Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Economia degli Intermediari Finanziari [parte 1], Sbobinature di Economia degli Intermediari Finanziari

Appunti sbobinati da TUTTE le lezioni del corso di Economia degli Intermediari Finanziari della professoressa Zocchi.

Tipologia: Sbobinature

2017/2018

In vendita dal 30/09/2017

bansci
bansci 🇮🇹

4.7

(3)

23 documenti

1 / 79

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
IL SISTEMA FINANZIARIO
Il sistema finanziario è un insieme organizzato di: operatori finanziari, strumenti finanziari, intermediari
finanziari e mercati finanziari.
Operatori finanziari: sono i soggetti che manifestano esigenze finanziarie che possono essere di
vario genere: esigenze di finanziamento (mutuo), esigenze di investimento, esigenze di pagamento
ed esigenze di gestione dei rischi. (sostanzialmente siamo tutti noi);
Strumenti finanziari: vanno a soddisfare le esigenze degli operatori. Sono dei contratti che hanno
per oggetto diritti e prestazioni finanziarie (ad esempio: esigenza di pagamento bonifico, cambiale,
assegni, contanti, carte di pagamento).
La numerosità, le caratteristiche e la varietà aumentano/evolvono poiché le esigenze degli operatori
mutano con il mutare delle condizioni ambientali;
Intermediari finanziari: imprese autorizzate a produrre e distribuire prodotti e servizi finanziari
(ossia gli strumenti finanziari). Ad esempio la banca, assicurazioni, società di factoring, SIM, SGR.
Gli intermediari sono classificabili in 3 categorie:
Intermediari mobiliari: banca e gli intermediari come SIM e SGR. L’ambito di
operazione sono i servizi di investimento (SIM e SGR fanno sono quello);
Intermediari creditizi: banca e tutti coloro che concedono finanziamenti agli
operatori finanziari;
Assicurazioni: sono deputate alla gestione dei rischi;
Mercati finanziari: possono essere luoghi fisici o non fisici deputati allo scambio di strumenti
finanziari.
Un esempio di mercato è Borsa Italiana SpA, il Nyse, Nasdaq.
Prima le borse erano fisiche (palazzo mezzanotte a Milano) e in questo luogo (in un determinato
orario) prendevano il via le contrattazioni dei titoli quotati tramite gli agenti di cambio che erano
muniti di un portafoglio di titoli. Il metodo attraverso il quale avveniva la contrattazione era: il
metodo “alle grida”: i titoli venivano chiamati in ordine alfabetico e in quell’istante avvenivano le
contrattazioni.
Dagli anni ‘90 si è passati alla borsa telematica: viene tutto gestito tramite dei server e la
contrattazione può avvenire a qualsiasi ora. Questi server hanno più duplicazioni sparse su vari zone
geografiche così che il crash di una non interrompa il mercato garantendo così il funzionamento
continuativo.
La delicatezza delle funzioni del mercato fa sì che nessun sistema finanziario sia lasciato a sé stesso.
Tutti i sistemi sono sottoposti a controlli (sistemi di vigilanza), autorizzazioni e ad un ordinamento
normativo ben preciso;
Ordinamento finanziario e sistemi di controlli: insieme delle norme che, disciplinando strumenti,
mercati e intermediari, devono assicurare lo svolgimento delle funzioni assegnate al sistema
finanziario in modo efficiente ed efficace.
In primo luogo bisogna sottostare all’ordinamento europeo che stabilisce le regole basi.
Successivamente, ogni singolo stato avrà diritto a gestire alcune materie.
Infatti, le principali regolamentazioni sono:
1. Direttive europee: sono linee guida generali;
2. Regole nazionali: compete al singolo stato la regolamentazione di determinate materie;
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f

Anteprima parziale del testo

Scarica Economia degli Intermediari Finanziari [parte 1] e più Sbobinature in PDF di Economia degli Intermediari Finanziari solo su Docsity!

IL SISTEMA FINANZIARIO

Il sistema finanziario è un insieme organizzato di: operatori finanziari, strumenti finanziari, intermediari finanziari e mercati finanziari.

