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ISTITUZIONI E NORME, DEVIANZA E CONTROLLO, Dispense di Scienze umane e sociali

Materiale del quinto anno di sociologia. - istituzioni - organizzazioni - norme sociali - devianza - labellyng teory - controllo e prevenzione sociale

Tipologia: Dispense

2023/2024

In vendita dal 24/09/2024

sara-beladelli
sara-beladelli 🇮🇹

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NORME E ISTITUZIONI; DEVIANZA E
CONTROLLO
> Norme: regole scritte e non che prescrivono come devono comportarsi gli individui
in determinate situazioni della vita sociale.
- Nel bene = permettono l'ordine e impediscono il caos
- Nel male = si impongono su di noi e limitano la soggettività
Caratteristiche:
1. Oltrepassano la soggettività e l'inclinazione dei singoli
2. Prescrivono o vietano
3. Permettono il processo di socializzazione = inculturazione: individuo impara
norme e valori per fare parte della società
Questo è possibile grazie alle agenzie di socializzazione (formali e informali)
4. Sono universali ma cambiano con il tempo
5. Sono automatiche
6. Sono obbligatorie
7. Permettono ordine, libertà, equilibrio e sicurezza
EMILÉ DURKHEIM:
"Le norme sono fondamenti dell'ordine sociale"
- Vive tra la fine dell' '800 e l'inizio del '900 = POSITIVISMO
- Era di origine ebrea (all'epoca gli ebrei erano considerati portatori del sapere)
- 1897: primo cattedratico a Bordeaux
- Ha fondato la prima rivista di sociologia
Per lui l'individuo non è una fonte attendibile per poter definire la società,
perché le cose (i fatti sociali) distorcono la sua interpretazione = operano
tendenze collettive
- 1893: "Divisione del lavoro sociale"
= parla di solidarietà
1. Meccanica: società pre-industriali che stanno insieme per somiglianza
Il diritto è repressivo: non si può cambiare
2. Organica: società post-industriali che si uniscono per differenza e
interdipendenza
Il diritto è restitutivo: la società restituisce a chi non ha ciò che gli
manca (es. reddito di cittadinanza)
- 1895: "Regole del metodo sociologico"
= fatti sociali considerati come delle cose (oggettività scientifica)
- 1897: "Il suicidio, studio di sociologia"
= nella società ebraica c'è alta coesione sociale e un basso tasso di suicidi: è
qui di necessario alimentare il senso comunitario, che permette all'uomo in
quanto animale sociale (Aristotele) di sentirsi parte di un gruppo
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NORME E ISTITUZIONI; DEVIANZA E

CONTROLLO

Norme: regole scritte e non che prescrivono come devono comportarsi gli individui in determinate situazioni della vita sociale.

  • Nel bene = permettono l'ordine e impediscono il caos
  • Nel male = si impongono su di noi e limitano la soggettività Caratteristiche:
  1. Oltrepassano la soggettività e l'inclinazione dei singoli
  2. Prescrivono o vietano
  3. Permettono il processo di socializzazione = inculturazione: individuo impara norme e valori per fare parte della società Questo è possibile grazie alle agenzie di socializzazione (formali e informali)
  4. Sono universali ma cambiano con il tempo
  5. Sono automatiche
  6. Sono obbligatorie
  7. Permettono ordine, libertà, equilibrio e sicurezza EMILÉ DURKHEIM: "Le norme sono fondamenti dell'ordine sociale"
  • Vive tra la fine dell' '800 e l'inizio del '900 = POSITIVISMO
  • Era di origine ebrea (all'epoca gli ebrei erano considerati portatori del sapere)
  • 1897: primo cattedratico a Bordeaux
  • Ha fondato la prima rivista di sociologia Per lui l'individuo non è una fonte attendibile per poter definire la società, perché le cose (i fatti sociali) distorcono la sua interpretazione = operano tendenze collettive
  • 1893: "Divisione del lavoro sociale" = parla di solidarietà
  1. Meccanica: società pre-industriali che stanno insieme per somiglianza Il diritto è repressivo: non si può cambiare
  2. Organica: società post-industriali che si uniscono per differenza e interdipendenza Il diritto è restitutivo: la società restituisce a chi non ha ciò che gli manca (es. reddito di cittadinanza)
  • 1895: "Regole del metodo sociologico" = fatti sociali considerati come delle cose (oggettività scientifica)
  • 1897: "Il suicidio, studio di sociologia" = nella società ebraica c'è alta coesione sociale e un basso tasso di suicidi: è qui di necessario alimentare il senso comunitario, che permette all'uomo in quanto animale sociale (Aristotele) di sentirsi parte di un gruppo

