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Dominio, violenza e differenza antropologica: il potere secondo Gramsci - Prof. Cestari, Sbobinature di Cultural Studies

Il concetto di potere secondo la prospettiva di antonio gramsci, evidenziando come il potere si basi su due fattori principali: il consenso e il dominio. Gramsci sottolinea come il potere si eserciti attraverso la persuasione e il convincimento, piuttosto che attraverso la mera forza. Vengono inoltre analizzate le diverse forme di violenza, sia fisica che psicologica, e il loro ruolo nelle relazioni sociali. Il documento approfondisce inoltre il legame tra la costruzione del sapere moderno e la differenza antropologica, evidenziando come questa distinzione abbia contribuito a definire il potere e il sapere così come li conosciamo oggi. Vengono esaminati i concetti di disciplina, panopticon e razzismo scientifico, e il loro impatto sulla formazione delle identità nazionali e sulla giustificazione di situazioni economiche, politiche e militari.

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

Caricato il 18/07/2024

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DOMINIO, VIOLENZA E
DIFFERENZA ANTROPOLOGICA
IL POTERE PER GRAMSCI
A fare da complemento e fornire molti spunti al tema del potere è
Antonio Gramsci, che molto prima di Foucault aveva sviluppato
un’idea di potere che per certi versi ancora oggi molto valida e
importante;
Per Gramsci il potere si basa su due fattori (presenti in ogni
rappresentazione di potere):
1. la forza; la violenza che, non importa da quale direzione, impone una
determinata voluta; la violenza determina però una resistenza dalla
parte della controparte;
2. il consenso; opera attraverso una forma differente di rapporto, cioè la
persuasione da una parte e dall’altra parte tende a ottenere o cerca di
ottenere un’adesione, quindi una relazione maggiormente convinta;
Laddove si ha il prevalere della forza sarà presente il dominio, cioè
una relazione di potere in cui la forza prevale (viene quindi imposto
con la violenza) e che genera uan forte resistenza dall’altra parte;
EGEMONIA
Secondo Gramsci, l’egemonia è una modalità differente di potere;
attraverso il consenso Gramsci intende che si crei una relazione che
si chiama Egemonia, che tende a conquistare attraverso la
persuasione, cioè, per esempio, attraverso l’ideologia, forma di
convincimento che non è quello della pura contrapposizione fisica; il
risultato dell’egemonia è quello di creare consenso;
caso tipico dell’egemonia: una classe sociale, o un gruppo, esercita
un potere o influenza (egemonia) su altre classi sociali o gruppi;
esempi: esercizio di ideologie politiche o determinate visioni del
mondo (filosofie), oppure le religioni (chiese);
Quindi tutte le forme di influenza culturale, sociale, religiosa o politica
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DOMINIO, VIOLENZA E

DIFFERENZA ANTROPOLOGICA

IL POTERE PER GRAMSCI

A fare da complemento e fornire molti spunti al tema del potere è Antonio Gramsci, che molto prima di Foucault aveva sviluppato un’idea di potere che per certi versi ancora oggi molto valida e importante; Per Gramsci il potere si basa su due fattori (presenti in ogni rappresentazione di potere):

  1. la forza; la violenza che, non importa da quale direzione, impone una determinata voluta; la violenza determina però una resistenza dalla parte della controparte;
  2. il consenso; opera attraverso una forma differente di rapporto, cioè la persuasione da una parte e dall’altra parte tende a ottenere o cerca di ottenere un’adesione, quindi una relazione maggiormente convinta; Laddove si ha il prevalere della forza sarà presente il dominio, cioè una relazione di potere in cui la forza prevale (viene quindi imposto con la violenza) e che genera uan forte resistenza dall’altra parte;

