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Lezioni di diritto ecclesiastico integrative al libro di Finocchiaro
Tipologia: Appunti
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Il diritto Ecclesiastico è un diritto trasversale. Cioè è un diritto che in qualche modo “prende da tutto”, prende dal diritto commerciale, dal diritto amministrativo, dal diritto costituzionale, dal penale, dalle procedure. Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. Noi parliamo di “diritto Ecclesiastico”. Con il termine diritto siamo abituati a trattare, dobbiamo concentrarci su cosa si intende per “ ecclesiastico ”. A prima vista questo termine potrebbe sembrare che faccia riferimento a un diritto di un “ecclesia”, di una confessione religiosa in particolare e quindi un diritto che appartiene ad una determinata confessione religiosa. In realtà non è così, perché quando parliamo di “diritto Ecclesiastico” parliamo di diritto dello Stato italiano, è diritto di matrice statale. E’ una branchia del diritto italiano ed in particolar modo del diritto pubblico. In effetti il termine “ecclesiastico” è un termine di per sé ambiguo perché può acquisire anche un altro significato. Infatti all’interno del diritto canonico (in cui abbiamo moltissimi riferimenti), esiste anche lo ius publicum ecclesiasticum. Per cui ius publicum ecclesiasticum è diritto canonico, ha più o meno lo stesso nome, però non è diritto dello Stato ma è diritto canonico. Quindi in realtà abbiamo questa terminologia che in realtà è abbastanza simile e che potrebbe anche ingenerare delle confusioni. In realtà potremmo superare questo scoglio aggiungendo (come gli spagnoli) un aggettivo: “diritto ecclesiastico civile”. Se scrivessimo “diritto ecclesiastico civile” sarebbe più semplice distinguerlo dal “diritto ecclesiastico pubblico” di matrice canonistica. Il diritto ecclesiastico pubblico è l’altra faccia del diritto ecclesiastico civile. In altri termini il ius publicum ecclesiasticum è come la chiesa cattolica si approccia e si relaziona con altri stati, con le autorità civili. Quindi sono gli strumenti chela chiesa adotta per relazionarsi, per venire incontro, per interfacciarsi con gli stati, un diritto di politica estera che usa la chiesa. Il diritto ecclesiastico civile invece si occupa della trattazione di tutte le norme di matrice statale (quindi non solo le norme di legge nazionale, ma anche regionale, le semplici circolari. Non a casa non si parla solo di leggi ma di norme) che hanno ad oggetto, che riguardano in qualche modo il fenomeno religioso. Quindi l’oggetto di tutta questa materia sono le norme inerenti il fenomeno religioso. Questo è l’oggetto del diritto ecclesiastico. Questa distinzione terminologica è una domanda di esame.
PRINCIPI COSTITUZIONALI I principi costituzionali che regolano il fenomeno religioso sono quattro articoli fondamentali:
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Art. 20
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Questi quattro articoli sono i pilastri della costituzione italiana in materia di religione.
