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Descrizione Errori Interlingua, Appunti di Lingua Italiana

Riassunto sui vari tipi di descrizione dell'errore con tabelle sintetiche e esempi esaustivi

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 23/01/2026

marika-avanzato-1
marika-avanzato-1 🇮🇹

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L’ERRORE
Nel momento in cui l’apprendente viene concepito come soggetto attivo, creativo e produttivo, l’errore non
è più valutato negativamente, ma viene interpretato positivamente, in quanto spia di un processo di
apprendimento in atto e funzionante.
Definizione tradizionale di errore e suoi limiti
In una prospettiva tradizionale, l’errore è ciò che si manifesta in modo evidente nella produzione
dell’apprendente ed è definito come devianza rispetto alle regole di una lingua. Tale interpretazione
presuppone l’esistenza di:
un modello di grammatica normativa;
una norma unica, stabile e identificabile;
una sola soluzione corretta.
Tuttavia, questo modello risulta problematico. Ad esempio, nell’italiano L1 l’uso dell’imperfetto modale in
espressioni come «volevo chiedere una cosa» al posto di «vorrei chiedere una cosa» non può essere
considerato semplicemente errato.
Di conseguenza, l’errore non può essere definito come semplice scarto dalla norma.
Definizione comunicativa e contestuale dell’errore
In una prospettiva più adeguata, l’errore viene definito come lo scarto tra la produzione dell’apprendente
e la produzione corrispondente di un parlante nativo, giudicata appropriata e normale in uno specifico
contesto comunicativo. Ciò implica che:
la produzione dell’apprendente non è sbagliata in senso assoluto;
non esiste un’unica produzione nativa possibile;
l’errore viene valutato in termini di maggiore o minore distanza rispetto a ciò che un parlante nativo
direbbe in quel contesto.
La valutazione si fonda così su criteri comunicativi e pragmatici. Si tratta di un approccio che non mira a
stabilire la correttezza formale, bensì a verificare il grado di avvicinamento dell’apprendente alla lingua
seconda.
Analisi delle produzioni e superamento dell’analisi contrastiva
In questa prospettiva non viene recuperata l’idea di analisi contrastiva tradizionale, che prevedeva il
confronto tra i sistemi linguistici delle lingue coinvolte. Al contrario, si segue la linea proposta da Korder,
secondo cui è necessario confrontare le produzioni degli apprendenti e analizzarne il significato.
L’analisi procede dunque come segue:
1.si osserva l’enunciato prodotto dall’apprendente;
2.lo si mette a confronto con un enunciato corrispondente che avrebbe prodotto un parlante nativo;
3.a partire da questo confronto, si individua quale produzione possa essere considerata accettabile
per l’apprendente.
In questo modo, l’errore diventa uno strumento di osservazione del processo di apprendimento.
Norma, accettabilità e rivalutazione dell’errore
Questa interpretazione degli errori deriva dalla consapevolezza che non esiste una sola norma linguistica.
Finché la norma è concepita come unica e monolitica, l’errore risulta facile da individuare. Tuttavia, quando
la norma viene interpretata come variegata e si riconosce l’esistenza di diverse norme con differenti livelli
di accettabilità, la valutazione degli enunciati cambia radicalmente.
Descrizione dell’errore e interlingua
La descrizione dell’errore è funzionale alla comprensione del livello di interlingua e del punto del processo
di apprendimento raggiunto dall’apprendente. Per poter intervenire sugli errori in modo efficace, è
necessario saperli analizzare, descrivere e interpretare adeguatamente.
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L’ERRORE

Nel momento in cui l’apprendente viene concepito come soggetto attivo, creativo e produttivo , l’errore non è più valutato negativamente, ma viene interpretato positivamente , in quanto spia di un processo di apprendimento in atto e funzionante.

Definizione tradizionale di errore e suoi limiti

In una prospettiva tradizionale, l’errore è ciò che si manifesta in modo evidente nella produzione dell’apprendente ed è definito come devianza rispetto alle regole di una lingua. Tale interpretazione presuppone l’esistenza di:  un modello di grammatica normativa ;  una norma unica, stabile e identificabile ;  una sola soluzione corretta. Tuttavia, questo modello risulta problematico. Ad esempio, nell’italiano L1 l’uso dell’imperfetto modale in espressioni come «volevo chiedere una cosa» al posto di «vorrei chiedere una cosa» non può essere considerato semplicemente errato. Di conseguenza, l’errore non può essere definito come semplice scarto dalla norma.

