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Docuemento sintetico che descrive la nascita dell'impressionismo e del post-impressionismo
Tipologia: Appunti
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Impressionismo nasce a Parigi nel 1874-1886, considerato il primo movimento moderno. Ha un forte legame col realismo e con la fotografia. Questa corrente vuole rendere la realtà con immediatezza facendo studi della luce e dei colori, usa pennellate rapide e una serie di macchie e tocchi di colore, non ci sono contorni e composizioni troppo studiate. Per cogliere la variazione della luce i pittori dipingevano all'aria aperta ovvero usando il metodo della pittura en plein air con il cavalletto (per questo i quadri sono piccoli poiché li devono trasportare) e la pittura portatili e spesso ritraevano lo stesso soggetto numerose volte (come le serie di Monet). Questo movimento si pone in opposizione alle regole accademiche, i pittori di questo periodo rappresentano la vita quotidiana della borghesia ambientata in paesaggi naturali e cittadini. Prende il nome dal quadro di Monet "impression: soleil levant" grazie a cui viene nominato impressionismo usato dalla critica in senso dispregiativo. Nasce il problema su quale sia la realtà, la fotografia ha portato una gravità maggiore a questo problema. La fotografia non rappresenta la realtà come la vediamo noi. La fotografia è un codice rappresentativo. Fotografia nasce nel 1825 ed è utilizzata come modello della realtà e come spunto di nuove inquadrature. La pittura infatti si deve confrontare con la fotografia che influenza la pittura nello studio delle pose, del colore, di nuove inquadrature e del movimento. I pittori da questo momento devono usare la pittura per descrivere la realtà, guardandola da un punto di vista differente e confrontarsi con lo studio scientifico della luce. Regole impressionismo: 1 pittura en plein air (dipingere non più negli atelier ma fuori, nella natura) 2 disinteresse per il soggetto (non importa il ceto o la bellezza del soggetto che si deve dipingere) 3 rifiuto delle regole accademiche (quelle che Courbet mette dietro al suo quadro, ognuno dipinge la realtà per come la percepisce) 4 concentrazione sui valori percettivi 5 vocazione realista (dipinti sono la descrizione vera e propria delle realtà sociali)
Considerato il padre dell'impressionismo, il nome di questa corrente è legato alla sua opera "impression: soleil Levant". Passione nata in adolescenza dove faceva caricature, Boudin artista già affermato gli insegna le basi per dipingere la natura e gli trasmette amore per pittura en plein air. Nel 1862 entra nell'accademia di Gleyre, qua si distingue per capacità artistiche e carisma. Gli andavano strette le regole della pittura tradizionale e con altri artisti fa nascere impressionismo iniziando a dipingere all'aria aperta. Prima mostra nello studio parigino di Nadal nel 1874, lui ha solo 24, un fallimento poiché le opere non vengono comprese. Nel 1889 gli viene data una mostra personale alla galleria Petit di Parigi, da quel momento viene considerato uno dei grandi dalla pittura francese. A Giverny dipinge una delle sue famose serie dei covoni di grano, una delle tante serie come quelle della cattedrale di Rouen e delle ninfee questo perché seguiva la filosofia dell'osservazione. Le ninfee è il lavoro che racchiude la tecnica di Monet, inizia a lavorarci nel 1899 e ci lavorerà per gli ultimi 27 anni della sua vita. Impression: soleil Levant di Monet. Questo quadro viene criticato perché esposto in un posto non deputato all'arte (non in un saloon ma in uno studio fotografico), il critico Louis Leroy ha dato il nome dell'impressionismo grazie al nome dell'opera "impression soleil Levant". Reputavano l'opera disdicevole perché non riuscivano a vedere gli elementi del quadro, vedevano solo macchie. Presente alla mostra del 1874, il dipinto rappresenta il porto francese di Le Havre all’alba immerso nella foschia azzurra rischiarata dal sorgere del sole, si vedono le navi attraccate lungo la costa, le piccole barche dei pescatori. L’unico elemento reale
sembra essere il sole col suo riflesso nell’acqua. Con questo dipinto Monet getta le basi per il definitivo superamento della rappresentazione statica della realtà. Il quadro non si offre più allo spettatore come la descrizione di un luogo riconoscibile, diventa invece un racconto interiore di una condizione transitoria dell’essere. La "zattera della medusa" vista come quadro che rappresenta ciò che c'è anche nel dipinto di Monet, però nel quadro di Monet l'oggetto quadro appare in tutta la sua evidenza mentre nel dipinto di Gericault scompare perché nel quadro impressionistico si vede ogni singola pennellata ovvero la parte strutturale del quadro. Cattedrale di Rouen Nel 1892 si trova a Ruen in Normandia, prese in affitto una camera che si affacciava sulla cattedrale della città, Monet è malato e costretto a stare nella sua camera. Durante i mesi invernali tra il 1892 e il 1893 compone una serie di dipinti che avevano come soggetto la facciata della cattedrale,la serie finale è di circa 50 dipinti di cui ne espone solo 18. Lavorava instancabilmente sullo stesso motivo in molteplici situazioni di luce e in diverse fasi della giornata. Guardando questa serie di dipinti ci si rende conto che al centro dell’interesse di Monet ci sono gli effetti che la luce produce sulla materia, infatti la luce cambia la prospettiva che si ha del soggetto.
