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Intermediari finanziari prima parte, Appunti di Economia degli Intermediari Finanziari

dispensa prima parte di economia degli intermediari finanziari

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 08/09/2016

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INTERMEDIARI FINANZIARI (64 H)
PW DIR: EIF2016
LIBRO DI TESTO: Economia degli intermediari nanziari MC Graw
Hill Education Create
ESAME: scritto (1 h) >> 2 parti da 30 m (3 domande
ciascuna). NO SALTO D’APPELLO
Possibilità di ritiro indeterminate (non rientra in 3 prove)
PROVA INTERMEDIA: iscrizione tramite DIR
3 domande 19 APRILE H. 11.00 (martedì), aula 202,
30 min
II PROVA INTERMEDIA: 31 maggio 2015 h. 11 (posso ritirarmi) o
durante uno degli appelli della sessione estiva (non posso ritirarmi)
RICEVIMENTO: venerdì 11.00 – 12.00
TEMI:
1. Mercati nanziari
2. Prodotti nanziari >> nalità e caratteristiche
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INTERMEDIARI FINANZIARI (64 H)

PW DIR: EIF

LIBRO DI TESTO: Economia degli intermediari finanziari – MC Graw Hill Education Create

ESAME: scritto (1 h) >> 2 parti da 30 m (3 domande ciascuna). NO SALTO D’APPELLO Possibilità di ritiro indeterminate (non rientra in 3 prove)

PROVA INTERMEDIA: iscrizione tramite DIR 3 domande 19 APRILE H. 11.00 (martedì), aula 202, 30 min II PROVA INTERMEDIA: 31 maggio 2015 h. 11 (posso ritirarmi) o durante uno degli appelli della sessione estiva (non posso ritirarmi)

RICEVIMENTO: venerdì 11.00 – 12. Mail: [email protected]

TEMI:

  1. Mercati finanziari
  2. Prodotti finanziari >> finalità e caratteristiche

SISTEMA FINANZIARIO

SISTEMA FINANZIARIO: insieme organizzato di:

  • Operatori finanziari: soggetti che manifestano esigenze finanziarie di vario genere Es. Esigenze di: finanziamento (tramite prestito), investimento (tramite obbligazioni), pagamento, gestione di rischi.
  • Strumenti finanziari: contratti con oggetto diritti e prestazioni finanziarie, strumento scelto dal soggetto in base all’esigenza. La numerosità e le caratteristiche degli strumenti evolvono ed aumentano nel tempo all’aumentare e al variare delle esigenze degli operatori (es. creazione di PayPal negli ultimi anni). Es. Esigenza di pagamento soddisfatta con: bonifico, cambiale, assegni, contanti, carte di pagamento
  • Intermediari finanziari: imprese autorizzate a produrre e distribuire strumenti e servizi finanziari. Possono operare su tutti gli strumenti o solo su alcuni. Si suddividono in: - Intermediari creditizi >> concedono finanziamenti agli operatori finanziari sotto varie forme tecniche ( es. banca, società di factoring, società di credito al consumo ) - Intermediari immobiliari >> trattano i servizi di investimento – titoli, borsa … - ( es. banca, SIM – società intermediazione mobiliare, SGR – società di gestione del risparmio) - Assicurazioni >> si occupano della gestione dei rischi (in Italia hanno l’esclusiva di quest’attività; in altri paesi ciò può avvenire anche tramite le banche).
  • Mercati finanziari: luoghi fisici, o meno, istituiti per lo scambio di strumenti finanziari. Ad oggi con la tecnologia il mercato può essere anche virtuale, in particolare telematico, in passato invece era tutto fisico: gli agenti di cambio durante l’orario di apertura della borsa avevano un portafoglio di titoli da scambiare (“metodo alle grida”). Es. Borsa Italiana SPA, Nyse (NY) …

ORDINAMENTO FINANZIARIO E SISTEMA DI CONTROLLI La delicatezza delle funzioni che svolge il sistema in un’economia fanno in modo che non possa essere lasciato a sé stesso, sono infatti sottoposti a controlli, autorizzazioni e regolamentazione normativa. Nel caso europeo le principali regolamentazioni sono: a. Direttive Europee >> generali

a disposizione dell’esercente egli deve poi portarlo periodicamente presso un istituto per convertire la moneta elettronica in bancaria e ottenere un accredito. Non sono presenti oggi in Italia ma lo sono in Germania, Belgio, Francia e sono spesso utilizzati per il pagamento dei servizi di trasporto in particolare.

