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Appunti sbobinati da TUTTE le lezioni del corso di Economia degli Intermediari Finanziari della professoressa Zocchi.
Tipologia: Sbobinature
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Il sistema finanziario è un insieme organizzato di: operatori finanziari, strumenti finanziari, intermediari finanziari e mercati finanziari.
In primo luogo bisogna sottostare all’ordinamento europeo che stabilisce le regole basi. Successivamente, ogni singolo stato avrà diritto a gestire alcune materie.
Infatti, le principali regolamentazioni sono:
Funzioni svolte dal sistema finanziario:
1.a. Il circolante : ossia banconote e monete metalliche. Il pagamento attraverso circolante avviene con un’unica transazione (un solo passaggio) e presenta una circolazione forzosa: non può essere rifiutato il pagamento tramite circolante.
È sufficiente la consegna del contante per liberare il debitore dall’operazione di pagamento (veicola solo il 10% del valore complessivo delle transazioni).
È un metodo rischioso in quanto può essere soggetto a furto ed implica sistemi di sicurezza ha un costo del sistema.
Per legge è stata stabilita una soglia (3000€) sopra la quale non si può pagare tramite circolante;
1.b. Moneta bancaria : ossia i conti correnti. Il conto corrente ha come funzione principale il pagamento delle transazioni (non è uno strumento di investimento ma uno strumento di pagamento).
È uno strumento a vista, cioè, il correntista può utilizzare i suoi depositi in qualsiasi momento, senza preavviso. Si attinge alle risorse attraverso gli strumenti di pagamento che sono i veicoli per attivare la moneta (assegni, bonifici, bancomat, carte).
Le transazioni regolate con moneta bancaria estinguono le obbligazioni del debitore in due passaggi. Il primo passaggio dipende dal debitore il quale fa una richiesta di pagamento tramite conto corrente (il creditore non riceve ancora nulla). Il secondo passaggio consiste invece in quello che viene definito: regolamento della transizione. È un’operazione che non compete ai soggetti ma alle loro banche le quali faranno in modo che il denaro giunga al creditore (è una fase che avviene dietro le quinte).
Es : pagamento tramite bonifico. Primo passaggio: ordine di bonifico (compilo i dati richiesti). Secondo passaggio: le banche si mettono d’accordo arriva il pagamento al creditore.
La moneta bancaria ha corso fiduciario: gli operatori suppongono che le banche onorino sempre l’impegno della richiesta di pagamento a vista ossia del pagamento tramite conto corrente. Fiducia generalizzata degli operatori nel fatto che le banche riescano sempre ad avere una certa liquidità (altrimenti cade il sistema). Spesso è obbligatorio utilizzare questo metodo di pagamento per pagamento di cifre superiori a 3000 euro per poter eventualmente tracciare chi paga (oltre all’80% delle transazioni);
1.c. Moneta elettronica : disponibilità monetaria registrata su un supporto elettronico di tipo hardware o di tipo software.
Gli operatori in surplus, presso una banca, possono aprire (strumenti di deposito o strumenti di raccolta):
Le banche dunque fanno raccolta (raccolta: acquisizione di risorse finanziarie attraverso strumenti di deposito) e stipulano con gli operatori in surplus dei contratti nei quali, la banca, si pone come debitrice verso la controparte. Come debitrice dovrà dunque restituire il capitale (nel conto corrente le controparti del contratto sono la famiglia e la banca).
Il rimborso avverrà secondo le caratteristiche tecniche dello strumento, nel caso del conto corrente: a vista, senza preavviso. Oltre al rimborso verrà data anche una remunerazione del capitale interessi.
Tutti gli strumenti di raccolta e di intermediazione creditizia si troveranno nel passivo dello stato patrimoniale dell’intermediario creditizio (banca).
Le banche, con il denaro raccolto, realizzano gli impieghi : sono finanziamenti che vengono concessi agli operatori in deficit (famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni). impieghi: attività caratteristica degli intermediari creditizi.