anticonformista. Renoir dimostra di amare l'arte fin da bambino. A 21 anni entra Nell'Ecole de beuax arts dove conosce Sisley, Bazille e Monet incontri fondamentali per l'artista e per l'arte europea. Abbandonano regole pittura per dipingere all'aperto, Renoir e Monet passavano molto tempo insieme a dipingere gli stessi paesaggi per poi confrontare le opere. Anche lui espose le sue opere nella galleria di Nadal nel 1874 a Parigi dando vita all'impressionismo. Vita complessa per problemi economici. Le sue opere sono un inno alla gioia di vivere e alla spensieratezza. Negli anni della maturità ottiene il successo, nel 1900 viene insignito della legion d'onore ovvero il massimo riconoscimento della Repubblica francese. Continuò a dipingere anche da vecchio malato, per realizzare il suo ultimo capolavoro ovvero l'opera "le bagnanti" si fece legare il pennello al polso. Pittura di Renoir caratterizzata da senso di gioia e di luce, riflette l'amore per la vita. In "ballo al Moulin de la galette" la luce determina macchie luminose, il soggetto è rintracciabile nel movimento delle coppie danzanti.
era anche uno scultore e un disegnatore. Esponente di spicco dell'impressionismo, non amava dipingere en plein air. Tratti distintivi della sua arte diversi da altri artisti di questa corrente, egli dipinge luoghi chiusi da angolazioni insolite con pennellate veloci. Ama ritrarre soggetti femminili, cavalli e ippodromi poiché affascinato dal movimento e dalla velocità. Nasce in una famiglia ricca infatti i genitori gli allestiscono un atelier in casa quando afferma di voler intraprendere carriera artistica. Si forma alla scuola delle belle Arti di Parigi, ma tra il 1856 al 1860 farà un viaggio in Italia per arricchire le sue conoscenze artistiche. L'amicizia con Manet lo convinse a fare parte del gruppo degli impressionisti. Aveva partecipato ai saloon anche con successo ma accetto fin da subito di sostenere l'iniziativa per la mostra indipendente degli impressionisti del 1874. Partecipò a 6 delle 7 mostre organizzate dagli impressionisti, in una di queste espone la sua scultura "danzatrice quattordicenne" innovativa per l'epoca sia per soggetto che per materiali usati. Considerata opera che diede avvio alla scultura in senso moderno. Degas negli ultimi decenni dell'ottocento è un artista affermato, espone a New York e Londra. La morte dell'amico Manet e un problema che lo priverà quasi del tutto della vista lo spingerà a ritirarsi a vita privata fino alla morte nel 1917.
