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Scienze umane - Welfare State, Appunti di Scienze Umane

Appunti e spiegazione dettagliata sul Welfare State

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 21/08/2023

sebastiano-garro
sebastiano-garro 🇮🇹

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WELFARE STATE
Il Welfare è lo stato del benessere che garantisce ai cittadini delle situazioni favorevoli di
benessere e assistenza. Pertanto lo Stato mette in atto delle azioni politiche a sostegno
socio-economico e assistenziale a tutti i cittadini ma in particolari alle categorie più fragili.
Politiche pensionistiche, politiche sanitarie, politiche del lavoro, politiche di assistenza sociale
che promuove l’inclusione dell’individuo all’interno della società.
- politiche pensionistiche: rivolti verso coloro che sono anziani;
- politiche sanitarie: servizi di prevenzione e cura garantiti dalla sanità pubblica,(il
sistema sanitario inoltre per ridurre le disuguaglianze esenta coloro che non possiedono
un alto reddito il pagamento del ticket);
- politiche del lavoro: misure economiche volte a sostenere il lavoratore (assegno di
invalidità, malattia). I sindacati sono degli enti che tutelano il lavoratore;
previdenza sociale: per sostenere i lavoratori in alcuni momenti della vita (diritto
alla maternità)
- politiche di assistenza sociale: misure economiche per coloro che si trovano in una
situazione di disagio socio-economico e quindi lo Stato offre aiuti erogati per migliorare
la propria condizione (assegni familiari, reddito di cittadinanza)
dal libro
WELFARE STATE è un insieme di politiche pubbliche dirette a migliorare le condizioni di vita
garantendo salute, sicurezza, reddito, istruzione, alimentazione, abitazione
Il sostegno economico garantito dallo stato in momenti della vita in cui non si può lavorare
(gravidanza, vecchiaia) anche a chi non può lavorare per invalidità o malattie.
Lo Stato interviene nell’economia di mercato per regolamentare la distribuzione dei redditi.
Ian Gough esperto di politica sociale specifica che il welfare è l’uso del potere esercitato dallo
stato per favorire l’adattamento dei cambiamenti del mercato, mantenendo la parte della società
non lavorativa nell'ambito capitalistico, quindi tempra gli squilibri.
gli obiettivi principali dello Stato:
- tenore di vita minimo a tutti i cittadini
- dare sicurezza agli individui e alle famiglie in presenza di eventi naturali economici
sfavorevoli
- consentire a tutti i cittadini di usufruire di alcuni servizi fondamentali
Si fonda sui principi della Costituzione e dell'uguaglianza sostanziale
Le politiche pubbliche sono riferite a TUTTI, offrire un servizio di assistenza sanitaria,
un’istruzione adeguata, etc.
Welfare - stato promuove e porta avanti delle politiche pubbliche e sociali a tutti. Tuteliamo i
soggetti in alcuni momenti particolari della vita.
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WELFARE STATE

Il Welfare è lo stato del benessere che garantisce ai cittadini delle situazioni favorevoli di benessere e assistenza. Pertanto lo Stato mette in atto delle azioni politiche a sostegno socio-economico e assistenziale a tutti i cittadini ma in particolari alle categorie più fragili. Politiche pensionistiche, politiche sanitarie, politiche del lavoro, politiche di assistenza sociale che promuove l’inclusione dell’individuo all’interno della società.

- politiche pensionistiche: rivolti verso coloro che sono anziani; - politiche sanitarie: servizi di prevenzione e cura garantiti dalla sanità pubblica,(il sistema sanitario inoltre per ridurre le disuguaglianze esenta coloro che non possiedono un alto reddito il pagamento del ticket); - politiche del lavoro: misure economiche volte a sostenere il lavoratore (assegno di invalidità, malattia). I sindacati sono degli enti che tutelano il lavoratore; ➡ previdenza sociale: per sostenere i lavoratori in alcuni momenti della vita (diritto alla maternità) - politiche di assistenza sociale: misure economiche per coloro che si trovano in una situazione di disagio socio-economico e quindi lo Stato offre aiuti erogati per migliorare la propria condizione (assegni familiari, reddito di cittadinanza) dal libro WELFARE STATE è un insieme di politiche pubbliche dirette a migliorare le condizioni di vita garantendo salute, sicurezza, reddito, istruzione, alimentazione, abitazione Il sostegno economico garantito dallo stato in momenti della vita in cui non si può lavorare (gravidanza, vecchiaia) anche a chi non può lavorare per invalidità o malattie. Lo Stato interviene nell’economia di mercato per regolamentare la distribuzione dei redditi. Ian Gough esperto di politica sociale specifica che il welfare è l’uso del potere esercitato dallo stato per favorire l’adattamento dei cambiamenti del mercato, mantenendo la parte della società non lavorativa nell'ambito capitalistico, quindi tempra gli squilibri. gli obiettivi principali dello Stato:

  • tenore di vita minimo a tutti i cittadini
  • dare sicurezza agli individui e alle famiglie in presenza di eventi naturali economici sfavorevoli
  • consentire a tutti i cittadini di usufruire di alcuni servizi fondamentali Si fonda sui principi della Costituzione e dell'uguaglianza sostanziale Le politiche pubbliche sono riferite a TUTTI, offrire un servizio di assistenza sanitaria, un’istruzione adeguata, etc. Welfare - stato promuove e porta avanti delle politiche pubbliche e sociali a tutti. Tuteliamo i soggetti in alcuni momenti particolari della vita.