PARTE STORICA Questa materia va studiata con un taglio storico perché è una materia che si è sviluppata da quando esiste la chiesa. Posto che il diritto ecclesiastico si occupa dei rapporti fra l’autorità civile e l’autorità religiosa, vediamo come questi si sono sviluppati nell’arco degli anni. Dobbiamo procedere a ritroso e andare all’epoca dell’ Impero romano. L’impero romano, nonostante fosse un impero con una mentalità imperialista, di conquista, un popolo di pesanti dominatori, era quanto di più tollerante ci fosse in materia di religione. I romani non avevano interesse a trasportare la religione, come invece hanno fatto nel corso del tempo altri imperi (ad es. l’impero spagnolo quando conquistò le americhe cercò di imporre con la forza il cattolicesimo); avevano una concezione ampia della religione, quindi quando andavano conquistando nuove terre inglobavano le altre religioni. I romani chiedevano solo una cosa: puoi adorare quello che vuoi, ma se fai parte dell’impero romano devi adorare anche l’imperatore (l’imperatore era il dio). Pensate che il popolo dei romani, un popolo pragmatico che di più pragmatici non ce ne sono, ci credeva veramente al divino? Assolutamente no! Anche la divinità dell’imperatore serviva ad uno scopo preciso, non aveva una funzione religiosa, di culto. La funzione era quella che un imperatore divino si ergeva al di sopra di tutti e questo imperatore divino era il garante dell’unità dell’impero. Era un popolo che inglobava tante lingue, tante culture, tante religioni e la necessità era quella di trovare un elemento di coesione. Questo elemento di coesione era rappresentato dall’incarico divino (quindi tu adora chi vuoi ma devi riconoscere l’imperatore divino). Molti popoli erano politeisti quindi il problema non si poneva. Il problema sorgeva con due religioni essenzialmente monoteiste: l’ ebraismo e il cristianesimo. Lì si creava un problema perché i romani “nulla questio” se vuoi adorare Gesù Cristo, però devi adorare anche l’imperatore. Alla risposta “no”, per i romani questo no non era una risposta indifferente. L’imperatore è il garante dell’impero, quindi quando si diceva “l’imperatore è un uomo come tutti gli altri”, si offendeva non tanto la persona dell’imperatore quanto piuttosto si commetteva alto tradimento, era un tradimento nei confronti dell’unità dell’impero, era come contestare la legittimità della forma repubblicana dello stato. Per questo ocminciarono le persecuzioni, perché non c’era tanto un problema di tipo religioso quanto un problema di tipo pratico. I romani, gente concreta, credevano quello ma non perché credevano che fosse veramente un dio, ma perché rispettare la dignità dell’impero significava rispettare la dignità dell’imperatore. Di qui i problemi. Sostanzialmente due religioni: l’ebraismo e il cristianesimo, noi siamo più giovani rispetto agli ebrei, è una religione più antica. Però l’ebraismo era meno problematico del cristianesimo. Gli ebrei sono molto chiusi, hanno poca propensione ad espandere la loro fede, quindi erano un problema di minore entità in quanto non si espandevano, erano limitati ad una zona ben precisa del mondo che era la Palestina. Il cristianesimo invece si perché i cristiani tendono ad espandersi, tendono a divulgare la parola di dio, tendono a portare questo vangelo, questo messaggio per il mondo. Quindi succedeva che non erano poche decine di persone a creare il problema ma diventavano centinaia di migliaia e questo rischiava di minare l’unità dell’impero.
quando una stato proclama di essere religioso, proclama di avere una fede. Lo stato non dovrebbe avere una fede ma c’è l’ha per ragioni politiche; politica e religione vanno a braccetto.
A questo punto si inaugura una delle prime forme di relazione fra impero e chiesa: il cesaropapismo dove cesare è non solo capo dell’impero , capo del potere temporale ma si ritiene in qualche modo, per il legame politico tra religione e Stato, si ritiene anche pontefice massimo. Recupera questa vecchia carica dell’imperatore dell’impero romano e si va ad arrogare il diritto di essere pontefice massimo dell’impero. Questo è importantissimo perché i primi secoli della storia della chiesa sono caratterizzati da questa figura fortissima dell’ imperatore-pontefice.
I 4 CONCILI ECUMENICI Questi sono secoli fondamentali perché si celebrano i primi 4 concili ecumenici della storia della chiesa. I “concili ecumenici” sono raduni di tutti i vescovi del mondo in un unico punto per discutere di determinate questioni. Questi 4 concili ecumenici ( Nicea , Efeso , Calcedonia ) non vengono convocati a Roma ma si riuniscono in Oriente perché in Oriente c’era l’imperatore. Quindi non è il papa che li convoca ma è l’imperatore (è ancora un papa poco potente). Questi 4 concili sono importantissimi perché in essi vengono stabiliti i cardini della fede che ancora vengono ancora oggi professati. Il credo che si recita a messa si chiama “ credo niceno ” perché è nato nel concilio di Nicea, la distinzione fra vangeli canonici e apocrifi (“apocrifo” non vuol dire falso ma “nascosto”) viene fatta li. In questo arco di tempo vengono definiti i dogmi della nostra fede, per es. vengono condannate tutte le eresie della chiesa. Noi crediamo in Dio ma non è che è pacifico, non ci siamo arrivati così, Gesù Cristo non ha lasciato degli scritti ma saranno gli apostoli molto tempo dopo a scrivere di lui. Gesù ha dato un messaggio verbale non ha messo i pilastri di una religione. E non è San Pietro che la istituisce; San Pietro ottima persona, ma aveva un problema: era ignorante, era un pescatore, non era in grado di costruire una religione e se fosse dipeso da Pietro probabilmente non saremo arrivati qui. Il vero creatore del cristianesimo è San Paolo, che lo ha creato, lo ha strutturato.
