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Il risorgimento italiano, Appunti di Storia

Il documento tratta del risorgimento italiano, di tutti gli avvenimenti chiave che hanno portato fino all'unificazione della penisola italica. Si tratta di appunti presi direttamente a lezione, a macchina.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 02/07/2023

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tommyys 🇮🇹

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Il risorgimento italiano
Con risorgimento si indica il processo storico che porta alla formazione dello stato nazionale, unitario, in Italia.
Rivoluzioni del ‘48
IN Francia lo sviluppo economico (dovuto alla rivoluzione industriale) ha accentuato le differenze tra salariati e la borghesia
capitalista, sempre più ricca. Inoltre il diritto di voto era riconosciuto solo a poche persone. La rivoluzione porta alla caduta di Filippo
Luigi d’Orlean, viene riportata la repubblica. La borghesia, impaurita dall’esito troppo sociale della rivoluzione offre la presidenza della
repubblica a Carlo LUigi Napoleone BOnaparte, il nipote del vero Napoleone, che pur non valendo gran che riesce a ottenere il consenso
grazie al suo nome.
NElla confederazione Germanica scoppia una rivolta per una costituzione (col modello di Cadice) e l’unificazione del paese. La rivolta si
conclude in modo vano grazie all’azione della Prussia.
IN Austria scoppia una rivolta di carattere nazionalistico: le diverse etnie presenti in Austria combattevano per l’indipendeza. La
rivolta venne repressa militarmente.
Anche in Italia scoppia la rivolta, dal momento che il paese era frammentato e era pieno di governi assoluti. NEl 46 l’elezione di papa Pio 9°
aveva portato speranza al popolo, dato che simpatizzava con i liberali. DI fatto queste speranze furono vane e ciò portò alla rivolta,
che scoppiò:
IN sicilia, dove Ferdinando II fu costretto a concerdere la costituzione. Stessa cosa accadde in:
Stato Pontificio
Toscana
Piemonte
Regno Lombardo-Veneto: dal momento che gli austriaci si rifiutarono di concedere la costituzione, Venezia e Milano insorsero,
constrigendo gli austriaci alla fuga, in un primo momento.
Il sentimento di identità nazionale era rappresentato da due movimenti politici diversi:
I moderati: pensavano a unificare il paese sotto una monarchia costituzionale sotto il controllo del monarca o del papa (neo-guelfi)
I democratici: pensavano ad un italia sotto un governo repubblicano.
A milano, nel momento dell’insurrezione, prevaleva il movimento moderato, che propose al re Carlo Alberto (savoia) di porsi a capo della
loro insurrezione, dal momento che aveva dimostrato simpatie nei confronti dei liberali. Carlo Alberto temporeggia, dal momento che si
trattava di andare contro l’impero austriaco, fino a che non dichiara letteralmente guerra all’impero austriaco. Questa azione
genera entusiasmo in tutta l’italia: molti paesi mandano truppe e contingenti al re dei Savoia. NOnostante ciò, per via dell’indugio di
Carlo Alberto le truppe vengono ritirate ed egli subisce una sconfitta a Custoza e si ritira. A questo punto prevalgono i democratici,
che insorgono a Roma e in Toscana, dove vengono proclamate delle repubbliche. A roma, il Papa è costretto a fuggire. I repubblicani si
erano organizzati sotto Mazzini. A questo punto Carlo Alberto si rimette in gioco perchè se i repubblicani avessero avuto successo
tutti gli stati italiai sarebbero diventanti repubbliche (e lui naturalmente puntava ad avere un certo controllo sull’italia. Subisce però
una sconfitta ed è costretto a ritirarsi. Sale al trono Vittorio Emanuele II che sarà il primo grande sovrano d’Italia. PUrtroppo, nel
frattempo, tutti i moti vengono repressi e cadono le repubbliche di Roma e Venezia.
Carlo Alberto, dichiarando guerra all’austria da inizio alla prima guerra di indipendenza. Con Carlo, inizialmente si schierano alcuni stati
italiani che poi, come sappiamo, ritirano le truppe. Gli austriaci, quindi, a Custoza sconfiggono Carlo. Dopo di che torna in campo,
temendo i democratici, ma viene sconfitto di nuovo. A questo punto gli succede suo figlio, Vittorio Emanuele II. In italia tornano i
governi precedenti e vengono abbattute tutte le costituzioni, a parte in piemonte, dove vige lo statuto albertino di Carlo Alberto.
In Piemonte, il primo ministro, monarchico, Camillo Benso, conte di Cavour pensava che l’unificazione d’Italia fosse utile per fini
ecnomici. Capisce che la prima guerra di indipendenza è fallita perchè non c’è stato il supporto delle altre potenze europee. Infatti, per
scacciare gli austriaci cerca l’alleanza con Napoleone III di francia che ormai da presidente era diventato un vero e proprio
imperatore. Riesce nel suo intento quando l’imperatore di Francia scappa da un attentato per mano del repubblicano, italiano, Felice
Orsini. Quando l’imperatore scappa Cavour tenta di fargli capire che gli conviene sistemare la situazione in italia, dato l’evento appena
accaduto. L’imperatore capisce ciò e nel 1858 a Plombieres accorda con Cavour per sistemare l’assetto dell’italia.
Si pensava ad un italia tripartita:
Alta Italia (savoia)
Italia centrale (papa)
Italia Meridionale (Borbone)
IN realtà ognuno aveva obbiettivi diversi: Napoleone voleva estendere il suo controllo in italia, mentre Cavour voleva unificare tutta
l’italia sopra i Savoia. L’accordo tra di loro prevedeva che Napoleone sarebbe intervenuto nel caso in cui l’Austria avesse attaccato il
Piemonte. Cavour, quindi, inizia a provocare l’austria (truppe al confine etc), che cede e attacca. Secondo accordi la Francia reagisce
insieme alle truppe italiane. Inizia la seconda guerra di indipendenza. Subito due vittore prendono luogo:
San Martino
SOlferino
Nelle regioni centrali, nel frattempo si crea una corrente di annessionismo al piemonte, le regioni chiedono quindi di essere ammesse al
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Il risorgimento italiano