  • Operatori finanziari : sono i soggetti che manifestano esigenze finanziarie che possono essere di vario genere: esigenze di finanziamento (mutuo), esigenze di investimento, esigenze di pagamento ed esigenze di gestione dei rischi. (sostanzialmente siamo tutti noi);
  • Strumenti finanziari : vanno a soddisfare le esigenze degli operatori. Sono dei contratti che hanno per oggetto diritti e prestazioni finanziarie (ad esempio: esigenza di pagamento bonifico, cambiale, assegni, contanti, carte di pagamento). La numerosità, le caratteristiche e la varietà aumentano/evolvono poiché le esigenze degli operatori mutano con il mutare delle condizioni ambientali;
  • Intermediari finanziari : imprese autorizzate a produrre e distribuire prodotti e servizi finanziari (ossia gli strumenti finanziari). Ad esempio la banca, assicurazioni, società di factoring, SIM, SGR. Gli intermediari sono classificabili in 3 categorie: ■ Intermediari mobiliari : banca e gli intermediari come SIM e SGR. L’ambito di operazione sono i servizi di investimento (SIM e SGR fanno sono quello); ■ Intermediari creditizi : banca e tutti coloro che concedono finanziamenti agli operatori finanziari; ■ (^) Assicurazioni : sono deputate alla gestione dei rischi;
  • Mercati finanziari : possono essere luoghi fisici o non fisici deputati allo scambio di strumenti finanziari. Un esempio di mercato è Borsa Italiana SpA, il Nyse, Nasdaq. Prima le borse erano fisiche (palazzo mezzanotte a Milano) e in questo luogo (in un determinato orario) prendevano il via le contrattazioni dei titoli quotati tramite gli agenti di cambio che erano muniti di un portafoglio di titoli. Il metodo attraverso il quale avveniva la contrattazione era: il metodo “alle grida”: i titoli venivano chiamati in ordine alfabetico e in quell’istante avvenivano le contrattazioni. Dagli anni ‘90 si è passati alla borsa telematica: viene tutto gestito tramite dei server e la contrattazione può avvenire a qualsiasi ora. Questi server hanno più duplicazioni sparse su vari zone geografiche così che il crash di una non interrompa il mercato garantendo così il funzionamento continuativo. La delicatezza delle funzioni del mercato fa sì che nessun sistema finanziario sia lasciato a sé stesso. Tutti i sistemi sono sottoposti a controlli (sistemi di vigilanza), autorizzazioni e ad un ordinamento normativo ben preciso;
  • Ordinamento finanziario e sistemi di controlli : insieme delle norme che, disciplinando strumenti, mercati e intermediari, devono assicurare lo svolgimento delle funzioni assegnate al sistema finanziario in modo efficiente ed efficace.

In primo luogo bisogna sottostare all’ordinamento europeo che stabilisce le regole basi. Successivamente, ogni singolo stato avrà diritto a gestire alcune materie.

Infatti, le principali regolamentazioni sono:

  1. Direttive europee : sono linee guida generali;
    1. Regole nazionali : compete al singolo stato la regolamentazione di determinate materie;
  1. Regolamenti di autorità di vigilanza : sono soggetti che alimentano il sistema dei controlli (ad esempio: Banca d’Italia, CONSOB (titoli), COVIP, IVASS (assicurazioni).

Funzioni svolte dal sistema finanziario:

  1. Funzione monetaria : la funzione monetaria regolamenta gli scambi, ossia, gestisce il pagamento degli scambi. Il regolamento degli scambi infatti avviene con la moneta. Ad oggi la moneta viene suddivisa in due tipologie:

1.a. Il circolante : ossia banconote e monete metalliche. Il pagamento attraverso circolante avviene con un’unica transazione (un solo passaggio) e presenta una circolazione forzosa: non può essere rifiutato il pagamento tramite circolante.

È sufficiente la consegna del contante per liberare il debitore dall’operazione di pagamento (veicola solo il 10% del valore complessivo delle transazioni).

È un metodo rischioso in quanto può essere soggetto a furto ed implica sistemi di sicurezza ha un costo del sistema.

Per legge è stata stabilita una soglia (3000€) sopra la quale non si può pagare tramite circolante;

1.b. Moneta bancaria : ossia i conti correnti. Il conto corrente ha come funzione principale il pagamento delle transazioni (non è uno strumento di investimento ma uno strumento di pagamento).

È uno strumento a vista, cioè, il correntista può utilizzare i suoi depositi in qualsiasi momento, senza preavviso. Si attinge alle risorse attraverso gli strumenti di pagamento che sono i veicoli per attivare la moneta (assegni, bonifici, bancomat, carte).

Le transazioni regolate con moneta bancaria estinguono le obbligazioni del debitore in due passaggi. Il primo passaggio dipende dal debitore il quale fa una richiesta di pagamento tramite conto corrente (il creditore non riceve ancora nulla). Il secondo passaggio consiste invece in quello che viene definito: regolamento della transizione. È un’operazione che non compete ai soggetti ma alle loro banche le quali faranno in modo che il denaro giunga al creditore (è una fase che avviene dietro le quinte).

Es : pagamento tramite bonifico. Primo passaggio: ordine di bonifico (compilo i dati richiesti). Secondo passaggio: le banche si mettono d’accordo arriva il pagamento al creditore.

La moneta bancaria ha corso fiduciario: gli operatori suppongono che le banche onorino sempre l’impegno della richiesta di pagamento a vista ossia del pagamento tramite conto corrente. Fiducia generalizzata degli operatori nel fatto che le banche riescano sempre ad avere una certa liquidità (altrimenti cade il sistema). Spesso è obbligatorio utilizzare questo metodo di pagamento per pagamento di cifre superiori a 3000 euro per poter eventualmente tracciare chi paga (oltre all’80% delle transazioni);

1.c. Moneta elettronica : disponibilità monetaria registrata su un supporto elettronico di tipo hardware o di tipo software.