  • Software: rappresentati sempre da una carta ma che non memorizzano il potere nella carta stessa ma remotamente in un elaboratore che viene gestito dall’emittente della moneta elettronica. I dispositivi, per funzionare, hanno bisogno di reti di telecomunicazione. In Italia il prodotto più diffuso di questo genere è Poste Pay, ma tutte le banche hanno carte simili. È necessario che i negozi accettino i pagamenti del circuito a cui appartiene la carta (es. Maestro, Visa), il lettore si collega al server dell’emittente che riduce il potere di acquisto e tiene memoria di quanto dovuto all’esercente. Periodicamente avviene poi la fase di regolamento, l’emittente della moneta trasferisce l’importo al creditore in conto corrente. In entrambi i casi il pagamento avviene in 2 passaggi e la moneta ha corso fiduciario. È di recente istituzione e solitamente utilizzata al dettaglio, viene riconosciuta come mezzo di pagamento dal 2000.
  1. Funzione creditizia e di immobilizzazione del risparmio Gli intermediari creditizi effettuano il trasferimento delle risorse finanziare nel tempo e nello spazio. Prendono risparmi da individui di un determinato luogo e li utilizzano per concedere finanziamenti a persone di un altro luogo. Le disponibilità non rimangono quindi per forza in uno stesso luogo ma possono spostarsi dove ne è richiesta una maggiore utilità sia da imprese che da privati (es. per investimenti produttivi/reali …), ciò si può riassumere con il termine “ mobilizzazione del risparmio ”. Il discorso temporale si può riferire all’accantonamento dei risparmi per renderli disponibili in futuro creando una remunerazione; o si può avere anche un’anticipazione del potere di acquisto chiedendo un finanziamento concesso secondo le caratteristiche del richiedente che lo ripagherà nel futuro tramite accantonamenti di somme. CIRCUITO INDIRETTO

INTERMEDIARI CREDITIZI Banche, società di leasing/factoring/credito al consumo, emittenti di carte di credito

L’operatore in surplus può richiedere alla banca di utilizzare determinati strumenti (conto corrente, deposito a risparmio, certificato di deposito) per depositare i propri risparmi. Le banche in questa situazione fanno la “ raccolta ”: strumenti di deposito che consentono di ottenere risorse finanziarie, stipulando con i soggetti in surplus dei contratti divenendo debitrice impegnandosi a restituire le somme secondo le modalità decise dallo strumento ( es. c/c restituzione a vista).

  • Tutti gli strumenti di intermediazione creditizia si ritrovano nel bilancio dell’istituto ( es. debiti verso creditori per strumenti di raccolta – crediti verso clienti per strumenti di impiego – interessi in conto economico). Le banche con il capitale raccolto realizza impieghi , operazioni di investimento delle banche, ossia finanziamenti che le banche concedono a privati, imprese e pubbliche amministrazioni in deficit. Anche in questo caso esistono diverse forme di contratti ( es. mutuo, anticipo su fattura ). In questo caso la banca assume la figura di creditrice con impegno dell’operatore in deficit di rimborso di capitale in base alla forma descritta da contratto. In entrambi i casi di contratti sono previsti interessi (incassati o pagati); la loro differenza crea il maggiore margine di redditività per gli intermediari creditizi: il margine d’interesse. Gli operatori in surplus e in deficit non hanno alcun rapporto tra loro in quanto è la banca ad organizzare le transazioni lasciando all’oscuro i soggetti interponendosi.

