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Il processo d'apprendimento, Dispense di Psicologia

Veloce riassunto di alcuni punti riguardanti l'apprendimento.

Tipologia: Dispense

2016/2017

Caricato il 05/08/2017

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Dario_docs 🇮🇹

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Il processo d’apprendimento
1.1 Caratteristiche dell’apprendimento
1. L’apprendimento può essere definito come un cambiamento del comportamento o della perce-
zione quale risultato dell’esperienza. Il cambiamento può essere fisico e manifesto (ad es., sa-
per andare in bicicletta) o psicologico e attitudinale (migliore motivazione, percezione più acu-
ta, processi mentali più rapidi ecc.).
2. L’apprendimento è multifattoriale. Il processo d’apprendimento può valersi (anche simulta-
neamente e cumulativamente) di componenti verbali, concettuali, percettive, motorie, emotive
e d’abilità nel risolvere problemi.
3. L’apprendimento è multifattoriale anche in un altro senso. Mentre si applica alla materia del
momento lo studente può andar imparando altre cose utili. Questo apprendimento, quantun-
que spesso chiamato “accidentale”, può avere un influsso significativo sullo sviluppo globale
dello studente.
1.2 Le leggi dell’apprendimento
Si deve allo psicologo americano Edward L. Thorndike la formulazione di una serie di “leggi
dell’apprendimento” valide per qualunque materia. Sebbene queste “leggi” non siano così assolute
come quelle della fisica, offrono un’importante contributo alla comprensione degli elementi che
costituiscono un insegnamento efficace.
1. La legge della motivazione stabilisce che se uno studente è pronto a imparare ed ha una for-
te determinazione, obbiettivi chiari e ben fondate ragioni per imparare, farà migliori progressi
che in mancanza di tutto ciò. La motivazione implica la concentrazione.
2. La legge dell’esercizio afferma che le cose ripetute più spesso sono ricordate meglio (o me-
glio eseguite). Ciò sta alla base dell’addestramento e della pratica.
3. La legge dell’effetto si riferisce alle reazioni emotive dell’apprendente:
a. l’apprendimento viene rinforzato quando è accompagnato da sensazioni piacevoli o soddi-
sfacenti;
b. l’apprendimento si indebolisce quando è associato a sensazioni spiacevoli o frustranti.
4. La legge della priorità stabilisce che le cose imparate per prime creano spesso un’im-
pressione forte e quasi incancellabile. Questa “legge” significa che le cattive abitudini apprese
precocemente sono dure a morire: l’insegnante deve quindi insistere nel richiedere prestazioni
corrette fin dall’inizio.
5. La legge dell’intensità afferma che da un’esperienza vivida, drammatica, eccitante o coinvol-
gente si impara più che da una routine d’esercizi noiosi. Una conseguenza di questa legge è
che lo studente impara di più dalla “cosa reale” che da una sua simulazione.
6. La legge della prossimità afferma che si ricordano meglio le cose imparate più di recente.
L’insegnante deve tenerne conto nel pianificare una lezione o una discussione critica.
1.3 Percezione e comprensione
1. La percezione è molto più che la recezione di stimoli provenienti dai cinque sensi. La perce-
zione si ha quando il soggetto dà un significato alle sensazioni. Così, le percezioni sono le fon-
damenta di ogni apprendimento.
2. Tra i fattori che influenzano le capacità percettive di una persona vi sono:
a. la costituzione fisica e lo stato di salute;
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Il processo d’apprendimento

1.1 Caratteristiche dell’apprendimento

  1. L’apprendimento può essere definito come un cambiamento del comportamento o della perce- zione quale risultato dell’esperienza. Il cambiamento può essere fisico e manifesto (ad es., sa- per andare in bicicletta) o psicologico e attitudinale (migliore motivazione, percezione più acu- ta, processi mentali più rapidi ecc.).
  2. L’apprendimento è multifattoriale. Il processo d’apprendimento può valersi (anche simulta- neamente e cumulativamente) di componenti verbali, concettuali, percettive, motorie, emotive e d’abilità nel risolvere problemi.
  3. L’apprendimento è multifattoriale anche in un altro senso. Mentre si applica alla materia del momento lo studente può andar imparando altre cose utili. Questo apprendimento, quantun- que spesso chiamato “accidentale”, può avere un influsso significativo sullo sviluppo globale dello studente.

1.2 Le leggi dell’apprendimento

Si deve allo psicologo americano Edward L. Thorndike la formulazione di una serie di “leggi dell’apprendimento” valide per qualunque materia. Sebbene queste “leggi” non siano così assolute come quelle della fisica, offrono un’importante contributo alla comprensione degli elementi che costituiscono un insegnamento efficace.