appunti del ppt Asa Briggs , uno storico britannico che individua i tre obiettivi fondamentali del Welfare. Siamo agli inizi degli anni Sessanta del Novecento. Il Welfare State è uno stato in cui il potere organizzato è utilizzato intenzionalmente al fine di modificare le forze del mercato in almeno 3 dimensioni, evidenziando quindi i 3 obiettivi principali del Welfare. Questa definizione, idea di Welfare è stata sviluppata a partire dagli anni 60 del Novecento. Oggi diamo per scontato tutto ciò che è Welfare ma non è sempre stato così, oggettivamente non è così. I vari interventi sono stati introdotti in modo differente e in momenti diversi a secondo dello Stato. Quindi intervenire sulla situazione della distribuzione della ricchezza

  • Chi a livello economico ha delle possibilità, una ricchezza alta ha più possibilità. Tre obiettivi: 1. tenore di vita minimo a tutti i cittadini ➡ garantire un reddito minimo indipendemente dal valore del lavoro o delle proprietà. Assicurare un tenore di vita minimo, indipendentemente dalla ricchezza e dalla condizione sociali devono avere tutti un reddito minimo per una vita dignitosa. 2. dare sicurezza agli individui e alle famiglie in presenza di eventi naturali economici sfavorevoli che possono provocare crisi individuali e familiari ➡ ridurre insicurezza per far fronte ai rischi della vita. ridurre l'insicurezza, ognuno di noi nel corso della propria vita può trovarsi in determinate situazioni sfavorevoli e per garantire un benessere e tenore di vita minimo è necessario intervenire. In sostanza ridurre il rischio, l’insicurezza in cui un individuo può trovarsi. 3. consentire a tutti i cittadini di usufruire di alcuni servizi fondamentali della migliore qualità possibile ➡ Garantire che a ogni singolo cittadino, senza prendere in considerazione la distinzione di classe o status, vengano offerti servizi della migliore qualità disponibili; DIVERSI PROVVEDIMENTI, CONTRIBUTI
  • erogazione di contributi di denaro (pensioni, maternità)
  • istituzione di specifici servizi (scuola, sanità)
  • concessioni di benefici fiscali
  • regolamentazioni di alcuni aspetti dell’attività economica (intervento per i disabili nelle aziende) TERZO SETTORE ➡ è no profit - cooperative che si occupano di sostenere i cittadini in vari momenti della vita LE ORIGINI DEL WELFARE E’ ovvio che da sempre nelle società esistono delle forme di intervento che si occupano di aiutare soprattutto i soggetti in difficoltà. Nel momento in cui parliamo di Welfare non bisogna riferirsi solamente a coloro che sono più deboli. Gli interventi inizialmente (non erano ancora interventi dello Stato) erano indirizzati a particolari categorie ovvero bisognosi e poveri e successivamente questi interventi si allargano nei confronti di tutti i cittadini.

- stato sociale ➡ ha l’obiettivo di promuovere il progresso economico e sociale di tutti i cittadini (perché ritiene che il progresso dell’uno è la condizione e la conseguenza del progresso dell’altro) Momento fondamentale dell’origine del Welfare : 2° rivoluzione industriale ➡ la seconda metà dell’800 porta una serie di cambiamenti sociali (interventi legislativi), che andavano a regolamentare lo sfruttamento minorile e il lavoro delle donne, e inoltre il riconoscimento giuridico delle società mutuo soccorso (SOMS) = lavoratori che prestano aiuto in caso di invalidità e infortunio, morte,etc. prestando aiuto ai familiari.

  • primi interventi sistematici che sono regolamentati da delle leggi, e finalizzata a garantire il benessere dei soggetti e della collettività, ma non si può parlare ancora di Welfare State, perché non è ancora universalistico ma interessato solo ai lavoratori. SISTEMA BISMARCKIANO Serie di interventi legislativi per far fronte alla precarietà e dell'insicurezza In Germania Bismarck: 1883 ➡ un'assicurazione per malattie 1884 ➡ assicurazione contro gli infortuni 1889 ➡ assicurazione di invalidità e vecchiaia (contributo anche dello Stato) ➡ si modifica il rapporto stato - cittadino = deve esserci intervento dello stato per favorire benessere e sicurezza dei cittadini Questo è la prima forma di Stato sociale, ma il problema è che nella realtà dei fatti è si sta tutelando solamente chi sta lavorando e non tutti i cittadini (quindi non ancora Welfare State) - volontà di Bismarck di controllare la società - per far fronte alla volontà di avere assicurazioni ai lavoratori - ma motivazioni anche politiche CARATTERE di obbligatorietàobbligo da parte del datore e del lavoratore di versare una quota, per far fronte a situazioni di crisi, etc. Prima forma di stato sociale non ancora definibile come welfare state poiché non è rivolto a tutti i cittadini, che invece viene ripreso dai piani di Beveridge. IL RAPPORTO BEVERIDGE L'atto di nascita del welfare State è identificato con il rapporto Beveridge. William H. Beveridge ➡ politico e funzionario del governo inglese, economista e sociologo che si interessò della società Il 1 dicembre del 1942 per la prima volta si annuncia durante la conferenza stampa il piano di Beveridge che verrà approvato ed entrerà in vigore dopo la Seconda Guerra Mondiale Dettata da una commissione che si era riunita a partire da giugno 1941 IMPORTANTE perché è il primo tentativo organico di elaborare un sistema coerente di politiche ed interventi sociali volti a tutti dalla nascita alla morte (dalla culla alla morte) Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale quando viene nominato rimane sconcertato poiché si rende conto che l'esigenza in quel momento non era quella della guerra ma era quella di rivedere il piano dei servizi sociali.