Con risorgimento si indica il processo storico che porta alla formazione dello stato nazionale, unitario, in Italia.

Rivoluzioni del ‘ IN Francia lo sviluppo economico (dovuto alla rivoluzione industriale) ha accentuato le differenze tra salariati e la borghesia capitalista, sempre più ricca. Inoltre il diritto di voto era riconosciuto solo a poche persone. La rivoluzione porta alla caduta di Filippo Luigi d’Orlean, viene riportata la repubblica. La borghesia, impaurita dall’esito troppo sociale della rivoluzione offre la presidenza della repubblica a Carlo LUigi Napoleone BOnaparte, il nipote del vero Napoleone, che pur non valendo gran che riesce a ottenere il consenso grazie al suo nome. NElla confederazione Germanica scoppia una rivolta per una costituzione (col modello di Cadice) e l’unificazione del paese. La rivolta si conclude in modo vano grazie all’azione della Prussia. IN Austria scoppia una rivolta di carattere nazionalistico: le diverse etnie presenti in Austria combattevano per l’indipendeza. La rivolta venne repressa militarmente. Anche in Italia scoppia la rivolta, dal momento che il paese era frammentato e era pieno di governi assoluti. NEl 46 l’elezione di papa Pio 9° aveva portato speranza al popolo, dato che simpatizzava con i liberali. DI fatto queste speranze furono vane e ciò portò alla rivolta, che scoppiò:

  • IN sicilia, dove Ferdinando II fu costretto a concerdere la costituzione. Stessa cosa accadde in:
  • Stato Pontificio
  • Toscana
  • Piemonte
  • Regno Lombardo-Veneto: dal momento che gli austriaci si rifiutarono di concedere la costituzione, Venezia e Milano insorsero, constrigendo gli austriaci alla fuga, in un primo momento. Il sentimento di identità nazionale era rappresentato da due movimenti politici diversi:
  • I moderati: pensavano a unificare il paese sotto una monarchia costituzionale sotto il controllo del monarca o del papa (neo-guelfi)
  • I democratici: pensavano ad un italia sotto un governo repubblicano. A milano, nel momento dell’insurrezione, prevaleva il movimento moderato, che propose al re Carlo Alberto (savoia) di porsi a capo della loro insurrezione, dal momento che aveva dimostrato simpatie nei confronti dei liberali. Carlo Alberto temporeggia, dal momento che si trattava di andare contro l’impero austriaco, fino a che non dichiara letteralmente guerra all’impero austriaco. Questa azione genera entusiasmo in tutta l’italia: molti paesi mandano truppe e contingenti al re dei Savoia. NOnostante ciò, per via dell’indugio di Carlo Alberto le truppe vengono ritirate ed egli subisce una sconfitta a Custoza e si ritira. A questo punto prevalgono i democratici, che insorgono a Roma e in Toscana, dove vengono proclamate delle repubbliche. A roma, il Papa è costretto a fuggire. I repubblicani si erano organizzati sotto Mazzini. A questo punto Carlo Alberto si rimette in gioco perchè se i repubblicani avessero avuto successo tutti gli stati italiai sarebbero diventanti repubbliche (e lui naturalmente puntava ad avere un certo controllo sull’italia. Subisce però una sconfitta ed è costretto a ritirarsi. Sale al trono Vittorio Emanuele II che sarà il primo grande sovrano d’Italia. PUrtroppo, nel frattempo, tutti i moti vengono repressi e cadono le repubbliche di Roma e Venezia. Carlo Alberto, dichiarando guerra all’austria da inizio alla prima guerra di indipendenza. Con Carlo, inizialmente si schierano alcuni stati italiani che poi, come sappiamo, ritirano le truppe. Gli austriaci, quindi, a Custoza sconfiggono Carlo. Dopo di che torna in campo, temendo i democratici, ma viene sconfitto di nuovo. A questo punto gli succede suo figlio, Vittorio Emanuele II. In italia tornano i governi precedenti e vengono abbattute tutte le costituzioni, a parte in piemonte, dove vige lo statuto albertino di Carlo Alberto. In Piemonte, il primo ministro, monarchico, Camillo Benso, conte di Cavour pensava che l’unificazione d’Italia fosse utile per fini ecnomici. Capisce che la prima guerra di indipendenza è fallita perchè non c’è stato il supporto delle altre potenze europee. Infatti, per scacciare gli austriaci cerca l’alleanza con Napoleone III di francia che ormai da presidente era diventato un vero e proprio imperatore. Riesce nel suo intento quando l’imperatore di Francia scappa da un attentato per mano del repubblicano, italiano, Felice Orsini. Quando l’imperatore scappa Cavour tenta di fargli capire che gli conviene sistemare la situazione in italia, dato l’evento appena