INTERMEDIARI CREDITIZI: soggetti che spezzano il circuito di trasferimento delle operazioni finanziarie ponendosi come controparte diretta ad entrambi gli operatori proponendo contratti distinti.

CIRCUITO INDIRETTO D’INTEMEDIAZIONE CREDITIZIA: circuito in cui le risorse finanziarie affluiscono dai datori ai prenditori di fondi per il tramite degli intermediari creditizi siano in contatto tra loro.

CIRCUITO DIRETTO

INTERMEDIARI MOBLIARI Banche, SIM, SGR

Es. una famiglia ha un pacchetto di azioni di minoranza in una società non quotata e vuole disinvestire. Non essendo quotata non può passare direttamente per il mercato ma tramite un istituto per la ricerca di una controparte e la realizzazione di una compravendita di valori immobiliari. SERVIZIO DI RICEZIONE/TRASMISSIONE DI ORDINI: vincolo di ordini privati alla borsa. Al fine di regolare i mercati telematici e controllare i flussi il privato non può entrare singolarmente sul mercato ma deve passare per un intermediario che li renderà disponibili. Tale servizio è solitamente detto di trading online. NEGOZIAZIONE CONTO PROPRIO: l’intermediario mobiliare si pone come controparte dell’acquisto/vendita di titoli o altro contratto finanziario maturando su di se effetti giuridici e economici per lo scambio. Qui, a differenza degli altri casi, si ha una reazione patrimoniale e non solo economica. Es. vendita di titoli, che facevano parte del patrimonio dell’intermediario

GESTIONE PATRIMONIALE: Può essere di due tipi:

  • Su base individuale: un individuo privato non avendo conoscenze sufficienti per la gestione della sua disponibilità l’affida ad un intermediario per investirla. Esso comunque non ha completamente carta bianca ma dovrà seguire la propensione al rischio espressa dalla delega e dalle altre caratteristiche dell’investitore. Altro elemento fondamentale sono le esigenze di breve-medio termine dell’individuo, non ha senso investire in caso di bisogno a breve in progetti a lungo termine. Non si trovano variazioni patrimoniali in quanto l’investimento è fatto per nome e per conto del richiedente, su cui ricadono tutti gli effetti, l’intermediario otterrà solo un compenso. Tale servizio viene offerto solo a chi lascia una somma minima alquanto alta in quanto è un servizio altamente personalizzato e costoso, non sarebbe economicamente disponibile per chi vuole investire una bassa cifra. Inoltre un investimento solitamente viene diversificato in più modalità, avendo una bassa quantità di denaro è molto più difficile dividere in più titoli. Es. privato con disponibilità finanziaria da portare in investimento, la affida ad un intermediario di fiducia delegandolo a prendere decisioni di investimento per nome e suo conto.
  • Su base collettiva: è un servizio d’investimento non personalizzato che si esplica nell’istituzione e gestione dei

fondi comuni d’investimento. Sono dei patrimoni formatisi formati con le somme investite da una pluralità di soggetti che vi hanno sottoscritto. Le disponibilità monetarie in questo caso possono essere anche molto esigue consentendo la partecipazione anche ai piccoli risparmiatori. Lo scopo di questo servizio è quello di consentire un investimento diversificato anche a soggetti che hanno modeste risorse finanziarie. L’intermediario che gestisce il fondo prende le decisioni valutando il fondo nel suo complesso. Ai singoli investitori risulterà di avere una o più quote di partecipazione al fondo in base ai risparmi investiti. Ogni quota rispecchia in proporzione gli investimenti diversificati fatta in monte (presa sul patrimonio nel suo complesso). Dalla variazione del valore della quota dalla dismissione all’entrata, il risparmiatore capisce il risultato dell’investimento. È possibile anche perdere denaro in questo tipo di servizio e per questo si ha un rischio senza garanzie di capitale o rendimento.

COLLOCAMENTO: erogato in favore di operatori in deficit che si finanziano tramite valori mobiliari (azioni, titoli, obbligazioni) che possono essere immessi con quotazione in borsa o emessi e poi distribuiti tramite sedi fisiche di un intermediario collocatore.

