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Freud il perturbante riassunto breve
Tipologia: Appunti
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Nella psicanalisi il Perturbante è tutto ciò che si presenta come estraneo e non familiare al soggetto, generando in lui angoscia e terrore, che deriva contraddittoriamente da ciò che gli era già noto da lungo tempo, ma che era diventato oggetto di una rimozione. Appartiene quindi alla sfera dello spaventoso. Freud fa un’analisi linguistica: Unheimlich -> perturbante; è l’antitesi di Heimlich ( tranquillo ) e heimisch ( nativo ) e quindi familiare. Se qualcosa provoca spavento è perchè non è familiare. Tutto ciò che è nuovo non è per forza spaventoso. Anche la psicoanalisi è considerata perturbante poiché fa riaffiorare cose occulte. Nel suo saggio, Jentsch afferma che il perturbante è diverso da individuo a individuo. Per Jentsch la condizione essenziale affinché si abbia il perturbante è l’ incertezza dell’intelletto : se l’uomo si orienta bene nel mondo che lo circonda, ha meno probabilità di essere turbato. Secondo Jentsch, alcuni oggetti che sono capaci di destare in noi il senso di perturbante sono figure di cera, pupazzi o automi : abbiamo il dubbio che sia o meno privo di vita. Altri casi che provocano il senso di perturbante sono attacchi epilettici e di pazzia , anche teste mozzate , piedi che danzano, seppellimento prematuro (deriva dal complesso di evirazione). Ci si trova di fronte ad perturbante quando il confine tra fantasia e realtà si fa labile. Jentsch scrive anche che un modo per creare il senso di perturbamento è tenere il lettore di un racconto in un senso di incertezza sull’identità di una persona o automa di una figura del racconto stesso. Hoffmann ha usato nei suoi racconti fantastici espedienti di perturbante, nel “Il mago sabbiolino”: Olimpia che è una bambola dotata di vita apparente e il mago che strappa gli occhi ai bambini. Il protagonista è Nathaniel che non può liberarsi dei ricordi legati alla morte misteriosa del padre. Freud mette in luce cosa c’è dietro il comportamento di Nathaniel: l’incertezza intellettuale come intendeva Jentsch non ha a che vedere col perturbante in questo caso, ma è valida però per quanto riguarda la bambola Olimpia. Evidenziamo che ci troviamo di fronte ad un’angoscia infantile legata al perdere gli occhi. Hoffmann ne “Gli elisir del diavolo” elenca dei motivi che esercitano un effetto perturbante:
Alcuni uomini definiscono perturbante l’ apparato genitale femminile : questo perchè è l’antica patria dell’uomo, dove ha dimorato un tempo, “questo luogo mi è noto, ci sono già stato” riferito al corpo della madre. In alcuni contesti qualcosa che può essere perturbante, può diventare comica: ci devono essere delle condizioni. C’è una differenza tra perturbante sperimentato direttamente (risponde a condizioni più semplici come il riaffiorare di traumi infantili o la riconferma di una credenza primitiva) e perturbante immaginario(dipende da come un artista imposta la narrazione; il poeta evita fino in fondo dei chiarimenti, insinuando il dubbio)