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Appunti sul risorgimento, Appunti di Storia

Il periodo storico del Risorgimento italiano, che ha portato all'unificazione del paese dopo secoli di divisione. Si parla del concetto di nazione, dei movimenti locali e delle rivoluzioni liberali che si sono susseguite in Italia e in Europa. Vengono presentati i principali esponenti del Risorgimento e le loro idee riguardo all'unificazione dell'Italia.

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 08/02/2022

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IL RISORGIMENTO ITALIANO
Con il termine risorgimento si ha un idea di rinascita, si indica il periodo che ha portato all’unificazione del
paese, dopo secoli di divisione.
Ciò che è accaduto è stato sì positivo, però ciò ha avuto anche dei limiti.
CONCETTO DI NAZIONE
Ora nel territorio italiano vi è un popolo che sente di essere unito, ciò è accaduto grazie all’età romantica.
Nel primo Ottocento il temine nazione ha assunto il significato di comunità formata da persone unite da
origini, lingua, cultura e tradizioni comuni.
Il concetto di nazione si sviluppa raccogliendo l’eredità culturale della rivoluzione francese.
Nel primo Ottocento non vi era lo stato italiano, ma coloro che si sentivano nazione, fratelli d’Italia,
volevano dare vita ad uno stato.
Nacquero così in Italia dei movimenti locali che avevano come obiettivo la costituzione; era ancora assente
un’idea di nazione, avevano obiettivi locali, non nazionali.
Nel 1820-21 ci fu quindi una serie di rivoluzioni liberali che partirono dalla Spagna e si estesero in Europa.
Scoppiò a Napoli nel 1820 una rivolta, guidata dal generale Guglielmo Pepe.
In un primo momento il re Ferdinando I di Borbone concesse la costituzione, ma nel Marzo del 1821
l’esercito austriaco sconfisse questa rivolta e riportò l’ordine nel regno.
Intanto la rivoluzione scoppiava in Piemonte; il re Vittorio Emanuele I di Savoia abdicò di fronte
all’insurrezione dell’esercito, ciò lo fece a favore del fratello Carlo Felice, che però si trovava fuori dal
regno. Così il principe ore reggente Carlo Alberto (figlio di Emanuele) concesse la costituzione, ma quando
Carlo Felice gli impose di ritirarla, obbedì e le truppe austriache repressero l’insurrezione.
Il movimento costituzionale fu esteso anche al Lombardo Veneto dove l’Austria per prevenire le
insurrezioni fece un accurato controllo delle varie associazioni liberali e dei gruppi carbonari.
I liberali vennero incarcerati e condannati a scontare diversi anni di prigionia nella fortezza asburgica dello
Spielberg.
Alcuni morirono e altri come Piero Maroncelli ne uscirono dopo 10 anni duramente provati.
Sulle difficili condizioni di vita dello Spielberg Silvio Pellico scrisse un libro autobiografico che si diffuse in
tutta Europa come testimonianza umana e politica.
Nel 1831, dopo Francia, Belgio e Polonia, la rivoluzione si estese nell’Italia centrale.
Partita da Modena, l’insurrezione passò a Parma, Reggio e le città dello Stato Pontificio, dove venne
dichiarato decaduto il potere del pontefice e proclamato lo Stato delle Province Unite.
Le truppe austriache intervennero e in poche settimane la rivolta fu repressa.
Dal fallimento dei moti dal 1820 al 1831, nacque una riflessione di un patriota italiano, Giuseppe Mazzini
che viene considerato padre della patria. Secondo esso fallirono perchè vi erano società segrete e non erano
moti creati dall’intera popolazione e inoltre ogni singolo moto faceva affidamento all’azione del sovrano,.
Egli nel 1827 divenne membro della Carboneria, una società segreta organizzata da patrioti che non
potevano fare libera unificazione politica.
Nel 1831 organizzò a Marsiglia, in Francia, una nuova organizzazione politica: “Giovane Italia”.
Mazzini per primo si pone l’idea di unificare l’Italia, di creare una Repubblica Democratica; egli infatti fu il
principale esponente della corrente dei Democratici, cioè di coloro che ritenevano che l’unificazione italiana
si dovesse realizzare per iniziativa popolare, egli voleva il riconoscimento di tutti i diritti (anche quelli
politici e sociali) anche per le classi sociali più deboli.
Era di orientamento repubblicano anche Carlo Cattaneo, che pensava però che attraverso varie riforme
potesse nascere una repubblica federale.
Vi erano poi i liberali moderati che pensavano che l’iniziativa per l’unificazione dovesse partire dai sovrani
e non dal popolo. Essi sono di origine borghese, difendono le loro libertà e non vogliono estendere a tutti i
diritti politici e sociali.
Vincenzo Gioberti propose una confederazione di stati con la presidenza del pontefice, Cesare Balbo una
confederazione di stati guidata dal Piemonte.
Nel 1848 scoppiò in Europa un vasto movimento di lotte per la libertà e l’indipendenza.
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IL RISORGIMENTO ITALIANO

