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Jacques Maritain e Jerome Bruner (scienze umane), Appunti di Scienze Umane

Appunti su Jacques Maritain e Jerome Bruner per scienze umane

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 05/10/2025

Michela.demarchi
Michela.demarchi 🇮🇹

4.5

(47)

191 documenti

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MARITAIN
-Esponente della pedagogia cattolica
-Parte dal concetto di persona: nuova prospettiva educativa detta ‘personalismo’, ovvero una
prospettiva antropologica e filosofica che mette al centro la persona (=individuo dotato di coscienza
di sé, soggetto con dignità e indissolubile con una sua unicità)
-Umanesimo integrale la persona è vista nella sua completezza, anche dal punto di vista religioso
e spirituale
-Critico nei confronti di un totalitarismo marxista legata a una forma di collettivismo e di un
individualismo liberale, ovvero di una posizione che punta solo all’individuo fine a se stesso, matrice
statunitense/pragmatica (entrambe assolutizzano l’uomo)
-Posizione totalmente solipsistica: il solipsismo è una visione che vede l’uomo fine a se stesso (vive
con gli altri e collabora con loro). La persona non può essere un mezzo, sarà sempre un fine
-Questa sua filosofia darà adito a un suo pensiero pedagogico con al centro il messaggio cristiano
-Nacque nel 1882, appartiene a una famiglia protestante, si avvicina grazie alla moglie alla filosofia
con domande di natura esistenziale, inizia a studiare Bergson e a San Tommaso (riprende da lui la
visione di persona come un essere razionale) critica il positivismo e lo scientismo e si avvicina al
cristianesimo
-Inizia la sua formazione accademica insegnando storia e filosofia, nel 1943 scrive ‘educazione al
bivio’, nata da una serie di conferenze che tiene negli Stati Uniti: pieno della seconda guerra
mondiale, vuole immaginare l’educazione per un avvenire di pace come strumento importante per
educare l’uomo
-Nel 1936 scrisse ‘umanesimo integrale’
-Nella sua pedagogia mette in luce i limiti del pragmatismo distaccandosi da Dewey. Nel suo
pensiero pedagogia mette al centro il lato cristiano, vede l’educazione finalizzata a ottenere
l’integralità della persona come un’unità psicofisica, l’educatore deve guardare a tutto l’essere
umano aiutarlo a sviluppare giudizi critici formandolo non solo come individuo, ma anche come
persona. L’educatore ha una grande responsabilità, non deve mortificare l’alunno, ma neanche
estremamente permissivo, l’obiettivo è quello di condurre lo studente a cercare la verità
-Si rende conto di come nell’ed sia importante mantenere un collegamento con il cristianesimo,
tornare a una cultura cattolica staccandosi da una visione positivistica che non valorizza l’uomo
-Dopo la morte della moglie si ritirerà in un istituto religioso (vocazione)
POWER POINT
-Nel 1943 scrive ‘educazione al bivio’: raccoglie le conferenze tenute negli usa prima che la guerra
finisse
-Bivio l’uomo si trova di fronte a un bivio, da una parte seguire la tecnica e il tecnicismo e dall’altra
recuperare la piena umanità, quindi valorizzare il concetto di persona, si rende conto di come l’ed
sia importante per valorizzare l’essere umano in un periodo così importante
-La formazione della persona è il fine dell’ed, è una risposta al pragmatismo americano (Dewey),
accetta la sfida di parlare di personalismo distaccandosi anche dal razionalismo europeo
-Valorizza l’importanza di un’ed alla pace
-Nella componente pedagogica mette a fuoco una relazione ed che non deve cadere in una
concezione dispotica del maestro e neanche in una concezione anarchica dell’alunno
-7 errori: si rende conto che l’ed in una concezione utilitaristica è caratterizzata da errori
1. Disconoscimento dei fini: critica una pedagogia che perde di vista i fini e si preoccupa solo del
metodo, attacco alla scuola attiva.
2. Formazione di false idee riguardo al fine: occuparsi della persona in senso materialistico non
rendendosi conto che l’essere umano è una persona nella sua totalità
3. Pragmatismo: non forma la persona nella sua totalità
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