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Il perturbante. freud, Sintesi del corso di Psicologia Generale

Riassunto de "Il perturbante" S. Freud

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 02/05/2016

giulia_mazzanti1
giulia_mazzanti1 🇮🇹

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Il perturbante (Sigmund Freud)
Non c’é dubbio che appartenga alla sfera dello spaventoso, di ciò che genera
angoscia e orrore. Non si ritrova nulla nell’ etica che preferisce occuparsi dei
moti positivi dell’animo piuttosto che dei sentimenti repellenti.
Si possono prendere due strade: esplorare il signicato del termine, oppure
collezionare ciò che evoca in noi il senso del perturbante, per dedurne poi il
carattere. Entrambe le strade portano al solito risultato: il perturbante è quella
sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è
familiare.
Saggio di Jentsch perturbamento=inconsueto
Unheimlich -> perturbante, è l’antitesi di di heimlich (tranquillo), heimisch
(nativo) e quindi familiare, è ovvio che se qualcosa provoca spavento è perché
non è familiare. Non tutto ciò che è nuovo è spaventoso, si può dire che ciò che
è nuovo diventa facilmente spaventoso. Per Jentsch la condizione essenziale
perché si abbia il perturbante è nell’incertezza intellettuale. Quanto più un
uomo si orienta nel mondo che lo circonda, tanto meno facilmente riceverà
espressione di turbamento. Heimlich è un termine che sviluppa il suo
signicato in senso ambivalente, no a coincidere col suo contrario:
unheimlich.
Situazioni, oggetti che sono capaci di destare in noi il senso del perturbante: il
dubbio che un essere apparentemente animato sia vivo per davvero e,
viceversa, il dubbio che un oggetto privo di vita sia in realtà animato. (Figure di
cera, pupazzi e automi) il senso del perturbante è destato dagli attacchi
epilettici e dalle manifestazioni di pazzia. In un brano Jentsch scrive che uno
degli espedienti più sicuri per creare il senso di perturbamento é quello di
tenere il lettore in uno stato d’incertezza sul fatto che una determinata gura
sia una persona o un automa, facendo in modo che l’attenzione del lettore non
venga focalizzata per impedire che scopra subito la situazione è riesca a
chiarirla, rischiando di far svanire l’eetto emotivo. Con le bambole non ci
allontaniamo di molto dal mondo infantile. I bambini nell’ età dei primi giochi
non distinguono ciò che è vivo da ciò che non lo è. Nel caso del mago sabbio
lino si trattava del ridestarsi di un’ angoscia infantile. Homann ne Gli elisir
del diavolo” ore tre motivi che esercitano un eetto perturbante:
1. Sosia, in tutte le sue gradazioni e congurazioni, ossia la comparsa di
personaggi che, presentandosi con il solito aspetto vengono considerati
identici; accentuazione tramite la trasmissione immediata di processi
psichici dall’una all’altra persona (telepatia), identicazione con un’altra
persona in modo da dubitare del proprio Io e sostituirlo con quello della
persona estranea. Otto Rank studia le relazioni tra il sosia e l’ombra, la
credenza nell’anima e la paura della morte. In origine il sosia
rappresentava un qualcosa contro la scomparsa dell’Io.
2. Ritorno non intenzionale, la ripetizione involontaria rende perturbante
ciò che di per sarebbe innocuo, insinuandoci l’idea della fatalità e
dell’ineluttabilità laddove avremmo parlato solo di caso. Nell’inconscio
psichico è riconoscibile il predominio di una coazione a ripetere che
procede da moti pulsionali.
L’elemento angoscioso è qualcosa di rimosso che ritorna. Questo tipo di
angosce costituirebbero il perturbante. Capiamo allora il motivo per cui il
signicato di Heimlich trapassa in quello del suo contrario; infatti in questo
elemento il perturbante non è qualcosa di nuovo o di estraneo ma è qualcosa
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Il perturbante (Sigmund Freud) Non c’é dubbio che appartenga alla sfera dello spaventoso, di ciò che genera angoscia e orrore. Non si ritrova nulla nell’ etica che preferisce occuparsi dei moti positivi dell’animo piuttosto che dei sentimenti repellenti. Si possono prendere due strade: esplorare il significato del termine, oppure collezionare ciò che evoca in noi il senso del perturbante, per dedurne poi il carattere. Entrambe le strade portano al solito risultato: il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare.

Saggio di Jentsch perturbamento=inconsueto Unheimlich -> perturbante, è l’antitesi di di heimlich (tranquillo), heimisch (nativo) e quindi familiare, è ovvio che se qualcosa provoca spavento è perché non è familiare. Non tutto ciò che è nuovo è spaventoso, si può dire che ciò che è nuovo diventa facilmente spaventoso. Per Jentsch la condizione essenziale perché si abbia il perturbante è nell’incertezza intellettuale. Quanto più un uomo si orienta nel mondo che lo circonda, tanto meno facilmente riceverà espressione di turbamento. Heimlich è un termine che sviluppa il suo significato in senso ambivalente, fino a coincidere col suo contrario: unheimlich. Situazioni, oggetti che sono capaci di destare in noi il senso del perturbante: il dubbio che un essere apparentemente animato sia vivo per davvero e, viceversa, il dubbio che un oggetto privo di vita sia in realtà animato. (Figure di cera, pupazzi e automi) il senso del perturbante è destato dagli attacchi epilettici e dalle manifestazioni di pazzia. In un brano Jentsch scrive che uno degli espedienti più sicuri per creare il senso di perturbamento é quello di tenere il lettore in uno stato d’incertezza sul fatto che una determinata figura sia una persona o un automa, facendo in modo che l’attenzione del lettore non venga focalizzata per impedire che scopra subito la situazione è riesca a chiarirla, rischiando di far svanire l’effetto emotivo. Con le bambole non ci allontaniamo di molto dal mondo infantile. I bambini nell’ età dei primi giochi non distinguono ciò che è vivo da ciò che non lo è. Nel caso del mago sabbio lino si trattava del ridestarsi di un’ angoscia infantile. Hoffmann ne “ Gli elisir del diavolo” offre tre motivi che esercitano un effetto perturbante:

