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tesina III liceo classico fondata sulla differenza tra il tema della realtà e il tema dell'illusione.
Tipologia: Temi
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Il problema di noi uomini non è il cervello, bensì i nostri sensi. Se riuscissimo ad assecondarli meglio riusciremmo a vedere la realtà celata dietro l’apparenza. A volte
Luigi Pirandello Illusione e realtà, La Maschera
Mussolini e Hitler tra propaganda e realtà
Oscar Wilde The picture of Dorian Gray
Le stelle: magnitudine assoluta e apparente
Schopenhau er Il mondo come volontà e rappresenta zione
Plutarco Le vite Parallele
Apuleio le Metamorfosi
PIRANDELLO realtà (^) apparenza
Concezione vitalistica: la realtà tutta è “vita, flusso continuo, incandescente, indistinto”, eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all’altro Tutto ciò che si stacca da tale flusso si irrigidisce, inizia a “morire”, si cristallizza, assume “forma individuale” L’uomo è parte indistinta dell’ “universale ed eterno fluire della vita” ma tende a cristallizzarsi in forme individuali creando una personalità che è pura illusione. La forma è la maschera , l'aspetto esteriore che l'individuo-persona assume nella società per propria volontà o perché gli altri così lo vedono e lo giudicano. Essa è determinata dalle convenzioni sociali, dall’ ipocrisia, che è alla base dei rapporti umani. La vera realtà è nessuna , tra realtà e non-realtà ci sono due distinte dimensioni:
Presa di coscienza dell’inconsistenza dell’individuo: smarrimento e dolore L’individuo soffre ad essere fissato dagli altri in forme in cui non può riconoscersi. Le forme sono sentite come una trappola, la stessa società è un’ “enorme pupazzata” dominata dalle buone maniere, costruzione artificiosa e fittizia. Il protagonista, Vitangelo Moscarda, scopre che gli altri hanno un’immagine di sé diversa da quella che egli si è creato di se stesso.
Scopre di non essere “uno”, ma di essere “centomila”, nel riflesso delle prospettive degli altri, quindi “nessuno”.
Il protagonista, Angelo Baldovino, “ decide” di provare il piacere di essere onesto in una società che non rende affatto facile esserlo: la sua non è l’onestà solamente formale, che, invece, gli è stata richiesta. Egli è disposto a sposare
Fenomeno Parvenza, realtà deformata (velo di Maya), rappresentazione puramente soggettiva Noumeno Realtà che si nasconde dietro al velo di Maya: la volontà Attività formali della mente umana Spazio – tempo - causalità Fenomeno Realtà conoscibile attraverso le forme a priori della struttura conoscitiva umana Noumeno “La cosa in sé” pensabile, ma non conoscibile Attività formali della mente umana Io penso – 12 categorie 2 forme a priori (spazio e tempo) F E N O M E N O NOUMENO
Fenomeno = oggetto per il soggetto Realtà visibile = apparenza, illusione All’uomo il corpo è dato come oggetto tra oggetti (^) “ (…) qualcosa di immediatamen conosciuto da ciascuno, e che viene designato volontà oscura con il nome di volontà”. energia del mondo, forza cieca e a-razionale, unica, eterna “La volontà, in tutti i gradi del suo fenomeno, dai più bassi ai più alti, manca affatto d’un fine ultimo e d’uno scopo; continuamente aspira, perché aspirare è la sua unica essenza; non è quindi capace di nessun appagamento finale”. “E’ davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, vista dal di dentro, trascorra la vita di tutta l’umanità. E’ un languido aspirare e soffrire (…)”. Allegoria del castello
L’uomo può esaminare la realtà da tutti i punti di vista, ma ne rimane sempre fuori. Solamente il corpo, unica realtà che gli viene concessa, non solo come immagine, gli consente di andare al di là delle illusioni.
Dorian appears orever young, handsome, nice He mantains his apparent innocence and purity but mainly his extraordinary beauty. The painting reveals or externalizes what Dorian conceals: his conscience, his aging, his moral corruption and psychological decadence. The picture stands for the dark side of Dorian's personality. The picture of Dorian Gray
The story is profoundly allegorical: it is a 19th- century version of the myth of Faust, the story of a man who sells his soul to the devil so that all his desires might be satisfied. This soul becomes the picture, which records the signs of time, the corruption, the horror and the sins concealed under the mask of Dorian's timeless beauty. Dorian is cruel, vicious, depraved
The portrait is the symbol of immorality of the Victorian middle-class Dorian is the symbol of bourgeois ipocrisy with its falsity hidden by good manners Oscar Wilde in The picture of Dorian Gray, exactly in a letter of 1894, said: “Basil is what I think to be. Henry is what the world thinks about me. Dorian is what I supposed to be ”.
1912: direttore de “L ’Avanti” 1919: fondatore dei Fasci di combattimento 1922: capo del governo REALTA' O APPARENZA? 1933: capo del governo 1934: cancelliere e capo di stato 1938: comandante delle forze armate LA GERMANIA DIVENTA NAZISTA: nasce il mito del FÜHRER
nasce il mito del DUCE HITLER (^) MUSSOLIN
“ Hitler non è solo un uomo, è qualcosa di collettivo. Non è un individuo; è una nazione intera. Tolta la dimensione politica rimane poco o niente.” Si pensava che attribuisse grande valore alla dimensione pubblica e non conoscesse alcuna vita privata, nè avesse niente a che fare con le donne. Solo la prima cosa era vera: egli aveva un’amante, Eva Braun, che viveva tranquillamente con lui al Berghof. Ebbe anche altre storie discrete. L’ascetismo giocò un ruolo importante nell’immagine che di sè Hitler diffondeva nell’intera Germania. Secondo la leggenda, a cui molti danno credito, non fumava, non beveva, nè mangiava carne. Beveva spesso birra e vino diluito, aveva una speciale passione per le salsicce bavaresi. Sembra che egli si comportasse come un tiranno in casa propria, era “terribilmente ruvido” con la moglie Clara e raramente le rivolgeva parola. Generalmente si limitava a urlare e sgridare i figli. Hitler amava i cani e gli piaceva controllarli e dominarli. La femmina di pastore tedesco di Hitler, Blondi, gli offrì la cosa più vicina all’amicizia che egli avesse mai avuto. “Ma con i suoi cani, così come con ogni essere umano con cui venisse a contatto”, scrive Ian Kershaw, “qualsiasi relazione era basata sulla subordinazione al suo dominio”.