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interlingua e l'analisi dell'errore, Dispense di Didattica generale e speciale

dispesa sull'interlingua e analisi dell'errore - didattica della lingua italiana L2

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 17/02/2026

elisa-de-fabritiis
elisa-de-fabritiis 🇮🇹

7 documenti

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INTERLINGUA E ANALISI DEGLI ERRORI
(Masina Depperu)
Selinker, 1972, formula la nota definizione di Interlingua come sistema linguistico innato e variabile
nel tempo, di un continuum di sistemi provvisori, più che di un sistema di arrivo. Pallotti, 1998, fa
notare che IL possiede caratteristiche della lingua di partenza (L1) e della lingua d'arrivo (L2
oppure LS), ma anche indipendenti da entrambe.
Si può desumere che gli 'errori' siano 'incidenti' di percorso, non devianze dalla norma da punire
tout court. Inoltre, se è vero che il percorso di apprendimento presenta delle tappe evolutive comuni
a tutti gli apprendenti, che ciò che può variare è il risultato o la velocità d'apprendimento, in quanto
dati soggettivi, le devianze linguistico-culturali nella produzione degli apprendenti si possono
considerare come segnali di una competenza provvisoria, in fieri.
Gli insegnanti sperimentatori sono consapevoli e responsabili dell'applicazione teorica nei contesti
pratici di apprendimento, e possono individuare le possibili cause d'errore in:
difficoltà oggettiva del sistema linguistico d'arrivo
problemi soggettivi dell'apprendente
interferenza della L1
interferenza di altra lingua conosciuta (LS)
interferenza della cultura d'origine
metodo di insegnamento
contesto, luogo e tempi, di apprendimento
strategie di apprendimento e di comunicazione(non) attivate
Certamente non bastano la riflessione e la consapevolezza per prevenire l'errore, ma è necessario
creare le condizioni perché gli apprendenti sviluppino strategie di autocorrezione e autovalutazione.
L'auspicata 'autonomia' dell'apprendente dovrebbe garantire la strada verso un lifelong learning.
La grande sfida rimane quella di classificare e descrivere gli errori per individuare la fase di IL in
cui si trova l'apprendente e intervenire adeguatamente. Individuare le strutture e gli aspetti che
creano difficoltà e far attivare le strategie adatte per facilitare il percorso verso la padronanza
linguistica.
Ecco una suddivisione degli errori in:
1. pre-sistematici (ignoranza della regola)
2. sistematici (errori diffusi nonostante la conoscenza della regola)
3. post-sistematici o superflui (regole interiorizzate ma applicate male o in modo incostante
Nel 1 caso, si può dare la spiegazione della regola senza la pretesa dell'autocorrezione; nel 2 caso, si
può correggere e spiegare; nel 3 caso , infine, si può incoraggiare l'autocorrezione.
Come osservare gli errori degli apprendenti.
La disponibilità di materiale forniti dagli studenti, sia scritto che orale, consente di individuare i
seguenti criteri di osservazione suddivisi e distinti in:
categoria linguistica (fonologia e grafemica, morfologia, sintassi, lessico)
criteri d'uso (socio-pragmatici, pragmatici, referenziali)
strategia superficiale (scelta, omissione, aggiunta, malformazione, ordine improprio)
effetti comunicativi (la comunicazione viene o no compromessa)
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INTERLINGUA E ANALISI DEGLI ERRORI

