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Sintesi su vita e opere di Maritain
Tipologia: Sintesi del corso
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Jacques Maritain nacque a Parigi il 18 novembre 1882. Dopo gli studi presso la Sorbona di Parigi, dove incontrò la futura moglie Raissa Oumancoff, una studentessa russa di origini ebraiche, si avvicinò gradualmente alla religione cattolica, fino a convertirsi insieme alla moglie nel 1906. Nel corso della sua esistenza alternò l'attività di docente a quella di studioso e fu sempre impegnato nella lotta contro ogni forma di totalitarismo, dal nazifascismo al comunismo staliniano. Dal 1914 al 1939 fu docente presso l’ Institut Catholique. In quegli anni diede alle stampe alcuni dei suoi capolavori, come “Umanesimo integrale” (1934). Approfondì gli studi su Tommaso d’ Aquino ed elaborò le sue tesi nei confronti della modernità; collaborò con Mounier alla rivista “Esprit” che è generalmente considerata la rivista del personalismo. Nel 1940 si trasferì negli Usa dove insegnò nelle Università di Princeton e Columbia (New York). Risale a questo perido il suo più noto lavoro pedagogico, “L’educazione al bivio” (1943). Al termine della guerra fu per un breve periodo ambasciatore di Francia presso la Santa Sede (1945- 1948), poi fece ritorno negli USA ove restò fino al 1960, anno della morte di Raissa. Negli anni del dopoguerra si impegnò a sostenere i movimenti cattolico-democratico e a contrastare vigorosamente il pragmatismo anglosassone. Nel 1959 pubblicò la raccolta di saggi “Per una filosofia dell’educazione”. Visse gli ultimi anni della sua vita presso la comunità dei Piccoli Fratelli di Gesù, ove morì il 28 aprile 1973. Jacques Maritain nacque a Parigi il 18 novembre 1882 da una famiglia protestante di tradizione liberale. Dopo gli studi presso la Sorbona di Parigi, dove incontrò la futura moglie, una studentessa russa di origini ebraiche, si avvicinò gradualmente alla religione cattolica, fino a convertirsi insieme a lei nel 1912. Nel corso della sua esistenza alternò l'attività di docente a quella di studioso e fu sempre impegnato nella lotta contro ogni forma di totalitarismo, dal nazifascismo al comunismo staliniano. Dal 1914 al 1939 fu docente presso l'Institut Catholique. ln quegli anni diede alle stampe alcuni dei suoi capolavori, come " Umanesimo integrale " (1924). Approfondi gli studi su Tommaso d' Aquino ed elaborò le sue tesi nei confronti della modernità inoltre collaborò con Mounier alla rivista " Esprit " che è generalmente considerata la rivista del personalismo. Nel 1940 si trasferì negli USA dove insegnò nelle università di Princeton e ed è proprio in questo periodo che risale il suo più noto lavoro pedagogico, " L'educazione al bivio" (1943). Al termine della guerra fu per un breve periodo ambasciatore di Francia presso la Santa Sede poi fece ritorno negli USA ove restò fino al 1950, anno della morte di Raissa. Negli anni del dopoguerra invece si impegnò a sostenere i movimenti cattolico-democratici e a contrastare il pragmatismo anglosassone. Nel 1959 pubblicò la raccolta dl saggi " Per una filosofia dell'educazione ". Visse gli ultimi anni della sua vita presso la comunità dei Piccoli Fratelli di Gesù, e morì il 28 aprile 1972. Nel 1912 come abbiamo detto avviene la sua conversione attraverso cui il filosofo assume una posizione antimoderna che vagheggia il ritorno all’integralità dell’esperienza umana spezzata con la fine dell’età medievale. La cultura moderna è infatti permeata dalla logica della separazione e della parzialità : Lutero ha separato la teologia dalla filosofia, Machiavelli la politica dalla morale, Cartesio, una volta introdotto il dubbio, trova la sola certezza dell’io e separa la res cogitans dalla res extensa ; sono
