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illusione VS realta?, Temi di Italiano

tesina III liceo classico fondata sulla differenza tra il tema della realtà e il tema dell'illusione.

Tipologia: Temi

2020/2021

Caricato il 27/05/2021

ilaria.rutini1
ilaria.rutini1 🇮🇹

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Liceo Statale Classico
“Q.O. Flacco"
Realtà
Ilaria
Rutini a.s.
2010/2011
Classe 3 C
Apparenza
Classe 3
e
(Apparire è la regola. Essere è
l’eccezione.)
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Anteprima parziale del testo

Scarica illusione VS realta? e più Temi in PDF di Italiano solo su Docsity!

Liceo Statale Classico

“Q.O. Flacco"

Realtà

Ilaria

Rutini

Classe 3 C a.s.

Apparenz

Classe 3

e

(Apparire è la regola. Essere è

l’eccezione.)

Il problema di noi uomini non è il cervello, bensì i nostri sensi. Se riuscissimo ad assecondarli meglio riusciremmo a vedere la realtà celata dietro l’apparenza. A volte

ITALIANO

Luigi Pirandello Illusione e realtà, La Maschera

STORIA

Mussolini e Hitler tra propaganda e realtà

INGLESE

Oscar Wilde The picture of Dorian Gray

SCIENZE

Le stelle: magnitudine assoluta e apparente

FILOSOFI

A

Schopenhau er Il mondo come volontà e rappresenta zione

GRECO

Plutarco Le vite Parallele

LATINO

Apuleio le Metamorfosi

PIRANDELLO realtà (^) apparenza

"Ciò che conosciamo di noi stessi non è che

una parte di quello che noi siamo.

E tante e tante cose, in certi momenti

eccezionali,

noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni,

ragionamenti, stati di coscienza

che sono veramente oltre i limiti relativi della

nostra esistenza normale e cosciente."

Concezione vitalistica: la realtà tutta è “vita, flusso continuo, incandescente, indistinto”, eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all’altro Tutto ciò che si stacca da tale flusso si irrigidisce, inizia a “morire”, si cristallizza, assume “forma individuale” L’uomo è parte indistinta dell’ “universale ed eterno fluire della vita” ma tende a cristallizzarsi in forme individuali creando una personalità che è pura illusione. La forma è la maschera , l'aspetto esteriore che l'individuo-persona assume nella società per propria volontà o perché gli altri così lo vedono e lo giudicano. Essa è determinata dalle convenzioni sociali, dall’ ipocrisia, che è alla base dei rapporti umani. La vera realtà è nessuna , tra realtà e non-realtà ci sono due distinte dimensioni:

  • realtà oggettiva, esterna agli individui e apparentemente uguale e valida per tutti
  • realtà soggettiva, la particolare visione che ne ha il personaggio, dipendente dalle condizioni individuali e sociali condanna dell'individuo a recitare sempre la stessa parte, imposta dall'esterno, sulla base di convenzioni che reggono l'esistenza della massa

… nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di se

Il fu Mattia Pascal, 1904

Presa di coscienza dell’inconsistenza dell’individuo: smarrimento e dolore L’individuo soffre ad essere fissato dagli altri in forme in cui non può riconoscersi. Le forme sono sentite come una trappola, la stessa società è un’ “enorme pupazzata” dominata dalle buone maniere, costruzione artificiosa e fittizia. Il protagonista, Vitangelo Moscarda, scopre che gli altri hanno un’immagine di sé diversa da quella che egli si è creato di se stesso.

U n o , n e s s u n o , c e n t o m i l a

Scopre di non essere “uno”, ma di essere “centomila”, nel riflesso delle prospettive degli altri, quindi “nessuno”.