*ADLER: concetto di sentimento sociale (era partito da Freud) = in ogni persona ci sono due istanze, una che spinge verso l'alto (volontà di potenza) e un sentimento sociale che invece ci porta a stare con gli altri Il suicidio è una combinazione tra un fattore sociale e psicologico

  1. Suicidio altruistico
  2. Suicidio egoistico = per porre fine alla cattiveria del mondo, non facendo più parte della società
  3. Suicidio atomico = ANOMIA : particolare condizione di assenza di norme e sbandamento; è fonte di suicidio ma anche di devianza
  4. Suicidio fatalistico = uomo oppresso e privo di libertà Durkheim prende in considerazione le 3 grandi religioni profetiche e le confronta (protestantesimo, cristianesimo e ebraismo)
  • 1912: "Le forme elementari della vita religiosa" = sfrutta l'analisi di Cartesio (nel suo "Discorso sul metodo", diviso in 4 fasi: evidenza, analisi, sintesi ed enumerazione) e ricerca la religione originale. Durkheim si sofferma sul concetto di analisi nella religione degli aborigeni australiani, i quali venerando un totem venerano la società, che è la vera divinità - Ha ispirato il funzionalismo di Parsons = società come organo che soddisfa tutti i bisogni, presenza di istituzioni e di ruoli ERVING GOFFMAN: "Le norme costituiscono uno sfondo di riferimento al quale gli individui fanno ricorso nel delineare le loro strategie di interazione sociale"
  • 1859: "La vita quotidiana come rappresentazione" = paradigma della prospettiva drammaturgica: la società è il teatro, mentre gli individui che vi abitano sono gli attori, che indossano delle maschere 🎭 Appartiene alle sociologie comprendenti (insieme all'interazionismo simbolico di Mead e Blumer, fenomenologia di Schutz ed etnometodologia), il cui classico di riferimento è Weber (unisce sociologia e storia); comprendere è diverso rispetto allo spiegare un fenomeno: per poter capire un'azione la devo comprendere, dando un significato CLASSIFICAZIONI: WILLIAM SUMNER Primo sociologo americano che studia i comportamenti umani (dimensione microsociologica) e classifica le norme in:
  1. Stateways: norme emanate dallo Stato che tutti devono obbligatoriamente rispettare
  2. Mores: costumi e norme tramandate oralmente ma con valore morale
  3. Folkways: usanze e consuetudini tramandate oralmente ma prive di valore etico Seconda classificazione:
  4. Norme sociali informali
  5. Norme sociali formali (codificate o non)
  • "Teoria e struttura sociale": manifesto del suo funzionalismo critico
  • Sociologia della scienza = la sociologia è una scienza della scienza, perché non si può capire la scienza di ogni contesto storico senza capire la società del tempo 4 principi fondamentali per capire una scienza : 1. Universalismo: le teorie scientifiche non devono essere giudicate per chi le propone 2. Comunismo: le teorie scientifiche appartengono a tutti 3. Disinteresse: fare ricerca significa mettere in secondo piano gli interessi personali 4. Scetticismo: assumere un atteggiamento critico
  • Secondo lui le istituzioni hanno due funzioni :
    1. Manifeste = funzioni attese, obiettivo formale di quell'istituzione
    2. Latenti = non riconosciute e non intenzionali, che non si vedono (es. danza della pioggia → manifesta: richiamare la pioggia, latente: momento di coesione) Le istituzioni si oggettivizzano dal singolo all'organizzazione = insieme di persone e risorse che perseguono determinati obiettivi sociali, utilizzando appositi metodi e strumenti e dividendosi in modo equo attività e competenze. WEBER: (1864-1920)
  • Nel 1919 ha contribuito alla stesura della Costituzione di Weimar, che sarà modello per altre costituzioni successive; uno dei padri fondatori delle scienze sociali: la sociologia
  • Considerabile un grandissimo filosofo, politico ed economista. = studio nei confronti della religione:
  • "Lo spirito del capitalismo e l’etica protestante" (1906) = capitalismo ha ragioni religiose: calvinismo (causa), empiricamente ha trovato un nesso tra due mondi apparentemente differenti
  • "Sociologia della religione" (1920-1921)
  • " Economia e società" (1922)
  • "La politica come professione" (1919)
  • "La scienza come professione " (1919) Weber ha descritto l’epoca moderna (1492-1815) come l’epoca della razionalizzazione= disincantamento del mondo; 3 dimensioni provate dalla razionalità:
  1. scienza e tecnologia
  2. burocrazia (apparato amministrativo per gestire gli Stati) 3. sistema economico capitalistico La burocrazia è una struttura tipica delle organizzazioni, caratterizzata da presenza di un personale stipendiato (dotato di professionalità e stipendiato dall’organizzazione stessa), divisione delle competenze (ogni figura si occupa di un compito specifico), struttura gerarchica (data dall’organigramma), impersonalità (completo annullamento di ogni componente soggettiva).