Con il termine risorgimento si ha un idea di rinascita , si indica il periodo che ha portato all’ unificazione del paese , dopo secoli di divisione. Ciò che è accaduto è stato sì positivo, però ciò ha avuto anche dei limiti. CONCETTO DI NAZIONE Ora nel territorio italiano vi è un popolo che sente di essere unito , ciò è accaduto grazie all’età romantica. Nel primo Ottocento il temine nazione ha assunto il significato di comunità formata da persone unite da origini, lingua, cultura e tradizioni comuni. Il concetto di nazione si sviluppa raccogliendo l’eredità culturale della rivoluzione francese. Nel primo Ottocento non vi era lo stato italiano, ma coloro che si sentivano nazione, fratelli d’Italia, volevano dare vita ad uno stato. Nacquero così in Italia dei movimenti locali che avevano come obiettivo la costituzione; era ancora assente un’idea di nazione, avevano obiettivi locali , non nazionali. Nel 1820-21 ci fu quindi una serie di rivoluzioni liberali che partirono dalla Spagna e si estesero in Europa. Scoppiò a Napoli nel 1820 una rivolta, guidata dal generale Guglielmo Pepe. In un primo momento il re Ferdinando I di Borbone concesse la costituzione, ma nel Marzo del 1821 l’esercito austriaco sconfisse questa rivolta e riportò l’ordine nel regno. Intanto la rivoluzione scoppiava in Piemonte ; il re Vittorio Emanuele I di Savoia abdicò di fronte all’insurrezione dell’esercito, ciò lo fece a favore del fratello Carlo Felice , che però si trovava fuori dal regno. Così il principe ore reggente Carlo Alberto (figlio di Emanuele) concesse la costituzione, ma quando Carlo Felice gli impose di ritirarla, obbedì e le truppe austriache repressero l’insurrezione. Il movimento costituzionale fu esteso anche al Lombardo Veneto dove l’Austria per prevenire le insurrezioni fece un accurato controllo delle varie associazioni liberali e dei gruppi carbonari. I liberali vennero incarcerati e condannati a scontare diversi anni di prigionia nella fortezza asburgica dello Spielberg. Alcuni morirono e altri come Piero Maroncelli ne uscirono dopo 10 anni duramente provati. Sulle difficili condizioni di vita dello Spielberg Silvio Pellico scrisse un libro autobiografico che si diffuse in tutta Europa come testimonianza umana e politica. Nel 1831 , dopo Francia, Belgio e Polonia, la rivoluzione si estese nell’Italia centrale. Partita da Modena , l’insurrezione passò a Parma, Reggio e le città dello Stato Pontificio , dove venne dichiarato decaduto il potere del pontefice e proclamato lo Stato delle Province Unite. Le truppe austriache intervennero e in poche settimane la rivolta fu repressa. Dal fallimento dei moti dal 1820 al 1831 , nacque una riflessione di un patriota italiano, Giuseppe Mazzini che viene considerato padre della patria. Secondo esso fallirono perchè vi erano società segrete e non erano moti creati dall’intera popolazione e inoltre ogni singolo moto faceva affidamento all’azione del sovrano,. Egli nel 1827 divenne membro della Carboneria , una società segreta organizzata da patrioti che non potevano fare libera unificazione politica. Nel 1831 organizzò a Marsiglia , in Francia, una nuova organizzazione politica: “Giovane Italia”. Mazzini per primo si pone l’idea di unificare l’Italia, di creare una Repubblica Democratica; egli infatti fu il principale esponente della corrente dei Democratici, cioè di coloro che ritenevano che l’unificazione italiana si dovesse realizzare per iniziativa popolare, egli voleva il riconoscimento di tutti i diritti (anche quelli politici e sociali) anche per le classi sociali più deboli. Era di orientamento repubblicano anche Carlo Cattaneo , che pensava però che attraverso varie riforme potesse nascere una repubblica federale. Vi erano poi i liberali moderati che pensavano che l’iniziativa per l’unificazione dovesse partire dai sovrani e non dal popolo. Essi sono di origine borghese, difendono le loro libertà e non vogliono estendere a tutti i diritti politici e sociali. Vincenzo Gioberti propose una confederazione di stati con la presidenza del pontefice , Cesare Balbo una confederazione di stati guidata dal Piemonte. Nel 1848 scoppiò in Europa un vasto movimento di lotte per la libertà e l’indipendenza.