I l p i a c e r e d e l l ' o n

Il protagonista, Angelo Baldovino, “ decide” di provare il piacere di essere onesto in una società che non rende affatto facile esserlo: la sua non è l’onestà solamente formale, che, invece, gli è stata richiesta. Egli è disposto a sposare

"per finta una donna,

ma sul serio l’onestà"

“E’ Ma

il velo

ingannatore, che

avvolge gli occhi

dei mortali e fa

loro vedere un

mondo del quale

non può dirsi né

che esista, né che

non esista; perché

ella rassomiglia al

sogno ,

rassomiglia al

riflesso del sole

sulla sabbia, che il

pellegrino da

lontano scambia

per acqua; o che

rassomiglia alla

gettata a

Schopenhauer

“Il mondo come

volontà e

rappresentazione”

Fenomeno Parvenza, realtà deformata (velo di Maya), rappresentazione puramente soggettiva Noumeno Realtà che si nasconde dietro al velo di Maya: la volontà Attività formali della mente umana Spazio – tempo - causalità Fenomeno Realtà conoscibile attraverso le forme a priori della struttura conoscitiva umana Noumeno “La cosa in sé” pensabile, ma non conoscibile Attività formali della mente umana Io penso – 12 categorie 2 forme a priori (spazio e tempo) F E N O M E N O NOUMENO

e

SCHOPENHAUER KANT

Il mondo come

volontà

Fenomeno = oggetto per il soggetto Realtà visibile = apparenza, illusione All’uomo il corpo è dato come oggetto tra oggetti (^) (…) qualcosa di immediatamen conosciuto da ciascuno, e che viene designato volontà oscura con il nome di volontà”. energia del mondo, forza cieca e a-razionale, unica, eterna “La volontà, in tutti i gradi del suo fenomeno, dai più bassi ai più alti, manca affatto d’un fine ultimo e d’uno scopo; continuamente aspira, perché aspirare è la sua unica essenza; non è quindi capace di nessun appagamento finale”. “E’ davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, vista dal di dentro, trascorra la vita di tutta l’umanità. E’ un languido aspirare e soffrire (…)”. Allegoria del castello

Schopenhauer intende fuoriuscire dalla

dimensione illusoria squarciando

il velo di Maya così da giungere alla realtà.

Egli ricorre all’allegoria del

“castello circondato dall’acqua con il ponte

levatoio sollevato”

che il viandante può osservare da tutti i lati

pur rimanendone sempre fuori.

L’uomo può esaminare la realtà da tutti i punti di vista, ma ne rimane sempre fuori. Solamente il corpo, unica realtà che gli viene concessa, non solo come immagine, gli consente di andare al di là delle illusioni.

Difference between appearance and reality through a painting

Dorian appears orever young, handsome, nice He mantains his apparent innocence and purity but mainly his extraordinary beauty. The painting reveals or externalizes what Dorian conceals: his conscience, his aging, his moral corruption and psychological decadence. The picture stands for the dark side of Dorian's personality. The picture of Dorian Gray

Dorian's appearance Dorian's "true" characte

the portrait

The story is profoundly allegorical: it is a 19th- century version of the myth of Faust, the story of a man who sells his soul to the devil so that all his desires might be satisfied. This soul becomes the picture, which records the signs of time, the corruption, the horror and the sins concealed under the mask of Dorian's timeless beauty. Dorian is cruel, vicious, depraved

Wilde is critical towards the Victorian moralism where the
appearance is more important than the being.
  • (^) Moral puritanism prevalent in the Victorian age insists that the moral fibre is what really makes the man
  • (^) Period of unprecedented material progress and imperial expansion
  • (^) Prejudices: beautiful people are considered moral people; ugly people immoral

Appearance

  • (^) Exasperated and ostentatious piety expecially in sexuality even if it’s only an appearance
  • (^) Prosperity and stability proved to belong only to privileged classes
  • (^) The poor lived in segregated areas with squalor, disease and crime

Reality

The portrait is the symbol of immorality of the Victorian middle-class Dorian is the symbol of bourgeois ipocrisy with its falsity hidden by good manners Oscar Wilde in The picture of Dorian Gray, exactly in a letter of 1894, said: “Basil is what I think to be. Henry is what the world thinks about me. Dorian is what I supposed to be ”.

“Quest’uomo goffo e impacciato, incapace di

trovare le parole… è un uomo qualunque,

volgare.

