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Il documento tratta del risorgimento italiano, di tutti gli avvenimenti chiave che hanno portato fino all'unificazione della penisola italica. Si tratta di appunti presi direttamente a lezione, a macchina.
Tipologia: Appunti
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Rivoluzioni del ‘ IN Francia lo sviluppo economico (dovuto alla rivoluzione industriale) ha accentuato le differenze tra salariati e la borghesia capitalista, sempre più ricca. Inoltre il diritto di voto era riconosciuto solo a poche persone. La rivoluzione porta alla caduta di Filippo Luigi d’Orlean, viene riportata la repubblica. La borghesia, impaurita dall’esito troppo sociale della rivoluzione offre la presidenza della repubblica a Carlo LUigi Napoleone BOnaparte, il nipote del vero Napoleone, che pur non valendo gran che riesce a ottenere il consenso grazie al suo nome. NElla confederazione Germanica scoppia una rivolta per una costituzione (col modello di Cadice) e l’unificazione del paese. La rivolta si conclude in modo vano grazie all’azione della Prussia. IN Austria scoppia una rivolta di carattere nazionalistico: le diverse etnie presenti in Austria combattevano per l’indipendeza. La rivolta venne repressa militarmente. Anche in Italia scoppia la rivolta, dal momento che il paese era frammentato e era pieno di governi assoluti. NEl 46 l’elezione di papa Pio 9° aveva portato speranza al popolo, dato che simpatizzava con i liberali. DI fatto queste speranze furono vane e ciò portò alla rivolta, che scoppiò:
Si pensava ad un italia tripartita:
piemonte. Napoleone, però, per via di queste richieste, avendo paura che l’italia diventasse troppo potente, dato che voleva avere un influenza, tradisce Cavour e si ritira. Firma con l’austria una pace separata, nell’armistizio di VillaFranca nonostante stesse vincendo. L’austria, in segno di disprezzo verso l’Italia cede la LOmbardia alla francia, nonostante sarebbe poi tornata all’Italia, invece di darla direttamente all’Italia. (NB doveva fare ciò dal momento che stava perdendo). Cavour, essendo il suo progetto fallito, si dimette. Nel 1860, per l’insistenza del popolo, Cavour viene richiamato con il favore di Inglesi e Francesi. Essi hanno paura che i democratici prendano il sopravvento, da questo punto di vista, Cavour, moderato, avrebbe placato gli animi. Cavour cede alla Francia la Savoia, come d’accordo a Plombieres per liberarsi dei “debiti” alla francia e procede con l’ammissioni della toscana e dell’emilia al regno di Sardegna. Impresa dei mille I democratici aprono l’iniziativa per l’impresa, guidata da Garibaldi. L’impresa parte da Quarto, in Liguria, per poi sbarcare a Marsala, in Sicilia. Il re della Sicilia non riesce a mantenere il popolo, che vede Garibaldi come un liberatore. COn minimo sforzo, Garibaldi, espugna tutta la sicilia, con la battaglia di Milazzo. Garibaldi, politico moderno, però genera il malcontento di Cavour, in quanto aveva paura che dopo che Garibaldi avesse portato una rivolta importante Francia e Inghilterra sarebbero intervenuti, vanificando ogni suo sforzo. Garibaldi inizia la sua marcia verso nord, anche a Napoli viene accolto con entusiasmo; persino i soldati mandati contro di lui si alleano. Cavour manda quindi l’esercito nello stato pontificio, impaurito dal fatto che Garibaldi attaccasse il papa, causando la reazione di tutti i paesi cattolici. Garibaldi nel frattempo ottiene una vittoria nella battaglia del volturno. Le truppe garibaldine e piemontesi si avvicinano ma non arrivano allo scontro. Garibaldi capisce che unificare l’italia è più importante di una forma di stato. Garibaldi e
d’Italia.