EGEMONIA

Secondo Gramsci, l’egemonia è una modalità differente di potere; attraverso il consenso Gramsci intende che si crei una relazione che si chiama Egemonia, che tende a conquistare attraverso la persuasione, cioè, per esempio, attraverso l’ideologia, forma di convincimento che non è quello della pura contrapposizione fisica; il risultato dell’egemonia è quello di creare consenso; caso tipico dell’egemonia: una classe sociale, o un gruppo, esercita un potere o influenza (egemonia) su altre classi sociali o gruppi; esempi: esercizio di ideologie politiche o determinate visioni del mondo (filosofie), oppure le religioni (chiese); Quindi tutte le forme di influenza culturale, sociale, religiosa o politica

passano attraverso il convincimento di qualsiasi tipo (razionale, accordo di tipo economico); nel contesto dell’egemonia, gli intellettuali, secondo Gramsci, operano un ruolo di grande importanza in quanto permettono all’ideologie di essere più o meno convincente;

FORME DI VIOLENZA

Forme di violenza: la questione della volenza entra in gioco in quanto componente importante delle relazioni sociali;

  1. violenza fisica: l’aggressore aggredisce la vittima nel suo corpo e ne provoca il ferimento

individui; -agisce sulla conoscenza e tramite la conoscenza, conoscenza volutamente errata; -il messaggio va rivolto alla vittima della violenza stessa in modo da spingerla ad accettare il contenuto della violenza, come se questo contenuto fosse giusto, naturale o dovuto; -richiede che ci sia un basso livello di coscienza da parte del soggetto: se il livello su quel tema è basso è molto più facile che la vittima accetti questa forma di violenza e il contenuto portato, così da portarlo a pensare a se stesso nello stesso modo in cui pensa a lui il suo aggressore; es. pubblicità sessista: donna confinata al ruolo di serva; esempio generale: propaganda in ambito fascista; violenza a bassa intensità: non subito evidente e deve portare ad una limitazione di possibilità di essere pienamente coscienti;)

COSTRUZIONE DEL SAPERE MODERNO E LA

DIFFERENZA ANTROPOLOGICA

Partendo da prigioni e discipline: le prigioni tendono a prendere il posto della pena capitale (foucault): -gli individui vengono rieducati e reinseriti nella società, ciò coincide con la necessità del governo di applicare una modalità differente di potere, non repressivo e che riesca a convincere e utilizzare i cittadini; episteme delle discipline -i sistemi di controllo sociale diventano così via via sempre più sofisticati e il fuoco/punto centrale della questione passa da un contenimento del corpo ad una dimensione via via più interiore creando così le discipline, che controllano gli individui dall’interno; questo aspetto consente spazi maggiori di libertà in quanto consente di entrare maggiormente in profondità dell’individuo, quindi noi abbiamo la costruzione di un discorso che da una parte tende ad essere più di controllo e dall’altra di maggiore libertà (le due cose si conmpensano, non sono contraddittorie); -le discipline creano una profondità che prima mancava nell’essere umano: qui si apre il concetto di nascita dell’individuo nelle società moderne, che si può accennare dicendo che sono queste nuove discipline che nascono a contribuire alla creazione di un quadro molto diverso dal passato; in questo contesto si inserisce anche il concetto della prigione: il panopticon, cioè il modello di prigione ideale: torre in mezzo che riesce a controllare allo stesso tempo un gran numero di prigionieri; metafora usata per sottolineare la tendenza al controllo da parte dello stato rispetto ai cittadini, questo controllo è un risvolto necessario legato alla nascita dell’interesse dello stato verso il

effettivamente limiti e possibilità, legate al mondo in cui esse stesse sono nate; episteme (condizione di possibilità) da cui presero avvio le discipline moderne: per capire come gestire il presente dobbiamo capire le idee e aspetti fondamentali che erano attivi nel momento in cui sono nate; Fattori importanti nello sviluppo dell’episteme moderna:

