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Stasera poesia, Appunti di Letteratura

Descrizione della poesia "Stasera"-G.Ungaretti

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 08/11/2016

FeelSammy
FeelSammy 🇮🇹

4.4

(89)

55 documenti

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STASERA
Questa poesia all’inizio si chiamava “Finestra Amare”, poi prese il nome di “Tramonto” e alla fine finì per
chiamarla “Stasera”. Il 10 agosto 1916 scrive a Papini dicendo che l’entusiasmo della vittoria e anche per
l’intuizione della fine della guerra che sembrava essere vicina: era talmente entusiasta che, scrivendo sempre
a Papini, dice “Si vede il mare, si vede il mare” dato che si trovava nelle alture. E non solo sì vede, ma lo si
sente, sente il profumo del mare trasportato dal vento. Per questo questa poesia venne prima chiamata
“Finestra Amare” perché è come se si protendesse verso esso, verso lo spazio marino, attraverso la “finestra”
cioè la natura: uso di linguaggio metaforico.
“BALAUSTRA DI BREZZA”: la balaustra è il parapetto elaborato architettonicamente. È la ringhiera in
pietra, un “belvedere” e lui si affaccia come se fosse in una terrazza: ne fa poi un’immagine con l’aggiungere
“di brezza”, in senso metaforico, dato che ne influisce il mare.
“PER APPOGGIARE STASERA”: l’appoggiarsi è metaforico. È una disposizione contemplativa dove la
natura viene percepita nell’aria: trova sollievo nella balaustra. “Stasera”: nella prima versione della poesia
questa parola, la troviamo da sola nell’ultima strofa mentre nella seconda non c’è più ma ne dà il titolo.
“LA MIA MALINCONIA”: la bile nera, intesa da lui. Lo spazio è un conforto alla sua malinconia. Qui lui fa
riposare questa parte, la libera, la sente ma non la fa sua, almeno in quegli attimi in cui lui percepisce il mare,
sente il profumo del mare, sente il peso dentro di sé alleggerito.

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STASERA

Questa poesia all’inizio si chiamava “Finestra Amare”, poi prese il nome di “Tramonto” e alla fine finì per chiamarla “Stasera”. Il 10 agosto 1916 scrive a Papini dicendo che l’entusiasmo della vittoria e anche per l’intuizione della fine della guerra che sembrava essere vicina: era talmente entusiasta che, scrivendo sempre a Papini, dice “Si vede il mare, si vede il mare” dato che si trovava nelle alture. E non solo sì vede, ma lo si sente, sente il profumo del mare trasportato dal vento. Per questo questa poesia venne prima chiamata “Finestra Amare” perché è come se si protendesse verso esso, verso lo spazio marino, attraverso la “finestra” cioè la natura: uso di linguaggio metaforico. “BALAUSTRA DI BREZZA”: la balaustra è il parapetto elaborato architettonicamente. È la ringhiera in pietra, un “belvedere” e lui si affaccia come se fosse in una terrazza: ne fa poi un’immagine con l’aggiungere “di brezza”, in senso metaforico, dato che ne influisce il mare. “PER APPOGGIARE STASERA”: l’appoggiarsi è metaforico. È una disposizione contemplativa dove la natura viene percepita nell’aria: trova sollievo nella balaustra. “Stasera”: nella prima versione della poesia questa parola, la troviamo da sola nell’ultima strofa mentre nella seconda non c’è più ma ne dà il titolo. “LA MIA MALINCONIA”: la bile nera, intesa da lui. Lo spazio è un conforto alla sua malinconia. Qui lui fa riposare questa parte, la libera, la sente ma non la fa sua, almeno in quegli attimi in cui lui percepisce il mare, sente il profumo del mare, sente il peso dentro di sé alleggerito.