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La piccola tesina sulla filosofia del neo scolastico del XX sec.
Tipologia: Tesine universitarie
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Leonid Kalutskyi
Introduzione
Jacques Maritain nasce a Parigi il 18 novembre 1882 da una famiglia protestante. Il filosofo francese, convertito in cattolicesimo insieme alla sua sposa, “più conosciuto tra quelli che ripropongono il Tomismo come filosofia in grado di affrontare e risolvere i problemi del nostro tempo”1. Autore più di 60 opere, tradotte, oltre le lingue europee, in giapponese, cinese e in arabo. Trova la sua vocazione nella filosofia di san Tommaso, che fin dalla prima produzione delle sue opere permea tutta la sua filosofia e rimane insolubile di continuità. Opposto alla critica della cultura contemporanea propone la via sicura e provata da secoli. Rimane indipendente da movimenti o partiti politici, lavora insieme alla sua sposa per il bene comune, facendo della sua casa un centro di spiritualità e di cultura.
La biografia Gli storici suddivido la sua vita in quattro periodi. Il primo, giovanile, va da 1900 a 1905, nel quale frequenta il liceo e manifesta subito una vivace vocazione intellettuale. Dopo frequenta la Sorbona, laureandosi in filosofia e in scienze naturali. In quel periodo incontra Raïssa Oumançoff, che diventa sua sposa e insieme sentono il bisogno di ricercare la verità. Cosi descrive glia anni della formazione: «Nella mia infanzia, sono stato istruito nel "protestantesimo liberale". Più tardi ho conosciuto i diversi aspetti del pensiero laico. La filosofia scientista e fenomenista dei miei maestri della Sorbona aveva finito per farmi disperare della ragione. Per un momento avevo creduto di poter trovare la certezza integrale nelle scienze; … Bergson fu il primo a rispondere al nostro desiderio profondo di verità metafisica; egli liberò in noi il senso dell'assoluto. Prima di essere preso da s. Tommaso d'Aquino, le grandi influenze che subii furono quelle di Charles Peguy, di Bergson, di Leon Bloy;»2. Dopo aver conosciuto Leon Bloy si converte in cattolicesimo nel 1905, scegliendolo come padrino per ricevere il battesimo. Dopo la conversione conosce san Tommaso e trova la sua vocazione: «Io, che ero passato con tanto entusiasmo attraverso tutte le dottrine dei filosofi moderni e non vi avevo trovato che delusione e grandiose incertezze, provai allora come un'illuminazione della ragione; la mia vocazione filosofica mi veniva restituita in tutta la sua pienezza. Guai a me se non tomistizzo , scrivevo in uno dei miei primi libri. E per trenta anni di lavori e di lotte, ho camminato sulla stessa via, sentendo di simpatizzare tanto più profondamente con le ricerche, le scoperte, le angosce del pensiero moderno, quanto più cercavo di farvi penetrare la luce che ci viene da una sapienza elaborata dai secoli e che resiste alle fluttuazioni del tempo».3 Il secondo periodo va dal 1905 a 1930, in cui comincia la sua esperienza didattica al collegio Stanislao e evidenza un carattere deciso, «dolce di cuore ma duro di testa», che caratterizzerà tutta la sua personalità. Decide di fare della filosofia di Aristotele e di s. Tommaso il centro del suo insegnamento, e per promuovere la rinascita del tomismo pubblica nel 1914 la sua prima opera: «La filosofia bergsognana» e
1 G. Reale – D. Antiseri, Storia della filosofia 3 , p. 766. 2 Piero Viotto, Profilo biografico di Jacques Maritain. 3 Ivi
«Antinomia» nel 1922. Con la sua sposa, Raïça, vivono a Meudon (pereferia di Parigi) dove la loro casa diventa un oasi del centro spirituale e culturale. Incontrano i filosofi (Gilson, Berdiaev), teologi (Journet, Garrigou-Lagrange), letterari (Claudel, Mauriac), pittori e musicisti. Da quali nascono i Circoli tomistici (1921 – 1937), che oltre ad essere dibattiti culturali sono «scuola di spiritualità» per i laici delle diverse attività culturali, con 15 appuntamenti annuali, compito dei quali è quello di approfondire e promuovere la filosofia scolastica. Questi circoli sono diffusi oltra la Francia, in Inghilterra, Svizzera e Belgio. Negli ultimi anni i ritiri tomistici comprendono circa due-trecento persone. La pubblicazione «Religione e cultura» nel 1930 dischiude il nuovo periodo che dura fino a 1960. Nel 1932 stringe amicizia con E. Mounier senza far parte del suo movimento e coopera alla fondazione della rivista «Esprit». Nello stesso anno viene pubblicata «Distinguere per unire», capolavoro della produzione maritainiana e il 1936 «Umanesimo integrale» l’opera politica più famosa e diffusa nel mondo. Nel 1940, ricercato dalla polizia