  • Non tutti gli intermediari possono svolgere tutti i servizi: SGR la direttiva europea riserva loro il servizio di gestione patrimoniale collettiva. Gli investitori non possono avere contatto diretto con essa però, e per sottoscrivere al fondo devono rivolgersi alle banche che possono solo venderne le quote; in tal modo otterrà una commissione.
  • RECAP Il sistema finanziario permette la soddisfazione di esigenze finanziarie contrapposte manifestate da operatori in surplus (datori di fondi) e da operatori in deficit (prenditori di fondi) accentrando le risorse finanziarie provenienti dai primi e ridistribuendole ai secondi attraverso i diversi circuiti di circolazione: mercati e intermediari finanziari. I circuiti di intermediazione sono: ▲ Circuito indiretto o intermediato: datori e prenditori non sono controparte diretta dello scambio, il trasferimento avviene tramite l’interposizione del patrimonio di un intermediario creditizio. In Italia ed Europa continentale prevale questo circuito.

Un motivo per aumentare i tassi può essere il problema inflazionistico emergente ed un aumento fuori controllo dei prezzi. Perché questa leva funzioni deve essere presente e alimentata una fiducia nelle banche o mancherebbe l’intermediario per operare la variazione; in Italia tra il 2011 e il 2013 questo meccanismo non ha avuto effetto.

  1. Gestione dei rischi Ogni operatore finanziario è esposto ad una pluralità di rischi che vengono classificati in 2 categorie:
  • Rischi puri (one way risk) : si riferiscono ad eventi al cui manifestarsi si generano conseguenze negative per chi le subisce (es. invalidità, morte …). I contratti per coprire questi rischi sono le assicurazioni. Polizze assicurative : contratti che consentono di gestire i rischi puri trasferendo eventi incerti nella frequenza e intensità in costi predefiniti e certi, i premi.
  • Rischi speculativi (two way risk): riguardano eventi al cui verificarsi si possono generare conseguenze negative o positive per chi le subisce, sono quindi eventi incerti nella loro manifestazione (es. prezzo di azioni al momento della vendita – posso avere un guadagno o una perdita – ). Gli operatori finanziari fondano le loro azioni di investimento in relazione alle aspettative, differenti in base alla preparazione del soggetto decisore. Quanto più il sistema finanziario è complesso tanto più è difficile prendere decisioni sulle aspettative nel futuro, sempre incerto anche per i professionisti. Per la grande interazione geografica e la difficoltà del mercato è spesso richiesto l’intervento di soggetti professionali che aiutino nelle scelte. Es. Obbligazioni >> rischio di interesse, nella dinamica futura non si può sapere quale sarà il tasso adottato per la corresponsione di cedole. Il rischio di interesse può gravare non solo per i datori ma anche per i prenditori di denaro, se stipulano un finanziamento a tasso variabile. Obbligazioni con cedole variabili >> dubbio su valore della cedola futura. Obbligazioni con cedole fisse >> dubbio nella vendita sul secondario, relazione inversa tra andamento tassi di interesse e dinamica dei prezzi quotati sul secondario se avviene un disinvestimento prima della scadenza.

Es. Tassi di cambio >> esposizione all’incertezza dell’andamento della relazione di cambio tra propria valuta e quella estera, colpisce sia prenditori che datori di denaro. I rischi possono essere gestiti con: ■ Contratti termine : contratti di scambio di valori mobiliari tra due controparti ad una determinata data in cui l’elemento caratterizzante è la definizione del prezzo, deciso nel giorno di stipula del contratto ma esercitato alla sua scadenza. Si distingue il momento attuale e il momento futuro (a termine). Es. volontà di comprare azioni ma si è senza soldi, creo un contratto a termine in cui determino già a quanto comprerò le azioni tra 6 mesi, deciso in base alle quotazioni e ai tassi d’interesse odierni. 6 mesi dopo il prezzo delle azioni aumenta, bisogna onorare l’accordo e quindi comprare comunque al prezzo concordato ma poi venderle per ottenere un guadagno. Caso positivo di aspettativa (speculazione). Speculazione: scommessa su aspettativa con finalità di guadagno_._ ■ Strumenti derivati come:

  • Swap: esistono più categorie ma noi studieremo solo gli interest-rate swap , non negoziati sui mercati dando grande personalizzazione con controparte gli intermediari. Prevedono lo scambio di flussi di interesse calcolati su un capitale (detto nozionale ) che non è oggetto di scambio. Es. usato come copertura a rischio. Sottoscrizione di mutuo a tasso variabile (dubbio futuro sui tassi), a due anni dalla fine il tasso aumenta e per paura stipulo con la banca uno swap che prevede il calcolo di interessi sul debito residuo del mutuo (capitale nozionale), cercando un esborso a tasso fisso. Pago alla banca un interesse a tasso fisso e lei da un interesse a tasso variabile. I flussi sono quindi: a. Pago interesse a tasso variabile su residuo del mutuo alla banca che mi ha concesso il mutuo (impegno su mutuo) b. Pago interesse a tasso fisso su capitale nozionale (=residuo del mutuo) a controparte dello swap (impegno su swap) c. Ricevo interesse a tasso variabile calcolato su capitale nozionale da controparte dello swap >> copre esborso tasso variabile verso la banca annullando le variabilità

c. Arbitraggio >> situazione marginale che riguarda solo operatori professionali che possono cogliere delle opportunità di disallineamento di prezzi di attività finanziarie su mercati diversi. L’arbitraggista deve sempre avere sempre sottomano le quotazioni e accorgendosi della variazione stipula un contratto per trarre un utile certo ma piccolo (essendo solo un’imperfezione). Non ci si espone al rischio avendo la certezza di guadagno. Il loro ruolo è quello di riequilibrare il mercato. Es. Impresa non quotata solo su borsa italiana ma anche su altri mercati, la quotazione dovrebbe essere la stessa in ogni mercato ma essendoci il rischio di cambio possono esserci delle variazioni. SALDI FINANZIARI (ESERCITAZIONE – > VEDI ALTRO FILE) Il sistema finanziario ha due importanti obiettivi:

  • Favorire gli scambi
  • Contribuire al trasferimento delle risorse finanziarie tra gli operatori economici rendendolo più efficiente, sicuro e meno costoso. Oggetto di scambio: saldi finanziari Attori: settori istituzionali La situazione può essere osservata da un punto di vista economico o finanziario per cui trovo:
  • (^) Flussi in conto economico rappresentati da:
  • Ricavi: da lavoro, interessi, dividendi
  • Costi: acquisto di beni/servizi, consumo
  • Risparmio (S) = ricavi – costi
  • Stock in stato patrimoniale con:
  • Fonti: patrimonio e indebitamento acceso
  • Impieghi: investimenti in attività reali e finanziari In conclusione si può attestare che il saldo finanziario (SF) è dato da: S – I o ΔAF – ΔPF Per ogni singola unità economica è possibile misurare il saldo finanziario che, in base alle scelte, può essere positivo (S > I), negativo (S < I) o nullo (S = I). Per semplificazione tutti i soggetti economici potenziali attori dello scambio sono raggruppati in settori istituzionali , ossia raggruppamenti di unità che manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico-finanziario. Ad oggi si riconoscono le seguenti categorie:
  • Famiglie: nuclei che producono reddito e consumano
  • (^) Imprese: producono beni/ servizi per la vendita
  • Pubblica amministrazione: servizi per la comunità
  • Resto del mondo: operatori che effettuano transazioni economiche con il nostro Paese
  • (Istituzioni finanziarie: utilizzano disponibilità finanziarie degli altri operatori economici) Ciascun settore compie scelte che possono influenzare anche gli altri. I settori in disavanzo richiedono fondi, quelli in avanzo li offrono. Sulla base dell’omogeneità dei comportamenti e delle caratteristiche si osserva che: FAMIGLIE > abitualmente in avanzo IMPRESE > abitualmente in disavanzo PA > abitualmente in disavanzo, scelta di finanziare una spesa pubblica superiore alle risorse disponibili e raccolte in via ordinaria attraverso la tassazione dei redditi e dei consumi ESTERO > dipende dai flussi di importazioni/esportazioni e dai movimenti di capitale Le 4 grandezze sono inoltre influenzate da: modello di distribuzione dei redditi, politica di finanza pubblica e imposizione fiscale, andamento del ciclo economico e effetti sulla politica economica e monetaria, dalla struttura del sistema previdenziale pubblico e privato, dalle aspettative, dai tassi di interesse.