tutte scelte unilaterali e dunque parziali, fino a giungere all’assolutizzazione del soggetto con l’Idealismo o dell’oggetto con il Positivismo. Da qui deriva la crisi del mondo moderno: la perdita di un orizzonte comune di valori, sostituiti di volta in volta dall’orgogliosa pretesa dell’uomo di fare senza Dio e di stabilire lui solo l’ordine della realtà. Se la modernità ha frantumato l’immagine dell’uomo , per uscire dalla crisi della modernità occorre ancorarsi all’ultimo grande sistema di pensiero organico costituito dal tomismo di San Tommaso come punto di riferimento per ritrovare i fondamenti dell’etica, della politica e dell’educazione. Il tomismo prevede la convivenza di ragione e fede, di filosofia e teologia e fa propria la concezione organica dell’uomo scaturita dalla tradizione occidentale, greca ebraica e cristiana; All’unilateralità di scelte dell’età moderna, il tomismo oppone un’idea organica dell’uomo che è individualità (realtà naturale), personalità (costruzione tutta umana nel rapporto dell’individuo con cultura e società) e persona (creature spirituale di Dio, avente un valore in sé, indipendente dalla natura e dalla società). E’ da San Tommaso che Maritain trae l’idea della persona umana come entità ontologica – cioè realtà avente valore in sé, indipendentemente dalla natura, dalla società o dallo Stato – la cui consistenza è resa possibile solo dal suo rapporto con l’Assoluto, con Dio. Il recupero della metafisica e della teologia è condizione del recupero del valore della persona e, dunque, della rifondazione di un ordine sociale modellato sulla dignità dell’uomo. In un passo di Educazione al bivio, Maritain risponde alla domanda “ che cos’è l’uomo? ” facendo propria l’idea tomista che, a suo giudizio, riconduce a sintesi l’idea greca, ebraica e cristiana della persona umana. « L’ uomo è animale dotato di ragione, la cui suprema dignità consiste nell’intelligenza; L’uomo inteso come libero individuo in relazione personale con Dio, la cui suprema virtù consiste nell’obbedire volontariamente alla legge di Dio; Uomo come creatura peccatrice e ferita, chiamata alla vita divina e alla liberazione apportata dalla grazia, la cui suprema perfezione consiste nell’amore ». Dell’idea greca fa propria la concezione dell’uomo come animale razionale, come essere naturale e razionale; dell’idea ebraica accoglie il rapporto dell’uomo con Dio, come relazione che si istituisce nella storia; dell’idea cristiana, infine, condivide l’idea dei limiti (caduta) e delle possibilità (grazia) in ordine alla salvezza. Per Maritain, dunque, l’educazione contemporanea è parziale , perché ha smarrito il senso dell’integralità umana. Il filosofo individua al riguardo sette errori , di cui i principali sono il disconoscimento dei fini , la sostituzione di un’idea materialistica dell’uomo all’idea di persona, il pragmatismo (l’azione è valutata di per sé), il sociologismo (la persona è concepita in funzione della società) e l’intellettualismo (all’educazione integrale della persona se ne contrappone una specialistica). Un’educazione realisticamente critica dell’uomo deve pertanto, secondo Maritain, essere umanistica e cristiana. L’umanesimo integrale è veramente tale se non si ferma all’umanesimo classico, ma se integra quest’ultimo con le acquisizioni del pensiero ebraico e cristiano quindi parliamo di un’educazione che include tutte le dimensioni dell’uomo. Occorre quindi una pedagogia nuova che sappia ispirarsi a un nuovo umanesimo che superi l’ antropocentrismo dell’ homo faber a favore di un umanesimo teocentrico nel quale il riferimento a Dio non comporta annullamento, ma realizzazione dell’uomo_._ L’umanesimo integrale proposto da Maritain non costituisce soltanto un disegno pedagogico, ma esprime altresì un’utopia politica: quella di una comunità di analogia, tenuta insieme da valori comuni, capace di restituire agli uomini del Novecento, che hanno storicamente fallito, l’opportunità di una ritrovata unità pratica, nonostante le diversità ideologiche, in un comune lavoro politico e sociale.
https://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Maritain https://francescomacri.wordpress.com/2017/03/02/jacques-maritain-leducazione-integrale-per-un- umanesimo-integrale/ https://digilander.libero.it/umbgio/pastorale/Maritain.pdf http://www.filosofico.net/maritainpistonepedag.htm R. Tassi, P. Zani, I saperi dell’educazione , Bologna, Zanichelli, 2015