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Economia degli Intermediari finanziari [parte 2], Sbobinature di Economia degli Intermediari Finanziari

Appunti sbobinati da TUTTE le lezioni del corso di Economia degli Intermediari Finanziari della professoressa Zocchi.

Tipologia: Sbobinature

2017/2018

In vendita dal 30/09/2017

bansci
bansci 🇮🇹

4.7

(3)

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Strumenti di deposito
Essi sono strumenti di raccolta per la banca e sono:
Conto corrente;
Depositi a risparmio;
Certificati di deposito;
Pronti contro termine passivi.
Depositi a risparmio
Possibilità di raccogliere mezzi monetari indispensabili allo svolgimento della funzione di intermediazione
creditizia.
È una forma di raccolta tradizionale che consente il dirottamento dei risparmi verso le imprese che li
utilizzeranno per realizzare investimenti produttivi e conseguentemente favorire l’espansione del reddito
nazionale e dell’occupazione.
Contratto:
Unilaterale >> obbligazioni solo per la banca;
Oneroso >> banca deve pagare degli interessi;
Reale >> si perfeziona alla consegna del denaro;
Irregolare >> proprietà passa al depositario una volta consegnato il denaro.
Parti:
Depositante: colui che deposita;
Depositario: banca.
Finalità:
Per la banca: raccolta di somme sottratte al consumo;
Per il cliente: è uno strumento di investimento a basso rischio;
Depositi a risparmio si caratterizzano per avere la presenza di un libretto, il libretto di risparmio.
Che viene consegnato al cliente e sul quale vengono annotate tutte le operazioni effettuate sul conto, sul
deposito.
Quali operazioni? Non la stessa gamma di operazioni del conto corrente! Solo, allora, operazioni di prelievo
e versamento.
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Anteprima parziale del testo

Scarica Economia degli Intermediari finanziari [parte 2] e più Sbobinature in PDF di Economia degli Intermediari Finanziari solo su Docsity!

Strumenti di deposito

Essi sono strumenti di raccolta per la banca e sono:

  • Conto corrente ;
  • Depositi a risparmio ;
  • Certificati di deposito ;
  • (^) Pronti contro termine passivi.

Depositi a risparmio

Possibilità di raccogliere mezzi monetari indispensabili allo svolgimento della funzione di intermediazione creditizia. È una forma di raccolta tradizionale che consente il dirottamento dei risparmi verso le imprese che li utilizzeranno per realizzare investimenti produttivi e conseguentemente favorire l’espansione del reddito nazionale e dell’occupazione.

Contratto :

  • Unilaterale >> obbligazioni solo per la banca;
  • Oneroso >> banca deve pagare degli interessi;
  • Reale >> si perfeziona alla consegna del denaro;
  • Irregolare >> proprietà passa al depositario una volta consegnato il denaro.

Parti :

  • Depositante : colui che deposita;
  • Depositario : banca.

Finalità :

  • Per la banca : raccolta di somme sottratte al consumo;
    • Per il cliente : è uno strumento di investimento a basso rischio;

Depositi a risparmio si caratterizzano per avere la presenza di un libretto, il libretto di risparmio. Che viene consegnato al cliente e sul quale vengono annotate tutte le operazioni effettuate sul conto, sul deposito. Quali operazioni? Non la stessa gamma di operazioni del conto corrente! Solo , allora, operazioni di prelievo e versamento.

Distinguiamo i libretti in base alla natura dell’intestatario :

  • (^) Libretti al portatore ;
  • Libretti nominativi.

AL PORTATORE NOMINATIVI Anonimi Intestati a 1 o più persone Può prelevare chi dispone del libretto e si presenta con esso allo sportello

Possono prelevare soltanto gli intestatari

Può essere alimentato esclusivamente attraverso versamenti in contanti

Può essere alimentato da versamenti in contanti con accredito di assegni, stipendi e pensioni

È uno strumento trasferibile attraverso consegna fisica del libretto

Non è trasferibile

Trasferibilità limitata entro la soglia dei 3000€

Sotto il profilo della scadenza , distinguiamo i depositi a risparmio:

  • Liberi : sono strumenti a vista , quindi è possibile accedere alle somme senza preavviso, alla richiesta ;
  • Vincolati : presuppongono l’impegno del depositante a non fare prelievi entro una scadenza concordata , a fronte di un tasso più elevato di quello che la banca proporrebbe per un deposito libero. È comunque possibile l’estinzione anticipata attraverso il pagamento di una penale.