I finanziamenti vengono concessi attraverso diverse tecniche, diverse forme di contratti (strumenti di finanziamento):
I contratti di impiego li possiamo trovare nell’attivo dello stato patrimoniale tra i crediti verso la clientela.
Mentre nello stato patrimoniale delle banche ci si concentra più sui rapporti credito/debito, in conto economico abbiamo le risultanze connesse agli interessi pagati (contratti di raccolta) e incassati (contratti di finanziamento/impieghi).
La differenza tra interessi attivi e passivi rappresenta il margine di interesse che è il principale margine di redditività degli intermediari creditizi.
Più in generale, il circuito che abbiamo visto prima viene detto circuito indiretto e viene schematizzato in questo modo:
CIRCUITO INDIRETTO
Gli operatori in surplus non hanno alcun tipo di rapporto contrattuale con gli operatori in deficit, è la banca che si interpone tra di loro con la sua attività di intermediazione spezzando il circuito di trasferimento delle risorse finanziarie.
Generalizzando: Gli intermediari creditizi sono quegli operatori finanziari che spezzano il circuito di trasferimento delle risorse finanziarie separando gli operatori in surplus e in deficit e ponendosi come controparte diretta degli uni e degli altri con contratti di raccolta e di impiego. Oppure Gli intermediari creditizi interpongono il loro stato patrimoniale tra gli operatori in surplus e gli operatori in deficit ovvero spezzando il trasferimento delle risorse in contratti distinti con gli uni e con gli altri.
Circuito indiretto di intermediazione creditizia : è il circuito in cui le risorse finanziarie vengono trasferite nel tempo e nello spazio e affluiscono dai datori di fondi (operatori in surplus) ai prenditori di fondi (operatori in deficit) in maniera indiretta tramite l’intervento degli intermediari finanziari che permette che datori e prenditori non siano legati tra loro. Il circuito indiretto però non è l’unica modalità per cui avviene il trasferimento di fondi nel tempo e nello spazio. L’altra modalità è chiamata:
CIRCUITO DIRETTO
Il circuito diretto è il circuito che attiene ai mercati mobiliari o mercati di borsa.
IN TE R M ED IA
Operatori in deficit
Operatori in Surplus
Me rca ti Mo bili ari
Operatori in Surplus
Operatori in deficit
Gli intermediari mobiliari : Per ovviare ai problemi di complessità, connessi all’operare su circuiti diretti, gli intermediari mobiliari prestano assistenza ai datori di fondi e ai prenditori attraverso particolari contratti finanziari che si chiamano servizi di investimento.
I principali servizi di investimento sono:
Circuito Diretto Mercati Mobiliari Borsa italiana SpA, London Stock exchange,
Operatori in Surplus
Operatori in deficit
Intermediari Mobiliari: Banche, SIM, SGR
Erogano servizi di investimento
SIM: società di intermediazione mobiliare SGR: società di gestione del risparmio
I servizi di investimento, quindi hanno sempre una parte economica , nella parte delle commissioni.
a. Un privato che ha una grande disponibilità finanziaria, che vuole investire, la affida ad un intermediario finanziario di fiducia accedendo al servizio, il quale prevede la delega alla banca a fare in nome e per conto suo gli investimenti. (È un servizio di investimento personalizzato).
Significa dare carta bianca all’intermediario? No. Entro quale perimetro deve stare dentro la banca?
Il perimetro della delega dipende dalle caratteristiche dell’investitore e dalle condizioni che lui ha fornito alla banca circa le sue preferenze e caratteristiche. Un elemento fondamentale è la propensione al rischio. Un altro sono le esigenze di breve-medio termine a livello familiare.
Questo servizio viene offerto solo a coloro che hanno un livello minimo di risorse finanziarie da investire stabilito dall’intermediario (almeno sopra i 500mila euro): un livello tale che permetta all’investitore di pagare tale servizio ed inoltre una somma che permetta di diversificare gli investimenti. Ciò non avverrebbe se ci fossero poche risorse. Questa clientela è detta affluent o private.