  1. colonialismo e imperialismo (politica, economia): resistono al colonialismo a malapena solo 4 paesi; esempio di questa situa: i trattati ineguali: Cina post guerre dell’Oppio;
  2. razzismo (cultura): inteso come dispositivo ideologico ben definito; -costruzione ragionata spesso diventata parte integrante dei discorsi ideologici dell’intelligenza europea che nasce in epoca moderna; -le forme più coerenti di razzismo nascono con il razziso scientifico, che provenne da varie teorie di antropologia fisica, come nel caso di Cesare Lombrosi (padre della criminologia); --il razzismo scientifico utilizzava argomenti pseudo-scientifici a sostegno dell’idea che esistessero differenze quantificabili fra le diverse varietà delle popolazioni umane (è scientificamente provato che le popolazioni umane sono diverse; diversità che ha un peso sul valore/evoluzione di queste varietà); --solo dopo la fine della seconda guerra mondiale che queste dottrine del razzismo scientifico sono state sdottrinate; -quindi fino alla fine della 2GM il razzismo aveva giustificazioni scientifiche; alla fine del 900 vennero ancora pubblicati studi che cercavano di giustificare il razzismo; -il razzismo nasce come giustificazione ideologica per la pratica

economica dello schiavismo; da non dimenticare: diverse forme di razzismo: --a volte si applica in forma contestuale (es. può essere creato a causa di una situa specifica); --a volte nasce in funzione di determinati gruppi etnici o religiosi specifici; --a volte in funzione dello sviluppo di particolari condizioni sociali ed economiche; una delle caratteristiche ideologiche del discorso razzista: si sostiene che esistono differenze di tipo fisico e che queste differenze determinino il comportamento, il valore e i diritti degli essere umani; in particolare il razzista fissa una determinata situa, che sia culturale, economica o sociale e ritiene che tale situa sia determinata da fattori di tipo razziale: trappola mentale e manipolazione della realtà;

la comunità umana comincia ad identificarsi come un’istituzione politica ampia, la nazione, e uno specifico tipo di potere politico, il popolo è colui che in una repubblica, per esempio, ha la sovranità dello stato (non è più il sovrano a governare); l’importanza del popolo di una nazione viene rafforzato dall’importanza che viene data alla cultura popolare e nazionale, che è legata allo sviluppo spt del pensiero romantico; Sommando questi fattorila risultante è un preciso schema culturale che nell’800 e prima metà del 900, agisce e definisce l’ordine politico internazionale, cioè un’insieme di relazioni e rapporti che si creano fra certi stati, che giustifica la situa economica, politica e militare all’epoca di imperialismo e colonialismo;

LA DIFFERENZA ANTROPOLOGICA

Sakai Naoki/Tomoko Masuzawa: “The Anthropological difference” “The West and the Rest”

Centro/ Periferia schema relazioni fondamentali che si possono vedere alla base dello sviluppo delle discipline come noi le conosciamo; A fondamento dello schema troviamo quella che Sakai Naoki chiama “differenza antropologica”, cioè distinzione tra occidente e il resto del mondo; si tratta di una distinzione che ha un influsso diretto nella dimensione politica, cioè nella costruzione dei poteri statali e scambi tra nazioni e anche per la formazione delle discipline: la costruzione del sapere (potere e sapere); Quindi da un lato il potere statale e dall’altro il potere rappresentazionale; le discipline partono da questa idea comune, e si può dire sia questa distinzione fondamentale che organizza l’intero sistema di potere sia politico internazionale che rappresentazionale e teorico; Noi vediamo questa distinzione e distinguiamo tra occidente/centro del mondo (stati che hanno raggiunto certi standard qualitatitvi) e il resto, divisa in due: o parzialmente o per nulla riconosciuti dal POV politico; da notare le discipline: nell’occidente: si hanno gli studi normativi, nel resto si hanno studi orientali e antropologia; in questo modo possiamo dire che la differenza antropologica diventa una vera e propria epistene, quindi una condizione di possibilità per la creazione delle discipline moderne; la differenza antropologica è una diseguaglianza che ha quindi contribuito a definire sapere e potere così come oggi le conosciamo, e tutto il sapere e tutto il potere prende/ha preso/fariferimento a questa distinzione: quindi geografia, riferimenti storici, l’arte ecc hanno come base queste differenze antropologiche: la cultura da questo POV rientra nei processidi cui si è peraltro: il