TASSAZIONE

  • Su interessi attivi: ritenuta d’imposta del 26% ;
  • Imposta di bollo proporzionale nella misura dello 0,20% dell’importo del deposito a condizione che il valore sia in media , nel periodo di riferimento (di solito annuale), superiore a 5000€.

Certificati di deposito

Natura diversa. Assomigliano a delle obbligazioni, a dei titoli. Infatti sono titoli di credito emessi dalle banche con una scadenza compresa tra 1 mese e 5 anni.

Tassazione

  • (^) Remunerazione : 12,5%;
  • Imposta di bollo = a quella dei certificati di deposito.

Pronti contro termini passivi

Sono dei contratti compositi che prevedono operazioni di vendita con patto di riacquisto tra la banca e il cliente.

Hanno per oggetto titoli (titoli obbligazionari, titoli di stato, titoli emessi da banche).

Essi operano attraverso la proposta della banca nelle condizioni economiche di acquisto e di vendita. La profittabilità del cliente viene dalla differenza tra i 2 prezzi:

  • Prezzo a pronti : prezzo al quale la banca vende al cliente il titolo oggi , nel momento della stipula del contratto, che viene definito in base al valore di mercato dei titoli sottostanti;
  • Prezzo a termine : la banca lo ottiene capitalizzando il prezzo a pronti al tasso di interesse che rappresenta la remunerazione per il cliente.

Durata dei contratti in oggetto è breve, inferiore i 12 mesi. Scadenze più diffuse: 1,2,3 mesi. È quindi per la banca uno strumento di raccolta a breve termine.

Inoltre, si tratta di contratti personalizzati , nel senso che le condizioni contrattuali vengono definite in modo individuale tra banca e il cliente e, attraverso questa definizione individuale delle condizioni, si ha anche una personalizzazione del tasso. Questo potrebbe essere, quindi, più alto per i clienti più importanti, che per la banca rappresentano un valore, piuttosto che per un piccolo risparmiatore. Quindi, le condizioni contrattuali sono negoziate tra banca e cliente (durata, importo, remunerazione).

Vantaggi banca :

✓ Reperimento nuovi clienti;

✓ Raccolta di capitali vincolati per un certo periodo di tempo;

✓ Esclusione della tipologia di operazioni dall’aggregato di riserva obbligatoria (secondo indicazione di Banca d’Italia).

Vantaggi cliente :

✓ Rendimento garantito e solitamente superiore a investimenti alternativa di pari durata;

✓ Rischio contenuto;

✓ Non soggettazione a rischi di variazione di tassi di interesse o cambio.

Tassazione

Sui rendimenti : aliquota d’imposta:

  • (^) 12,5% se l’operazione ha per oggetto titoli di Stato o titoli assimilati;
    • 26% negli altri casi.

Es : la banca propone un pronti contro termine alle seguenti condizioni:

Quanto rende per il cliente?

Calcoliamo l’importo che viene pagato a pronti dal cliente per acquistare i titoli:

(50.000*102,5)/100= 51.250 €

Calcoliamo ora l’importo incassato a termine dal cliente per effetto della vendita dei titoli alla banca:

(50.000*103)/100= 51.500€

Guadagno per il cliente: 51.500-51.250=250€

Tasso : I = Cigg/

250=51.250i60/

i= 2,97% tasso di rendimento lordo !!

PAGAMENTI COMMERCIALI CON L’ESTERO

Il principale problema dei pagamenti commerciali tra imprese è il tema dell’ assenza di una coincidenza tra il momento del pagamento e il momento della consegna delle merci. Non sono contemporanei!

Perché l’assenza di contestualità costituisce un problema? Perché chi fa prima la sua prestazione si espone al rischio che l’altra controparte non faccia la sua. Quindi, se il pagamento è anticipato, il rischio è che la merce non venga consegnata o che non sia come richiesta; o se la consegna è anticipata, il rischio è che il pagamento non arrivi o arrivi in ritardo rispetto ai termini convenuti. Quindi, l’assenza di contestualità genera rischi: a seconda che il pagamento sia anticipato o posticipato, il rischio grava sull’acquirente o sul venditore.

prezzo a pronti: 102,5 ( non euro !!!, ma su base percentuale )

prezzo a termine: 103

Importo: 50.000€

Durata: 60 gg

Documenti necessari sono:

  • (^) Documenti di trasporto : quello più tipico è la polizza di carico;
  • Documenti identificativi della merce : che comprendono la fattura commerciale, il certificato d’origine, documenti che attestano il rispetto di standard di sicurezza e condizioni sanitarie;
  • (^) Documenti assicurativi : rappresentati di solito da una polizza detta ” all risks ” (ma non riescono a coprire tutti i rischi!). Esclusioni di rischi tipiche di queste polizze: danni alle merci derivanti da ritardi imputabili all’esportatore, non corrispondenza delle merci all’ordine, danni da imballaggio inadeguato, rischio di guerra, perdita di mercato (= rischio indiretto che il portatore, avendo ricevuto della merce non adeguata o non avendola ricevuta affatto, non può immettere nel suo processo produttivo e non può, quindi, generare il prodotto finito che andrebbe a vendere sul mercato).

Esportatore e importatore si devono accordare preventivamente in merito a chi paghi il trasporto e l’assicurazione. Anche a questo riguardo esistono clausole convenzionali , quali:

  • FOB ( Free On Board ): trasporto e premio della polizza sono pagati dall’ importatore ;
  • CIF ( Cost Insurance and Freight ): trasporto e premio della polizza sono pagati dall’ esportatore.

Altro standard è lo strumento di pagamento. Lo strumento di pagamento tipicamente utilizzato per i pagamenti commerciali internazionali è la cambiale tratta.

  • figura quad.

Abbiamo le controparti commerciali tra le quali c’è il contratto di compravendita delle merci.

Ogni controparte ha un rapporto con una banca di fiducia.

  1. (^) Il servizio di rimessa documentaria coinvolge la banca dell’esportatore e dell’importatore e parte su richiesta dell’importatore. Quindi, questo ordina alla propria banca il servizio di assistenza attraverso rimessa documentaria;
  2. La banca dell’importatore comunica l’assistenza al pagamento alla banca dell’esportatore;
  3. E quest’ultima, comunica al suo cliente;
  4. L’esportatore è il soggetto che deve disporre la gran parte dei documenti rappresentativi della merce (la fattura della merce, il certificato d’origine, ecc…).

Questo li dispone in più copie: una copia la dà ai vettori che predispongono il trasporto della merce; una copia la dà alla sua banca.

La banca dell’esportatore, allora, li verifica e lo fa negli interessi del suo cliente (per evitare eventuali respinte);

  1. Se tutto va bene, li trasmette alla banca dell’importatore.

Questa riceve i documenti e verifica se tutto va bene, nell’interesse del suo cliente.

Il servizio di rimessa documentaria è questo: verifica e trasmissione dei documenti rappresentativi della merce.

Al momento della ricezione da parte della banca dell’importatore, se i documenti vanno bene, questa è anche tenuta a fare la prestazione di pagamento.

Questa può essere concordata tra l’importatore e l’esportatore secondo la clausola documenti contro accettazione della cambiale tratta (che viaggia, in questo caso) o documenti contro pagamento (si paga subito).

Abbiamo commentato il ruolo della rimessa. Le banche non solo concedono la rimessa nel loro finanziamento, ma potrebbero anche assistere attraverso la prestazione di un servizio creditizio , detto credito documentario , che presuppone una garanzia.

Il credito documentario viene sempre richiesto dall’importatore alla sua banca. È una garanzia. Se lo è, allora presuppone che la banca dell’importatore onori il pagamento a favore dell’esportatore, in caso di inadempienza del suo cliente.

La presenza del credito documentario rappresenta per l’esportatore una rassicurazione perché sa che, se l’impresa che non conosce non dovesse onorare il pagamento, c’è una controparte (la banca) conosciuta che copre lei il pagamento del credito. Quindi, l’esistenza del credito documentario agevola lo scambio internazionale perché l’esportatore si fida a concludere lo scambio anche di fronte a controparte non note!

Visto che il credito documentario è una garanzia, la banca si impegna a pagare se il cliente non onora.

Ma la banca non gli sta facendo in questo momento un’anticipazione. Rappresenta una rassicurazione a beneficio dell’esportatore! Tanto che la banca dell’importatore, quando assiste il cliente con il credito documentario, di solito, gli chiede di dare la provvista (= le somme) per effettuare il pagamento. Quindi, è una forma di finanziamento che non si traduce in un’anticipazione , ma è solo una garanzia (a beneficio dell’esportatore)!