Gli operatori in surplus, presso una banca, possono aprire (strumenti di deposito o strumenti di raccolta):

  • Un conto corrente ;
  • Un deposito a risparmio ;
  • Richiedere l’emissione di un certificato di deposito. Attraverso questi, depositano le risorse finanziarie (o i risparmi).

Le banche dunque fanno raccolta (raccolta: acquisizione di risorse finanziarie attraverso strumenti di deposito) e stipulano con gli operatori in surplus dei contratti nei quali, la banca, si pone come debitrice verso la controparte. Come debitrice dovrà dunque restituire il capitale (nel conto corrente le controparti del contratto sono la famiglia e la banca).

Il rimborso avverrà secondo le caratteristiche tecniche dello strumento, nel caso del conto corrente: a vista, senza preavviso. Oltre al rimborso verrà data anche una remunerazione del capitale interessi.

Tutti gli strumenti di raccolta e di intermediazione creditizia si troveranno nel passivo dello stato patrimoniale dell’intermediario creditizio (banca).

Le banche, con il denaro raccolto, realizzano gli impieghi : sono finanziamenti che vengono concessi agli operatori in deficit (famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni). impieghi: attività caratteristica degli intermediari creditizi.

I finanziamenti vengono concessi attraverso diverse tecniche, diverse forme di contratti (strumenti di finanziamento):

  • Mutuo ipotecario: contratto appropriato per l’acquisto di un’abitazione.
  • (^) Anticipo su fattura: strumento appropriato per l’impresa. Investimento a breve termine per facilitare la gestione di un’impresa manifatturiera.
  • Ecc. La banca stipula, dunque, dei contratti con gli operatori in deficit. In questi contratti, la banca si pone come creditrice e il rimborso del capitale dipende dalla forma tecnica del contratto/strumento e comprenderà la remunerazione del capitale (interessi).

I contratti di impiego li possiamo trovare nell’attivo dello stato patrimoniale tra i crediti verso la clientela.

Mentre nello stato patrimoniale delle banche ci si concentra più sui rapporti credito/debito, in conto economico abbiamo le risultanze connesse agli interessi pagati (contratti di raccolta) e incassati (contratti di finanziamento/impieghi).

La differenza tra interessi attivi e passivi rappresenta il margine di interesse che è il principale margine di redditività degli intermediari creditizi.

Più in generale, il circuito che abbiamo visto prima viene detto circuito indiretto e viene schematizzato in questo modo:

CIRCUITO INDIRETTO

Gli operatori in surplus non hanno alcun tipo di rapporto contrattuale con gli operatori in deficit, è la banca che si interpone tra di loro con la sua attività di intermediazione spezzando il circuito di trasferimento delle risorse finanziarie.

Generalizzando: Gli intermediari creditizi sono quegli operatori finanziari che spezzano il circuito di trasferimento delle risorse finanziarie separando gli operatori in surplus e in deficit e ponendosi come controparte diretta degli uni e degli altri con contratti di raccolta e di impiego. Oppure Gli intermediari creditizi interpongono il loro stato patrimoniale tra gli operatori in surplus e gli operatori in deficit ovvero spezzando il trasferimento delle risorse in contratti distinti con gli uni e con gli altri.

Circuito indiretto di intermediazione creditizia : è il circuito in cui le risorse finanziarie vengono trasferite nel tempo e nello spazio e affluiscono dai datori di fondi (operatori in surplus) ai prenditori di fondi (operatori in deficit) in maniera indiretta tramite l’intervento degli intermediari finanziari che permette che datori e prenditori non siano legati tra loro. Il circuito indiretto però non è l’unica modalità per cui avviene il trasferimento di fondi nel tempo e nello spazio. L’altra modalità è chiamata:

CIRCUITO DIRETTO

Il circuito diretto è il circuito che attiene ai mercati mobiliari o mercati di borsa.

IN TE R M ED IA

Operatori in deficit

Operatori in Surplus

Me rca ti Mo bili ari

Operatori in Surplus

Operatori in deficit

Gli intermediari mobiliari : Per ovviare ai problemi di complessità, connessi all’operare su circuiti diretti, gli intermediari mobiliari prestano assistenza ai datori di fondi e ai prenditori attraverso particolari contratti finanziari che si chiamano servizi di investimento.

I principali servizi di investimento sono:

  • La consulenza : sia per il datore che per il prenditore.
    • (^) Datore : il datore si rivolge alla banca di fiducia per chiedere un’analisi delle proprie esigenze finanziarie (tipo, importo e periodicità del reddito, uscite medie mensili e prestiti, programmi familiari per il futuro e propensione al rischio) e farsi dare un’indicazione di strumenti e investimenti più adeguati alle proprie esigenze;
    • Prenditore : analisi di esigenze finanziarie (ad esempio: flussi finanziari dell’impresa, obiettivi di investimento, tipo di reddito) in modo da trovare un finanziamento adeguato;
  • (^) Negoziazione conto terzi : viene prestato agli operatori in surplus. Consiste nella ricerca di una controparte per la realizzazione di uno scambio di titoli (compravendita di valori immobiliari). La banca non è una controparte, ma un intermediario che ricerca un potenziale acquirente in nome e per conto del cliente (no in SP, si in CE della banca).
  • Ricezione e trasmissione di ordini : veicolare/trasmettere gli ordini di acquisto o di vendita che i privati hanno autonomamente definito alla borsa tramite piattaforme dedicate (intranet). Per ragioni di controllare i flussi monetari, nessun privato può accedere alla borsa. L’intermediario presta questo servizio. Il servizio, più frequentemente, viene chiamato servizio di trading online. Cioè, è questa possibilità di appoggiarsi all’intermediario;