I dati relativi ai saldi finanziari dei vari settori sono elaborati e riportati dalla Banca d’Italia nella “Relazione Annuale”.

Commento a tabella “Saldi settoriali in Italia” ( tabella pagina 17 )

FAMIGLIE: Risparmio delle famiglie sempre minore a causa del fatto che il SF è ricavato da elementi patrimoniali e finanziari. Nel tempo è cambiato lo stile dei consumi (maggiore benessere bisogni maggiori es. elettronica). Rendimenti finanziari fino agli anni ’90 erano nominali ed elevati dopo di che si ha l’entrata progressiva nell’UE con i conseguenti vincoli (PIL, inflazione) e calo dei tassi di interesse portando ad un calo dei rendimenti dei principali strumenti d’investimento usati dalle famiglie. Tale calo ha portato una conseguenza legata alle decisioni delle famiglie che hanno

metà degli anni 90 (soprattutto alla previdenza complementare) a causa del grande bisogno in seguito alla riforma che modifica i criteri per il calcolo della pensione (pensione in funzione dei contributi versati). Quindi:

  • Anni 50 >> improbabile tendenza verso l’investimento azionario supportato dal favore periodo di andamento delle quotazioni
  • Anni 60 >> caduta di corsi; offerta di strumenti obbligazionari di lungo periodo a tasso fisso offerti da soggetti pubblici di varia natura
  • Anni 70/inizi 80 >> crisi petrolifera, rialzo tassi di interesse, attrattività di depositi bancari grazie a tassi elevati (ma pur sempre sotto il livello di inflazione), sono usati per oltre il 50% degli investimenti
  • Seconda metà anni 80 >> tesoro disintermedia le banche, fase di espansione del debito pubblico e creazione titoli di stato (BOT, CCT, BTP) con tassi più favorevoli, oltre l’80% del risparmio viene così impiegato. Le banche favoriscono tali sottoscrizioni come intermediarie.
  • Fine anni 90 >> calo tassi d’interesse per entrata UE, preferenza su strumenti alternativi: fondi comuni d’investimento, investimento diretto (le banche fungono da intermediarie e ottengono commissioni)
  • Da metà anni 90 >> crescente adesione a forme assicurative e previdenziali (altre attività), presenza di forme di investimento sempre più rischiose

Commento a tabella “La composizione delle passività finanziarie delle imprese italiane” ( tabelle pagina 22)

La gran parte delle risorse delle imprese viene dal mercato domestico, non essendoci una grande attrattiva estera. I debiti a breve termine, negli anni 70, 80 avevano grande peso (30-20) ma si dimezza con l’avanzare del tempo, in quegli anni si aveva una struttura finanziaria sbilanciata sui debiti a breve termine, problema in quanto molte volte un investimento da un ritorno nel medio periodo; serve quindi stessa periodicità, questo colpiva soprattutto le imprese medio-piccole. Si cercava quindi un multi indebitamento bancario (ad esempio avere un fido in 10 banche, aperture in conto corrente). Le imprese si trovavano quindi per lo più perennemente in rosso e avendo più banche potevano giocare sui saldi. Spesso si aveva un rischio di fallimento. Tale problema si è però risolto nel tempo, con un parallelo aumento dell’aumento delle quote nella partecipazione aziendale, consentendo un rifinanziamento, riducendo la dipendenza dal sistema bancario (infatti diminuiscono i debiti a breve ma non aumento proporzionalmente quelle a medio-lungo). Le obbligazioni hanno un valore basso in quanto, nonostante il vantaggio di una raccolta di denaro tra più persone, non si ha un mercato adatto e il tessuto italiano è per lo più composto da micro e piccole imprese. Il problema di base è che quotare delle obbligazioni sul mercato è molto costoso in quanto necessita anche dell’intermediazione di un professionista e successivi costi, risultando quindi non conveniente alle imprese. Questo giustifica il fatto che nonostante sia calata, la dipendenza bancaria è comunque più alta rispetto ad altri paesi. Quindi:

  • (^) Anni 70/80 >> debiti a breve termine (rischiosità di insolvenza e conseguente fallimento), multi indebitamento
  • Diminuzione della dipendenza dal sistema bancario tramite l’autofinanziamento

In conclusione risulta che il sistema finanziario italiano si sia caratterizzato, nel corso del tempo, per i seguenti elementi:

  • Borsa con scarso spessore, essendo poco presente e poco incisiva nella vita finanziaria delle imprese
  • Capitalismo famigliare, che ha condizionato la realtà produttiva italiana (normalmente micro o piccole imprese)
  • Assenza di fiducia nella banca, comportando un sistema orientato agli intermediari
  • Specializzazione creditizia
  • Crescita del mercato di titoli pubblici, favorendo lo sviluppo dei mercati obbligazionari con effetti positivi su articolazione del sistema finanziario e su comportamenti di famiglie e intermediari
  • Nascita di altre forme di investimento, per il miglioramento di conti pubblici e come alternativa alle forme preesistenti oggi meno appetibili

PERCHE’ ESISTONO GLI INTERMEDIARI FINANZIARI?

In un sistema in cui domanda e offerta tra datori e prenditori riescono a incontrarsi autonomamente, perché devono esistere degli intermediari che comportano dei costi per il sistema stesso? – Questo avviene perché il mercato non è perfetto, lo è solo nella teoria. Un intermediario può ricoprire ruoli molto diversi, dai più semplici a quelli più complessi: agevolare gli scambi diretti, rendere compatibili le differenti propensioni al rischio e la liquidità. La diversità di ruoli svolti da un intermediario risulta collegata alle varietà delle loro tipologie nel sistema finanziario. Il problema principale è la dissociazione tra risparmio e investimento: l’inevitabile presenza di limiti e vincoli al trasferimento diretto genera spazi economici per l’intervento degli intermediari, la cui capacità di ridurre tali imperfezioni dovrebbe consentire di accrescere in maniera rilevante qualità e dimensione degli scambi.

PRESUPPOSTO RUOLO INTERMEDIARIO

RAPPORTO

INTERMEDIARI-

MERCATI

TIPOLOGIE

INTERMEDIARI

Mancato scambio diretto a causa di:

  • Divisibilità strumenti finanziari
  • Costi di informazion

Rendere possibile la conclusione di operazioni:

  • Altrimenti non eseguibili
  • A costi

Su mercato si svolgono operazioni che:

  • Coinv olgono i soggetti in grado di

In base al costo internalizzato:

  • (^) Broker: costo di ricerca della controparte
  • Investitore istituzionale

rispetto al singolo operatore, è in grado di sfruttare sistematicamente le economie di scala e di diversificazione legate alle diverse fasi del processo di scambio. ▲ (^) COSTI DI FRAZIONAMENTO: nonostante gli sforzi degli emittenti di ritagliare strumenti di finanziamento in linea con le esigenze dei datori di fondi (famiglie), le preferenze sotto il profilo di rischio e scadenza non coincidono perfettamente tra datori e prenditori di fondo ( divergenza delle preferenze).