Quindi l’imperatore cesaropapista gestisce tutto. Per fare un esempio: Gesù Cristo si crede che abbia due nature una umana e una divina. Ma questo fatto non era scontato, esistevano una serie di eresie non riconoscevano a Gesù Cristo o la natura divina o la natura umana, cioè c’era chi riteneva che Gesù Cristo fosse solo un uomo, messaggero di Dio (tutto quello che vogliamo) ma uomo, non aveva niente di divino (arianesimo). L’ arianesimo è una delle eresie più diffuse che viene condannato in un concilio e tutti gli ariani vengono perseguitati. L’arianesimo diceva questo: noi diciamo che Gesù è figlio di Dio ma un dio per essere tale deve esistere da sempre, un dio eterno se è dio, ma se nasce vuol dire che prima non c’era!. Al contrario c’erano quelli che sostenevano solo la natura divina di Dio che si chiamano docetisti (che avevano una concezione molto moderna per l’epoca): loro sostenevano che Gesù non aveva un corpo ma era un ologramma, una proiezione della mente di Dio (per questo camminava sulle acque), per cui non ha mai avuto una corporeità. Questo è sbagliato perché se fosse vero questo allora non è mai morto, non ha mai sofferto. Anche il docetismo fu condannato. Insomma non c’era niente di pratico, si doveva capire come funzionava la religione. Quello che noi diamo per scontato fu costruito in 2000 anni.
Quello che è importante dire è che i primi secoli di vita della chiesa, una volta che Costantino ritiene utile da un punto di vista politico tollerare il cristianesimo e utilizzarlo per scopi politici, è chiaro che quindi viene gestito dall’impero. E viene gestito nel vero senso della parola, cioè tutto ciò che riguarda i dogmi della fede, ciò che riguarda i vangeli, ciò che riguarda il credo, ciò che riguarda quello che è eretico e quello che non lo è (eretico significa scelta, quindi una scelta contraria a quello che la chiesa propugna), tutto questo non è nelle mani del papa ma dell’imperatore. Oggi sarebbe impensabile una cosa del genere ma all’epoca era la normalità, ed era
la normalità politica. Cioè l’imperatore una volta che ammette la religione come propria non avrebbe accettato un’autorità lontana da sé a gestirla perché, riflettete: le eresie perché venivano perseguitate? Perché la religione cristiana a questo punto diventava l’elemento collante dello stato, pur cui l’eresia era una rottura di questo legame, creava dei contrasti, delle guerre; allora questo non era accettabile, doveva esserci una sola religione.