Circuito Diretto Mercati Mobiliari Borsa italiana SpA, London Stock exchange,

Operatori in Surplus

Operatori in deficit

Intermediari Mobiliari: Banche, SIM, SGR

Erogano servizi di investimento

SIM: società di intermediazione mobiliare SGR: società di gestione del risparmio

  • Negoziazione conto proprio : il conto proprio è dell’intermediario, cioè l’intermediario mobiliare si pone come controparte nell’acquisto o vendita di titoli, diventando controparte immobiliare, cioè negozia, compravende titoli immobiliari con un altro operatore finanziario, maturando su di sé effetti giuridici ed economici. Le banche hanno un proprio portafoglio di titoli di proprietà e li vende ad un privato. Effetti giuridici ed economici? Scende il valore dei titoli dalla parte in cui è disinvestita. Il servizio non ha solo effetti patrimoniali, ma anche effetti economici. Dove? Per i ricavi per la commissione che la banca chiede.

I servizi di investimento, quindi hanno sempre una parte economica , nella parte delle commissioni.

  • Gestione patrimoniale : 2 tipi: individuale e collettiva :

a. Un privato che ha una grande disponibilità finanziaria, che vuole investire, la affida ad un intermediario finanziario di fiducia accedendo al servizio, il quale prevede la delega alla banca a fare in nome e per conto suo gli investimenti. (È un servizio di investimento personalizzato).

Significa dare carta bianca all’intermediario? No. Entro quale perimetro deve stare dentro la banca?

Il perimetro della delega dipende dalle caratteristiche dell’investitore e dalle condizioni che lui ha fornito alla banca circa le sue preferenze e caratteristiche. Un elemento fondamentale è la propensione al rischio. Un altro sono le esigenze di breve-medio termine a livello familiare.

Questo servizio viene offerto solo a coloro che hanno un livello minimo di risorse finanziarie da investire stabilito dall’intermediario (almeno sopra i 500mila euro): un livello tale che permetta all’investitore di pagare tale servizio ed inoltre una somma che permetta di diversificare gli investimenti. Ciò non avverrebbe se ci fossero poche risorse. Questa clientela è detta affluent o private.

La gestione patrimoniale individuale ha effetti patrimoniali sulla banca? No, perché l’investimento è fatto in nome e per conto del cliente e gli effetti economici giuridici riguardano il cliente.

Se la banca fallisce, le risorse che sono state date in gestione, non cadono nel vortice della banca e rimangono al cliente.

b. Non è un servizio di investimento personalizzato, cioè non è fatto sulla misura di un singolo investitore!

Si esplica nella istituzione e gestione dei fondi comuni di investimento, che sono dei patrimoni, formati attraverso le somme (anche esigue) investite da una pluralità di soggetti.

La possibilità di entrarci è aperta a tutti.

Lo scopo è di consentire un investimento diversificato anche a soggetti che hanno modeste risorse finanziarie. Es: 27.45-28.

L’intermediario che gestisce il fondo prende le decisioni di acquisto (che cosa, in che momento, su che mercato) valutandole sul patrimonio del fondo nel suo

parte degli intermediari. L’intervento degli intermediari può essere strumentale o sostanziale alla realizzazione degli scambi nei circuiti diretti. Nel primo caso, l’intervento dell’intermediario è puramente per ragioni tecniche, senza che prende decisioni per conto del cliente (sevizio di ricezione e trasmissione degli ordini); nel secondo caso, la presenza dell’intermediario è determinante, nel senso che altrimenti i datori e i prenditori di fondo non avrebbero altrimenti concluso lo scambio (altri servizi di investimento come la consulenza, negoziabili per conto proprio o per conto terzi, gestione e collocamento).

È importante precisare che il grado di assistenza degli intermediari cambia da un servizio all’altro e dipende dalla ampiezza della delega ricevuta dal cliente. La delega è più contenuta nella consulenza, perché l’intermediario deve limitarsi a fornire delle indicazioni, senza che intervenga direttamente. È più ampio il livello di delega nella gestione.

Nei servizi di investimento agisce sempre in nome e per conto del cliente: gli effetti giuridici ed economici dei contratti gravano sul cliente.

Domanda tipo all’esame : si illustrino i circuiti di intermediazione finanziaria evidenziandoli con alcuni esempi appropriati di strumenti che passano per l’uno e l’altro circuito.

Risposta: strumenti che passano per il circuito indiretto: finanziamenti, mutui, c/c, depositi; per il circuito diretto: azioni e obbligazioni e tutti i servizi di investimento.