Il 12 gennaio 1848 Palermo insorse contro i Borboni. Seguì una rivoluzione a Napoli , che costrinse Ferdinando II a promulgare la Costituzione. Nelle settimane consecutive concessero la Costituzione Leopoldo II di Toscana , Carlo Alberto e Pio IX. Dopodiché vi fu una grande manifestazione popolare a Venezia che impose al governatore la liberazione dei detenuti politici, fu proclamata la Repubblica e fu formato un governo provvisorio ; infine il 18 marzo iniziarono le Cinque Giornate di Milano. Durante le Cinque Giornate di Milano l’intera popolazione combatteva per le vie innalzando barricate, sparando dalle finestre e dai tetti; fu istituito un consiglio di guerra guidato da Carlo Cattaneo. La sera del 22 marzo 1848 gli Austriaci si ritirarono presso il “quadrilatero” (una zona fortificata), trascinando con se numerosi ostaggi arrestati all’inizio della sommossa. Gli insorti intonavano a squarciagola il Canto degli italiani composto da Goffredo Mameli, l’inno era già diventato un simbolo del rinascimento. Il 23 marzo, Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all’Austria, iniziava qui la prima guerra d’indipendenza. Carlo Alberto vinse in varie zone ma gli austriaci ebbero il tempo di reagire e sconfissero le truppe piemontesi a Custoza. Con l’ armistizio salasso si chiude la prima parte della guerra, anche se i patrioti non accettarono la sconfitta. Pio IX dovette abbandonare Roma, dove il 9 febbraio 1849 un’Assemblea eletta a suffragio universale proclamò la Repubblica Romana, e il mese successivo ne affidò la guida a un triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Carlo Alberto decise allora di riprendere il conflitto con l’Austria, ma il suo esercito fu pesantemente sconfitto a Novara (23 marzo 1849). Il sovrano abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Intanto, da Gaeta il Papa invocava l’intervento delle potenze europee per restaurare il potere temporale. Un corpo di spedizione francese forte di 7000 uomini, guidato dal generale Oudinot, sbarcò a Civitavecchia. Affluirono in per difendere la Roma repubblicana giovani da ogni parte d’Italia e d’Europa, tra cui il ventiduenne Goffredo Mameli , che vi trovò la morte. Garibaldi vi portò i suoi volontari. Ma l’Assemblea, per non sottoporre Roma a inutili distruzioni decretò la fine della resistenza. Il 4 luglio le truppe francesi entravano a Roma. Venezia si arrese agli austriaci il 23 agosto. Gli anni dal 1849 al 1859 in Italia sono stati definiti “decennio di preparazione”, poiché in tale periodo si prepararono le condizioni che resero possibili l’indipendenza e l’unificazione del paese, il lungo e laborioso processo storico che i patrioti chiamarono Risorgimento d’Italia. Camillo Benso conte di Cavour , primo ministro del Regno di Sardegna dal 1852, era liberale e liberista. Egli assunse la guida dell’unificazione del paese. Partecipò alla guerra di Crimea nel 1855 , a fianco di Inghilterra e Francia, allo scopo di sollevare la questione italiana a livello europeo e riuscì a coinvolgere la Francia in un’alleanza anti-austriaca (accordi di Plombières del luglio 1858). La seconda guerra d’indipendenza scoppiò nel 1859 : le truppe franco – piemontesi sconfissero gli austriaci a Magenta, a San Martino e Solferino, ma a sorpresa, Napoleone III , temendo un eccessivo rafforzamento del Piemonte e l’intervento di Prussia e Russia a fianco dell’Austria, firmò l’armistizio di Villafranca. Il Piemonte otteneva la Lombardia. Il processo unitario riprese nel 1860 con i plebisciti che sancirono l’annessione al Piemonte della Toscana, dei ducati emiliani e delle legazioni pontificie della Romagna. In cambio del riconoscimento dei plebisciti, il Piemonte cedeva alla Francia Nizza e la Savoia. Intanto il malcontento popolare nell’Italia del Sud cresceva. Garibaldi organizzò la spedizione dei Mille: partito con 1070 volontari da Quarto , sbarcò a Marsala l’11 maggio 1860. Appoggiati dai siciliani, i garibaldini ottennero importanti successi contro l’esercito borbonico, arrivarono a Napoli e costrinsero Francesco II di Borbone alla fuga. Cavour convinse Vittorio Emanuele II (regno di Sardegna) a invadere lo Stato pontificio e occupare le Marche e l’Umbria.