Il primo periodo dei rapporti tra chiesa cristiana e impero è incentrato su questo sistema di rapporti che è quello appunto del cesaropapismo che si protrarrà per tanti secoli, anche perché c’è da dire che la chiesa a Roma è debole perché non c’è più l’impero (nel 476 con la morte dell’ultimo imperatore, Romolo Augusto, Odoacre prende le insegne imperiali le spedisce a Costantinopoli e dichiara la fine dell’impero romano d’occidente). Quindi anche questa mancanza della sede imperiale in Italia è un problema; in più l’Italia è afflitta da tutte le varie invasioni (Visigoti, Longobardi), questi barbari che invadono l’Europa e che invadono anche l’Italia. Tra l’altro l’impero romano d’oriente cercherà di recuperare un pò di autorità in occidente e scatenerà la famosa guerra greco-gotica che devastò l’Italia. Quindi inevitabilmente, tranne che per l’autorità di qualche pontefice magari particolarmente autorevole, il pontificato non riesce a decollare, non riesce ad avere un ruolo di leadership nel mondo di allora. Il primo segnale interessante lo abbiamo in realtà nella famosa notte di Natale dell’800 in cui si ha l’ incoronazione di Carlo Magno ad opera del papa. Questo è un fatto molto importante perché questo verrà sfruttato in due modi dal papa e dall’imperatore. Un momento un po’ successivo che voglio segnalarvi è il momento in cui si cessa di parlare di cristianesimo. Un po’ questa cosa si spezza e si inizia a parlare di cattolici nel 1040- 1054 con lo scisma d’Oriente (“scisma” nel diritto canonico significa che uno rinnega l’autorità del papa, sono scismatico se rinnego il papa come capo della chiesa universale. “Eretico” è chi professa una verità di fede, rinnega quindi solo un aspetto o più specifici aspetti; “apostata” è chi rinnega totalmente la fede nella sua interezza. Quindi scismatico , eretico e apostata sono tre cose diverse). Quindi si ha questo scisma d’Oriente per cui si dice con un’espressione molto colorata che “la chiesa smette di respirare con i suoi polmoni” perché si spezza in due frontoni: la chiesa d’Oriente e la chiesa d’Occidente. Perché si spezza? C’è anche qui un motivo ufficiale religioso e un motivo vero politico. Il motivo ufficiale religioso è un’eresia: quando dite il credo ad un certo punto c’è un passaggio che dice “ e procede dal padre e dal figlio…”, e questo “ e dal figlio” (che in latino diventa “ filiosque ”)è il motivo dello scisma. Cioè questo procedere dal padre e dal figlio secondo gli ortodossi è eresia, non è vero che procede dal padre e dal figlio ma solo dal padre. Secondo gli orientali, quelli che diventeranno gli ortodossi non è corretto aggiungere questo filiosque (che poi è aggiunto successivamente rispetto al credo niceno). Allora questo aspetto, che è assolutamente di carattere teologico ma molto relativo, venne utilizzato come pretesto per fare questo scisma. L’arcivescovo di Costantinopoli, patriarca di Costantinopoli, scomunica il papa e il papa scomunica l’arcivescovo di Costantinopoli (il papa è stato scomunicato fino al concilio vaticano II, cioè fino alla metà del 900). Allora questa scomunica ebbe un aspetto formalmente teologico per quanto riguarda questo filios , ma in realtà il motivo è un altro (perché tutto sto macello scomuniche a te, scomuniche a me, perché?). Il problema era semplice, vi ho detto parliamo di scisma e vi ho spiegato non a caso, che lo scisma riguarda chi comanda, riconoscere chi comanda nella chiesa e il problema è tutto qua!. Vi siete mai chiesti (il problema che si posero in quel periodo) perché il papa sta a Roma? Perché il vescovo di Roma è il capo della chiesa universale? Perché infondo scusatemi Gesù era romano?? No. San Pietro era romano? No. Quindi perché Roma, cosa succede? Il motivo è che a Roma è morto San Pietro (Pietro e non Paolo perché nel vangelo ad un certo punto c’è scritto: “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”, quindi è Gesù che designa Pietro come capo della chiesa, quindi per designazione divina) e Roma quindi è l’ultima sede vescovile ricoperta da San Pietro e infatti la basilica di San Pietro sorge dove si trova la tomba,