In Italia è prevalente il circuito indiretto. Nei paesi anglosassoni, quello diretto.

C’è però una tendenza che stanno seguendo tutti i paesi: il sentiero dei circuiti diretti assistiti, cioè di un crescente sviluppo dei mercati ma che vede un ruolo di assistenza negli intermediari. Essi sono fondamentali nella crescita dei mercati perché sono globali, perché gli strumenti finanziari sono tanti e complessi, perché il sistema finanziario è dinamico (e bisogna essere informati!).

  1. Funzione di trasmissione della politica monetaria.

Il sistema finanziario è un veicolo attraverso il quale le banche perseguono i propri obiettivi di politica monetaria. La politica monetaria rientra nel più ampio perimetro della politica economica.

La politica economica è quell’insieme di decisioni strategiche che danno un indirizzo di tipo macroeconomico alle economie. Le decisioni strategiche sono la stabilità dei prezzi, il governo dei tassi di cambio, ecc...

Per queste decisioni strategiche la banca centrale ha diverse leve. La principale di queste leve è la leva dei tassi di interesse, che è di pertinenza del sistema finanziario. Questa leva funziona attraverso un meccanismo a cascata.

MECCANISMO:

  1. Parte dalla decisione di variazione del tasso ufficiale. Questa decisione su uno strumento ha un effetto di ripercussione a cascata;
  2. Questo cambia i livelli dei prezzi della moneta sull’area di riferimento;
  1. Ma se tutti i tassi si riducono, che succede? Se cala il tasso, aumenta la domanda di credito. Smuove quindi la domanda di credito sul mercato ;
  2. (^) La fine del meccanismo a catena è l’ effetto sulle decisioni di investimento ed acquisto. È, dunque, un obiettivo finale di natura macroeconomica: stimolare la domanda, facendo risollevare gli acquisti e gli investimenti produttivi;

E VICEVERSA, aumentando il tasso di interesse globale (la manovra di questo tipo è quando si può avere un aumento fuori controllo dei prezzi)

+Grafico CASCATA

Dunque, uno degli strumenti utilizzati dalle banche centrali è la leva dei tassi che incide sul mercato finanziario.

Perché questa leva funzioni, questa ha bisogno che si alimenti la fiducia nei confronti delle banche. Se l’intermediazione creditizia non funziona bene, non funziona bene neanche la leva dei tassi!

  1. Funzione di gestione dei rischi.

Qualsiasi soggetto è soggetto a rischi che dovrà valutare con strumenti adeguati.

Rischi in 2 categorie: puri e speculativi.

  • I rischi puri si riferiscono ad eventi al cui manifestarsi si generano esclusivamente conseguenze negative per chi le subisce ( one way risk ) es: rischi sanitari, di salute.

Le polizze assicurative sono i contratti che consentono di gestire i rischi puri: trasferendo eventi incerti nella frequenza e intensità in conti predefiniti e certi, i premi. Il contratto assicurativo dunque trasferisce il rischio alla compagnia assicurativa;

  • I rischi speculativi riguardano eventi al cui verificarsi si possono generare conseguenze positive o negative per chi li subisce ( two way risk ). Es : rischi nel detenere azioni.

Rischi speculativi: sono eventi incerti nella direzione dei loro risultati.

Sono tipici dell’intermediazione finanziaria. Es : rischio di prezzo dei titoli, dei valori immobiliari perché se pensiamo di averli comprati, noi siamo esposti al rischio dell’incertezza sulla dinamica delle azioni.

Nel mercato finanziario, dove ogni dinamica è incerta, su cosa si fondono le decisioni? Sulle aspettative.

Il livello di formalizzazione delle aspettative è diverso in relazione alla professionalità del soggetto che assume le decisioni. Più il sistema è complesso, più sarà difficile prendere le decisioni. E proprio per questo, c’è sempre più bisogno di intermediari finanziari.

  • I derivati sono relativi a 3 famiglie:
    1. I futures sono una standardizzazione dei contratti a termine. Sono una compravendita futura ad un prezzo fissato oggi.

Differenza con i contratti a termine? I futures sono quotati sul mercato e non ci sono su tutti i titoli o tutte le scadenze.

Non permettono, quindi, un livello di personalizzazione, ma sono più efficienti e più economici (perché operano in un mercato regolamentato), e sono più sicuri perché prevedono una Camera di Compensazione, cioè c’è un operatore che gestisce il mercato e che impone alle controparti delle futures di pagare giornalmente gli eventuali loro scompensi, le loro perdite. Si riduce, quindi, il rischio che un soggetto sia inadempiente;

  1. Le options non sono contratti presenti su mercati regolamentati. Sono molto personalizzabili in relazione alla quantità, ecc..

La controparte di questi contratti è un intermediario finanziario (banca o SIM).

Anche qui c’è una possibilità di realizzare la compravendita a termini. Ma qui è una possibilità, non un impegno contrattuale!

Ma se è una possibilità, l’acquirente, allora, al momento dell’opzione, della scadenza può abbandonare l’opzione stessa! In relazione al prezzo dell’attività sottostante, eserciterà o meno l’azione. Ed esercita ad un prezzo bloccato oggi.