nazista, si trasferisce con la famiglia negli Stati uniti fino al 1944, dove insegna a New York nelle università di Princeton e Columbia tra i studiosi tomistici. Negli USA non solo insegna e tiene conferenze nelle diverse città, ma con gli altri francesi e belgi fonda nel 1942 l’Ecole libre des hautes etudes , un istituto universitario per continuare la cultura francese. Durante periodo americano scrive le sue opere di pedagogia, così dalle diverse lezioni tenute all’Università di Yale del 1943 nasce «Educazione al bivio». Dicembre del 1944 Maritain accetta la nomina di ambasciatore presso la Santa Sede, alla quale rinuncia nel 1948. Prosegue il suo apostolato intellettuale e fonda il «Centro s. Luigi di Francia» per incontri e dibattiti, a cui partecipano Marrou, Journet e altri. Dalla conferenza su Persona presso la Pontificia Accademia di s. Tommaso esce «La persona e il bene comune» del 1947, con le considerazioni pedagogiche sulla natura e cultura. Tra 1947 e 1960 i Maritain ritornano di nuovo in America ove insegna la filosofia morale. Un altro capolavoro di filosofia politica esce nel 1953 «L’uomo e lo Stato» e nel 1959 termina sua opera completa sulla pedagogia «Per una filosofia dell’educazione». Nel 1960 colloca l’ultimo periodo della sua vita con rientro in Francia e la morte della sua sposa, Raïssa, fino a 1973; gli anni in cui vive a Tolosa presso la comunità di Piccoli fratelli di Gesù, non segnano un declino mentale ma attraverso l’attività culturale il loro sviluppo. «Il vecchio filosofo» continua a insegnare, organizzare i seminari e pubblicare i libri. Durante il Concilio Vaticano II interviene più volte nei dibattiti del concilio che pone la nuova cristianità davanti al mondo all’apertura e dialogo. «Al termine del Concilio, l’8 dicembre 1965, Paolo VI consegna a Maritain “Messaggio agli uomini di pensiero e di scienza”»4, un messaggio agli intellettuali. Dopo il Concilio, Maritain, si sente in obbligo di intervenire sulla teologia progressista che rischia di generare un nuovo modernismo, pubblicando «Il contadino della Goronna» nel 1966, che crea le nuove polemiche. Nel 1970 da ospite presso la comunità i Piccoli fratelli di Gesù «volle essere accolto nella comunità come piccolo fratello», le ragioni le troviamo nella lettera alla comunità: «Cari Piccoli Fratelli, desidero parteciparvi una notizia che mi concerne e che forse vi sorprenderà un poco: il vecchio Jacques ha fatto domanda di entrare tra i Piccoli Fratelli di Gesù; e fratel Rene e il Consiglio hanno avuto la grande carità di accettare la sua richiesta. Hanno anche voluto consentire che io faccia a Tolosa il mio noviziato che comincerà a metà ottobre. Se accoglierete questa notizia con una sonora risata vi capirò benissimo: questo vecchietto d'un filosofo, prossimo agli 88 anni e che si mette disinvoltamente a saltare il limite d'età (non superare i 35 anni) imposto ai postulanti. Di fatto i fratelli tra i quali vivo qui hanno preso le cose dal lato buono, ed io ne sono vivamente riconoscente a loro, come anche a Rene e al Consiglio. … Un filosofo alla fine della sua vita fa bene a volgersi verso le cose di lassù, ma dopo aver osato affrontare un argomento come La Chiesa del Cristo , non scrive più libri». «Jacques Maritain passato da questa Patria provvisoria alla Patria definitiva il 28 aprile del 1978» 4 Piero Viotto, Genesi, sviluppo, attualità di “Humanism integral”. 5 Piero Viotto, Profilo biografico di Jacques Maritain.
ma purificare il pensiero moderno e integrare tutte le verità scoperte dai tempi di s. Tommaso. Il tomismo non è ne di destra ne di sinistra. Il tomismo è una saggezza. Giudicare il tomismo come un abito usato che si portava al XIII secolo e oggi non si porta più, è ritenere che il valore della metafisica sia una funzione di un certo tempo, e un modo di pensare propriamente barbaro. È un modo puerile giudicare la metafisica in funzione di uno stato sociale da conservare. La filosofia di s. Tommaso è in se stessa indipendente dai dati della fede e nei suoi principi e nella sua struttura non si rifà che alla esperienza e alla ragione, per cui questa filosofia, pur restando perfettamente distinta è in comunicazione vitale con la saggezza superiore della teologia e con la saggezza della contemplazione»8.
La seconda fase si caratterizza con l’impegno di Maritain contro imperialismi culturali, totalitarismi ideologici, affermando e promulgando una epistemologia della metafisica esistenziale in alternativa al scientismo moderno, all’idealismo e positivismo. Afferma personalismo dell’individuo contro collettivismo e comunità al posto dell’individualismo.