La gestione patrimoniale individuale ha effetti patrimoniali sulla banca? No, perché l’investimento è fatto in nome e per conto del cliente e gli effetti economici giuridici riguardano il cliente.
Se la banca fallisce, le risorse che sono state date in gestione, non cadono nel vortice della banca e rimangono al cliente.
b. Non è un servizio di investimento personalizzato, cioè non è fatto sulla misura di un singolo investitore!
Si esplica nella istituzione e gestione dei fondi comuni di investimento, che sono dei patrimoni, formati attraverso le somme (anche esigue) investite da una pluralità di soggetti.
La possibilità di entrarci è aperta a tutti.
Lo scopo è di consentire un investimento diversificato anche a soggetti che hanno modeste risorse finanziarie. Es: 27.45-28.
L’intermediario che gestisce il fondo prende le decisioni di acquisto (che cosa, in che momento, su che mercato) valutandole sul patrimonio del fondo nel suo
parte degli intermediari. L’intervento degli intermediari può essere strumentale o sostanziale alla realizzazione degli scambi nei circuiti diretti. Nel primo caso, l’intervento dell’intermediario è puramente per ragioni tecniche, senza che prende decisioni per conto del cliente (sevizio di ricezione e trasmissione degli ordini); nel secondo caso, la presenza dell’intermediario è determinante, nel senso che altrimenti i datori e i prenditori di fondo non avrebbero altrimenti concluso lo scambio (altri servizi di investimento come la consulenza, negoziabili per conto proprio o per conto terzi, gestione e collocamento).
È importante precisare che il grado di assistenza degli intermediari cambia da un servizio all’altro e dipende dalla ampiezza della delega ricevuta dal cliente. La delega è più contenuta nella consulenza, perché l’intermediario deve limitarsi a fornire delle indicazioni, senza che intervenga direttamente. È più ampio il livello di delega nella gestione.
Nei servizi di investimento agisce sempre in nome e per conto del cliente: gli effetti giuridici ed economici dei contratti gravano sul cliente.
Domanda tipo all’esame : si illustrino i circuiti di intermediazione finanziaria evidenziandoli con alcuni esempi appropriati di strumenti che passano per l’uno e l’altro circuito.
Risposta: strumenti che passano per il circuito indiretto: finanziamenti, mutui, c/c, depositi; per il circuito diretto: azioni e obbligazioni e tutti i servizi di investimento.
In Italia è prevalente il circuito indiretto. Nei paesi anglosassoni, quello diretto.
C’è però una tendenza che stanno seguendo tutti i paesi: il sentiero dei circuiti diretti assistiti, cioè di un crescente sviluppo dei mercati ma che vede un ruolo di assistenza negli intermediari. Essi sono fondamentali nella crescita dei mercati perché sono globali, perché gli strumenti finanziari sono tanti e complessi, perché il sistema finanziario è dinamico (e bisogna essere informati!).
Il sistema finanziario è un veicolo attraverso il quale le banche perseguono i propri obiettivi di politica monetaria. La politica monetaria rientra nel più ampio perimetro della politica economica.
La politica economica è quell’insieme di decisioni strategiche che danno un indirizzo di tipo macroeconomico alle economie. Le decisioni strategiche sono la stabilità dei prezzi, il governo dei tassi di cambio, ecc...
Per queste decisioni strategiche la banca centrale ha diverse leve. La principale di queste leve è la leva dei tassi di interesse, che è di pertinenza del sistema finanziario. Questa leva funziona attraverso un meccanismo a cascata.
E VICEVERSA, aumentando il tasso di interesse globale (la manovra di questo tipo è quando si può avere un aumento fuori controllo dei prezzi)
+Grafico CASCATA
Dunque, uno degli strumenti utilizzati dalle banche centrali è la leva dei tassi che incide sul mercato finanziario.