Per avere la facoltà di non esercitare l’opzione, pagherà un premio, una commissione;

  1. Gli swap (noi studieremo gli interest-rate swap ) sono dei contratti derivati anche questi non negoziati sui mercati regolamentati e, dunque, che hanno come controparte gli intermediari finanziari e alta personalizzazione, che prevedono lo scambio di flussi di interesse calcolati su un capitale detto nozionale, che non è oggetto di scambio.

Es : usiamo il derivato come copertura, non come speculazione. Immaginiamo di avere un mutuo a tasso variabile. Avremo il rischio del tasso di interesse qui. Stipuliamo con la banca lo swap, che prevede il calcolo degli interessi residui sul debito residuo del mutuo. Il capitale nozionale qui è il debito residuo. Da qui alla scadenza vorrei avere un esborso a tasso fisso.

Come faccio? Mi accordo con una banca e do a questa interesse a tasso fisso e lei paga a me interesse a tasso variabile.

Dunque, abbinando lo swap al mutuo, io pago interesse a tasso variabile sul debito residuo del mutuo alla banca che mi ha concesso il mutuo e pago interessi a tasso fisso sul capitale nozionale (= debito residuo del mutuo) alla controparte dello swap (FLUSSI DERIVANTI DAL MUTUO). Io ricevo interessi a tasso variabile calcolati sul capitale nozionale dello swap dalla controparte dello swap (FLUSSI CONNESSI ALLO SWAP).

Cosa accade? Accade che quello che ricevo dalla controparte dello swap a tasso variabile mi copre l’esborso a tasso variabile che faccio con la mia banca. Si annullano quindi le variabilità in entrata ed in uscita e quindi rimango a pagare da qui alla scadenza del mutuo un mutuo a tasso fisso!

Questo è un esempio di copertura, e affinché essa funzioni c’è bisogno che la periodicità dei flussi dello swap coincida con la periodicità delle rate del mutuo e che il tipo di indicizzazione dello swap coincida con l’indicizzazione del mutuo.

Casi in cui servono i derivati e i contro termine.

La finalità dell’utilizzo di contratti a termine e derivati può essere di:

  • Copertura : situazione in cui un operatore finanziario si trova ad essere esposto ad un rischio speculativo (perché potrebbe avere in atto un contratto di investimento o un contratto di finanziamento o in forza dell’attività lavorativa che svolge) e stipula contratti finanziari per proteggersi (es: swap);
  • Speculazione : attiene a operatori finanziari che non sono esposti a rischi speculativi ma dal momento che hanno aspettative sull'andamento futuro di una certa attività finanziaria e desidera sfruttare queste aspettative per guadagnarci, costruiscono ad hoc un’operazione finanziaria con contratti a termine o derivati che li espone a quel rischio. Quindi l’esposizione è voluta!

La speculazione può avere sia un esito positivo che negativo.

La controparte di uno speculatore può essere un intermediario o un altro soggetto.

Perché ci si dovrebbe porre come controparte? Perché magari ha altre aspettative diverse dalle mie;

  • Arbitraggio : riguarda solo operatori professionali. Significa cogliere opportunità di disallineamento di prezzi di una stessa attività finanziaria che è quotata di diversi mercati finanziari.

Ci potrebbero essere disallineamenti perché c’è il rischio del tasso di cambio.

Il saldo finanziario fornisce una misura del tipo e dell’intensità dell’intervento nel sistema finanziario dei diversi settori istituzionali. Il saldo può avere segno positivo (che si riferisce agli operatori in surplus) o negativo (che si riferisce agli operatori in deficit).

La somma dei saldi finanziari di tutti i settori istituzionali è uguale a 0.

  • guardo tabella

Le famiglie sono stabilmente degli operatori netti in surplus, le imprese operatori netti in deficit. Nel resto del mondo c’è aleatorietà, in cui in alcuni anni c’è stato un deflusso di risorse e in altri un afflusso di risorse finanziarie.

{ [Lezione 5]

Durante questi 30 anni è cambiato lo stile di consumi: un livello di benessere più elevato ha portato ad un livello di bisogni minimi essenziali, che è aumentato nel tempo. Una serie di bisogni che prima erano da parte di una categoria estremamente ristretta di famiglie molto benestanti, ora sono più alla portata di tutti, cioè una maggior spesa di consumi rispetto a prima.

Es: 24.08-26.02 (smartphone, palestra, ecc..)

I rendimenti finanziari per gli investimenti delle famiglie, fino agli anni ‘90, avevano rendimenti reali molto alti. Negli anni ‘90, però, con l’entrata nell’Unione europea, c’è stato un calo dei tassi di interesse che ha avuto come conseguenza una diminuzione del rendimento dell’attività tipica (depositi). Il calo dei tassi di interesse ha influenzato anche le decisioni delle famiglie: queste hanno deciso di investire di più realmente.

Negli ultimi 20 anni ha avuto una crescita del PIL molto stagnante e questo ha portato ad una dinamica salariale in alcune categorie di lavori non molto “brillante “.