Motivo per cui ➡ inserì contenuti ed ideali per mettere in evidenza la differenza tra un paese democratico e uno totalitario Lo pubblicherà successivamente alla vittoria ad EL Alamein per dare speranza e fiducia nei confronti del prosieguo del tempo e della guerra. Lui vuole far emergere una società il più possibile democratica in cui si va incontro ai cittadini. Queste innovazioni colpiscono l’opinione pubblica poiché anche coerente con le politiche del Welfare, portando la società ad un cambiamento e ad un miglioramento. 3 importanti innovazioni :

- introduzione di un sistema previdenziale garantito a tutti i cittadini → fondamentale intervento e protezione dello stato nei confronti di guerra, minoranze, oppio, squallore, malattia - sistema sanitario nazionale gratuito aperto a tutti pensato in un’ottica di prevenzione, assistenza, monitoraggio - piena occupazione (piano del 1944) , con politiche attive contro la la disoccupazione e il reddito di sussistenza DIMENSIONE UNIVERSALISTA E CONTRIBUISCA (tasse) Nel 1943 il parlamento si riunisce e decide di attuare il piano ➡ il governo deciderà l’attuazione dopo la 2 g.m per promuovere degli interventi stessi Quindi le indicazioni di Beveridge furono accolte dal governo laburista a partire dal 1945 Nel 1946 viene istituito il National Health Service che prevede un sistema ospedaliero gestito dallo Stato e affida alle amministrazioni locali l’organizzazione delle prestazioni sanitarie di base. Nel 1948 National Assistance Act ➡ successivamente alla poor laws RISCHI ➡ possono compromettere la vita di un soggetto oppure non permettono un livello dignitoso di benessere Questi rischi possono cambiare a seconda della fase della vita, del periodo (mancanza di lavoro, povertà, abitazione precaria) e portano allo sviluppo di forme di protezione Per la società post-moderna tutto ciò è scontato anche se è ovvio che ciò è stato frutto di un processo, dato da un riconoscimento dei diritti sociali. ➡ Nel corso del tempo è cambiato il rapporto tra i cittadini e lo Stato. Marshall spiega come nel corso del tempo ci sia stata un’estensione dei diritti all’interno della società e come nel corso del tempo si sia modificato il rapporto tra stato e cittadino. Implica che si può parlare di cittadinanza solo nel momento in cui si possono esercitare E vengono riconosciuti diritti sociali DIRITTI CIVILI ➡ riguarda le libertà ( es: stampa, culto, uguaglianza ecc) DIRITTI POLITICI (diritto di voto, partecipazione alla vita politica, eleggibilità DIRITTI SOCIALI ➡ garanzie che rendono sostanziali l’uguaglianza e le pari opportunità e dignità ( salute, istruzione, diritto alla casa ecc.) I diritti civili erano limitati dal pregiudizio di classe e dalla mancanza di accesso alle risorse economiche ➡ i cittadini privi di mezzi poiché in una situazione di povertà non avevano comunque la possibilità di esercitare i diritti.

2. introduzione di imposte dirette; 3. produzione di massa del mercato interno e una crescita dell’interesse per i bisogni della gente, che mettevano i meno abbienti in grado di godere dei beni che mai prima ne avevano usufruito. ➡ con ciò si diffuse l’integrazione sociale, e di conseguenza diminuì la disuguaglianza, e quindi aumentò la richiesta di vedersi sempre più uguali e che si venga riconosciuti realmente uguali ➡desideri soddisfatti con l’istituzione fondamentale di DIRITTI SOCIALI , garantiti a tutti senza distinzione di status. Serve una modifica generale della società, ristrutturare la stessa società per garantire i diritti e in modo che ci sia un’uguaglianza SOSTANZIALE - non si punta più a diminuire la povertà, ma lo Stato diventa una forma diretta per modificare la disuguaglianza sociale ➡ promozione del benessere di tutti per l'uguaglianza!


ASSISTENZA E PREVIDENZA SOCIALE Lo Stato può intervenire attraverso l'assistenza sociale o previdenza sociale. Due concetti differenti. ASSISTENZA SOCIALE ➡ insieme di interventi volti a assistere i cittadini che si trovano in una situazione difficile, in un determinato momento della vita (emarginazione, povertà, devianza), lo Strato deve intervenire attraverso forme di assistenza (tossicodipendente, disabilità, vita critiche) Intervento nel presente (quindi dell’immediato momento) nei confronti di qualsiasi cittadino che si trova in una situazione sfavorevole. Stato interviene prestando assistenza attraverso una serie di servizi che per meno di ridurre la situazione di disagio (consultorio familiare, centri per disabili, comunità teperautiche per tossicodipententi). Oltre a quelli che sono servizi lo Stato vuole anche prevenire queste situazioni quindi nell'assistenza sociale oltre al servizio svolto rientrano delle campagne di sensibilizzazione, azioni per prevenire comportamenti rischiosi PREVIDENZA SOCIALE ➡ si fa riferimento agli interventi messi in atto dallo Stato per prevenire delle conseguenze negative di certi tipo di eventi che possono colpire la vita di un soggetto (infortunato, perdita di lavoro, pensione, etc). Mettere in atto delle prevenzioni per delle situazioni future per arginare dei rischi futuri. Forma di assistenza proiettate verso il futuro. Si tratta di situazioni critiche che possono andare a limitare il benessere o che non garantiscono una vita dignitosa del soggetto. La spesa pubblica per quanto riguarda la previdenza la maggior parte è legata alle pensioni. GIOVANNI GIOLITTI Prima metà del Novecento, varie riforme emanate da Giolitti. Egli ha introdotto una serie di interventi e riforme soprattutto per la politica sociale. Giolitti ha promosso una serie di norme: - tutelare il lavoro femminile e il lavoro minorile; - legge di obbligatorietà contro gli infortuni sul lavoro (datore di lavoro deve tutelare il lavoratore); - statalizzazione delle ferrovie;