Tra questi dogmi c’è ne è uno interessante: noi crediamo nella c.d. consustanziazione , cioè crediamo che quando il parroco dice “questo è il corpo e il sangue di cristo” quello lo è veramente; chi non ci crede è eretico. A un certo punto nella storia, intorno al tredicesimo secolo, a proposito di questo dogma, sancito nella festa del corpus domini -“corpo di Dio” avviene un fatto molto curioso. Questa festa nasce perché nel 1270 circa un prete di Praga ha dei dubbi sul fatto che quando l’ostia viene consacrata diventa il corpo e il sangue di cristo e si reca in pellegrinaggio in Italia per parlare con il papa. Il papa si trovava ad Urbino quindi si reca li, il papa lo rassicura e mentre stava tornandosene in Boemia si ferma in una chiesa sul lago di Bolsena. Nonostante la rassicurazione del papa di notte ha di nuovo degli incubi si questa cosa, si alza, si reca in chiesa, apre il tabernacolo e per vedere se era vero o no la spezza. La spezza ed esce del sangue e rimastone colpito, perché è un miracolo che esce del sangue, fa chiamare il papa e arriva san Tommaso (san Tommaso D’Aquino) che controlla queste tracce di sangue, si grida al miracolo e da qui verrà sancito il dogma della consustanziazione. Molti secoli dopo, ai nostri giorni, nell’università di Wimbledon viene fatto un esperimento: si ricreano le stesse condizioni climatiche, ambientali ed igieniche che c’erano all’epoca sul lago di Bolsena, ripetono l’operazione ed esce lo stesso una sostanza rossa che non è sangue ma prodigiosina prodotta da un batterio che in determinate condizioni climatiche e scarsa igiene, si riproduce e può secernere questa sostanza rossiccia. Quindi i dogmi sono un pò pericolosi perché non sono frutto divino ma frutto dell’uomo.
Andiamo avanti un pò nel tempo e andiamo alla seconda forma di rapporti tra impero e chiesa ed è una forma esattamente opposta a quella di prima: se prima parlavamo di cesaropapismo e quindi dicevamo che tutto il potere spirituale e temporale era nelle mani dell’imperatore, ora parliamo di teocrazia. La teocrazia (come dice la stessa parola “teocratus”) è il potere di Dio, viene da Dio, infatti c’è una formula latina che dice “ nulla potestas nisi a Deo ” - “nessun potere se non da Dio”. I papi teocratici sono quindi molto forti, personalità di spicco enorme, il principale è Gregorio VII un papa fortissimo che riforma totalmente la chiesa (scriverà un opera intitolata “Dictatus papae”), è un papa che fa nascere la teocrazia. Siamo a cavallo fra il 1000 e il 1100. DICTATUS PAPAE Nasce quindi la teocrazia e si ha questa subordinazione dell’impero alla chiesa. La chiesa comanda sull’impero, significa che l’imperatore deve fare quello che dice il papa, l’imperatore non si può discostare dalla volontà del papa perché il potere dell’imperatore deriva da Dio. Ricordate l’incoronazione di Carlo Magno da parte del papa? Dio tramite il papa lo ha incoronato imperatore ma sempre Dio tramite il papa può togliergli l’impero scomunicandolo. La scomunica diventa lo spauracchio degli imperatori perchè essere scomunicato aveva anche li un senso politico! Ora vi racconto di un imperatore a cui non poteva fregargliene di meno di essere scomunicato, il più scomunicato della storia: Federico II. Il nostro imperatore siciliano era il più scomunicato, un personaggio!. Allora nella teocrazia abbiamo questa subalternità dell’imperatore rispetto al papa. Il papa poteva anche abrogare le leggi fatte dall’imperatore, poteva fare lui leggi che riguardavano l’impero. Quindi vedete che ruolo potentissimo che assumerà la chiesa, perché è una chiesa nuova, una chiesa molto più forte con figure di papi molto più autorevoli che ripuliscono la chiesa, che aveva vissuto periodi bruttissimi, di grande umiliazione dal punto di vista della struttura, delle persone che avevano occupato questo posto. E’ successo di tutto e di più a Roma nella sede papale. Comunque con questi papi la chiesa riprende fiato e torna a