Il credito documentario, poi, essendo un servizio utile per fare lo scambio, il portatore che l’ha richiesto dovrà pagare la banca con una commissione. Le garanzie sono remunerate attraverso questa.

SINTESI: il credito documentario è una garanzia (= non comporta anticipazioni), richiesta dall’importatore. La presenza del credito documentario facilita lo scambio perché è una rassicurazione di

  • Non finalizzati : se il finanziamento è richiesto senza una motivazione specifica (non viene esplicitato l’acquisto).

In tutti i casi, il rimborso avviene sempre attraverso un piano di ammortamento che ha tipicamente durata compresa tra i 12 e i 48 mesi.

Il piano prevede il pagamento di rate periodiche comprensive di una quota capitale e una quota interessi.

Il piano di ammortamento viene concordato tra la società finanziaria che eroga il credito al consumo e il richiedente e viene concordato e definito al momento della stipula del contratto. Quindi, il rimborso del credito al consumo non è flessibile , deve rispettare gli accordi contrattuali nella periodicità delle rate, nella dimensione delle rate.

La modalità di pagamento delle rate è anche oggetto di accordo tra le parti. Queste si possono accordare con un pagamento tramite bollettino postale , RID o cambiale. Abbiamo un livello di protezione per il creditore crescente in questi 3 casi (perché il bollettino postale non ha protezione per il creditore, si può lasciarlo scadere e, quindi, la società finanziaria dovrà avvalersi con un’azione di recupero credito nei confronti del soggetto che non ha pagato la rata; il RID protegge maggiormente perché, essendo un addebito preautorizzato, appena arriva la richiesta di pagamento della rata c’è l’addebito in banca. Ma è anche vero che, se in banca non ci sono soldi, anche qui ci dovrà essere l’azione di recupero attivata dalla società finanziaria; la cambiale protegge di più perché è un titolo esecutivo). Ma esistono anche altre modalità.

I prestiti al consumo possono essere normalmente estinti anticipatamente rispetto al piano di ammortamento, ma questo implica l’imposizione di una penale.

La penale è definita dal contratto e comunque non può superare un limite di legge: al massimo può essere pari all' 1% del debito residuo.

Forme tecniche di credito al consumo:

  • (^) Prestiti personali : sono finanziamenti non finalizzati erogati presso la sede di un intermediario finanziario.

Gli operatori che tradizionalmente erogano prestiti personali sono le banche.

Quindi, si prevede un accredito nel c/c della persona fisica.

Inoltre, il finanziamento è in un’ unica soluzione.

Di solito il prestito personale non è assistito da garanzie (= rassicurazioni che talora hanno bisogno gli operatori per esporsi nei confronti di un soggetto rischioso. Es di queste garanzie : fidejussione, pegno di merci o di titoli, ecc…);

  • Prestiti finalizzati : sono concessi in relazione all’acquisto di un bene specifico.

Sono richiesti non presso la sede di un intermediario ma presso i punti vendita!

Sono erogati da un intermediario finanziario convenzionato col punto vendita. Es : acquisti di elettrodomestici presso la grande distribuzione.

Al momento del pagamento si può optare per un pagamento rateale.

Ma questo non è concesso dall’esercente. Quest’ultimo è convenzionato con una società finanziaria. Quindi, nel momento in cui il pagamento rateale lo si richiede all’esercente, questo si collega telematicamente all’intermediario convenzionato e questo, in tempo reale, valuterà le caratteristiche di rischio del richiedente e deciderà se concedere o meno il finanziamento del bene.

Quindi, il finanziamento per prestiti finalizzati non implica un versamento di una somma a favore del richiedente. Non c’è l’accredito in c/c. Il prestito finalizzato consente di acquistare un bene senza esborso monetario! Quindi, non genera accrediti in c/c per il richiedente ma consente di acquistare un bene senza esborso monetario.

Allora, il fatto che si tratti di un finanziamento legato ad un bene non vuol dire che il rimborso del finanziamento segua per forza di pari passo le sorti del contratto di vendita.

Quindi, in caso di malfunzionamento/restituzione del bene, non può venire meno il pagamento delle rate , fino alla risoluzione del contenzioso con l’esercente;

  • Credito revolving : esso è una forma di finanziamento che ha la caratteristica della rotatività (= finanziamento di tipo rotativo vuol dire che non è un finanziamento in un’unica soluzione che si estingue al rimborso. Vuol dire che mano a mano che si rimborsa pagando le rate, si ripristina la linea di credito e può essere utilizzata per un tempo tipicamente indeterminato) e non è uno strumento finalizzato. Tipicamente è a scadenza indeterminata.