Secondo Weber la burocratizzazione (l’alternativa è il dilettantismo) della società costituisce un processo inevitabile e irreversibile per far fronte alle esigenze di sistemi sociali sempre più complessi. MERTON: parla di una trasposizione delle mete, in virtù della quale i mezzi che la burocrazia predispone per realizzare i propri scopi finiscono per sovrapporsi agli scopi stessi e per sostituirsi a essi; il rispetto rigoroso delle procedure diventa spesso la preoccupazione più impellente del suo agire, finendo in tal modo per intralciare il suo stesso lavoro e distoglierlo dagli scopi originari. Un’ulteriore disfunzione della burocrazia individuata da Merton è relativa al comportamento del burocrate che a volte non ha la flessibilità necessaria per adattarsi al mutamento sociale ed è incapace di fronteggiare le situazioni inattese o non previste dai regolamenti. LA DEVIANZA = ogni comportamento che devia, cioè si allontana, dalle norme socialmente stabilite.

  • Non è un concetto assoluto (dipende dal contesto storico-culturale) ne esistono forme di gradi di evidenze (dal deviante al criminale)
  • Conflitti tra norme diverse (es. lealtà e parola data nella mafia) Per evidenziare il fenomeno della devianza serve avere un soggetto, una realtà sociale e una norma.

Nella seconda metà dell’Ottocento il criminologo CESARE LOMBROSO (1835-1909) ipotizzó addirittura un’origine biologica della devianza e arrivò a sostenere che i criminali fossero identificabili attraverso precise caratteristiche fisiche, come la forma del cranio. (figlio del suo tempo= positivismo) Approccio psicologico di FREUD = la devianza è un conflitto tra le 3 istanze della personalità (Es=sede del piacere, io= concilia le due parti e super-io=morale), nel momento in cui l’Es prende il sopravvento, infrangendo una norma, si verifica la devianza Approccio sociologico= devianza va interpretata come una tendenza collettiva, cioè una cosa: è all’interno della scuola di Chicago (1892) (Park e Thomas ne sono i massimi esponenti) che nascono i primi studi sul fenomeno della devianza nella forma di ricerche etnografiche su particolari comunità devianti; SUTHERLAND interpreta la condotta deviante come il prodotto di una particolare subcultura (complesso di idee, valori, modelli di comportamento e linguaggi elaborato da un certo gruppo all’interno della società); La devianza, come la conformità, si apprende nell’ambiente in cui si vive (se una

persona commette un reato è perché si è conformata in una subcultura criminale, che ha valori e norme diverse da quelle della società generale). Chi commette un reato lo fa perché si conforma alle aspettative del suo ambiente, a essere deviante non è l’individuo ma il suo gruppo di appartenenza, il processo di