(Masina Depperu) Selinker, 1972, formula la nota definizione di Interlingua come sistema linguistico innato e variabile nel tempo, di un continuum di sistemi provvisori, più che di un sistema di arrivo. Pallotti, 1998, fa notare che IL possiede caratteristiche della lingua di partenza (L1) e della lingua d'arrivo (L oppure LS), ma anche indipendenti da entrambe. Si può desumere che gli 'errori' siano 'incidenti' di percorso, non devianze dalla norma da punire tout court. Inoltre, se è vero che il percorso di apprendimento presenta delle tappe evolutive comuni a tutti gli apprendenti, che ciò che può variare è il risultato o la velocità d'apprendimento, in quanto dati soggettivi, le devianze linguistico-culturali nella produzione degli apprendenti si possono considerare come segnali di una competenza provvisoria, in fieri. Gli insegnanti sperimentatori sono consapevoli e responsabili dell'applicazione teorica nei contesti pratici di apprendimento, e possono individuare le possibili cause d'errore in:  difficoltà oggettiva del sistema linguistico d'arrivo  problemi soggettivi dell'apprendente  interferenza della L  interferenza di altra lingua conosciuta (LS)  interferenza della cultura d'origine  metodo di insegnamento  contesto, luogo e tempi, di apprendimento  strategie di apprendimento e di comunicazione(non) attivate Certamente non bastano la riflessione e la consapevolezza per prevenire l'errore, ma è necessario creare le condizioni perché gli apprendenti sviluppino strategie di autocorrezione e autovalutazione. L'auspicata 'autonomia' dell'apprendente dovrebbe garantire la strada verso un lifelong learning. La grande sfida rimane quella di classificare e descrivere gli errori per individuare la fase di IL in cui si trova l'apprendente e intervenire adeguatamente. Individuare le strutture e gli aspetti che creano difficoltà e far attivare le strategie adatte per facilitare il percorso verso la padronanza linguistica. Ecco una suddivisione degli errori in:

  1. pre-sistematici (ignoranza della regola)
  2. sistematici (errori diffusi nonostante la conoscenza della regola)
  3. post-sistematici o superflui (regole interiorizzate ma applicate male o in modo incostante Nel 1 caso, si può dare la spiegazione della regola senza la pretesa dell'autocorrezione; nel 2 caso, si può correggere e spiegare; nel 3 caso , infine, si può incoraggiare l'autocorrezione. Come osservare gli errori degli apprendenti. La disponibilità di materiale forniti dagli studenti, sia scritto che orale, consente di individuare i seguenti criteri di osservazione suddivisi e distinti in:  categoria linguistica (fonologia e grafemica, morfologia, sintassi, lessico)  criteri d'uso (socio-pragmatici, pragmatici, referenziali)  strategia superficiale (scelta, omissione, aggiunta, malformazione, ordine improprio)  effetti comunicativi (la comunicazione viene o no compromessa)

Le modalità di correzione variano a seconda delle competenze possedute dagli apprendenti e dagli obiettivi didattici prioritari, oltre che dal tipo di produzione orale o scritta. In Cattana-Nesci, si distingue in metodo di correzione:  comunicativo,  rilevativo,  risolutivo,  classificatorio, Metodi di correzione nella produzione scritta Se si interviene per la correzione delle produzioni scritte si può disporre di varie tecniche in base ai livelli di competenza degli apprendenti e agli scopi delle attività proposte. Essi sono in ordine crescente: la correzione comunicativa, più adatta ai testi dei principianti; la correzione rilevativa che evidenzia gli errori post-sistematici; la correzione risolutiva per rilevare e correggere; la correzione classificatoria che coinvolge attivamente gli studenti per renderli consapevoli della tipologia dei loro errori^1. METODO COSA RILEVA COME VANTAGGI SVANTAGGI Comunicativo Efficacia comunicativa nei testi Commenti Non rileva tutti gli errori e non dà un’impressione negativa Non rende gli studenti consapevoli degli errori commessi Rilevativo Errori puntuali o estesi post- sistematici Sottolineature e/o linee verticali Individua tutti gli errori Non dà indicazioni per la consapevolezza dell’errore Risolutivo Errori puntuali Segnalazioni e correzioni a margine nel testo Individua e corregge gli errori Lo studente non interviene nella correzione Classificatorio Il tipo di elemento mal selezionato: articolo, pronome, ecc; oppure il problema: accordo, doppie, ecc. Indicazioni sul tipo di errore con etichette e/o simboli dettagliati Impone un ruolo attivo alla studente perché si renda conto dell’errore e arrivi alla soluzione Non risolve i casi critici. Alcuni errori sono difficili da classificare. Richiede un surplus di lavoro da parte dell’insegnante. Esiste, in aggiunta a queste, la possibilità di utilizzare una tecnica di correzione mista che, utilizzando modalità appartenenti a tecniche diverse, consente all’insegnante di intervenire in modo più individualizzato e anche di dare una riscrittura corretta di quegli argomenti non ancora studiati ma che sembrano importanti e da far rilevare. (^1) Cattana / Nesci.