Conseguenza: un certo numero di scambi non trova contropartita dato che la domanda di capitali a medio/lungo termine è superiore all’offerta. Il circuito diretto non riesce a raccogliere una parte di risparmi e trasferirla. L’intervento dell’intermediario riesce a ridurre i costi di smobilizzo dell’investimento altrimenti particolarmente elevati.

▲ COSTI DI INFORMAZIONE: Costi che devono essere sostenuti dall’investitore per la ricerca e la valutazione delle possibilità di investimento (esso ha bisogno di informarsi in merito alle caratteristiche dei mercati e delle esigenze degli investitori al fine di rendere più appetibili i propri titoli) e dal prenditore di fondi per consentire la definizione di un’emissione di titoli in linea con le attese dei potenziali investitori (es. scadenza, tipologia di remunerazione, periodicità di remunerazione, selezione del mercato). La permanenza sul mercato implica quindi dei costi per i prenditori in quanto sono necessarie delle esigenze informative quali la conoscenza del bilancio delle aziende e delle eventuali notizie “price sensitive” (decisioni che hanno un impatto sul prezzo del titolo quotato). Queste informazioni dovrebbero essere comunicate subito al mercato piuttosto che tramite altri metodi indiretti.

  • Monitoring: costi per l’analisi dei rischi del debitore
  • Enforcement: costi per la gestione dello scambio, necessità del creditore di controllare che il debitore tenga fede ai propri impegni. ▲ COSTI OPERATIVI PER L’EMITTENTE: sono costi connessi alla quotazione che richiede uno staff di professionisti esterno all’impresa: preparazione dell’emissione (intervento di intermediari finanziari che delineino le caratteristiche dell’operazione), consulenza legale, revisione. Si denotano inoltre anche i costi connessi alla permanenza nel mercato (pagamento di quota al mercato stesso).

La presenza di questi fattori di imperfezione nel circuito diretto comporta l’astensione dallo scambio da parte di alcune categorie di operatori, ad esempio per gli alti costi di mercato.

b. (^) Incertezza : presente in qualsiasi rapporto di scambio, colpisce per lo più l’investitore che adotta un comportamento avverso al rischio, che è intrinseco nel mercato (es. rischio di cambio tassi, di liquidità, di cambio, rischio di credito >> rischio puro – all’eventuale evento di default ci sono solo conseguenze negative – e speculativo – agenzie di rating che pubblicano giudizi sintetici sulla qualità dell’emittente, ratings, se un’impresa viene degradata i titoli già quotati perderanno valore e avranno un calo del prezzo, chi vuole vendere i titoli avrà un calo di rendimento o addirittura una perdita). Es. Titoli di Stato italiano >> abbassamento rating >> le emissioni azionarie di tutte le società in Italia quotate hanno un peggioramento delle quotazioni, in quanto se lo Stato è in difficoltà presto ci saranno dei cambiamenti anche nelle società al suo interno (aumento delle tasse). Ogni soggetto valuta questa incertezza in relazione alla sua conoscenza e al grado di informazioni che ha a disposizione ( razionalità limitata , nessun soggetto è illimitato in quanto nessuno è in grado di raccogliere tutte le informazioni del mercato, dipende dal lavoro, investimenti, stile di vita, sesso, luogo di residenza…). Ogni individuo ha inoltre una personale valutazione del rischio che vuole assumere, diversa avversità/ propensione al rischio.

Conseguenze su decisioni di investimento: può portare all’astensione di alcune categorie di investitori. Funzione intermediario: deve cercare di comporre tali divergenze tramite la capacità di trasformazione dei rischi, sfruttando le economie di scala derivanti dal concludere un elevato numero di transazioni. L’azione degli intermediari si realizza tramite interventi che vanno dalla semplice riduzione del rischio senza assunzione diretta (es. fondo comune) alla sua acquisizione. Tende a sostituire, nei confronti dell’investitore, il proprio grado di rischio a quello dei prenditori. L’incertezza può essere ridotta anche tramite la redistribuzione dei rischi tra le parti.

PRESUPPOSTO RUOLO INTERMEDIARIO TIPOLOGIE INTERMEDIARI