potere dire la sua scontrandosi con l’impero, uno scontro molto forte dove ha la meglio il papa perché l’imperatore aveva a che fare con tanti vassalli che non vedevano l’ora di avere loro il potere; il potere dell’imperatore era la fedeltà e chi è scomunicato non può averla, cioè se io sono un imperatore scomunicato i miei vassalli non mi devono obbedienza, i miei soldati non mi devono obbedienza, quindi non posso più comandare, devo stare attento a non farmi scomunicare. Il papa usa questo strumento e comanda. Dicevo prima l’imperatore più scomunicato, Federico II di Svevia (seppellito nella cattedrale a Palermo). Federico II aveva alcuni problemi con il papa: era stato educato con una cultura araba, parlava benissimo l’arabo, era cresciuto in mezzo agli arabi (la
Sicilia era una terra più araba che normanna ai tempi suoi), e lui era un grande cultore di questa cultura araba. Tanto ne era affascinato che viveva come un sultano più che come un principe cristiano e questo mandava in bestia il papa (aveva un harem e questo il papa non lo sopportava) e quindi di qui una certa antipatia di base. Poi i problemi sorgono quando lui a un certo punto viene costretto a fare una crociata che non volava fare perché non ci credeva e poi perché rispettava troppo gli arabi per potergli fare una crociata contro; il papa gli impone questa crociata e lui con varie scuse tergiversa, si becca la scomunica ed è l’unico imperatore che parte a fare la crociata da scomunicato. Durante la crociata (arrivavano la massacravano tutti donne, bambini, chi capitava, bagni di sangue e poi se ne andavano) Federico II arriva, non uccide nessuno e siccome era uno che parlava benissimo l’arabo fa una “crociata di pace”, si siede con il sultano e fa un negoziato di pace, li conquista in maniera pacifica e se ne va. Voi pensate “bella cosa”, ma quando mai!! Il papa si infuria come non mai e gli dà la seconda scomunica. Federico II non se la prese tanto sia perché aveva la sua cultura, sia perché aveva due eserciti uno composto da cristiani e uno composto da musulmani (gli arceri di Federico II era molto temuti). Quindi lui poteva sempre contare sulla fedeltà dei musulmani ai quali non gliene fregava niente di quante scomuniche avesse.
Tornando a noi, questa teocrazia che si scontra con l’impero ha in qualche modo la meglio però intorno al 1300 si ha il nascere (o meglio già c’era ma comincia ad affermarsi con più forza) di un nuovo soggetto: lo Stato , che comincia ad essere un soggetto politicamente più attivo. Finchè c’era l’impero il papato aveva avuto un gioco più facile nella misura in cui l’imperatore aveva le spalle un pò meno coperte in quanto aveva a che fare con sudditi poco fedeli che aspettavano una scusa per poterlo aggredire. Il re invece ha dietro di se una struttura più solida, più coesa, più fedele, lo stato è più fedele al suo re di quanto lo fosse l’impero all’imperatore e quindi può permettersi lo scontro con la chiesa. Il primo re che si scontrerà in maniera furiosa con la chiesa è Filippo il bello re di Francia. Questi ad un certo punto si scontra con il papa, che era tra l’altro l’ultimo papa teocratico, Bonifacio VIII (siamo tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300) e finisce così la teocrazia a causa appunto di questo scontro tra lo stato moderno e il papato. Bonifacio VIII verrà addirittura ucciso da un emissario di Filippo il bello che arriverà appunto ad Anagni (il famoso “schiaffo d’Anagni”. Il papa morì si dice di dolore o perché fu ucciso, non si sa bene). Da questo momento ci sarà un episodio storico molto importante: comincerà la famosa “ cattività Avignonese ”, cioè la sede papale viene spostata da Roma ad Avignone in Francia perché i cardinali francesi eleggono papi francesi e questi decidono di spostarsi in Francia. Ma non succede per caso: da quel momento finisce la teocrazia perché il papa non è più in grado di battere questo re e quindi si ha di nuovo la subordinazione dell’autorità religiosa allo Stato (questo sistema si chiama giurisdizionalismo ).