Perché questa leva funzioni, questa ha bisogno che si alimenti la fiducia nei confronti delle banche. Se l’intermediazione creditizia non funziona bene, non funziona bene neanche la leva dei tassi!
Qualsiasi soggetto è soggetto a rischi che dovrà valutare con strumenti adeguati.
Rischi in 2 categorie: puri e speculativi.
Le polizze assicurative sono i contratti che consentono di gestire i rischi puri: trasferendo eventi incerti nella frequenza e intensità in conti predefiniti e certi, i premi. Il contratto assicurativo dunque trasferisce il rischio alla compagnia assicurativa;
Rischi speculativi: sono eventi incerti nella direzione dei loro risultati.
Sono tipici dell’intermediazione finanziaria. Es : rischio di prezzo dei titoli, dei valori immobiliari perché se pensiamo di averli comprati, noi siamo esposti al rischio dell’incertezza sulla dinamica delle azioni.
Nel mercato finanziario, dove ogni dinamica è incerta, su cosa si fondono le decisioni? Sulle aspettative.
Il livello di formalizzazione delle aspettative è diverso in relazione alla professionalità del soggetto che assume le decisioni. Più il sistema è complesso, più sarà difficile prendere le decisioni. E proprio per questo, c’è sempre più bisogno di intermediari finanziari.
Differenza con i contratti a termine? I futures sono quotati sul mercato e non ci sono su tutti i titoli o tutte le scadenze.
Non permettono, quindi, un livello di personalizzazione, ma sono più efficienti e più economici (perché operano in un mercato regolamentato), e sono più sicuri perché prevedono una Camera di Compensazione, cioè c’è un operatore che gestisce il mercato e che impone alle controparti delle futures di pagare giornalmente gli eventuali loro scompensi, le loro perdite. Si riduce, quindi, il rischio che un soggetto sia inadempiente;
La controparte di questi contratti è un intermediario finanziario (banca o SIM).
Anche qui c’è una possibilità di realizzare la compravendita a termini. Ma qui è una possibilità, non un impegno contrattuale!
Ma se è una possibilità, l’acquirente, allora, al momento dell’opzione, della scadenza può abbandonare l’opzione stessa! In relazione al prezzo dell’attività sottostante, eserciterà o meno l’azione. Ed esercita ad un prezzo bloccato oggi.
Per avere la facoltà di non esercitare l’opzione, pagherà un premio, una commissione;
Es : usiamo il derivato come copertura, non come speculazione. Immaginiamo di avere un mutuo a tasso variabile. Avremo il rischio del tasso di interesse qui. Stipuliamo con la banca lo swap, che prevede il calcolo degli interessi residui sul debito residuo del mutuo. Il capitale nozionale qui è il debito residuo. Da qui alla scadenza vorrei avere un esborso a tasso fisso.
Come faccio? Mi accordo con una banca e do a questa interesse a tasso fisso e lei paga a me interesse a tasso variabile.
Dunque, abbinando lo swap al mutuo, io pago interesse a tasso variabile sul debito residuo del mutuo alla banca che mi ha concesso il mutuo e pago interessi a tasso fisso sul capitale nozionale (= debito residuo del mutuo) alla controparte dello swap (FLUSSI DERIVANTI DAL MUTUO). Io ricevo interessi a tasso variabile calcolati sul capitale nozionale dello swap dalla controparte dello swap (FLUSSI CONNESSI ALLO SWAP).
Cosa accade? Accade che quello che ricevo dalla controparte dello swap a tasso variabile mi copre l’esborso a tasso variabile che faccio con la mia banca. Si annullano quindi le variabilità in entrata ed in uscita e quindi rimango a pagare da qui alla scadenza del mutuo un mutuo a tasso fisso!
Questo è un esempio di copertura, e affinché essa funzioni c’è bisogno che la periodicità dei flussi dello swap coincida con la periodicità delle rate del mutuo e che il tipo di indicizzazione dello swap coincida con l’indicizzazione del mutuo.