Non è un movimento ma un insieme di esperienze artistiche che avvengono subito dopo l'impressionismo, non sono più impressioniste ma sono fortemente condizionate da esse. Appartengono a queste esperienze Seurat, Gauguin, Cézanne ed infine Van Gogh. Il post impressionismo è caratterizzato dal rifiuto della sola impressione visiva, dalla ricerca della solidità dell'immagine attraverso il colore, dalla libertà del colore e dalla sicurezza del contorno. I primi
Può essere considerato come il manifesto del nuovo stile sintetista. Questo quadro, dipinto ad olio su tela, rappresenta l'idea di Gauguin per il quale l'esotismo si trova anche all'interno della nostra cultura. La grande novità dell'opera è l'unione di due dimensioni diverse, quella reale delle persone che assistono alla predica domenicale ovvero le donne bretoni e quella immaginata ossia la lotta di Giacobbe con l'angelo, scena raffigurata in alto a destra come se fosse reale e si svolgesse sotto gli occhi delle donne. Il quadro infatti raffigura le donne, con abiti tradizionali britannici e volti irreali, che uscite dalla chiesa portano con loro delle suggestioni che hanno recepito in chiesa e queste trasformano la realtà stessa in una visione soggettiva e quindi hanno la visione della lotta tra Giacobbe e l'angelo. L'albero consente la separazione sul piano compositivo di ciò che è reale da ciò che è soprannaturale. Le due dimensioni risultano comunque unificate attraverso il colore che diventa espressione del soprannaturale e degli stati d'animo, questo non è realistico, è piatto. Il colore del prato rappresenta l'uso del colore è soggettivo ed emotivo. Nel quadro domina la bidimensionalità infatti non ci sono effetti luministici e atmosferici.
Significa: Ave Maria, è un opera del primo periodo che l'autore passa in Polinesia. Rappresenta la Madonna con Gesù bambino in versione tahitiana che vengono adorati dalle donne del luogo, la loro presenza è indicata da un angelo. Dal punto di vista storico questo incontro di culture si può spiegare col fatto che dopo la colonizzazione francese nell'isola di Tahiti si era diffuso il cattolicesimo. Il dipinto mostra il sincretismo di Gauguin in quanto mette a dialogo la propria cultura con quella dei popoli incontrati. Al formato della tela che richiama quello delle pale d'altare, e alla presenza di figure sacre è associato un gesto tipico della religione e del modo di dare il benvenuto orientali delle donne. Un altro contrasto è creato tra la natura morta in primo piano che ha una volumetria credibile e il resto del quadro in cui domina la bidimensionalità. Guaguin rappresenta una sorta di visione creata dal colore in cui la realtà si incontra con la magia e la spiritualità. A livello compositivo le linee orizzontali sono bilanciate da quelle verticali nelle tre figure e negli alberi, del sincretismo l'autore conserva la stesura del colore piatta e satura.
Quest'opera fu realizzata da Gauguin nel 1897 durante il secondo soggiorno a Tahiti, in un momento delicato della sua vita, aveva un problema al cuore e era appena morta la figlia. Questo dramma lo spinse a creare quest'opera monumentale a cui lavorò per un mese. L'opera verrà esposta a Parigi dove la critica fa complimenti solo per la cromaticità. Nei due angoli in alto si trovano l'iscrizione a sinistra mentre la firma dell'autore a destra. A destra in basso c'è un bambino addormentato vicino a tre donne accoccolate, sullo sfondo due figure color porpora che parlano vengono osservate dalla figura seduta col braccio alzato. La figura nel mezzo coglie un frutto, questo gesto potrebbe alludere al momento della procreazione oppure alla vigoria della gioventù in cui lui prende il meglio dalla vita, (interpretazione di stampo religioso, mela e peccato originale). L'idolo, ovvero la dea dei polinesiani, leva le braccia e sembra indicare l'aldilà. Poi ci sono due figure sedute, una sembra ascoltare l'idolo e l'altra anziana sembra rassegnata. Questa conclude la leggenda e ai suoi piede c'è un uccello bianco che tiene una lucertola e rappresenta la vanità delle parole. Il dipinto di dimensioni monumentali si sviluppa orizzontalmente e si legge da destra verso sinistra, i diversi elementi figurativi sono separati l'uno dall'altro e posti in successione. Il quadro non ha un soggetto storico ma contiene una metafora e una meditazione sulla vita, inizia col bambino sulla destra, la figura in piedi al centro simboleggia il momento della piena esistenza mentre la figura anziana all'estrema sinistra la vecchiaia la paura della morte. Si tratta di un'opera drammatica in quanto contiene la domanda fondamentale sul senso della vita, è il testamento artistico di un uomo che si interroga sul suo destino. L'opera ha un effetto di non finito poiché l'artista volutamente non si è attenuto alle regole accademiche della perfezione esecutiva imposto dal mestiere per comunicare emozioni. Il risultato finale è di uno spazio irreale e onirico in cui realtà e fantasia si fondono.
