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Descrizione della poesia "Italia"-G.Ungaretti
Tipologia: Appunti
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Questa poesia è stata scritta per testimoniare un’epoca, per far riflettere ed educare allo stesso tempo: continui qui l’analisi della condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo. Questa è una poesia auto biografica ma che confessa la dipendenza dalla sua biografia. Quindi si stabilisce l’identità del poeta ma con un’identità che non può essere riconosciuta al di fuori di una lingua/terra: il rischio che si corre è di essere sradicati. La lingua e la poesia definiscono quindi l’identità del poeta: in questa poesia, la natura del poeta deve esprimere il sentire di tutti gli uomini per questo si parla di concetto di Romanis cioè il concetto di umanismo. “SONO UN POETA UN GRIDO UNANIME SONO UN GRUMO DI SOGNI”: qui si identifica, si definisce poeta. La vita dell’uomo consiste nel sentirsi collegato con l’anima degli altri individui e il poeta, Ungaretti, diventa un grido unanime. Scriveva ad Enrico Pea che gli uomini sono in collegamento con le altre anime e che il senso dell’umanità si estende nel tempo alle generazioni. “Grumo di sogni” cioè nel fluire della vita esprime i sogni: l’allitterazione è anche “grido”. “SONO UN FRUTTO D’INNUMEREVOLI CONTRASTI D’INNESTI MATURATO IN UNA SERRA”: nell’atto di espressione Ungaretti rivela sé stesso e si paragona al frutto di una pianta, che è nato da un albero coltivato, quindi si sente maturo come questo frutto. Lui quindi si sente frutto dell’essenza dell’Italia: i frutti migliori nascono dagli incroci, da questi innumerevoli contrasti d’innesti, di esperienze, come se fosse stato protetto. “Maturato in una serra” cioè maturato in condizioni particolari, condizioni della guerra. “MA IL TUO POPOLO E’ PORTATO DALLA STESSA TERRA CHE MI PORTA ITALIA”: maturazione attraverso una serie di esperienze, ha parlato di sé in quanto individuo in contatto con la terra, con il popolo. Questa frase è estesa a tutta una stirpe, a tutta una nazione: bisogna essere sostenuti da una terra, che è l’elemento sacrale che unifica ed è anche vita. Ungaretti ha ritrovato la sua madre (terra) attraverso la fraternità con il popolo e si riferisce appunto all’Italia. “E QUESTA UNIFORME DI TUO SOLDATO MI RIPOSO COME FOSSE LA CULLA DI MIO PADRE”: l’uniforme è qualcosa che unisce ed è usata come espressione dell’umanità. “Tuo soldato” qui difende la terra: “mi riposo come se...” qui accoglie quella sicurezza, rassicura il bambino che è in lui. L’uniforme quindi è questa culla ritrovata e definisce “di mio padre” perché Ungaretti perse il padre quando era ancora piccolo: attraverso lui egli ritrova il sangue e quindi non si sente più sradicato. Il viaggio di ritorno ha come simbolo la culla del padre. Qui il rapporto in cui la terra è la madre e la culla è il padre fa ritrovare in lui il rapporto con le generazioni precedenti.