3.1. Epistemologia
«L'epistemologia maritainiana non nasce per deduzione logica, ma attraverso una riflessione sull'esperienza, a contatto con gli scienziati»9, e si configura come teoria del sapere, per quanto non solo sapienziale e non è soltanto scientifico, ma sapienziale e scientifico. Proprio dopo la crisi dello scientismo nasce la distinzione tra i diversi gradi del sapere, che vengono chiariti nel volume «Distinguere per unire», - opera più rilevante nel campo della epistemologia maritainiana. «Poco a poco - osserva Raïssa nel suo diario - la gerarchia dei valori spirituali, intellettuali, scientifici ci appariva e cominciavamo a comprendere che essi possono non essere in contrasto gli uni con gli altri. In grado diverso tutti questi valori partecipano al mistero in cui si conclude finalmente ogni scienza, tutti partecipano della luce da cui discende ogni conoscenza. E noi vedevamo chiaramente che la verità degli uni non potrebbe essere contraria alla verità degli altri». La scienza si diverge in scienze empiriche e scienze formali. Parte dalle empiriche che si distinguono in empiriometriche con forte riferimento alla matematica; e empirioschematiche, che si sottomettono alla filosofia per essere complete. le scienze sperimentali sono del primo grado di astrazione, le matematiche del secondo. La metafisica viene messa al terzo grado. Ricorda che “tutti e tré i gradi della visualizzazione astrattiva sono, a diverso modo, impegnati con l'essere (non solo la conoscenza metafìsica)”, ma dove l’essere non coincide con il pensiero. Riconosce il sapere teologico, che a sua volta si struttura in teologia dogmatica , “una sapienza di fede e ragione” e teologia mistica , “una sapienza di amore di Dio e di unione”. All’acme dei saperi viene posta la mistica, che è un sapere da avere distinto e unito agli altri saperi.
3.2. Humanisme integral
8 Piero Viotto, Profilo biografico di Jacques Maritain. 9 Ivi
«Jacques Maritain è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per il libro del 1936 Humanisme intégral»10, opera di filosofia politica considerata tra i più importanti della produzione maritainiana. Nata da sei lezioni del 1934 dell’Università di Santander e dal congresso tomista di Poznam, in Polonia. Importanti sono le corrispondenze E. Mounier e Charles Journet che cooperano per questa opera. Il volume aveva avuto l’imprimatur dall’Arcivescovo di Parigi nel 18 luglio 193611. Distingue tre piani di azione del credente: in quanto cristiano agisce sul piano spirituale per cui impegnato dalla Chiesa, agisce da cristiano riguarda il potere temporale in cui impegna solo sé stesso. Non è un dualismo del cristiano, ma una distinzione, siccome «il piano temporale è subordinato al piano spirituale»12. Il terzo piano riguarda le questioni miste, l’educazione e matrimonio, dove spirituale è intrecciato nel temporale. La distinzione è fondamentale, perché evidenza la missione della Chiesa e laicità dello Stato. L’azione politica è libera e non viene strumentalizzata dalla Chiesa e viceversa. Mentre la Chiesa è l’opera di Dio nella storia e trascende ogni cultura e società. E su questa base Maritain distingue per non confondere lo spirituale con il temporale, la Chiesa con lo Stato. Maritain evidenza la mancanza di formazione politica di ispirazione politica e contribuisce alla fondazione dei movimenti politici che si ispirano dal Vangelo. L’Umanesimo integrale propone la riflessione, sviluppata da Paolo VI, sull’eterno e temporale, i beni materiali e spirituali che sembra che uno si oppone all’altro. Maritain precisa che temporale non è un mezzo ma è un fine, anche se è un fine infravalente, Dio rimane sempre come fine l’ultimo. In tal modo Umanesimo integrale non esclude, ma include distinguendo: «ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio». L’opera è stata accolta sul piano politico nella Dichiarazione universale dei diritti umani promossa dall’ONU e nel campo ecclesiale nei documenti del Concilio Vaticano II.
3.3. Educazione
Nella terza fase del suo pensiero il filosofo arrovella il problema della pedagogia, considerata dipendente ma non derivante delle scienze antropologiche. «Educazione al bivio» richiama la rifondazione della democrazia come alternativa al totalitarismo ideologico, al primato della razza e dello stato viene contrapposto il primato della persona e axiologico, sul quale l’educazione deve insistere con i mezzi non dell’imposizione ma con i valori umani e con l’azione morale dell'educatore, in cui la cooperazione è possibile tra educatore e educante per somiglianza della natura. Educazione come medicina, arte a servizio della natura.
Conclusione
L’ esposizione di semplici tratti della sua vita e del suo pensiero fanno luce sulla persona del filosofo, che ha svolto un apostolato intellettuale dando la testimonianza del credente e indifeso cercatore della verità e del suo pensiero che ha influenzato la filosofia contemporanea e il mondo cattolico cominciando dal Concilio Vaticano II. Un filosofo che ha abbracciato il pensiero di san Tommaso fin dalla giovane età rimanendo fedele discepolo, proponendola come soluzione del nostro tempo. Una vita spesa nella ricerca delle ragioni nelle questioni della cultura attuale mediante l’ispirazione al Vangelo. «Non basta avere ragione. Bisogna diventare migliori. A questa condizione, e solo a questa
10 Piero Viotto, Genesi, sviluppo, attualità di “Humanism integral”. 11 Si vede “Cahier Jacques Maritain” n. 67, dicembre 2013, p. 17 12 “Oeuvres Complètes”, VI, 619