Contratti che rientrano nell’ambito del credito revolving :

  • Aperture di credito in conto corrente ;

la capacità di mantenere un tenore di vita o di far fronte ai bisogni primari di sussistenza dell’individuo lavoratore/pensionato.

La complessità di questa forma non si ferma ai vincoli visti perché vede l’ intervento anche di un ufficiale finanziario che deve comunicare , dopo la concessione del finanziamento, la concessione di questo all’ente previdenziale o al datore di lavoro perché quest’ultimi, per l’importo su base annua concordato come rata, dovranno pagare la società finanziaria.

Quindi, il datore di lavoro/ente previdenziale, dal finanziamento fino alla sua estinzione, ogni mese avrà un esborso finanziario che si divide in 2 flussi distinti: un flusso di 4/5 dello stipendio/pensione che va al lavoratore/pensionato ; un flusso al massimo di 1/5 che va a rimborsare il finanziamento alla società che lo ha concesso.

Per il datore di lavoro/ente previdenziale si genera una complessità amministrativa perché, dal momento della notifica del finanziamento, sarà lui a rimborsare il finanziamento e lo finanzierà dirottando una parte dello stipendio/pensione che non dovrà più essere pagato al lavoratore/ pensionato, ma alla società finanziaria.

A tutela , poi, del soggetto finanziario c’è obbligo di includere nel finanziamento una polizza assicurativa caso morte temporanea + perdita del lavoro. Caso morte temporanea perché ha come capitale il valore residuo del debito.

In caso di morte del lavoratore/pensionato, il datore di lavoro/ente previdenziale non deve più pagare lo stipendio/pensione. Ma chi rimborsa , allora, la società finanziaria? Scatta allora la copertura assicurativa.

Quindi, questa è una tutela per la società finanziaria che eroga questo finanziamento. Ed è stata voluta perché i destinatari di questo prodotto di finanziamento sono soggetti con un merito creditizio molto basso, ovvero persone fisiche che altrimenti non sarebbero stati finanziati da nessuno, esclusi dal sistema finanziario (perché hanno redditi molto bassi, perché hanno vicissitudini nel passato, ecc…). La condizione per finanziarsi ancora, allora, è agganciare l’esborso allo stipendio e tutelare la società che lo concede con la polizza assicurativa.

La struttura di questa forma di finanziamento, appesantita da questi vincoli, fa sì che sia una forma di finanziamento più costosa rispetto a quelle viste prima! Quindi, lo strumento è rivolto a categorie di prenditori che diversamente non riuscirebbero ad accadere a finanziamenti bancari.

Operatori che erogano queste categorie di strumenti sono:

  • Banche tradizionalmente operative sui prestiti finalizzati, sulle carte revolving e sulla cessione del quinto dello stipendio o della pensione ;
  • Società finanziarie specializzate (Findomestic, AgosDucato) che operano sul credito finalizzato , ma le si trova oggi operative anche sul credit revolving e stanno cercando di penetrare anche sui

prestiti personali e sulla cessione del quinto (ma sono più indietro rispetto alle banche, per il fatto che per queste 2 tipologie di finanziamento è più facile che la richiesta sia formulata alla propria banca);

  • Società finanziarie di matrice industriale o commerciale (società captive , perché controllate da una capogruppo non finanziaria e seguono le sue politiche di vendita). Le società finanziarie captive spesso subordinano la loro redditività agli obiettivi di vendita della capogruppo.

Operatori che distribuiscono queste categorie di strumenti sono:

  • Banche ;
  • Distribuzione commerciale ;
    • Mediatori/agenti creditizi : sono degli ulteriori intermediari che hanno lo scopo di vendere e distribuire prodotti di finanziamento.

Loro sono solo dei venditori , non sono loro questi prodotti!

Allora, essi hanno dei rapporti esclusivi con un intermediario finanziario oppure hanno dei rapporti di distribuzione con diversi intermediari.

Gli intermediari finanziari che si appoggiano a questi sono le società finanziarie specializzate, ma anche le banche.