  1. Sosia , in tutte le sue gradazioni e configurazioni, ossia la comparsa di personaggi che, presentandosi con il solito aspetto vengono considerati identici; accentuazione tramite la trasmissione immediata di processi psichici dall’una all’altra persona (telepatia), identificazione con un’altra persona in modo da dubitare del proprio Io e sostituirlo con quello della persona estranea. Otto Rank studia le relazioni tra il sosia e l’ombra, la credenza nell’anima e la paura della morte. In origine il sosia rappresentava un qualcosa contro la scomparsa dell’Io.
  2. Ritorno non intenzionale , la ripetizione involontaria rende perturbante ciò che di per sé sarebbe innocuo, insinuandoci l’idea della fatalità e dell’ineluttabilità laddove avremmo parlato solo di caso. Nell’inconscio psichico è riconoscibile il predominio di una coazione a ripetere che procede da moti pulsionali. L’elemento angoscioso è qualcosa di rimosso che ritorna. Questo tipo di angosce costituirebbero il perturbante. Capiamo allora il motivo per cui il significato di Heimlich trapassa in quello del suo contrario; infatti in questo elemento il perturbante non è qualcosa di nuovo o di estraneo ma è qualcosa

di familiare alla vita psichica fin da tempi antichi e si è estraneità ad essa solo tramite processi di rimozione.

Schelling Il perturbante è qualcosa che sarebbe dovuto rimanere nascosto e che è invece affiorato. A molti uomini appare perturbante qualsiasi cosa che abbia rapporto con la morte. È estranea al nostro inconscio l’idea stessa della mortalità.

Non c’è da stupirsi se il timore primitivo nei confronti dei morti è ancora così tanto presente in noi. Probabilmente ha ancora il significato primitivo secondo cui il morto è diventato nemico del vivo e mira a portarlo con sé nella sua nuova esistenza. Vista l’immutabilità del nostro atteggiamento bisogna chiedersi che fine abbia fatto il meccanismo della rimozione che poi porterebbe al perturbamento. Ufficialmente le persone colte non credono alla possibilità che i defunti diventino poi spiriti, l’atteggiamento verso il morto si é andato smorzando. Bastano così alcune integrazioni perché con l’animismo, l’incantesimo, l’onnipotenza dei pensieri, la relazione con la morte, la ripetizione involontaria si abbia la trasformazione da angoscia a perturbamento. Si dice anche di un uomo vivo che è perturbante, quando gli si attribuiscono cattive qualità, bisogna però che le cattive intenzioni siano accompagnate da poteri particolari. L’effetto perturbante del mal caduco e della follia ha la stessa origine. Non deve stupire se si sente dire che la psicoanalisi è considerata perturbante, in quanto mira a mettere in luce queste forze occulte. Alcuni vorrebbero attribuire al perturbante la paura di venir seppelliti in stato di morte apparente. La psicoanalisi ha spiegato che questa paura è la trasformazione della fantasia della vita intrauterina. Spesso ci troviamo esposti a un effetto perturbante quando il confine tra realtà e fantasia si fa labile, quando appare ai nostri occhi qualcosa che avevamo considerato fantastico fino a quel momento, quando un simbolo assume la funzione è il significato di ciò che è simboleggiato. Succede spesso che individui nevrotici dichiarino che l’apparato genitale femminile provochi un senso di perturbante. Questo perturbante Unheimlic è l’accesso all’antica patria heimat dell’uomo, al luogo in cui ognuno ha dimorato un tempo, che è la prima dimora. <<questo luogo mi è noto, ci sono già stato>> interpretazione che inserisce al posto del paesaggio il corpo della madre. Anche in questo caso unheimlich è ciò che un giorno fu heimisch, familiare. Il prefisso negativo un è il contrassegno della rimozione.

Non tutto ciò che ricorda moti di desideri rimossi e modi di pensare sorpassati dei primordi della storia individuale, nonché di quella collettiva, è per ciò stesso anche perturbante. Si ottiene effetti più perturbante quando cose, immagini bambole senza vita si animano; ma nelle favole di Andersen non c’è niente di perturbante. Altre condizioni, oltre a quelle già menzionate, sono determinati perché sorga il sentimento perturbante. Quasi tutti gli esempi che contraddicono le aspettative del perturbante sono tratti dal mondo della finzione, della poesia. C’è una differenza tra il perturbante che si sperimenta direttamente è quello che ci si immagina soltanto, o del quale si sente parlare nei libri.