Nelle imprese si nota che il valore assoluto del saldo si è abbastanza ridotto. La diminuzione del saldo negativo è derivato dal reinvestimento utili nel progetto imprenditoriale, cioè di ricapitalizzare il patrimonio. Questa ha ridotto in parte la dipendenza finanziaria delle imprese dalle banche. Un altro aspetto è che hanno guadagnato in efficienza, grazie al processo tecnologico. Altri aspetti sono le esternalizzazioni dei processi produttivi.

Tuttavia il dato del saldo finanziario non dice che il saldo si potrebbe essere ridotto anche perché le imprese avrebbero potuto investire di meno.

Per le PA, il saldo dice che sono costantemente in deficit, ma il valore assoluto del saldo è calato. Come? Trasferendo alle famiglie una parte dei costi che venivano gestiti in modo aggregato attraverso i trasferimenti dal bilancio dello stato.

Nel resto del mondo, il saldo “balla” tra positivo e negativo su valori molto limitati.

Il saldo finanziario non dice nulla in merito a come sono state prese le decisioni in merito di investimento, ecc..

Per guardare la composizione degli investimenti o delle decisioni di finanziamento, noi dobbiamo fare una fotografia ad una certa data. La tabella fotografa come erano composte le attività finanziare delle famiglie italiane e delle passività finanziarie delle imprese. Perché attività e passività di famiglie e imprese? Perché le famiglie, abbiamo detti, sono dei datori di fondo e le imprese sono datori di fondo.

+ TABELLA ATTIVITÀ (A PAG.20)

Nella tabella: è cambiato nelle decisioni di investimento delle famiglie l’orientamento verso strumenti bancari di deposito. Fino agli anni ‘80 c'era una forte predisposizione a lasciare una quota rilevante dei risparmi in c/c e depositi.

Poi abbiamo titoli a breve termine che iniziano a comparire negli anni 80 perché il tesoro italiano inizia ad avere fame di denaro e incomincia la grande fase di emissione di titoli di Stato rivolti ai risparmiatori e, in primis, i BOT (fase dei BOT People).

Ai titoli a breve termine si aggiunge poi l’emissione di titoli pubblici a medio-lungo termine (Btp e Cct).

Quindi, il gradimento per i titoli di stato sposta l’ago della bilancia delle famiglie dai depositi in investimenti in obbligazioni.

La preferenza di questi investimenti dura fino agli anni ’90. Cala perché dalla fine degli anni ’90 succede che si riduce l’inflazione e, così, il tasso di interesse. E cercano così, investimenti alternativi perché i tassi diminuiscono e si spostano verso nuove categorie di investimenti: le quote di fondi comuni di investimento e l’investimento azionario diretto.

SINTESI TABELLA: i principali cambiamenti in questi 40 anni: anni ‘70 e ‘80 preferenza di strumenti liquidità di natura bancaria che arrivano a rappresentare oltre l'80% degli investimenti delle famiglie. Questa preferenza per la liquidità viene mantenuta anche nel decennio successivo, ma cambia il tipo di strumento perché a partire dalla seconda metà degli anni ‘80 il tesoro disintermedia le banche perché il tesoro a sua volta ha bisogno di liquidità emette nuovi titoli di stato rivolti ai risparmiatori, ai cittadini (BOT, ….). L’emissione di queste obbligazioni sposta le preferenze dei risparmiatori. La preferenza per i titoli di Stato rimane fino agli anni 90, ma con il calo dei tassi di interesse la preferenza degli italiani si sposta di strumenti alternativi: verso quote di fondi comuni di investimento e detenzione diretta di azioni. L’ultima tendenza ancora in atto è una crescente adesione a forme assicurative e, soprattutto, previdenziali.

+ TABELLA PASSIVITÀ (A PAG.21,22)

La maggior parte delle risorse raccolte dalle imprese italiane viene dal mercato domestico. E non ci sorprende perché l’Italia non ha una grande attrattività degli investimenti.

La dinamica da rilevare è riguardo ai debiti a breve termine. I debiti pesavano nella metà degli anni ‘60 tra il 33% e il 25%. La dimensione dei debiti a breve termine si dimezza guardando la fine di questo periodo.

Le imprese italiane negli anni ’70,’80,’90 avevano una struttura finanziaria sbilanciata sui debiti a breve termine. Questo dava fragilità finanziaria alle imprese perché, se io ho esigenze di investimento e ho un ritorno nel medio periodo, ho bisogno di finanziarmi con uno strumento che dia degli impegni di rimborso con la stessa periodicità. E, quindi, tendevano a finanziare una parte delle esigenze di investimento

+GUARDO FIGURA 2

Si può dire che la famiglia abbia fatto affluire tutto il 110 nel sistema finanziario? No, solo 10! Perché 100 c’erano già.

Capiamo allora che non ci interessa il valore della AR, AF e PF, ma la variazione delle attività! E lo vediamo confrontando i 2 SP da un anno all’altro.

