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il filosofo protagora, Appunti di Filosofia

tutto il pensiero di protagora

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 24/01/2025

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PROTAGORA
La tesi fondamentale di Protagora sta nel principio: "l'uomo è la misura di tutte le
cose, delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non
sono". Il termine misura è da intendersi come criterio di giudizio e l'espressione vuol
dire che il significato delle cose non sta nelle cose stesse ma dipende dal soggetto che
le valuta. Le cose cioè appaiono diversamente a seconda degli individui e del loro
modo di pensare, secondo la mentalità individuale e del gruppo sociale cui appartiene.
Se è così, allora è assurdo chiedersi chi di noi ha ragione perché, se le opinioni sono
soggettive, nessuno è nel falso ma tutti sono nel (loro) vero
Le principali caratteristiche della filosofia di Protagora sono: - rappresenta una forma
di umanismo, in quanto il centro di giudizio sulla realtà è sempre l'uomo; - è una
forma di fenomenismo, in quanto non conosciamo le cose come sono in se stesse, ma
solo come appaiono a noi ("fenomeno" significa infatti ciò che ci appare); - è una
forma di relativismo conoscitivo e morale, in quanto non esiste una verità assoluta
ed assoluti valori morali, ma ci sono diversi punti di vista ed ogni verità o principio
morale è relativo a chi giudica. Nella concezione di Protagora è evidente il
riferimento polemico al pensiero di Parmenide, per cui la verità, l'essere, è solo una
ed immutabile. Per Protagora invece l'essere, la realtà, cioè la verità e i valori morali,
non costituiscono un sistema unico, valido per tutti e per sempre, trattandosi invece di
giudizi relativi a seconda delle persone e dei vari gruppi sociali: le stesse cose
possono essere buone per alcuni o cattive per altri, giuste o ingiuste, vere o false, ecc.
Per Protagora anche se tutto è relativo esiste un criterio di scelta per determinare il
valore
di un'opinione o di un comportamento rispetto ad un altro ed è il criterio della
maggiore
utilità, non solo per il singolo individuo ma anche per la comunità. Protagora respinge
dunque criteri di scelta ispirati soltanto dall'egoismo individuale, poiché essi devono
avere
altresì un valore politico-sociale, pur se non esplicita su quali basi sia possibile
riconoscere ciò che è socialmente utile; a tal fine bisognerà attendere il pensiero di
Socrate.
Per Protagora, compito del sofista, è quello di farsi propagandista dell'utile, di
modificare
cioè le opinioni, mediante l'arte della parola e del discorso, per indirizzarle verso ciò
che è
utile. Di conseguenza l'esercizio della retorica è finalizzato anche a scopi politico-
educativi. Certo, in tale posizione vi è anche il rischio di ridurre il sofista a soggetto
sfruttato come strumento di potere. Infatti chi nella città e nelle assemblee stabilisce
ciò
che è utile se non i gruppi più forti, la classe dominante? Protagora tuttavia non
intendeva
prestarsi a tale ruolo, concependo l'utile e le leggi in vista del benessere comune della
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PROTAGORA

La tesi fondamentale di Protagora sta nel principio: " l'uomo è la misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono ". Il termine misura è da intendersi come criterio di giudizio e l'espressione vuol dire che il significato delle cose non sta nelle cose stesse ma dipende dal soggetto che le valuta. Le cose cioè appaiono diversamente a seconda degli individui e del loro modo di pensare, secondo la mentalità individuale e del gruppo sociale cui appartiene. Se è così, allora è assurdo chiedersi chi di noi ha ragione perché, se le opinioni sono soggettive, nessuno è nel falso ma tutti sono nel (loro) vero Le principali caratteristiche della filosofia di Protagora sono: - rappresenta una forma di umanismo , in quanto il centro di giudizio sulla realtà è sempre l'uomo; - è una forma di fenomenismo , in quanto non conosciamo le cose come sono in se stesse, ma solo come appaiono a noi ("fenomeno" significa infatti ciò che ci appare); - è una forma di relativismo conoscitivo e morale , in quanto non esiste una verità assoluta ed assoluti valori morali, ma ci sono diversi punti di vista ed ogni verità o principio morale è relativo a chi giudica. Nella concezione di Protagora è evidente il riferimento polemico al pensiero di Parmenide, per cui la verità, l'essere, è solo una ed immutabile. Per Protagora invece l'essere, la realtà, cioè la verità e i valori morali, non costituiscono un sistema unico, valido per tutti e per sempre, trattandosi invece di giudizi relativi a seconda delle persone e dei vari gruppi sociali: le stesse cose possono essere buone per alcuni o cattive per altri, giuste o ingiuste, vere o false, ecc. Per Protagora anche se tutto è relativo esiste un criterio di scelta per determinare il valore di un'opinione o di un comportamento rispetto ad un altro ed è il criterio della maggiore utilità , non solo per il singolo individuo ma anche per la comunità. Protagora respinge dunque criteri di scelta ispirati soltanto dall'egoismo individuale, poiché essi devono avere altresì un valore politico-sociale , pur se non esplicita su quali basi sia possibile riconoscere ciò che è socialmente utile; a tal fine bisognerà attendere il pensiero di Socrate. Per Protagora, compito del sofista, è quello di farsi propagandista dell'utile , di modificare cioè le opinioni, mediante l'arte della parola e del discorso, per indirizzarle verso ciò che è utile. Di conseguenza l'esercizio della retorica è finalizzato anche a scopi politico- educativi. Certo, in tale posizione vi è anche il rischio di ridurre il sofista a soggetto sfruttato come strumento di potere. Infatti chi nella città e nelle assemblee stabilisce ciò che è utile se non i gruppi più forti, la classe dominante? Protagora tuttavia non intendeva prestarsi a tale ruolo, concependo l'utile e le leggi in vista del benessere comune della

polis. Solo più tardi alcuni sofisti della seconda generazione avanzeranno la teoria della legge del più forte, ponendosi al servizio, riccamente compensato, dei potenti Riguardo alla politica e alla morale vale per Protagora la concezione relativistica : i valori politici e morali variano in relazione al giudizio degli uomini. Ma pure in questo campo, per Protagora, esiste un'opinione migliore, che è quella orientata verso gli interessi generali della collettività e che non tiene conto dei particolarismi individuali. Anche per la religione Protagora è coerente con la sua visione relativistica , egli afferma: "Degli dei non posso sapere né se sono né se non sono né quali sono". Questo non significa essere ateo, l'uomo per il filosofo non possiede adeguati strumenti mentali né per dimostrare né per negare razionalmente l'esistenza di Dio. Da ciò l'accusa di empietà di cui fu colpito