La terza forma di rapporti tra Stato e chiesa è il giurisdizionalismo , si ha cioè di nuovo il prevalere, non dell’impero, ma dello stato moderno sulla chiesa. E qui succedono una serie di cose interessanti anche dal punto di vista storico. Ad esempio i templari sono collegati con questa vicenda: la Francia in quel periodo era in defolt e Filippo il bello decide di “fare cassa”. Ad un certo punto mette gli occhi sui templari che erano un ordine monastico cavalleresco nato all’epoca delle crociate a Gerusalemme (il nome corretto è “cavalieri del tempio di Gerusalemme”), monaci guerrieri temutissimi dai nemici. Gli ordini monastici cavallereschi (i templari, gli ospitalieri, i teutonici) vennero creati per presidiare i territori alla fine delle crociate, di rimanere li e di scontrarsi con i musulmani per cercare di arginare il loro ritorno. Mantengono questa funzione per qualche secolo ma poi non c’è più questa esigenza dato che le crociate vengono abbandonate e loro diventano, più che un ordine monastico cavalleresco, dei banchieri : inventano quello che per noi oggi è una cosa scontata e cioè l’assegno (all’epoca viaggiare con i soldi in tasca non era sicuro quindi inventarono dei pezzi di carta in codice che venivano scambiati in denaro in qualunque sede templare del mondo). I templari diventano ricchissimi e come tutti gli ordini monastici erano alle dipendenze del papa; un papa teocratico li avrebbe sicuramente difesi ma un papa avignonese no (il papa dell’epoca è Clemente V , un papa debolissimo). Allora Filippo il bello all’alba di venerdì 13 del 1307 con
non i musulmani o gli ebrei, a meno che non si convertivano; allora cosa succede l’idea era questa “o ti converti o te ne vai, però se ti converti e non diventi un buon cattolico l’inquisizione ti può inquisire” e questo era un problema. L’inquisizione infatti sarà uno strumento fortissimo per debellare gli ebrei e i musulmani anche qui per ragioni economiche. Questo escursus ve lo sto facendo per capire la logica del discorso. E vedete come vi dicevo i perseguitati sono diventati persecutori. Tornando a noi abbiamo questo giurisdizionalismo che è un sistema che si protrarrà per molto tempo, sicuramente fino alla rivoluzione francese (fine del 700), e qui si ha la nascita dell’ illuminismo quindi avremo un altro sistema. Fino ad adesso si era sostituito una religione con un'altra religione, in Francia invece si sostituisce la religione con la ragione, quindi è importante perché in Francia si ha l’affermarsi di un concetto nuovo, in qualche modo ci si affranca dalla necessità di una religione, non è più qualcosa di necessario, di cui lo stato si deve occupare. L’illuminismo è una rivoluzione proprio perché sgancia lo stato dalla necessità di una religione (si parlerà di “ dea ragione ” quindi la ragione viene addirittura deificata).
Cosa importante, si afferma una nuova stagione (tipica della Francia) che è il separatismo , la quarta forma dei rapporti fra stato e chiesa. Si ha quindi uno stato separatista, cioè lo stato non si interessa più della religione, ritiene di non averne più bisogno, lo stato si sgancia dalla religione, separazione fra stato e chiesa. Ed è un sistema molto particolare del separatismo perché viene sancito in una famosa espressione: “libera chiesa e libero stato”, cioè ognuno per i fatti suoi. Attenzione: il separatismo però è uno schema molto ambiguo nel senso che in esso ci può stare tutto e il contrario di tutto, da una separazione neutra (come è oggi negli Stati Uniti) a una separazione aggressiva cioè dello stato contro la chiesa (un pò in Francia e molto in Messico). Quindi il separatismo è un “ non sistema ” perché in realtà non ha contorni molto delimitati, è un po’ uno scatolone vuoto che viene riempito di volta in volta con quello che viene ritenuto utile. In Francia è ancora oggi un sistema (liberante58.28) e la Francia è veramente laica, hanno ancora oggi la legge del 1905 che sancisce la laicità assoluta dello stato (ad es. Notrè Dame è