- istituzione dell'istituto nazionale delle ferrovie; - INA ➡ istituto Nazionale delle Assicurazioni; - promuove la riforma istituzione (si allarga l’obbligo scolastico). ANNI VENTI-TRENTA DEL NOVECENTO Inizia a crearsi uno stato totalitario che va a reprimere totalmente i diritti civili e i diritti politici, quindi questi principi di Giolitti verranno ripresi dallo stato autoritario ( un esempio è il delitto Matteotti). Con ciò non si afferma che si eliminano le forme di stato sociale, ma anzi si cercherà il consenso nel popolo. Si cerca di far propaganda mostrando di difendere diritti sociali, serie di provvedimenti messi in atto durante il periodo fascita e che mirano dal punto di vista sociale a esercitare un controllo politico e sociale. Cercano di aver il maggior consenso popolare. DELITTO MATTEOTTI ➡ deputato che fu ucciso nel 1924 poiché fece un discorso per denunciare i brogli elettorali e le violenze da parte dello stato fascista. Nel 1933 nasce INFPS che ha lo scopo di garantire ai lavoratori la protezione dai rischi di invalidità e vecchiaia dettati dal lavoro (previdenza sociali) ➡ per arrivare a questa nascita inizialmente vi furono:

  • 1898 la cassa nazionale per l’invalidità e la vecchiaia degli operai che non prevedeva però obbligatorietà;
  • 1923 cassa nazionale per le assicurazioni sociali (CNAS) che invece è obbligatoria e determinata per i privati. Sempre nel 1933 nasce l’istituto nazionale fascista assicurazione e infortuni sul lavoro (INAIL) che tutela i lavoratori da infortuni sul lavoro ➡ per arrivare a questa nascita inizialmente vi furono:
  • 1883 nasce la cassa libera per gli infortuni sul lavoro, primo passo per la tutela di infortuni però su base volontaria ;
  • 1898 nasce invece la cassa naionale assicurazione e infortuni sul lavoro (CNAIL) dove il datore di lavoro è obbligato a dare questa assicurazione per far fronte agli infortuni dei dipendenti Nel 1926 nasce opera nazionale Balillaeducazione fisica e morale dei giovani, per occuparsi del cittadino e della formazione in tutti gli ambiti (aspetti educativi e per ideologia fascista). Nel 1925 nasce l’opera nazionale per la maternità e l’infanzia volte a tutelare i bambini e le madri dove nascono delle infrastrutture e dei servizi ➡ per ridurre la mortalità infantile nell’idea che uno stato fosse rappresentato da quante più persone possibili. WELFARE IN ITALIADOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE in Italia (testo Classroom) Dopo la seconda guerra mondiale in Italia si afferma lo Stato democratico e le politiche sociali si delineano su una nuova base ➡ la categoria dei lavoratori riportata al centro, e il lavoro viene considerato non solo come produzione di ricchezze materiali per il Paese, ma è ciò che conferisce ai cittadini la dignità e la coscienza di appartenere a un moderno Stato Negli anni ‘60 l’azione politica dei governi è molto forte : è al potere il centro-sinistra che porta notevoli passi avanti in ambito della vita sociale:

CLASSIFICAZIONI DI WELFARE

WELFARE E IDEE POLITICHE

- classificazione di Gosta Esping-Andersen Egli propone una classificazione delle diverse forme del Welfare nei diversi Stati. Nell’opera “I tre mondi nel Welfare capitalistico” del 1990 Andersen propone una classifica basata sui diversi “regimi politici”. 3 TIPI DI WELFARE STATE :

  1. REGIME LIBERALE
  2. REGIME CONSERVATORE
  3. REGIME SOCIALDEMOCRATICO Usa il concetto di regime perchè secondo lui nel momento cui vengono attivate una serie di misure, il soddisfacimento dei bisogni non è legato esclusivamente all'azione dello Stato , ma queste forme vedono l'intervento anche delle Famiglia e mercato REGIME ➡ soddisfacimento da parte di Stato, famiglie e mercato, quindi tutte e 3 hanno un ruolo fondamentale. Si tratta però di un'Analisi limitata perché prende in considerazione aspetti meno importanti rispetto ad altri. Quindi non tiene conto di tutto ciò che rientra nel Welfare State. 1. REGIME LIBERALE E’ una forma di Welfare State che caratterizza i Paesi Anglosassoni (Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada, etc). Qui c’è la predominanza del MERCATO , quindi si basa sull’idea che il soddisfacimento dei bisogni sia a carico dell'individuo che è inserito nel mercato LOGICA ➡ “per cavarsela da solo” L’individuo trova nel mercato le risorse per la sussistenza e il benessere per ridurre al minimo l’intervento dello Stato Per ridotto al minimo si intende che lo Stato deve aiutare esclusivamente coloro che si trovano in una situazione di bisogno e che hanno un’effettiva necessità (povertà, estrema marginalità) Quindi è fondato dando precedenza a chi è definito POVERO MERITEVOLE ➡ tramite l'accertamento della situazione economica effettiva, quindi dello stato del bisogno (means test) Questo modello è anche detto “RESIDUALE” perché il ruolo dello Stato è marginale rispetto a quello del MERCATO Quindi si crea una forte differenza tra i cittadini definiti non bisognosi e cittadini assistiti e la pressione fiscale sarà quindi non troppo elevata 2. REGIME CONSERVATORE Questo regime caratterizza Europa meridionale e occidentale ed è importante la situazione lavorativa. Le prestazioni sociali sono collegate alla condizione occupazionale dell’individuo , cioè soprattutto sulla base dell’ attività lavorativa , ne deriveranno una serie di interventi per coprire le situazioni di salute, malattia e vecchiaia. Queste assicurazioni/prestazioni sociali vengono finanziate direttamente dai lavoratori stessi tramite il trattenimento in busta paga Vi è un forte ruolo della famiglia , in cui lo Stato interviene quando la famiglia è in difficoltà