Casi in cui servono i derivati e i contro termine.
La finalità dell’utilizzo di contratti a termine e derivati può essere di:
La speculazione può avere sia un esito positivo che negativo.
La controparte di uno speculatore può essere un intermediario o un altro soggetto.
Perché ci si dovrebbe porre come controparte? Perché magari ha altre aspettative diverse dalle mie;
Ci potrebbero essere disallineamenti perché c’è il rischio del tasso di cambio.
Il saldo finanziario fornisce una misura del tipo e dell’intensità dell’intervento nel sistema finanziario dei diversi settori istituzionali. Il saldo può avere segno positivo (che si riferisce agli operatori in surplus) o negativo (che si riferisce agli operatori in deficit).
La somma dei saldi finanziari di tutti i settori istituzionali è uguale a 0.
Le famiglie sono stabilmente degli operatori netti in surplus, le imprese operatori netti in deficit. Nel resto del mondo c’è aleatorietà, in cui in alcuni anni c’è stato un deflusso di risorse e in altri un afflusso di risorse finanziarie.
{ [Lezione 5]
Durante questi 30 anni è cambiato lo stile di consumi: un livello di benessere più elevato ha portato ad un livello di bisogni minimi essenziali, che è aumentato nel tempo. Una serie di bisogni che prima erano da parte di una categoria estremamente ristretta di famiglie molto benestanti, ora sono più alla portata di tutti, cioè una maggior spesa di consumi rispetto a prima.
Es: 24.08-26.02 (smartphone, palestra, ecc..)
I rendimenti finanziari per gli investimenti delle famiglie, fino agli anni ‘90, avevano rendimenti reali molto alti. Negli anni ‘90, però, con l’entrata nell’Unione europea, c’è stato un calo dei tassi di interesse che ha avuto come conseguenza una diminuzione del rendimento dell’attività tipica (depositi). Il calo dei tassi di interesse ha influenzato anche le decisioni delle famiglie: queste hanno deciso di investire di più realmente.
Negli ultimi 20 anni ha avuto una crescita del PIL molto stagnante e questo ha portato ad una dinamica salariale in alcune categorie di lavori non molto “brillante “.
Nelle imprese si nota che il valore assoluto del saldo si è abbastanza ridotto. La diminuzione del saldo negativo è derivato dal reinvestimento utili nel progetto imprenditoriale, cioè di ricapitalizzare il patrimonio. Questa ha ridotto in parte la dipendenza finanziaria delle imprese dalle banche. Un altro aspetto è che hanno guadagnato in efficienza, grazie al processo tecnologico. Altri aspetti sono le esternalizzazioni dei processi produttivi.
Tuttavia il dato del saldo finanziario non dice che il saldo si potrebbe essere ridotto anche perché le imprese avrebbero potuto investire di meno.
Per le PA, il saldo dice che sono costantemente in deficit, ma il valore assoluto del saldo è calato. Come? Trasferendo alle famiglie una parte dei costi che venivano gestiti in modo aggregato attraverso i trasferimenti dal bilancio dello stato.
Nel resto del mondo, il saldo “balla” tra positivo e negativo su valori molto limitati.
Il saldo finanziario non dice nulla in merito a come sono state prese le decisioni in merito di investimento, ecc..
Per guardare la composizione degli investimenti o delle decisioni di finanziamento, noi dobbiamo fare una fotografia ad una certa data. La tabella fotografa come erano composte le attività finanziare delle famiglie italiane e delle passività finanziarie delle imprese. Perché attività e passività di famiglie e imprese? Perché le famiglie, abbiamo detti, sono dei datori di fondo e le imprese sono datori di fondo.
Nella tabella: è cambiato nelle decisioni di investimento delle famiglie l’orientamento verso strumenti bancari di deposito. Fino agli anni ‘80 c'era una forte predisposizione a lasciare una quota rilevante dei risparmi in c/c e depositi.