  1. La legge della motivazione stabilisce che se uno studente è pronto a imparare ed ha una for- te determinazione, obbiettivi chiari e ben fondate ragioni per imparare, farà migliori progressi che in mancanza di tutto ciò. La motivazione implica la concentrazione.
  2. La legge dell’esercizio afferma che le cose ripetute più spesso sono ricordate meglio (o me- glio eseguite). Ciò sta alla base dell’addestramento e della pratica.
  3. La legge dell’effetto si riferisce alle reazioni emotive dell’apprendente:

a. l’apprendimento viene rinforzato quando è accompagnato da sensazioni piacevoli o soddi- sfacenti; b. l’apprendimento si indebolisce quando è associato a sensazioni spiacevoli o frustranti.

  1. La legge della priorità stabilisce che le cose imparate per prime creano spesso un’im- pressione forte e quasi incancellabile. Questa “legge” significa che le cattive abitudini apprese precocemente sono dure a morire: l’insegnante deve quindi insistere nel richiedere prestazioni corrette fin dall’inizio.
  2. La legge dell’intensità afferma che da un’esperienza vivida, drammatica, eccitante o coinvol- gente si impara più che da una routine d’esercizi noiosi. Una conseguenza di questa legge è che lo studente impara di più dalla “cosa reale” che da una sua simulazione.
  3. La legge della prossimità afferma che si ricordano meglio le cose imparate più di recente. L’insegnante deve tenerne conto nel pianificare una lezione o una discussione critica.

1.3 Percezione e comprensione

  1. La percezione è molto più che la recezione di stimoli provenienti dai cinque sensi. La perce- zione si ha quando il soggetto dà un significato alle sensazioni. Così, le percezioni sono le fon- damenta di ogni apprendimento.
  2. Tra i fattori che influenzano le capacità percettive di una persona vi sono:

a. la costituzione fisica e lo stato di salute;

b. i bisogni fondamentali della persona; c. gli obbiettivi e i valori; d. il concetto di sé; e. il tempo e l’opportunità; f. l’avvertenza d’un pericolo o d’una minaccia.

  1. I bisogni fondamentali della persona non sono solo il cibo, il sonno e la riproduzione. Ce n’è uno forse ancor più rilevante, ed è il bisogno di mantenere, preservare, incrementare e perpe- tuare l’organizzazione del sé. Di conseguenza, ogni percezione è influenzata da questo bisogno essenziale.
  2. La paura influenza la percezione in quanto restringe il campo percettivo:

a. di fronte al pericolo, la persona tende a concentrare l’attenzione sull’oggetto o sulla situa- zione pericolosi; b. l’ansia che ne risulta limita ulteriormente la recettività e indebolisce l’acutezza mentale.

  1. La comprensione si ha quando le percezioni sono raggruppate in un tutto significativo, vale a dire quando “uno ha il quadro completo”. a. Evocare la comprensione è la maggiore responsabilità dell’insegnante. b. L’insegnante accelera il processo di apprendimento spiegando le relazioni fra i vari ele- menti man mano che essi vengono percepiti, promuovendo così lo sviluppo delle capacità di comprensioe degli studenti.

1.4 Dimenticanza e ritenzione

  1. Ci sono tre principali teorie sulla dimenticanza:

a. la teoria del disuso stabilisce che si tende a dimenticare ciò che non viene utilizzato per un lungo lasso di tempo. La riprova sta nelle poche nozioni che restano di molte fra le ma- terie studiate appena qualche anno dopo aver terminato la scuola; b. la teoria dell’interferenza sostiene che la gente dimentica a causa di nuove esperienze che si sovrappongono all’apprendimento originario. In altri termini, eventi nuovi o suc- cessivi possono “spiazzare” ciò che si è appreso in precedenza: c. la teoria della rimozione afferma che alcune dimenticanze si devono alla sommersione nell’inconscio di idee o pensieri sgradevoli. Ciò che produce ansia, dolore, angoscia viene “dimenticato”, pur se non intenzionalmente, come una reazione dell’inconscio a protezione dell’io cosciente.

  1. La ritenzione (il ricordo) è favorita e stimolata dai seguenti fattori:

a. rinforzi positivi, come apprezzamenti, riconoscimenti o altri tipi di ricompense. Le rispo- ste che danno un ritorno piacevole tendono a venir ripetute; b. ripetizioni significative (applicazioni). Tre o quattro ripetizioni producono il massimo ef- fetto, dopo di che la capacità di ritenzione e il livello di apprendimento decrescono rapi- damente; c. spiegazioni. Una cosa di cui si conosce il perché, il meccanismo di funzionamento o lo sco- po a cui serve si ricorda più facilmente d’una cosa imparata “a pappagallo”; d. dimostrazioni ed esercitazioni. Tener sempre presente il vecchio detto: “Parlamene, e lo scorderò; fammelo vedere, e lo capirò; fammelo fare, e lo ricorderò”; e. occasioni frequenti di stimolare gli studenti a fare domande.

1.5 Il transfert

Lo studente può essere tanto agevolato quanto fuorviato dalle cose imparate in precedenza; questo processo è detto “ transfert di apprendimento”.