3. REGIME SOCIALDEMOCRATICO

Questa forma di Welfare caratterizza i PAESI SCANDINAVI (Svezia, Norvegia, Finlandia) Regime di tipo universalistico e il diritto deriva dalla semplice CITTADINANZA. Quindi vengono erogate prestazioni nei confronti di tutti i cittadini con cittadinanza , non essendo legati al mercato e alla famiglia. Quindi si promuove il fatto che tutti debbano avere uno stile di vita elevato in cui lo Stato deve garantire uno stile di vita dando prestazioni sociali ➡ pressione fiscale elevata per mantenere gli standard di vita elevati LIMITE ➡ Il limite è che ci si sofferma su situazioni di bisogno, salite malattia ecc.. senza concentrarsi sui servizi che dovrebbero essere riferiti a tutti, come scuola, assistenza sanitaria ecc.. CLASSIFICAZIONE TITMUSS Richard M.Titmus va a distinguere 3 modelli di Welfare sulla base delle risorse disponibili di uno Stato sia delle idee politiche di chi governa un Paese:

  1. modello residuale
  2. modello meritocratico-occupazionale
  3. modello istituzionale e retributio Questi tre modelli possono essere visti anche come 3 tappe, sia dal punto di vista politico perché si vanno ad affrontare i diversi interventi da parte dello stato ma anche dal punto di vista storico (poor laws, assicurazioni bismarckiane e Inghilterra post Beveridge).
  4. MODELLO RESIDUALE: preve degli interventi limitati nel tempo e minimi, nei confronti dei soggetti che si trovano in una situazione di difficoltà (mercato e famiglia non soddisfano i bigoni dello stato). Lo Stato interviene solo per i più bisognosi. L’intervento è ex post, cioè nel momento in cui falliscono i sistemi istituzionali non riescono a soddisfare i bisogni;
  5. MODELLO MERITOCRATICO-OCCUPAZIONALE: prestazioni prevalentemente per chi partecipa nel mercato del lavoro, ognuno deve provvedere da sé grazie al proprio lavoro e lo stato va ad integrare con una politica previdenziale pubblico, con prestazioni come disoccupazioni, malattia, infortunio e pensione);
  6. MODELLO ISTITUZIONALE E RETRIBUTIVO: intervento universalistico da parte dello Stato, quindi politiche sociali e assicurazioni nei confronti di tutti. Si parla quindi di prestazioni universalistiche. CLASSIFICAZIONE DI CHIARA SARACENO Spiega come il welfare possa essere visto in 2 modi:
  7. CONCEZIONE ALLARGATA (In base agli stati) ➡ gli stati che hanno questa concezione concepiscono il welfare come qualcosa che interviene nei meccanismi di produzione economica e di distribuzione per offrire le opportunità per tutti e promuovere l’equità quindi non solo come una somma di politiche sociali, ma che concepiscono il welfare come una forma di stato, governo che mira a dare opportunità a tutti. Non solo i lavoratori ma tutti i cittadini, quindi idea UNIVERSALISTICA
  8. CONCEZIONE RISTRETTA ➡ mentre in questi stati il welfare riguarda politiche sociali, interventi settoriali legati principalmente al lavoro e quindi non danno una visione complessiva della società, quindi verranno privilegiati i lavoratori.

- EVASIONE FISCALE

Un sistema di welfare si può mantenere nel momento in cui le tasse vengono pagate e siano sufficienti per erogare i servizi, ma nel momento in cui si verifica un’elevata evasione fiscale lo Stato non sarà in grado di sostenere spese ed erogare servizi per tutti;

- ASPETTO ORGANIZZATIVO Le carenze organizzative non permettono di rispondere ai bisogni. I costi del welfare non si riferiscono solo all’erogazione di servizi ma anche alle spese dal punto di vista organizzativo. L’eccessiva burocratizzazione deo servizi sociali è resa quindi necessaria dall’estensione universale dei loro compiti e dei servizi che crea quindi un ulteriore fonte di spese che ha contribuito alla crisi del welfare e quindi anche una difficoltà nell'organizzazione dei servizi e delle risorse;

