere il diritto di tenere in vita o respingere nella morte: ancora oggi esercita questo diritto in diversi campi: esempio accoglimenti di clandestini o controllo sull’eutanasia: si passa così, secondo F, dal controllo della morte al controllo della vita: lo stato moderno diventa
più biopolitico; qual è il controllo più totalizzante? quello della morte o quello della vita? pensare a tre forme esercitate dallo stato per controllare la vita; F rileva peraltro anche un altro aspetto importante: il biopotere (potere sulla vita e per la vita) diventa molto rapidamente un tanato potere, cioè un potere sulla morte e per la morte: a partire da questo POV si arriva alla metafora dello stato giardiniere: osservando un giardino: in questo contesto noi abbiamo uno spazio perfettamente ordinato dove le piante sono asservite a scopi paesaggistici molto precisi, possiamo dire che le piante che si trovano in questo giardino siano piante favorite dal giardiniere e non dobbiamo dimenticare che per ogni pianta che il giardiniere tiene in vita, ci sono molto altre piante che
esserci senza l'altro; Poi matte ci fa vedere una serie di biblioteche antiche e moderne, università: cosa notate in queste foto di biblioteche antiche e di università moderne? In che tipo di ambienti si trovano? Che edifici sono? Che impressione trasmettono? Cosa vi fanno capire quegli edifici, l’uso dello spazio, delle decorazioni? altre domande: sapere e potere sono opposti? immaginare rapporti tra essi; esiste un sapere libero dal potere? il sapere è “oggettivo e trasparente”? E’ il potere che produce il sapere; il potere, inteso come rete di rapporti tra individui, ha bisogno di gestire e controllare il mondo e quindi rafforzare se stesso, da questo POV ha bisogno del sapere; D’altro canto anche il sapere è una forma di potere, si è visto parlando di narrazioni e rappresentazioni (cioè i discorsi): i discorsi sono forme di esercizio di potere in sé stessi,
creano visioni del mondo, modi di pensare, organizzano il mondo e sono espressione di una organizzazione del mondo; Per questo non possiamo pensare che il sapere non sia una forma di potere: il sapere è potere perché influenza il mondo, tanto quanto il potere è sapere in quanto senza conoscere il mondo non sarebbe possibile alcun controllo sul mondo; Non esiste quindi, per F, un sapere oggettivo, trasparente e libro dal potere, in quanto il sapere stesso è una forma di potere; il potere tipico del sapere è quello della rappresentazione, narrazione e pratica; questo potere (di rappresentazione, narrazione e pratica) è un potere che organizza la conoscenza; come viene sviluppata la conoscenza per F? le strutture della conoscenza non sono sempre uguali, ma cambiano con le epoche storiche, a ciascuna di esse corrisponde una diversa strutturazione della conoscenza:
Queste strutture della conoscenza (=i discorsi), sono basate su ciò che F definisce episteme, una sorta di inconscio della conoscenza in quanto chi costruisce questi discorsi non è spesso a conoscenza dei presupposti che si trovano dietro gli stessi: si tratta di una specie di apriori della conoscenza, una specie di condizione di possibilità della conoscenza che permette ai discorsi di funzionare all’interno di una certa epoca (quindi la base a partire da cui si è costruita la conoscenza a partire da ciascuna epoca storica);
esercitare una pressione sugli altri discorsi; F scrive: «Credo che questa volontà di verità, così sorretta da un supporto e da una distribuzione istituzionali, tenda ad esercitare sugli altri discorsi — parlo sempre della nostra società — una sorta di pressione e quasi un potere di costrizione.» (M. Foucault, L’ordine del discorso); cioè un determinato discorso di verità che ha un sostegno ed è distribuita e consacrata dall’istituzione, tende a esercitare un pressione e costrizione sugli altri discorsi; due esempi per capire: