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Freud il perturbante, Appunti di Storia dell'arte contemporanea

Freud il perturbante riassunto breve

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/02/2019

alessiacristallino
alessiacristallino 🇮🇹

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Il perturbante - Freud 1919!
Nella psicanalisi il Perturbante è tutto ciò che si presenta come estraneo e non familiare al soggetto,
generando in lui angoscia e terrore, che deriva contraddittoriamente da ciò che gli era già noto da
lungo tempo, ma che era diventato oggetto di una rimozione. "
Appartiene quindi alla sfera dello spaventoso.
Freud fa un’analisi linguistica: Unheimlich -> perturbante; è l’antitesi di Heimlich (tranquillo) e heimisch
(nativo) e quindi familiare. Se qualcosa provoca spavento è perchè non è familiare. Tutto ciò che è
nuovo non è per forza spaventoso.
Anche la psicoanalisi è considerata perturbante poiché fa riaffiorare cose occulte.
Nel suo saggio, Jentsch afferma che il perturbante è diverso da individuo a individuo.!
Per Jentsch la condizione essenziale affinché si abbia il perturbante è l’incertezza dell’intelletto: se
l’uomo si orienta bene nel mondo che lo circonda, ha meno probabilità di essere turbato.!
Secondo Jentsch, alcuni oggetti che sono capaci di destare in noi il senso di perturbante sono figure
di cera, pupazzi o automi: abbiamo il dubbio che sia o meno privo di vita.!
Altri casi che provocano il senso di perturbante sono attacchi epilettici e di pazzia, anche teste
mozzate, piedi che danzano, seppellimento prematuro (deriva dal complesso di evirazione). !
Ci si trova di fronte ad perturbante quando il confine tra fantasia e realtà si fa labile. Jentsch scrive
anche che un modo per creare il senso di perturbamento è tenere il lettore di un racconto in un senso
di incertezza sull’identità di una persona o automa di una figura del racconto stesso.
Hoffmann ha usato nei suoi racconti fantastici espedienti di perturbante, nel “Il mago sabbiolino”:
Olimpia che è una bambola dotata di vita apparente e il mago che strappa gli occhi ai bambini. Il
protagonista è Nathaniel che non può liberarsi dei ricordi legati alla morte misteriosa del padre.
Freud mette in luce cosa c’è dietro il comportamento di Nathaniel: l’incertezza intellettuale come
intendeva Jentsch non ha a che vedere col perturbante in questo caso, ma è valida però per quanto
riguarda la bambola Olimpia. !
Evidenziamo che ci troviamo di fronte ad un’angoscia infantile legata al perdere gli occhi.!
!
Hoffmann ne “Gli elisir del diavolo” elenca dei motivi che esercitano un effetto perturbante:
1) Sosia: comparsa di personaggi del medesimo aspetto tra i quali c’è trasmissione di processi
psichici e l’identificazione di se stessi con un’altra persona, cosí da dubitare del proprio io.
(Rank scrive riguardo l’evoluzione del sosia: in origine rappresentava una fortezza contro la
scomparsa dell’io e probabilmente il primo sosia del corpo fu l’anima immortale.) !
!
2) Ripetizione non intenzionale di avvenimenti simili (ritrovarsi più volte nella stessa strada): si insinua
l’idea della fatalità laddove avremmo solo parlato di caso [il meccanismo della ripetizione si trova pure
nella Coscienza di Zeno: Zeno fumava una sigaretta in certe date precise. Il problema del fumo è
legato al padre.]
Perturbante è anche avere dei presentimenti che dipendono secondo Freud dall’”onnipotenza del
pensiero” e questo ci riporta alla concezione del mondo propria dell’animismo: mondo popolato da
spiriti e forze magiche.
Schelling: il perturbante è qualcosa che sarebbe dovuto rimanere nascosto ma che invece è
riemerso. A molti uomini è perturbante qualsiasi cosa abbia a che fare con la morte. !
Il timore primitivo dei morti è dato dalla credenza che il morto è nemico del vivo e vuole portarlo con
se. Essendo un timore primitivo, bisogna chiedersi che fine ha fatto il meccanismo di rimozione che
porta poi al perturbante. Ufficialmente le persone colte non credono che il morto diventa spirito.
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Il perturbante - Freud 1919