Definizione comunicativa e contestuale dell’errore

In una prospettiva più adeguata, l’errore viene definito come lo scarto tra la produzione dell’apprendente e la produzione corrispondente di un parlante nativo , giudicata appropriata e normale in uno specifico contesto comunicativo. Ciò implica che:  la produzione dell’apprendente non è sbagliata in senso assoluto ;  non esiste un’unica produzione nativa possibile ;  l’errore viene valutato in termini di maggiore o minore distanza rispetto a ciò che un parlante nativo direbbe in quel contesto. La valutazione si fonda così su criteri comunicativi e pragmatici. Si tratta di un approccio che non mira a stabilire la correttezza formale, bensì a verificare il grado di avvicinamento dell’apprendente alla lingua seconda.

Analisi delle produzioni e superamento dell’analisi contrastiva

In questa prospettiva non viene recuperata l’idea di analisi contrastiva tradizionale , che prevedeva il confronto tra i sistemi linguistici delle lingue coinvolte. Al contrario, si segue la linea proposta da Korder , secondo cui è necessario confrontare le produzioni degli apprendenti e analizzarne il significato. L’analisi procede dunque come segue: 1.si osserva l’enunciato prodotto dall’apprendente;

  1. lo si mette a confronto con un enunciato corrispondente che avrebbe prodotto un parlante nativo; 3.a partire da questo confronto, si individua quale produzione possa essere considerata accettabile per l’apprendente. In questo modo, l’errore diventa uno strumento di osservazione del processo di apprendimento.

Norma, accettabilità e rivalutazione dell’errore

Questa interpretazione degli errori deriva dalla consapevolezza che non esiste una sola norma linguistica. Finché la norma è concepita come unica e monolitica, l’errore risulta facile da individuare. Tuttavia, quando la norma viene interpretata come variegata e si riconosce l’esistenza di diverse norme con differenti livelli di accettabilità , la valutazione degli enunciati cambia radicalmente.

Descrizione dell’errore e interlingua

La descrizione dell’errore è funzionale alla comprensione del livello di interlingua e del punto del processo di apprendimento raggiunto dall’apprendente. Per poter intervenire sugli errori in modo efficace, è necessario saperli analizzare, descrivere e interpretare adeguatamente.

La riflessione sull’errore non è dunque finalizzata alla semplice correzione, ma alla comprensione del processo cognitivo e linguistico che l’apprendente sta attraversando. Cosa considerare errore e su cosa intervenire? La correzione dipende:

- dal livello di competenza dell’apprendente ; - dagli obiettivi comunicativi. Primo criterio: comprensibilità Il primo obiettivo della lingua è comunicare. Per questo motivo si considera davvero “errore” ciò che impedisce o ostacola la comprensione del messaggio. In base all’effetto che l’errore ha sul destinatario , distinguiamo: Errori locali  Riguardano parti limitate della fraseNon compromettono il significato globale  La comunicazione avviene comunque  errori di flessione ( due libro )  omissione di articoli ( vado a scuola )  errori di ausiliari o preposizioni Errori globali  Riguardano la struttura della frase o del testo  Rendono il messaggio difficile o impossibile da capire  ordine scorretto delle parole  uso sbagliato dei connettivi  costruzione errata di subordinate  scelta lessicale che cambia il significato Secondo criterio: correttezza formale Qui l’obiettivo non è solo capire il messaggio, ma aiutare lo studente a:  rivedere le sue ipotesi sulla linguaavvicinarsi alla norma della L Il feedback deve essere chiaro e mirato , così che l’apprendente capisca:  che cosa non funziona  quale regola è coinvolta Questo criterio diventa più importante man mano che il livello cresce. Terzo criterio: appropriatezza L’appropriatezza riguarda il registro (formale/informale), il contesto comunicativo, il ruolo sociale del parlante.  dire “dammi il libro” è corretto grammaticalmente, ma inappropriato in un contesto formale. Un principio fondamentale La correzione dipende sempre :  dall’età dell’apprendente  dal suo livello di competenza  dai suoi bisogni comunicativi  dal contesto (scolastico, lavorativo, quotidiano) Non si corregge tutto e non si corregge sempre allo stesso modo. Per questo è fondamentale analizzare gli errori : gli errori danno informazioni sullo stadio di interlingua e aiutano l’insegnante a decidere come intervenire.

Descrizione degli Errori

TIPO DI ERRORE

Sottolineare l’errore e riscrivilo, riportando di seguito una “Frase di esempio”. ASPETTO SUPERFICIALE Confrontiamo la produzione dell’apprendente a quella ipotetica del parlante nativo (che si stabilisce sulla base della nostra competenza di parlanti nativi, immaginando cosa avremmo detto al suo posto), secondo i seguenti criteri: OMISSIONE Elemento assente nella produzione dell’apprendente che, invece, si ritrova nella produzione del nativo andare casa - andare a casa AGGIUNTA Elemento superfluo non necessario nella produzione dell’apprendente fare lo sport - fare sport io ce l’ho 10 anni – Io ho 10 anni SOSTITUZIONE Elemento sbagliato/diverso nella produzione dell’apprendente io non hai sonno - io non ho sonno INVERSIONE Quando 2 o più elementi linguistici sono presenti in ordine diverso rispetto alla produzione di confronto io sempre gioco con lui - io gioco sempre con lui (sempre precede il V) SEGMENTAZIONE L’apprendente non divide correttamente la catena fonica e non individua correttamente le parole Miamamma io andato allavorare Ieri andato accasa LIVELLO LINGUISTICO DELL’ERRORE Gli errori individuati nelle produzioni degli apprendenti possono infatti essere interpretati in relazione ai diversi livelli della lingua, quali:

  • Fonetico
  • Morfologico : articoli o desinenze omesse o errori di parole (non concordanza)
  • Lessicale : scelta delle parole
  • Sintattico : ordine delle parole
  • Morfo-sintattico : morfologia + struttura frase (io piacevo; in mio paese)
  • Ortografico : scrittura delle parole
  • Semantico : uso contestuale delle parole Gli errori ortografici , ad esempio, risentono spesso della pronuncia ; Analogamente, gli errori morfologici, sintattici o semantici possono essere messi in relazione tra loro. I vari livelli linguistici, infatti, interagiscono tra loro e devono essere interpretati congiuntamente all’aspetto superficiale dell’errore. Una sostituzione , per esempio, può riguardare:  un livello morfologico ;  un livello lessicale , quando viene usata una parola al posto di un’altra;  un livello morfosintattico , quando è coinvolto il rapporto tra due parole, come nel caso di accordo, mancato accordo o sostituzione di una forma con un’altra. Altri livelli di analisi dell’errore

Alcuni tipi di errore sono riconducibili in modo prevalente a specifici livelli linguistici. L’ inversione è principalmente un fenomeno sintattico , in quanto riguarda l’ordine dei costituenti della frase. L’ aggiunta può invece essere di tipo lessicale o morfologico , così come l’ omissione , a seconda dell’elemento coinvolto. CAUSE (coincidono con IPOTESI DELL’INTERLINGUA CHE FA IL PARLANTE) INTERFERENZA (O TRANSFER) quando una dici una parola della lingua che stai imparando in modo simile alla tua L1, ovvero la tua lingua nativa Ex. Sangre (L1) al posto di sangue (L2) SEMPLIFICAZIONE / EVITAMENTO Non conosco una determinata forma o regola e cerco di aggirare l’ostacolo Ex. mio genitori , perche in inglese si ha solo my anche per il plurale

Sarà aiuto – vengo in aiuto – invece di aiuterà SOVRAESTENSIONE/ ESTENSIONE ANALOGICA/ REGOLARIZZAZIONE Conoscenza di una parte della regola che viene utilizzata in contesti che non le sono priori Una amico Testardezza – testardaggine (errore del suffisso Ex. Articoli usati in ambiti in cui non servono. LIVELLO INTERLINGUA Le fasi dell’interlingua descrivono l’evoluzione della competenza linguistica dell’apprendente L2. PRE-BASICO L’apprendente analizza l’input, comunica con poche parole, usa parole chiave, i verbi non sono flessi, subordinate rare, SVO base, lessico base. io andare a lavoro; io questo BASICO usa infinito e presente , non ci sono parole funzionali (pronomi, articoli ecc…), mancanza morfologica. io andare in mio paese io fare sport POST-BASICO/BASICO- AVANZATO flessione verbale e nominale, subordinate, strutture complesse, parole funzionali sono presenti, passato prossimo, imperfetto e altri tempi complessi. CORREZIONE DELLA SCRITTURA Si mantiene sempre visibile il testo originale, segnando gli errori a margine o sopra la parola, non riscrivendo tutto pulito. Si usano etichette condivise (es. ART, PREP, VERB) decise prima con la classe, così lo studente sa cosa cercare. RILEVATIVA (^) Livello postbasico. errori post-sistematici, superficiali e meno gravi. CLASSIFICATORIA Livello basico (o post-basico) errori sistematici. RISOLUTIVA Livello pre-basico. errori pre-sistematici, gravi.

Esempi: “con miei amici” (errore morfologico sistematico), “io piacevo” (errore morfosintattico). Sono frequenti in un singolo apprendente o in un gruppo. Lo studente è in grado di spiegare l’errore, ma non di correggerlo. L’insegnante corregge e spiega , mettendo in evidenza le false ipotesi e riprendendo le regole. ERRORI POST-SISTEMATICI Sono errori residui o superflui , che compaiono dopo l’interiorizzazione della regola. Dipendono da applicazione incostante , distrazione o fatica (lapsus). Anche i parlanti nativi li producono, ma negli apprendenti possono indicare fossilizzazioni di stadi precedenti dell’interlingua. La correzione non è sempre prioritaria. Lo studente è in grado sia di spiegare sia di correggere l’errore. L’insegnante segnala l’errore e stimola l’autocorrezione , eventualmente proponendo esercitazioni mirate.