dello stato, come se noi dicessimo il vaticano è nostro!). Quindi questo separatismo si afferma in Francia, Stati Uniti e in molti altri paesi. In Italia si ha un problema: si fa l’unità d’Italia ( 1861 ) ma non abbiamo Roma. La prima capitale sarà Torino, la seconda Firenze, ma non abbiamo Roma perché è sede del papa (Pio IX), dello stato pontificio. Gli italiani avrebbero voluto conquistare questo stato ma non potevano farlo perché i francesi erano legati allo stato, per cui l’imperatore dei francesi Napoleone III difendeva il papa. 1.35 Quindi finchè Napoleone III difende il papa non c’è nulla da fare. Nel 1870 però succede un fatto buono per gli italiani: scoppia la guerra franco-prussiana, Bismarc contro Napoleone III, i prussiani battono i francesi nella battaglia di Sedan, Napoleone III viene fatto prigioniero e Parigi viene conquistata. A questo punto i francesi non possono più difendere il papa e gli italiani attaccano con la Breccia di Porta Pia ( 1871 ) i bersaglieri entrano a Roma, la conquistano, lo stato pontificio viene annesso al regno d’Italia, il papa si dichiara prigioniero in vaticano e scoppia la questione romana. In questi anni succederà di tutto. Un aneddoto divertente che vi racconto: nel 1889 gli italiani, solo per sfregio, hanno eretto in piazza Campo de’ Fiori la statua di Giordano Bruno (un eretico che venne bruciato al rogo) per commemorare questo povero sfortunato ucciso per le sue idee, e si dice che quel giorno tutte le chiese a Roma vennero chiuse perché era un’offesa per la chiesa, significava riconoscere i meriti di un eretico, e le campane suonarono a morte per tutta la giornata. Comunque si inaugura questa stagione di grande conflitto tra stato e chiesa, il papa dichiara che i cattolici non devono entrare in politica, né eletti né elettori, cioè si doveva boicottare lo stato, i cattolici non dovevano partecipare alla vita politica perché lo stato si era reso colpevole di avere invaso lo stato pontificio. Si cerca di risolvere il problema con le c.d. leggi delle guarentigie da parte di Cavour, ma la questione restò sospesa per circa 60 anni finché la nuova e ultima stagione, attualmente vigente, di modalità di dialettica: i concordati , che sono delle modalità di risoluzione delle controversie fra stato e chiesa fatte sul piano diplomatico con un rapporto dialogico.
Succede che nel 1917 scoppia la rivoluzione in Russia, lo zar viene abbattuto e si ha l’avvento del comunismo che da un punto di vista religioso viene visto male appunto perché è ateo. La chiesa per paura del comunismo si lega ai regimi di destra e negli anni successivi (20-30) farà concordati con lo stato fascista, con Franco in Spagna, con Hitler in Germania (questo perché fra i due mali viene scelto il minore perché comunque i regimi di destra andavano contro i regimi di sinistra e quindi in qualche modo proteggevano un pò di più la chiesa). In Italia nel 1929 viene fatto un concordato fra Benito Mussolini e il cardinale Gasparri che agiva come plenipotenziario del papa; concordato importante perché inaugura una nuova stagione dei rapporti con la chiesa, importante perché si chiude la questione romana e viene istituito lo stato città del Vaticano che è uno stato che appartiene al papa (non confondete lo stato pontificio con lo stato città del vaticano: lo stato pontificio esiste fino al 1870 anno in cui con la Breccia di Porta Pia se ne ha la c.d. debbellatio che nel diritto internazionali significa la sua cessazione perché viene ad essere inglobato “ manu militari ” al regno d’Italia, quindi non esiste più; per 59 anni non c’è NIENTE e nel 1929 nasce, col trattato che viene posto all’interno dei patti lateranensi, lo stato città del Vaticano. Quindi sono due cose diverse, anche perché c’è uno iato di circa 60 anni tra i due). Quindi con i patti lateranensi del 1929 si supera la questione romana, viene creato questo nuovo stato e si ha questo incrocio fra la chiesa e lo stato.
I patti lateranensi sono composti da 3 protocolli :