accaduto. L’imperatore capisce ciò e nel 1858 a Plombieres accorda con Cavour per sistemare l’assetto dell’italia.

Si pensava ad un italia tripartita:

  • Alta Italia (savoia)
  • Italia centrale (papa)
  • Italia Meridionale (Borbone) IN realtà ognuno aveva obbiettivi diversi: Napoleone voleva estendere il suo controllo in italia, mentre Cavour voleva unificare tutta l’italia sopra i Savoia. L’accordo tra di loro prevedeva che Napoleone sarebbe intervenuto nel caso in cui l’Austria avesse attaccato il Piemonte. Cavour, quindi, inizia a provocare l’austria (truppe al confine etc), che cede e attacca. Secondo accordi la Francia reagisce insieme alle truppe italiane. Inizia la seconda guerra di indipendenza. Subito due vittore prendono luogo:
  • San Martino
  • SOlferino Nelle regioni centrali, nel frattempo si crea una corrente di annessionismo al piemonte, le regioni chiedono quindi di essere ammesse al

piemonte. Napoleone, però, per via di queste richieste, avendo paura che l’italia diventasse troppo potente, dato che voleva avere un influenza, tradisce Cavour e si ritira. Firma con l’austria una pace separata, nell’armistizio di VillaFranca nonostante stesse vincendo. L’austria, in segno di disprezzo verso l’Italia cede la LOmbardia alla francia, nonostante sarebbe poi tornata all’Italia, invece di darla direttamente all’Italia. (NB doveva fare ciò dal momento che stava perdendo). Cavour, essendo il suo progetto fallito, si dimette. Nel 1860, per l’insistenza del popolo, Cavour viene richiamato con il favore di Inglesi e Francesi. Essi hanno paura che i democratici prendano il sopravvento, da questo punto di vista, Cavour, moderato, avrebbe placato gli animi. Cavour cede alla Francia la Savoia, come d’accordo a Plombieres per liberarsi dei “debiti” alla francia e procede con l’ammissioni della toscana e dell’emilia al regno di Sardegna. Impresa dei mille I democratici aprono l’iniziativa per l’impresa, guidata da Garibaldi. L’impresa parte da Quarto, in Liguria, per poi sbarcare a Marsala, in Sicilia. Il re della Sicilia non riesce a mantenere il popolo, che vede Garibaldi come un liberatore. COn minimo sforzo, Garibaldi, espugna tutta la sicilia, con la battaglia di Milazzo. Garibaldi, politico moderno, però genera il malcontento di Cavour, in quanto aveva paura che dopo che Garibaldi avesse portato una rivolta importante Francia e Inghilterra sarebbero intervenuti, vanificando ogni suo sforzo. Garibaldi inizia la sua marcia verso nord, anche a Napoli viene accolto con entusiasmo; persino i soldati mandati contro di lui si alleano. Cavour manda quindi l’esercito nello stato pontificio, impaurito dal fatto che Garibaldi attaccasse il papa, causando la reazione di tutti i paesi cattolici. Garibaldi nel frattempo ottiene una vittoria nella battaglia del volturno. Le truppe garibaldine e piemontesi si avvicinano ma non arrivano allo scontro. Garibaldi capisce che unificare l’italia è più importante di una forma di stato. Garibaldi e

Vittorio Emanuele si incontrano e al re di piemonte viene consegnato il sud. Il 17 marzo 1861 re Emanuele II viene proclamato re

d’Italia.