Essendo il mediatore un intermediario che si aggiunge alla catena di distribuzione dei contratti finanziari, vuole essere remunerato. Vuol dire che chiedere un finanziamento ad un mediatore/agente creditizio implica , a parità di altre condizioni, avere un sovraccosto (spese di distribuzione) rispetto a chiederlo ad una banca o direttamente ad un punto vendita.

I mediatori/agenti creditizi puntano a rastrellare determinati segmenti di popolazione e spesso lo fanno sulle soglie più basse, sui soggetti più rischiosi.

Particolarità del processo di erogazione del finanziamento.

Per tutte le richieste di finanziamento, l’intermediario fa un’ istruttoria di fido. Questa è più complicata nel credito al consumo perché deve tenere conto del fatto che:

  • Le persone fisiche possono fornire un set molto limitato di informazioni (quindi, la decisione di affidamento si basa su pochi dati!);

è possibile per il ricorso e il contratto è invalido. Ma se la banca mi definiva il 7,5% e il tetto anti-usura era inferiore al momento della concessione del finanziamento, e vado dopo un anno a vedere che il tetto è dell’8%, posso ricorrere contro la banca? No, perché le condizioni di finanziamento si riferiscono al momento in cui il finanziamento è stato erogato!

FABBISOGNI DI CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

Il presupposto per gli strumenti di investimento che vediamo si lega al fatto che le imprese prevedono l’applicazione di dilazioni di pagamento. Vuol dire che si possono generare degli sfasamenti di cassa perché gli esborsi di pagamento delle forniture anticipano gli incassi delle fatture da vendite commerciali.

Sono fabbisogni strutturali nell’operatività aziendale che sono temporanei perché il bisogno cessa nel momento in cui si ha l’incasso della fattura di vendita, sono caratterizzati da durata limitata.

Visto che sono ripetitivi e connaturati nella natura aziendale, possono essere gestiti con strumenti dell’intermediazione creditizia:

  • L’ apertura di credito in conto corrente ;
    • Gli anticipi su RI.BA o fatture ;
    • (^) Sconto cambiario.

Rispetto all’apertura di c/c, le ultime 2 forme sono dette forme di pagamento “ autoliquidantesi ”, perché la concessione di queste 2 forme di finanziamento, a differenza dell’apertura di credito in c/c, è legata ad un futuro incasso commerciale già definito da un documento di credito. E, quindi, la banca sa già che avrà il rimborso connesso al pagamento di questo credito commerciale. È un rimborso che si genera automaticamente.

Gli anticipi su RI.BA o fatture e lo sconto cambiario sono operazioni di finanziamento che la banca concede secondo la clausola pro solvendo. Vuol dire che il rischio di credito connesso al mancato pagamento del credito commerciale, della fattura, ricade sul cliente e non sulla banca.

Quindi, questa clausola è un sinonimo del concetto che avevamo utilizzato per gli assegni (Salvo Buon Fine).

Come si realizza tecnicamente l’anticipo su ri.ba o fatture

La banca gestisce quest’operazione secondo 2 modalità alternative, a seconda che il cliente ne faccia un utilizzo occasionale o continuativo.

UTILIZZO OCCASIONALE

In questo caso, la banca gestisce l’anticipo accreditando le somme anticipate con clausole pro solvendo direttamente sul conto corrente dell’impresa.

Con che condizioni:

  • (^) Data contabile = data operazione;
  • Data valuta = data di scadenza del pagamento + alcuni giorni valuta.

Normalmente:

  • 10 gg valuta se il credito commerciale presenta una scadenza definita ed è pagabile su piazza;
  • 20 gg valuta se il credito commerciale ha scadenza definita ma è pagabile fuori piazza (= la banca del debitore si trova in una località diversa dalla banca del creditore);
  • 15 gg valuta se il credito è pagabile a vista (= non ha una scadenza definita) su piazza;
  • 25 gg valuta se il credito è pagabile a vista ma fuori piazza.

Esempio :

Apertura del trimestre (= con c/c già esistente) con ripresa saldo liquido al 31/12 di 1.000 €.

Il 6/1 l’impresa ottiene un anticipo pro solvendo su RI.BA di 3.000 € con scadenza 12/2 pagabile fuori piazza. Valuta = 12/2 + 20gg valuta = 4/

Il 12/1 l’impresa preleva 2.000€ dal c/c.

ESTRATTO CONTO

Data contabile Data valuta Descrizione A vostro debito A vostro credito 1/1 1/1 Ripresa saldo 1. 6/1 4/3 Anticipo SbF 3. 12/1 12/1 Prelievo 2.