Per la maggiore del tempo sono persone

comuni, da nulla; improvvisamente scendono in

essi, come dal cielo, alcune facoltà estranee

alla loro normale personalità; alcune potenze

forse li invadono, forze infernali delle quali il

loro corpo è solo un involucro provvisorio”

1912: direttore de “L ’Avanti” 1919: fondatore dei Fasci di combattimento 1922: capo del governo REALTA' O APPARENZA? 1933: capo del governo 1934: cancelliere e capo di stato 1938: comandante delle forze armate LA GERMANIA DIVENTA NAZISTA: nasce il mito del FÜHRER

L’ITALIA DIVENTA FASCISTA:

nasce il mito del DUCE HITLER (^) MUSSOLIN

  • (^) Squadre denominate SA al servizio del partito nazional socialista, trasformate poi in SS
  • (^) Programma “contro”: contro i governanti di Weimar, la democrazia, i comunisti, gli “inferiori” (slavi,negri ed ebrei)
  • (^) FUHRERPRINZIP (principio del capo): il fuhrer è fonte suprema del diritto, interprete delle aspirazioni del popolo, personaggio carismatico
  • (^) Mito della razza ariana: l’arianesimo, espressione di una razza conquistatrice e superiore, si è conservato nel popolo tedesco benchè inquinato dalle “razze inferiori”
  • (^) Mito dello spazio vitale: costruire un nuovo stato tedesco esteso ad oriente a danno dei popoli slavi e del comunismo - (^) Politica autoritaria esercitata con l’appoggio del Gran Consiglio del Fascismo, della Milizia e della polizia segreta (OVRA) - (^) Controllo dell’informazione (leggi fascistissime, nuovi istituti nel mondo del cinema) - (^) Diffusione di immagini del duce e dell’emblema del fascio littorio - (^) Imperialismo coloniale affinchè l’Italia diventi la nazione guida dell’Europa - (^) Mito dell’ “uomo nuovo”: creazione di un nuovo uomo asservito al sistema totalitario fascista e pronto a combattere per la grandezza nazionale - (^) Mito dell’uomo fascista forte, atletico, aggressivo e fedele al duce

“Chiudete i vostri^ che “ha sempre ragione”

occhi alla pietà!

Agite con brutalità!

La ragione è del più

forte”

“Dopo la Roma dei Cesari,

dopo quella dei Papi, c’è

oggi una Roma, quella

fascista, la quale con la

simultaneità dell’antico e

del moderno si impone

“ Hitler non è solo un uomo, è qualcosa di collettivo. Non è un individuo; è una nazione intera. Tolta la dimensione politica rimane poco o niente.” Si pensava che attribuisse grande valore alla dimensione pubblica e non conoscesse alcuna vita privata, nè avesse niente a che fare con le donne. Solo la prima cosa era vera: egli aveva un’amante, Eva Braun, che viveva tranquillamente con lui al Berghof. Ebbe anche altre storie discrete. L’ascetismo giocò un ruolo importante nell’immagine che di sè Hitler diffondeva nell’intera Germania. Secondo la leggenda, a cui molti danno credito, non fumava, non beveva, nè mangiava carne. Beveva spesso birra e vino diluito, aveva una speciale passione per le salsicce bavaresi. Sembra che egli si comportasse come un tiranno in casa propria, era “terribilmente ruvido” con la moglie Clara e raramente le rivolgeva parola. Generalmente si limitava a urlare e sgridare i figli. Hitler amava i cani e gli piaceva controllarli e dominarli. La femmina di pastore tedesco di Hitler, Blondi, gli offrì la cosa più vicina all’amicizia che egli avesse mai avuto. “Ma con i suoi cani, così come con ogni essere umano con cui venisse a contatto”, scrive Ian Kershaw, “qualsiasi relazione era basata sulla subordinazione al suo dominio”.

“Ed io intreccerò per

te, sotto la forma di

racconto milesio

svariate favole […]

così che tu possa

vedere meravigliato

figure e destini di

uomini mutati in altre

parvenze”

Apuleio,

Metamorphoses

Apuleio

, Le

Metamorfosi

Plutarco, Le Vite

Parallele