Poi abbiamo titoli a breve termine che iniziano a comparire negli anni 80 perché il tesoro italiano inizia ad avere fame di denaro e incomincia la grande fase di emissione di titoli di Stato rivolti ai risparmiatori e, in primis, i BOT (fase dei BOT People).
Ai titoli a breve termine si aggiunge poi l’emissione di titoli pubblici a medio-lungo termine (Btp e Cct).
Quindi, il gradimento per i titoli di stato sposta l’ago della bilancia delle famiglie dai depositi in investimenti in obbligazioni.
La preferenza di questi investimenti dura fino agli anni ’90. Cala perché dalla fine degli anni ’90 succede che si riduce l’inflazione e, così, il tasso di interesse. E cercano così, investimenti alternativi perché i tassi diminuiscono e si spostano verso nuove categorie di investimenti: le quote di fondi comuni di investimento e l’investimento azionario diretto.
SINTESI TABELLA: i principali cambiamenti in questi 40 anni: anni ‘70 e ‘80 preferenza di strumenti liquidità di natura bancaria che arrivano a rappresentare oltre l'80% degli investimenti delle famiglie. Questa preferenza per la liquidità viene mantenuta anche nel decennio successivo, ma cambia il tipo di strumento perché a partire dalla seconda metà degli anni ‘80 il tesoro disintermedia le banche perché il tesoro a sua volta ha bisogno di liquidità emette nuovi titoli di stato rivolti ai risparmiatori, ai cittadini (BOT, ….). L’emissione di queste obbligazioni sposta le preferenze dei risparmiatori. La preferenza per i titoli di Stato rimane fino agli anni 90, ma con il calo dei tassi di interesse la preferenza degli italiani si sposta di strumenti alternativi: verso quote di fondi comuni di investimento e detenzione diretta di azioni. L’ultima tendenza ancora in atto è una crescente adesione a forme assicurative e, soprattutto, previdenziali.
La maggior parte delle risorse raccolte dalle imprese italiane viene dal mercato domestico. E non ci sorprende perché l’Italia non ha una grande attrattività degli investimenti.
La dinamica da rilevare è riguardo ai debiti a breve termine. I debiti pesavano nella metà degli anni ‘60 tra il 33% e il 25%. La dimensione dei debiti a breve termine si dimezza guardando la fine di questo periodo.
Le imprese italiane negli anni ’70,’80,’90 avevano una struttura finanziaria sbilanciata sui debiti a breve termine. Questo dava fragilità finanziaria alle imprese perché, se io ho esigenze di investimento e ho un ritorno nel medio periodo, ho bisogno di finanziarmi con uno strumento che dia degli impegni di rimborso con la stessa periodicità. E, quindi, tendevano a finanziare una parte delle esigenze di investimento
Si può dire che la famiglia abbia fatto affluire tutto il 110 nel sistema finanziario? No, solo 10! Perché 100 c’erano già.
Capiamo allora che non ci interessa il valore della AR, AF e PF, ma la variazione delle attività! E lo vediamo confrontando i 2 SP da un anno all’altro.
∆AF = AF2016-AF
∆PF=PF2016-PF
∆AR (I)= AR2016-AR
Il saldo finanziario, allora, stiamo dicendo che sono le risorse che avanzano dopo le decisioni di investimento reale. Ma questa è una dimensione economica. Ma a noi interessa anche la dimensione finanziaria.
Quindi il saldo finanziario è anche uguale a:
SF = ∆AF-∆PF = S-I
Quindi, il saldo finanziario è anche il flusso netto delle risorse finanziarie che vengono destinate a investimenti finanziari e/o a decisioni di finanziamento.