La devianza non è una dimensione patologica della società, perché è la stessa società a crearla (attraverso le pratiche di etichettamento)

  1. si precisa ciò che deve essere ritenuto lecito e normale
  2. circoscrive la situazione che si crea quando la norma socialmente stabilità viene infranta, nei confronti del trasgressore scatta un meccanismo di etichettamento La stigmatizzazione ha l’effetto di innescare un pericoloso processo di ristrutturazione dell’identità sociale: egli impara a vedersi come un deviante, sviluppando progressivamente abitudini, convinzioni e motivazioni che lo allontano ancora di più dalla normalità, in un percorso implacabile a cui Becker da il nome di “carriera deviante”. TRASGRESSION E DELLA NORMA (DEVIANZA PRIMARIA)

ETICHETTAMENT

O SOCIALE

sviluppo di abitudini, convinzioni e motivazioni che rafforzano la condotta deviante risultato = DEVIANZA SECONDARIA Chi compie un atto deviante viene etichettato come tale e tutte le sue azioni, passate, presenti e future, vengono interpretate secondo tale etichetta.

Infatti Merton parla di profezia che si autoadempie: fenomeno per cui i processi di attribuzione sociale spesso riescono a orientare il corso degli eventi in direzione perfettamente conforme al significato conferito. Quindi, chi è giudicato e trattato da deviante finirà per esserlo davvero (una persona appartenente a uno strato sociale più basso ha più possibilità di essere stigmatizzata come delinquente). IL CONTROLLO SOCIALE = è l’insieme degli sforzi posti in essere per prevenire, punire o riportare alla norma i comportamenti devianti con l’obiettivo di indurre le persone a rispettare le regole costituite per scoraggiare ogni forma di trasgressione. Ciò avviene mediante forme di controllo formali (tipico delle norme giuridiche) o informali (es. punizione, emarginazione, disprezzo sociale o pettegolezzo) ed esteriori (quando agisce con precise sanzioni) o interiori (quando cerca di promuovere nelle persone l’interiorizzazione delle norme).

  • Si avvale anche di istituzioni totali , teorizzate da Goffman , dal momento che si impadroniscono interamente del tempo e delle diverse dimensioni esistenziali delle persone che vi risiedono, unificando in uno stesso luogo e sotto unica autorità tutte le attività quotidiane. Ad esempio comunità, manicomi e tutte le altre istituzioni che si fanno integralmente carico della vita degli individui.
  • Le istituzioni penitenziarie rappresentano una delle principali forme di controllo “esteriore” della devianza, l’esempio storico è il panopticon (Jeremy

Bertram= filosofo inglese dell’utilitarismo “massimo risultato con minimo sforzo").

  • Le teorie retributive = vedono nella pena la giusta retribuzione del danno causato dal reo con il suo gesto, proporzionale per entità alla gravità dell’infrazione commessa
  • Le teorie utilitaristiche considerano invece la pena giustificabile dal punto di vista della sua finalità sociali, definibile in 3 modi 1. neutralizzazione del reo 2. dispositivo di prevenzione dei reati 3. strumento di rieducazione e di recupero sociale)
  • Funzioni manifeste e funzioni latenti della detenzione = funzione manifesta: scontare la pena; funzione latente: coesione sociale Parsons: modello AGIL = INTEGRAZIONE NEL SISTEMA GIURIDICO
  • Interpretazione riabilitativa