∆AF = AF2016-AF

∆PF=PF2016-PF

∆AR (I)= AR2016-AR

SF=S-I

Il saldo finanziario, allora, stiamo dicendo che sono le risorse che avanzano dopo le decisioni di investimento reale. Ma questa è una dimensione economica. Ma a noi interessa anche la dimensione finanziaria.

Quindi il saldo finanziario è anche uguale a:

SF = ∆AF-∆PF = S-I

Quindi, il saldo finanziario è anche il flusso netto delle risorse finanziarie che vengono destinate a investimenti finanziari e/o a decisioni di finanziamento.

∆AF = (investimenti (es: depositi in c/c, acquisto di titoli, ecc..), - disinvestimenti (es: vendita di titoli), rimborso di titoli)

∆PF = (finanziamenti concessi – rimborso prestiti)

Alternativamente:

SF = impieghi – fonti

Impieghi = ( investimenti (es: depositi, titoli, quote fondi comuni) + rimborso prestiti)

Fonti = ( disinvestimenti e rimborsi di attività finanziarie + finanziamenti concessi)

(SALDO FINANZIARIO A PAG 13-17)

PERCHÉ ESISTONO GLI INTERMEDIARI FINANZIARI?

In un sistema in cui domanda e offerta tra datori e prenditori riescono a incontrarsi autonomamente, perché devono esistere degli intermediari che comportano dei costi per il sistema stesso? Questo avviene perché il mercato è perfetto solo nella teoria. Un intermediario può ricoprire ruoli molto diversi, dai più semplici a quelli più complessi: agevolare gli scambi diretti, rendere compatibili le differenti propensioni al rischio e la liquidità. La diversità di ruoli svolti da un intermediario risulta collegata alle varietà delle loro tipologie nel sistema finanziario. Il problema principale è la dissociazione tra risparmio e investimento: l’inevitabile presenza di limiti e vincoli al trasferimento diretto genera spazi economici per l’intervento degli intermediari,

la cui capacità di ridurre tali imperfezioni dovrebbe consentire di accrescere in maniera rilevante qualità e dimensione degli scambi.

Iniziamo con un primo aspetto. Commentiamo i limiti e le imperfezioni connaturati nei circuiti diretti:

(COSTI DI TRANSAZIONE A PAG. 38-40)

Costi di transazione : perché operare sui mercati mobiliari presuppone il sostenimento di costi sia da parte dei datori sia da parte di prenditori di fondo. Inoltre, il ricorso al mercato comporta un notevole dispendio di tempo per informarsi.

  • I costi di frazionamento : VEDI CONCLUSIONE.
  • tabelle

Vediamo da un lato i datori di fondi, le famiglie, e dall’altro i prenditori di fondi, le imprese.

C’è una condizione di tipo strutturale da parte dei datori e prenditori di fondi: una divergenza di preferenze sotto il profilo della liquidità e del rischio perché le famiglie hanno una notevole preferenza della liquidità perché devono affrontare un futuro che è incerto. Di fronte a questa incertezza, non possono permettersi di investire tutti i risparmi in azioni ma devono preservare la possibilità di disinvestire rapidamente quando ne hanno bisogno.

Per questo, le famiglie esprimono nelle loro decisioni di investimento una preferenza per il breve termine.

Per una quota marginale, allora c’è una domanda di strumenti di investimento.

La prospettiva delle imprese è diversa perché queste hanno un’esigenza marginale di liquidità a breve termine per la gestione degli scompensi di cassa legati ai flussi di capitale circolante netto perché c’è normalmente uno sfasamento tra l’incasso delle fatture di vendite e il pagamento delle fatture di acquisto che genera un’esigenza di liquidità di breve termine. Di BREVE termine perché l’esigenza si conclude nel momento in cui ricevo il pagamento delle mie fatture di vendita.

Per la quota più rilevante, l’impresa ha bisogno di mezzi stabili perché l’impresa deve sostenere la sua crescita. Ma gli investimenti legati alla crescita hanno ritorni non immediati, ma nel medio- lungo termine. E quindi, per non mettere l’azienda in una situazione di vulnerabilità finanziaria, devo tenere un equilibrio tra la scadenza degli impieghi e la scadenza delle fonti di finanziamento. Per questa ragione, l’esigenza strutturale delle imprese è di avere una prevalenza di domanda di strumenti a medio-lungo termine. Domanda che comprende sia strumenti di debito, sia strumenti di capitale.

Di fronte a queste situazioni, ammesso che datori e prenditori siano in contatto, si genera uno scambio diretto solo per una quota delle risorse disponibili e si soddisfa solo una parte delle loro reciproche esigenze perché riescono ad accordarsi sullo scambio di risorse finanziarie per quella quota che le famiglie vogliono investire a breve termine e che l’impresa ha bisogno a breve termine e per la quota che la famiglia vuole investire a medio-lungo che rappresenta solo una frazione di ciò che avrebbe bisogno l’impresa. Tutto questo per divergenza delle preferenze.

Questo problema potrebbe essere risolto con strumenti con caratteristiche diverse. Ma queste caratteristiche hanno sempre dietro un problema di scadenza!