Nella psicanalisi il Perturbante è tutto ciò che si presenta come estraneo e non familiare al soggetto, generando in lui angoscia e terrore, che deriva contraddittoriamente da ciò che gli era già noto da lungo tempo, ma che era diventato oggetto di una rimozione. Appartiene quindi alla sfera dello spaventoso. Freud fa un’analisi linguistica: Unheimlich -> perturbante; è l’antitesi di Heimlich ( tranquillo ) e heimisch ( nativo ) e quindi familiare. Se qualcosa provoca spavento è perchè non è familiare. Tutto ciò che è nuovo non è per forza spaventoso. Anche la psicoanalisi è considerata perturbante poiché fa riaffiorare cose occulte. Nel suo saggio, Jentsch afferma che il perturbante è diverso da individuo a individuo. Per Jentsch la condizione essenziale affinché si abbia il perturbante è l’ incertezza dell’intelletto : se l’uomo si orienta bene nel mondo che lo circonda, ha meno probabilità di essere turbato. Secondo Jentsch, alcuni oggetti che sono capaci di destare in noi il senso di perturbante sono figure di cera, pupazzi o automi : abbiamo il dubbio che sia o meno privo di vita. Altri casi che provocano il senso di perturbante sono attacchi epilettici e di pazzia , anche teste mozzate , piedi che danzano, seppellimento prematuro (deriva dal complesso di evirazione). Ci si trova di fronte ad perturbante quando il confine tra fantasia e realtà si fa labile. Jentsch scrive anche che un modo per creare il senso di perturbamento è tenere il lettore di un racconto in un senso di incertezza sull’identità di una persona o automa di una figura del racconto stesso. Hoffmann ha usato nei suoi racconti fantastici espedienti di perturbante, nel “Il mago sabbiolino”: Olimpia che è una bambola dotata di vita apparente e il mago che strappa gli occhi ai bambini. Il protagonista è Nathaniel che non può liberarsi dei ricordi legati alla morte misteriosa del padre. Freud mette in luce cosa c’è dietro il comportamento di Nathaniel: l’incertezza intellettuale come intendeva Jentsch non ha a che vedere col perturbante in questo caso, ma è valida però per quanto riguarda la bambola Olimpia. Evidenziamo che ci troviamo di fronte ad un’angoscia infantile legata al perdere gli occhi. Hoffmann ne “Gli elisir del diavolo” elenca dei motivi che esercitano un effetto perturbante:

  1. Sosia : comparsa di personaggi del medesimo aspetto tra i quali c’è trasmissione di processi psichici e l’identificazione di se stessi con un’altra persona, cosí da dubitare del proprio io. (Rank scrive riguardo l’evoluzione del sosia: in origine rappresentava una fortezza contro la scomparsa dell’io e probabilmente il primo sosia del corpo fu l’anima immortale.)
  2. Ripetizione non intenzionale di avvenimenti simili (ritrovarsi più volte nella stessa strada): si insinua l’idea della fatalità laddove avremmo solo parlato di caso [il meccanismo della ripetizione si trova pure nella Coscienza di Zeno: Zeno fumava una sigaretta in certe date precise. Il problema del fumo è legato al padre.] Perturbante è anche avere dei presentimenti che dipendono secondo Freud dall’”onnipotenza del pensiero” e questo ci riporta alla concezione del mondo propria dell’animismo : mondo popolato da spiriti e forze magiche. Schelling: il perturbante è qualcosa che sarebbe dovuto rimanere nascosto ma che invece è riemerso. A molti uomini è perturbante qualsiasi cosa abbia a che fare con la morte. Il timore primitivo dei morti è dato dalla credenza che il morto è nemico del vivo e vuole portarlo con se. Essendo un timore primitivo , bisogna chiedersi che fine ha fatto il meccanismo di rimozione che porta poi al perturbante. Ufficialmente le persone colte non credono che il morto diventa spirito.

Alcuni uomini definiscono perturbante l’ apparato genitale femminile : questo perchè è l’antica patria dell’uomo, dove ha dimorato un tempo, “questo luogo mi è noto, ci sono già stato” riferito al corpo della madre. In alcuni contesti qualcosa che può essere perturbante, può diventare comica: ci devono essere delle condizioni. C’è una differenza tra perturbante sperimentato direttamente (risponde a condizioni più semplici come il riaffiorare di traumi infantili o la riconferma di una credenza primitiva) e perturbante immaginario(dipende da come un artista imposta la narrazione; il poeta evita fino in fondo dei chiarimenti, insinuando il dubbio)