∆AF = (investimenti (es: depositi in c/c, acquisto di titoli, ecc..), - disinvestimenti (es: vendita di titoli), rimborso di titoli)
∆PF = (finanziamenti concessi – rimborso prestiti)
Alternativamente:
SF = impieghi – fonti
Impieghi = ( investimenti (es: depositi, titoli, quote fondi comuni) + rimborso prestiti)
Fonti = ( disinvestimenti e rimborsi di attività finanziarie + finanziamenti concessi)
In un sistema in cui domanda e offerta tra datori e prenditori riescono a incontrarsi autonomamente, perché devono esistere degli intermediari che comportano dei costi per il sistema stesso? Questo avviene perché il mercato è perfetto solo nella teoria. Un intermediario può ricoprire ruoli molto diversi, dai più semplici a quelli più complessi: agevolare gli scambi diretti, rendere compatibili le differenti propensioni al rischio e la liquidità. La diversità di ruoli svolti da un intermediario risulta collegata alle varietà delle loro tipologie nel sistema finanziario. Il problema principale è la dissociazione tra risparmio e investimento: l’inevitabile presenza di limiti e vincoli al trasferimento diretto genera spazi economici per l’intervento degli intermediari,
la cui capacità di ridurre tali imperfezioni dovrebbe consentire di accrescere in maniera rilevante qualità e dimensione degli scambi.
Iniziamo con un primo aspetto. Commentiamo i limiti e le imperfezioni connaturati nei circuiti diretti:
(COSTI DI TRANSAZIONE A PAG. 38-40)
Costi di transazione : perché operare sui mercati mobiliari presuppone il sostenimento di costi sia da parte dei datori sia da parte di prenditori di fondo. Inoltre, il ricorso al mercato comporta un notevole dispendio di tempo per informarsi.
Vediamo da un lato i datori di fondi, le famiglie, e dall’altro i prenditori di fondi, le imprese.
C’è una condizione di tipo strutturale da parte dei datori e prenditori di fondi: una divergenza di preferenze sotto il profilo della liquidità e del rischio perché le famiglie hanno una notevole preferenza della liquidità perché devono affrontare un futuro che è incerto. Di fronte a questa incertezza, non possono permettersi di investire tutti i risparmi in azioni ma devono preservare la possibilità di disinvestire rapidamente quando ne hanno bisogno.
Per questo, le famiglie esprimono nelle loro decisioni di investimento una preferenza per il breve termine.
Per una quota marginale, allora c’è una domanda di strumenti di investimento.
La prospettiva delle imprese è diversa perché queste hanno un’esigenza marginale di liquidità a breve termine per la gestione degli scompensi di cassa legati ai flussi di capitale circolante netto perché c’è normalmente uno sfasamento tra l’incasso delle fatture di vendite e il pagamento delle fatture di acquisto che genera un’esigenza di liquidità di breve termine. Di BREVE termine perché l’esigenza si conclude nel momento in cui ricevo il pagamento delle mie fatture di vendita.
Per la quota più rilevante, l’impresa ha bisogno di mezzi stabili perché l’impresa deve sostenere la sua crescita. Ma gli investimenti legati alla crescita hanno ritorni non immediati, ma nel medio- lungo termine. E quindi, per non mettere l’azienda in una situazione di vulnerabilità finanziaria, devo tenere un equilibrio tra la scadenza degli impieghi e la scadenza delle fonti di finanziamento. Per questa ragione, l’esigenza strutturale delle imprese è di avere una prevalenza di domanda di strumenti a medio-lungo termine. Domanda che comprende sia strumenti di debito, sia strumenti di capitale.
Di fronte a queste situazioni, ammesso che datori e prenditori siano in contatto, si genera uno scambio diretto solo per una quota delle risorse disponibili e si soddisfa solo una parte delle loro reciproche esigenze perché riescono ad accordarsi sullo scambio di risorse finanziarie per quella quota che le famiglie vogliono investire a breve termine e che l’impresa ha bisogno a breve termine e per la quota che la famiglia vuole investire a medio-lungo che rappresenta solo una frazione di ciò che avrebbe bisogno l’impresa. Tutto questo per divergenza delle preferenze.
Questo problema potrebbe essere risolto con strumenti con caratteristiche diverse. Ma queste caratteristiche hanno sempre dietro un problema di scadenza!