  • CRISI DI LEGGITIMITA’ Di fronte ai problemi di economici e alle disfunzioni organizzative l’opinione pubblica ha iniziato a chiedersi se sia giusto mantenere in vita un sistema di questo tipo ➡ è quindi entrato in crisi l’ideale di solidarietà sociale CRISI: ridimensionamento che ha portato alla riduzione della spesa pubblica considerevolmente, dove nasce un'insoddisfazione dei soggetti nei confronti del servizio pubblico giudicato come insufficiente e inadeguato alle richieste delle persone NUOVO TIPO DI WELFARE WELFARE PASSIVO ➡ idea di soccorrere le persone che si possono trovare in una situazione di difficoltà non voluta da loro. Fino agli anni 70 il welfare era prevalentemente passivo, perché si andavano ad aiutare soggetti che in un determinato momento si trovavano in una situazione di difficoltà. Pertanto l’intervento dello stato è di natura riparatoria cioè interviene a favore del singolo per porre rimedio a un danno da lui subito, rivolto a tutti soggetti che in un determinato momento si possono trovare in situazioni sfavorevoli (non a delle categorie di bisognosi) ➡ RIPARATORE WELFARE ATTIVO ➡ oggi tutti i Paesi europei pretendono che il soggetto si responsabilizzi e si attivi avanzando e aggiornando le competenze. Pertanto occorre investire sul capitale umano ovvero sviluppare la capacità di un individuo per permettergli di entrare nel mercato mondiale. In una situazione di difficoltà non agisce solo lo Stato come nel welfare passivo ma anche il soggetto che si attiva per far fronte ai rischi sociali, della vita ➡ INVESTIMENTO Amartya Sen ➡ ci deve essere una visione multidimensionale della povertà, non solo economica quindi la povertà può essere intesa anche come la mancanza di capacità personali che sono necessarie per acquisire una qualità della vita adeguata, motivo per cui è importante che il soggetto sviluppi queste skills. PRESENTE POVERTA’ E DISUGUAGLIANZA SOCIALE ➡ collegamento con Sen e la povertà e la disuguaglianza sociale.

➡ In una realtà come questo è fondamentale costruire uno SPAZIO POLITICO COSMOPOLITA , Dove organismi internazionali discutono e prendono decisioni per risolvere problemi a livello globale. Es: ONU, UE, G7, G8, G

  • Perdono individualità e cedono potere politico ➡ mettono in atto possibili soluzioni per prevenire rischi globali, ai quali le singole nazioni non sono in grado di far fronte RISCHIO : dovuto all’incapacità di governare le dinamiche politiche all’interno di un mondo globalizzato sovranazionale: economia e finanza più potere dei singoli Stati ➡ mondo appare fuori controllo. Il rischio riguarda la sfera politica e tecnico scientifica: sviluppo porta vantaggi ma anche rischi. Es: Chernobyl Sono presenti rischi ambientali e finanziari che portano a disuguaglianze e individualizzazione : uomo globalizzato è solo e abbandonato (come per BECK). SOLUZIONE: creare uno spazio politico cosmopolita nel quale gli Stati cedono una parte di sovranità ad organismi internazionali come l’UE e l’ONU. LA GIUSTIZIA DELLE POLITICHE SOCIALI Lo stato delle politiche sociali evidenzia un fattore Una concezione "estesa" del Welfare riguarda tutti i cittadini. Ne beneficiano quindi non solo i lavoratori, ma anche coloro che non hanno lavoro quindi tutti i cittadini godono di diritti sociali. Se invece si stabilisce come principio che solo chi lavora ha diritto ai servizi, ne deriva che chi perde il lavoro perde anche il diritto a forme di assistenza (come è avvenuto, in tempi recentissimi in Grecia) Ciò che appare "ingiusto" a chi condivide una concezione estesa del Welfare ha però una sua motivazione non solo teorica, ma anche storica. Il Welfare infatti appare, nel mondo occidentale, come un frutto delle relazioni industriali a partire dalle richieste dei lavoratori dalle lotte sociali Non è un caso che proprio in Paesi economicamente più arretrati (in America Latina, in Africa, in India) le politiche sociali appaiono invece soprattutto rivolte ai più poveri. LE CAPABILITIES Il grado di uguaglianza di una società dipende dalla sua capacità di garantire tali capacità. Quindi i sistemi di welfare si sono orientati nel garantire e promuovere l'esercizio di queste capacità umane. DAL WELFARE STATE AL WELFARE SOCIETY per far fronte alla crisi si cerca di trovare nuovi modelli di welfare state. Passando da welfare state ovvero stato di benessere ad una Welfare Society ovvero una società del benessere, poiché si capisce che oltre allo stato possono esserci altri erogatori di servizi, per eliminare la crisi. Non è più solo lo Stato al centro del Welfare. In sostanza si sviluppano servizi non solo da parte dello Stato ma anche da parte di altri protagonisti. Si parla di welfare aziendale per intendere che le imprese forniscono una serie di servizi, per far fronte ai bisogni dei dipendenti per incrementare sicurezza e benessere e quindi favorire motivazione e produttività (non più solo lo Stato ma tutti possono contribuire) Tutto quello che è cambiamento dopo la crisi di Welfare, idea di investimento umano, idea di offrire servizi non solo da parte dello Stato e ciò lo vediamo con l’idea del Welfare Aziendale ma anche sulla nascita del no profit ovvero il terzo settore ➡ nuovo attore che opera nei settori dei servizi sociali e del benessere.

- FONDAZIONI BANCARIE

Dal 1990 le fondazioni bancarie intervengono per incentivare lo sviluppo dei ceti medi. Inoltre sono presente delle fondazioni imprenditoriali che destinano una parte dei loro utili all’assistenza di soggetti sociali deboli, alla valorizzazione di beni artistico-culturali, alla difesa dell'ambiente e alla ricerca scientifica. In sostanza il mondo della finanza (banche) e della produzione (imprese) donano utili per fini sociali.