SCALARE INTERESSI

Data valuta Saldo liquido Giorni Numero debitori Numero creditori 1/1 1.000 11 11. 12/1 • 1.000 51 51. 4/3 2.

Con l’utilizzo occasionale dell’anticipo vediamo che l’ impresa paga non per l’importo dell’anticipo (= non paga interessi sull’anticipo), ma pagherà interessi passivi sull’utilizzato , e, quindi, sul valore dei saldi liquidi che si producono! Quindi, onerosità per il cliente connessa a questa modalità di gestione: non è necessariamente legata al valore dell’anticipo perché dipende dagli utilizzi, ovvero dai SL negativi che si generano nella staffa.

ESTRATTO CONTO C/C (tradizionale)

Data contabile Data valuta Descrizione A vostro debito A vostro credito 1/1 1/1 Ripresa saldo trimestre

6/1 6/1 Accredito da c/ anticipi

12/1 12/1 Prelievo 2.

SCALARE INTERESSI C/C (tradizionale)

Data valuta Saldo liquido Giorni Numero debitori Numero creditori 1/1 1.000 5 5. 6/1 4.000 6 24. 12/1 2.

Onerosità per il cliente derivante dalla gestione degli anticipi continuativi: equivale al valore delle anticipazioni e alla durata delle anticipazioni + giorni valuta (che sono il guadagno indiretto per la banca) sul c/anticipi (che (quest’ultimo) presenta condizioni di tasso diverse dal c/c).

Sul c/c tradizionale non si generano SL negativi per effetto degli anticipi.

SCONTO CAMBIARIO

È un’operazione non molto utilizzata perché le cambiali non sono utilizzate molto, ma sono più utilizzate nei pagamenti internazionali. Quindi, le chiederanno più le imprese esportatrici.

Funzionamento : la banca accredita sul c/c dell’impresa il valore degli effetti cambiari accettati allo sconto, al netto di un compenso proporzionale detto “ sconto ”.

L’operazione di sconto cambiario prevede che l’ impresa sia beneficiaria di cambiali connessi a pagamenti commerciali. La banca riceve in sconto dall’impresa il documento cambiario e deciderà se accettarlo o meno.

L’ accettazione dipende:

  • (^) dal rispetto dei requisiti formali della cambiale , dal fatto che questa rispetti, nella compilazione, i requisiti di legge;
  • che non abbia una scadenza troppo ravvicinata.

Con le cambiali accettate, la banca accredita sul c/c non il valore della cambiale, ma il valore del credito – una remunerazione, detta “ sconto ”.

Esso è calcolato:

Sconto = VN (= valore nominale) effetto * gg * tasso (=che non c’entra con il tasso di c/c) / 36500

Giorni = dalla data di ammissione allo sconto alla scadenza della cambiale + gg valuta (5-10)

Oltre allo sconto (che rappresenta, dunque, l’interesse), la banca applica anche delle commissioni :

  • Di incasso (2-4 € per cambiale);
  • Di brevità (per scadenze < ai 10/20 giorni dalla presentazione, 5-10 € per effetto);
  • (^) Di richiesta esito (2-5 € per cambiale).

La banca accredita il “ Netto Ricavo ” = Valore Nominale (VN) effetti - sconto – commissioni.

FACTORING

È un contratto che ha per oggetto l’acquisizione in via continuativa di una parte significativa di crediti commerciali da parte di un intermediario finanziario specializzato (factor) al fine del loro incasso e/o la concessione di anticipi. La componente di servizio incasso e quella di anticipo non è detto che siano presenti sempre entrambe, infatti.

Gli anticipi possono essere concessi con la modalità:

  • pro-solvendo : il rischio di credito rimane a carico dell’ impresa cedente. Il factor concede, quindi, un anticipo salvo buon fine ;
  • (^) pro-soluto : implica anche una garanzia buon fine del pagamento, cioè il rischio di mancato incasso se lo assume il factor e non grava sull’impresa cedente.

Per l’impresa cedente , il factoring può configurarsi come un servizio tutto tondo che rientra nell’ambito dell’ outsourcing. Questo significa che la decisione di un’impresa di optare per il factoring non deve tenere conto strettamente e in modo esclusivo delle componenti finanziarie (quindi, del tasso di interesse per gli anticipi), ma deve tenere conto del costo di servizi offerti del factor a fronte del risparmio di costi gestionali per l’impresa (=