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Definizione di Welfare state distinguendolo da politiche di welfare e regimi di werlfare
Tipologia: Appunti
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Il welfare state (stato sociale/di benessere) è un accordo -previsto dalla carta costituzionale- tra stato e cittadino, in cui il cittadino assume il dovere di pagare i contributi mentre lo stato garantisce protezione sociale tramite l’erogazione di servizi. Si deve fare una distinzione tra tre concetti: POLITICHE DI WELFARE Il welfare state nasce nel secondo dopo guerra con l’obiettivo del riconoscimento dei diritti sociali e il superare delle disuguaglianze. Si può parlare di proto welfare state attraverso le politiche sociali (un insieme di azione collettive in risposta a un determinato rischio sociale). Esse sono risalabili in ogni epoca ma tra le più importanti ci sono: IL WELFARE STATE Lo stato sociale nasce in Inghilterra, nel 1942 grazie ai piani Beveridge che stabilivano l’intervento diretto dello stato per eliminare/limitare i “6 mali giganteschi”: politiche di welfare; welfare state: regime di welfare. La Poor law (1601, Inghilterra) in cui lo stato incaricava le parrocchie di mantenere i più bisognosi, modificata dall’Act of Settlement (1662) in cui si precisava che questo servizio ero destino agli abitanti locali, per evitare migrazioni interne. Nel 1795 fu emanata la legge dei Sussidi, in cui l’Inghilterra andava ad aggiungere soldi ai salari bassi dei suoi cittadini, ma fu abolita presto perchè i datori di lavoro se ne approfittarono. Tra il 1883 e il 1889, il cancelliere tedesco Bismarck introdusse due diversi tipi di assicurazione, quella pensionistica e quella obbligatoria contro gli infortuni e le malattie del lavoro. Con questo avvenimento non si può ancora parlare di welfare perchè non fu un servizio esteso a tutti ed era stato fatto secondo scopi politici. indigenza : un reddito che non garantiva uno stile di vita dignitoso. Era risolvibile attraverso ridistribuzione del potere di acquisto. squallore : ciò faceva riferimento alle condizioni abitative, ai tragitti casa-lavoro e anche agli strumenti domestici che all’epoca usavano le donne. diffusione di malattie: questo male era ovviabile tramite migliori condizioni abitative, alimentari e un sistema sanitario universale (aperto a tutti). la pericolosa ignoranza : governare una democrazia con meno persone ignoranti era più facile quindi si cerca di formulare una riforma scolastica. l’ozio : inteso come disoccupazione era risolvibile attraverso una politica di impiego promossa dallo stato. guerra : il male più grave, che doveva essere evitata attraverso un’alleanza tra Impero britannico, unione sovietica e Stati Uniti d’America nel rispetto dei cittadini e di un futuro
Per ultimo si ha il regime di welfare ovvero il modo in cui stato, mercato e famiglia si distribuiscono la produzione del benessere: analisi fatta da Karl Polanyi. LE TIPOLOGIE DI WELFARE pacifico. lo stato attraverso il principio di ridistribuzione deve garantire servizi che vengono erogati grazie al sistema fiscale. il mercato si basa sul principio di equivalenza (domanda-offerta). la famiglia invece deve aiutarsi a vicenda seguendo il principio di reciprocità. Inglese: Titmuss individua: modello residuale : lo stato interviene occasionalmente quando mercato e famiglia hanno fallito. modello rimunerativo : i sevizi vengono erogati a chi paga i contributi. modello istituzionale-ridistributivo : fornisce prestazioni a tutti i cittadini. svedese: Esping-Andersen : regime liberale : tipico dei paesi anglosassoni e prevede che chi ha iniziativa individuale ha la precedenza in merito alla protezione sociale regime universalistico : tipico dei paesi scandinavi e prevede che la protezione sociale è garantita a tutti i cittadini regime conservatore : tipico dell’Europa centrale e del Giappone ed è basato su delegazioni a corporazioni, Chiesa e famiglia. italiano: Carrara : modello universale : (nord Europa) destinato a tutti i cittadini. modello occupazionale : (paesi anglosassoni) protegge solamente chi lavora e versa i contributi.