- ONLUS Un insieme di associazioni, cooperative e fondazioni (con forme di organizzazioni differenti tra loro) formano le imprese sociali. L’Onlus è un'organizzazione che ha un rilievo importante che svolge attività in diversi settori: cultura, sport, istruzione, ambiente e assistenza sociale sanitaria. Queste categorie di enti assumono automaticamente la qualifica di Onlus e costituiscono le cosiddette Onlus di diritto. - Onlus di diritto: organizzazione di volontariato iscritte nei registri regionali delle organizzazioni di volontari e che svolgono attività produttive e commerciali in modo marginale; organizzazione non governative (ONG); cooperative sociale. Le seguenti categorie non possono ottenere la qualifica di Onlus: enti pubblici, società commerciali differenti dalle cooperative, fondazioni bancarie,partiti, sindacati e movimenti politici. - ONG Le ONG sono organizzazioni non governative che operano a livello internazionale. Esse si dedicano alla cooperazione e allo sviluppo internazionale nei Paesi sottosviluppati e pertanto sono riconosciute dal Ministero degli esteri). Le ONG operano nei seguenti settori: diritti umani, ambiente, benessere della popolazione e fornitura di alimenti, etc. IL FINANZIAMENTO I soldi per le attività del Terzo settore sono raccolti tramite contributi (associati, privati, organismi internazionali, etc.), donazioni o entrate (derivanti da attività commerciali svolte dalle stesse organizzazioni per autofinanziamento). LA SOCIOLOGIA APPLICATA (appunti della prof.) E’ la parte della sociologia, più pura che è teorica e quella applicata che è della progettazione. Essa cerca di analizzare descrivere dei problemi all'interno della società, quali problemi, necessità che sono presenti nella società per poi andare a pianificare degli interventi che rispondano a questi bisogni e necessità. Si tratta dell’applicazione pratica di aspetti teorici per migliorare e prevenire problemi presenti nella società. Sia quando parliamo di terzo settore che di welfare qualsiasi servizio viene pianificato e progettato e non è mai spontaneo o improvvisato. In sostanza c’è sempre un momento di ideazione, stabilire un progetto sulla conoscenza della base in cui si opera, poi viene realizzato. Inoltre è presente un momento di valutazione con un monitoraggio nel corso del tempo per vedere se gli obiettivi fissati vengono raggiunti o meno.

- organizzazioni internazionali ➡ agenda 2030, problemi che si vanno ad individuare e piani messi in atto, pianificazione che riguarda un ambito molto generico, ambiti internazionali anche a quelli nazionali, regionali o locali. Ha alle spalle prima una conoscenza del contrasto, la realtà da cui parto e quella di riferimento. Quando si parla di interventi sociali si intendono quelli più vasti, sia di interventi realizzati a livello comunitario fino a quelli che sono i grandi progetti realizzati da organizzazioni internazionali.

  • esempio: agenda 2030 come insieme degli obiettivi che l'Onu si prefissa di raggiungere, per fare questo si vanno a vedere i problemi sociali e i bisogni e sulla base di questi si stabiliscono degli obiettivi. Si parte da un’analisi della situazione, conoscenza dei bisogni e della realtà. Conoscenza approfondita dei bisogni, delle necessità per progettare si deve sapere gli utenti ai quali è mirato l'intervento., quali fasce di popolazione, se esistono già enti, quali risorse destinare sulla base della realtà in cui vado ad inserire il progetto. LA SOCIOLOGIA APPLICATA (libro) Ambito della sociologia che contribuisce alla descrizione obiettiva dei problemi sociali allo scopo di guidare alla pianificazione con interventi di compensazione e prevenzione

Applicazione pratica della sociologia Tutti gli interventi promossi sono a livello sociale ➡ ogni intervento del welfare e del terzo settore viene pianificato tramite: **- ideazione

  • realizzazione
  • valutazione** che prevede monitoraggio nel corso del tempo per capire se gli obiettivi fissati vengono raggiunti Il contributo è diventato ancora più importante nel momento in cui è entrato in crisi il welfare, il sociologo italiano Carmelo Bruni riassume gli aspetti teorici e operativi di questo settore. La normativa richiede che ogni bando per l’assegnazione di finanziamenti nel settore politico-sociale abbia anche un PIANO DI VALUTAZIONE, che verifichi i risultati ottenuti. Quindi occorre collegare i due momenti di: - pianificazione delle politiche-sociali - monitoraggio, ovvero controllo e valutazione dei risultati La legge Quadro (che fa parte delle normative) richiede a chi interviene di avere una visione globale. Introducendo infatti i piani sociali di zona, che impongono agli enti sociali di mettere in atto una strategia complessiva di intervento. PIANIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE, PROGETTAZIONE I livelli della programmazione e della pianificazione sono vari: livello comunitario internazionale, nazionale, regionale e locale, ci sono quindi diversi soggetti che realizzano la pianificazione/programmazione ➡ ONU, UE, enti pubblici (regioni, Stato), Onlus e organizzazioni del privato sociale e locale, liberi professionisti Il primo momento riguarda l’IDEAZIONE e la definizione di INTERVENTO, dove occorre distinguere 3 termini (l’ideazione si suddivide in 3 momenti che sono connessi tra di loro) - PIANIFICAZIONE SOCIALE ➡ FINI, aspetto più generale, si va a fissare gli obiettivi generali, fini generali che si intendono raggiungere attraverso quel progetto che si mette in atto (esempio favorire l’inclusione nella disabilità). Si tratta di un livello macro che

Gli interventi possono essere realizzati in contesti internazionali, nazionali, locali o regionali , con la premessa che si debba conoscere la realtà a cui si fa riferimento.