Nasce in Belgio nel 1853. Ha una vita povera e tormentata, caratterizzata da un malessere psichico, egli soffriva di attacchi di panico e allucinazioni alle quali reagiva in modo violento. Aveva un rapporto stretto con Theo che lo sostenne per anni economicamente, questo rapporto è evidenziato dalle numerose (circa 600) lettere scritte dall'artista al fratello. Nel 1879 si recò nelle regioni minerarie del Belgio per prendersi cura dei malati. Gli umili, i minatori e i lavoratori dei campi sono i suoi soggetti preferiti oltre ai ritratti, ai paesaggi, ai campi di grano e ai girasoli. Pioniere dell'espressionismo. Nel 1880 si avvicinò al disegno e alla pittura con la propensione di rappresentare le condizioni delle famiglie di minatori o contadini. Dipinge in maniera impressionista ma con colori ad olio. Il periodo olandese che va dal 1881 al 1886 è caratterizzato dalla volontà di esprimere il dolore tragico della vita. Considerato uno dei più grandi artisti di sempre anche se in vita non veniva apprezzato. Si trasferì in Provenza al sud della Francia in cui visse con Gauguin, con cui non ebbe un rapporto facile. In questo periodo esprime la luce ed i colori e manifesta i suoi sentimenti. Nel 1889 si mozzò metà dell'orecchio sinistro in preda ad un allucinazione. Morì a 37 per un colpo di rivoltella. I MANGIATORI DI PATATE È l'opera centrale del periodo olandese. È un quadro storico che Van Gogh realizzo nel 1885 con la tecnica dell'olio su tela. Ritrae 5 contadini, in una stanza di una casa buia, che mangiano patate e caffè alla luce di una lampada a petrolio. È ispirato alla povertà e alla miseria dei contadini e prima dei minatori. Esistono molte versioni preparatorie. La luce arriva solo dalla lampada sopra il tavolo e definisce i personaggi, mentre il resto dell'atmosfera è buio e definito con crudo realismo. Sui volti scavati dalla fatica e sulle mani dei personaggi si legge la stanchezza di una dura giornata di lavoro. La costruzione spaziale è approssimativa e la concentrazione sui tratti e gesti dei contadini rivelano la partecipazione emotiva del pittore. I colori sono molto scuro mentre le forme sono definite da una linea nera. I GIRASOLI Questo quadro risale all'agosto/settembre del 1888, realizzato per uso decorativo durante il periodo in Francia in un momento di ottimismo. Il vaso è collocato in primo piano e l'unica indicazione spaziale è data dalla linea orizzontale che separa il piano d'appoggio dallo sfondo. Il soggetto ovvero i girasoli avevano un significato importante per Van Gogh, il giallo per lui era un simbolo della felicità. Uso il giallo proprio per esprimere queste emozioni, infatti i gialli cromo dei petali trasmettono vitalità ma anche inquietudine. Le pennellate sono energiche. I colori e le linee non hanno una funzione decorativa ma esprimono il rapporto diretto e autentico che aveva l'artista con la natura e la realtà. AUTORITRATTO Non è il suo primo autoritratto, infatti esistono quasi 40 autoritratti. L'opera risale a un momento delicato dell'artista, 1888 quando si trovava nel manicomio di Saint Remy. Vi era ricoverato dopo il suo tentato suicidio. Ha un espressione priva di sentimenti perché realizzare il proprio ritratto può turbare l'artista. Lo sguardo del pittore è allucinato, i lineamenti sono duri, il suo sguardo sembra angosciato e rigido. Si rappresentò a mezzo busto con la camicia da lavoro e sopra una giacca azzurra. Dominano nell'opera i toni del verde e del turchese a cui si contrappone in maniera complementare l'arancione dei capelli e della barba del pittore. Ci appare fisso e immobile, le pennellate sono distribuite ad onde e spirali, segno di perdita di orientamento a causa delle crisi nervose. LA CHIESA DI AUVERS-SUR-OISE Quest'opera ci avvicina alla morte di Van Gogh, fu realizzato 2 settimane prima della sua morte. Il pittore dopo esser stato in un ospedale psichiatrico si trasferì a Auvers-sur-oise vicino a Parigi. L'opera rappresenta l'edificio sacro nella parte dell'abside con finestre scure e toni cromatici e smorzati. L'unica presenza umana è la donna rappresentata di spalle. L'edificio assume un aspetto inquietante, viene rappresentato in ombra sotto un cielo plumbeo. La tela non rappresenta la realtà