LETTURA T1, PAGINA 678 - 679 I PRINCIPI-BASE DEL PIANO La commissione interministeriale per le assicurazioni sociali prima di creare il piano analizza la situazione esistente, quindi il documento finale parte da un'inchiesta, rivelando quindi aspetti e miglioramenti. Questo getta le basi per una serie di riforme.

  • PRIMO PUNTO : data la situazione del momento di crisi e il periodo rivoluzionario, secondo Beveridge è l’occasione per portare una ricostruzione sociale dove la cosa fondamentale è che ci deve essere l’intervento dello Stato in ambito sociale, quindi per garantire ed estendere diritti sociali per l’intera società e al centro vi deve essere lo stato oltre al cittadino.
  • SECONDO PUNTO : è fondamentale intervenire per un piano di protezione e assicurazione e determinerà in progresso generale, mettendo in atto dei provvedimenti per combattere i 5 giganti di cui parla malattia - ignoranza - squallore - oppio - miseria L’uomo è schiavo di queste circostanze se non detiene le possibilità di esercitare la propria cittadinanza
  • TERZO PUNTO : è fondamentale andare ad incrementare i servizi dello Stato ma questo non deve bloccare l’iniziativa privata. Agire quindi per migliorare la propria condizione → mettere insieme quindi iniziativa privata e iniziativa dello Stato PRINCIPI DEL PIANO BEVERIDGE:
  • piano di assicurazione che diano benefici e possibilità di vivere per il soggetto
  • piano di protezione nei confronti dei rischi nei confronti di tutti
  • dare la possibilità di sviluppare le proprie attitudini Porterà interventi legislativi successivi alla 2° guerra mondiale

LETTURA T2, PAGINA 680 IL WELFARE COME INVESTIMENTO SOCIALE Lo Stato sociale dalla 2 guerra mondiale fino agli anni 70 è riferito come passivo perché lo stato si abilità nei confronti di persone che si trovano in una situazione di difficoltà momentana per ripoarare asd un danno che non dipende dal soggetto, successivamente si passa al welfare attivo che ritiene fondamentale investire sugli strumenti per entrare nel mercato. L'individuo devono rafforzare le responsabilità per una migliore vita collegandosi alla società del rischio di Beck. Inoltre vi deve essere un rafforzamento dell’occupabilità rendersene conto e agire per trovare occupazione. Le politiche attive pretendono che i soggetti si responsabilizzano, il rischio è che chi non è occupabile per età, salute etc, non potrà agire e non gli saranno garantiti i servizi sociali PRO ➡ strumenti di attivazione per il mercato umano CONTRO ➡ chi non è occupabile per età, salute etc, non potrà agire e non gli saranno garantiti i servizi sociali


T3 WELFARE E PIANIFICAZIONE SOCIALE E SOCIOLOGIA ( Pag 682-683) Nel Welfare State è importante la pianificazione sociale, cioè la definizione degli interventi da fare in risposta ai bisogni, i quali vanno accertati in modo da stabilire obiettivi precisi e metodi adeguati il termine “pianificazione” riscontra una variabilità semantica, può essere quindi utilizzato in varie accezioni a seconda della prospettiva : ➡ “ letteralmente “pianificazione” significa produzione di piani, cioè di immagini grafiche relative a future costruzioni in concetto appartiene in primo luogo al discorso architettonico ➡ storicamente “pianificazione” si è diffuso in altri settori nella società occidentale e in particolar modo nel “modo sovietico” di fare politica economica ➡ LOGICAMENTE si riferisce a una delle attività più generali dei sistemi sociali, che include:

1. la formulazione dei valori-obiettivo 2. la ricognizione dello stato di fatto 3. l’inventario delle risorse disponibili 4. la formulazione delle strategie razionali per la distribuzione delle risorse e così da realizzare in modo efficiente l'aspetto del valore-obiettivo la pianificazione è il portato della capacità dell'uomo di porsi consapevolmente degli obiettivi e di delineare una strategia per il loro conseguimento - la pianificazione è un'attività che quasi sempre tende a coinvolgere in modo diretto o indiretto altri attori sociali che sono chiamati a contribuire con la loro attività per raggiungere lo scopo prefissato !! L'attività di pianificazione è in stretta relazione con la dimensione della razionalità, perché si vanno a stabilire in modo razionale gli obiettivi da perseguire. ➡ Si è diffusa a tutti livelli, cioè sia nei piccoli che nei grandi contesti (dall'organizzazione internazionale a quelle nazionali, dallo Stato agli enti locali, dalle aziende alle associazioni, dalla famiglia alla scuola, etc - è tendenza dell'uomo sin dall'antichità a governare razionalmente per arrivare a soddisfare i propri bisogni N.B : il termine pianificazione non può mai presentarsi solo, ma richiede costantemente chiarificazioni legate al contesto in cui lo si applica ➡ infatti si può parlare di pianificazione strategica o territoriale, urbana, economica o sociale, etc. definizione di 3 studiosi ➡ punti di convergenza - Kahn ➡c’è un programmare partendo da valori e dati di fatto, programmando verso il futuro; - Bailey ➡ si va a produrre un cambiamento rispetto alla realtà esistente; - Bertelli ➡c’è un piano che va a fissare determinati aspetti. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- TESTO CHIARA SARACENO (lettura classroom del 22/02) Le politiche sociali , che costituiscono gli strumenti concreti di un sistema di welfare, nascono per rispondere a problemi di povertà o di inadeguatezza delle risorse private di gruppi della popolazione a fare fronte a bisogni importanti