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Klee - La confessione creatrice, Sintesi del corso di Estetica

Riassunto di Klee, "La confessione creatrice"

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 09/01/2014

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KLEE - CONFESSIONE CREATRICE - 1918 - contributo a un fascicolo di vari autori e musicisti
1)
- Arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile
- Distingue elementi formali essenziali (quanto più ci si concentra su questi tanto meno si rende
realistica la rappresentazione): punti, energie lineari piane e spaziali. Elemento spaziale è macchia
di colore
2)
- Si disegna un tracciato topografico
- Dal punto fermo alla prima azione motoria: la linea.
- Linea può essere spezzata -movimento frenato-, e se ci fermiamo più volte, articolata
- Linea curva, movimento ondulatorio
- Ponte, arcate
- Incontriamo uno che vuole come noi raggiungere il luogo di una miglior conoscenza
- Siamo dapprima uniti nella gioia, convergenza, ma poi si manifestano divergenze, e abbiamo due
linee che hanno andamento autonomo
- Campo non arato: superficie percorsa da linee
- Bosco: l'altro si perde e traccia strada come cane in corsa
- Bambino riccioluto: movimento a spirale
- Notte: elemento spaziale
- Lampo: linea a zigzag
- Stelle: seminata di punti
- Macchie, puntini, superfici uniformi, variolate e striate; movimento ondulatorio, frenato e articolato;
contromovimento; intreccio, trama; muri, squame; monodio e polifonia; linea che si perde e si
rafforza
3)
- Dopo aver elencato gli elementi formali, Klee puntualizza: l'opera non è fatta di meri elementi; gli
elementi devono produrre forme conservando se stessi
- Infinite possibilità di variazione nell'interazione tra gli elementi per produrre forme; infinite
possibilità ideali di espressione
- L'idea è l'origine della rappresentazione, prima dell'azione
4)
- Movimento è alla base di ogni divenire
- Parla del Laocoonte e della divisione tra arti del tempo e arti dello spazio: per Klee è un'illusione.
Anche lo spazio è una nozione temporale.
- Il punto si fa movimento e linea, ma questo processo richiede del tempo, idem per la
trasformazione linea-superficie e quella da superficie a spazio
- L'opera viene costruita nel tempo, pezzo per pezzo
- Anche la fruizione dell'opera richiede del tempo
- Atemporale è solo il punto, che non nasce da un movimento, ed è morto
- Opera d'arte è formazione, è in movimento, è genesi, anche se la si esperisce come prodotto
- Anche l'osservatore svolge un'operazione temporale: si concentra su un pezzo alla volta
- Opera è data quindi dal movimento, è movimento fissato, e viene percepita col movimento (dei
muscoli oculomotori)
5)
- al mondo non c'è solo ciò che vediamo: il visibile è solo un esempio di verità, ma ce ne sono altri
- Spesso il significato delle cose si amplia e contraddice l'esperienza razionale dello ieri
- Il male non deve essere eliminato: è una forza che coopera alla creazione del tutto; collabora con
l'elemento femminile (buono, crescente, calmo)
- Al contrasto maschile/femminile come forze che creano corrisponde il comporsi delle forme del
movimento e del contromovimento, della antitesi di colore: ogni energia esige un complemento
6)
- nell'antichità: uomo che naviga su una barca apprezzandone la comodità
- nella modernità: uomo che passeggia sul ponte di un piroscafo, considera il suo stesso
movimento, la rotta della nave, la direzione della corrente, la rotazione della terra, l'orbita della
terra, le orbite del resto del cosmo - compagine di movimenti nell'universo, con l'io sul piroscafo
come centro
7)
- Arte è similitudine della creazione
- liberazione degli elementi, loro raggruppamento in sottoclassi, smembramento e ricomposizione
in un tutto, raggiungimento della quiete mediante la compensazione dei movimenti
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KLEE - CONFESSIONE CREATRICE - 1918 - contributo a un fascicolo di vari autori e musicisti 1)

  • Arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile
  • Distingue elementi formali essenziali (quanto più ci si concentra su questi tanto meno si rende realistica la rappresentazione): punti, energie lineari piane e spaziali. Elemento spaziale è macchia di colore 2)
  • Si disegna un tracciato topografico
  • Dal punto fermo alla prima azione motoria: la linea.
  • Linea può essere spezzata -movimento frenato-, e se ci fermiamo più volte, articolata
  • Linea curva, movimento ondulatorio
  • Ponte, arcate
  • Incontriamo uno che vuole come noi raggiungere il luogo di una miglior conoscenza
  • Siamo dapprima uniti nella gioia, convergenza, ma poi si manifestano divergenze, e abbiamo due linee che hanno andamento autonomo
  • Campo non arato: superficie percorsa da linee
  • Bosco: l'altro si perde e traccia strada come cane in corsa
  • Bambino riccioluto: movimento a spirale
  • Notte: elemento spaziale
  • Lampo: linea a zigzag
  • Stelle: seminata di punti
  • Macchie, puntini, superfici uniformi, variolate e striate; movimento ondulatorio, frenato e articolato; contromovimento; intreccio, trama; muri, squame; monodio e polifonia; linea che si perde e si rafforza 3)
  • Dopo aver elencato gli elementi formali, Klee puntualizza: l'opera non è fatta di meri elementi; gli elementi devono produrre forme conservando se stessi
  • Infinite possibilità di variazione nell'interazione tra gli elementi per produrre forme; infinite possibilità ideali di espressione
  • L'idea è l'origine della rappresentazione, prima dell'azione 4)
  • Movimento è alla base di ogni divenire
  • Parla del Laocoonte e della divisione tra arti del tempo e arti dello spazio: per Klee è un'illusione. Anche lo spazio è una nozione temporale.
  • Il punto si fa movimento e linea, ma questo processo richiede del tempo, idem per la trasformazione linea-superficie e quella da superficie a spazio
  • L'opera viene costruita nel tempo, pezzo per pezzo
  • Anche la fruizione dell'opera richiede del tempo
  • Atemporale è solo il punto, che non nasce da un movimento, ed è morto
  • Opera d'arte è formazione, è in movimento, è genesi, anche se la si esperisce come prodotto
  • Anche l'osservatore svolge un'operazione temporale: si concentra su un pezzo alla volta
  • Opera è data quindi dal movimento, è movimento fissato, e viene percepita col movimento (dei muscoli oculomotori) 5)
  • al mondo non c'è solo ciò che vediamo: il visibile è solo un esempio di verità, ma ce ne sono altri
  • Spesso il significato delle cose si amplia e contraddice l'esperienza razionale dello ieri
  • Il male non deve essere eliminato: è una forza che coopera alla creazione del tutto; collabora con l'elemento femminile (buono, crescente, calmo)
  • Al contrasto maschile/femminile come forze che creano corrisponde il comporsi delle forme del movimento e del contromovimento, della antitesi di colore: ogni energia esige un complemento 6)
  • nell'antichità: uomo che naviga su una barca apprezzandone la comodità
  • nella modernità: uomo che passeggia sul ponte di un piroscafo, considera il suo stesso movimento, la rotta della nave, la direzione della corrente, la rotazione della terra, l'orbita della terra, le orbite del resto del cosmo - compagine di movimenti nell'universo, con l'io sul piroscafo come centro 7)
  • Arte è similitudine della creazione
  • liberazione degli elementi, loro raggruppamento in sottoclassi, smembramento e ricomposizione in un tutto, raggiungimento della quiete mediante la compensazione dei movimenti
  • sono problemi formali ma non fanno parte della cerchia superna: nella cerchia superna c'è sempre un ultimo segreto KLEE - VIE ALLO STUDIO DELLA NATURA - 1923
  • Dialogo con la natura è fondamentale per l'artista, perché anche lui, in quanto uomo, fa parte della natura
  • Uomo può assumere diverse posizioni nei confronti della natura, e può quindi percorrere vie diverse nello studio della natura e nella produzione artistica
  • Arte è sempre nuova: anche se non lo è in sostanza, la combinazione delle vie artistiche lo è sempre rispetto a quella delle vie di ieri; non bisogna però cercare la novità in modo spasmodico
  • Come si è posto tradizionalmente l'artista nei confronti della natura? Ha cercato di entrarvi in contatto per via fisica, ottica: elabora arte della visione ottica. Non si sviluppa quindi la considerazione per impressioni e rappresentazioni non ottiche
  • Bisogna quindi ampliare l'indagine del fenomeno: artista non è solo una macchina fotografica, è molto più esteso, è creatura terrestre e creatura nell'ambito del tutto
  • Fenomeno si può studiare con una tendenza alla totalità, per cui si instaura una interpretazione più vasta dell'oggetto in sé. Oggetto si dilata al di là, oltre il proprio fenomeno, perché noi non ne conosciamo l'interno: la cosa è più di ciò che ci è dato a vedere con l'apparenza. La cosa si può sezionare - interiorizzazione visuale - per vederne la struttura materiale.
  • Si possono così trarre delle conclusioni sull'interno dell'oggetto, attraverso l'intuizione: conclusioni intuitive possono elevare l'impressione fenomenica a interiorizzazione funzionale
  • Ci sono in generale delle vie che pongono l'io e l'oggetto in un particolare rapporto di risonanza che trascende i fenomeni ottici: es, comune radice terrestre che dal basso sale all'occhio dell'io; es, comunanza cosmica che proviene dall'alto. Sono vie metafisiche.
  • La via inferiore (comune radice terrestre) produce forme statiche, quella superiore (comunanza cosmica) produce forme dinamiche. Nella via inferiore non ci si libera dal vincolo terrestre, cosa che invece si fa nella via superiore, attraverso il nuoto e il volo fino al libero slancio
  • Tutte le vie si incontrano nell'occhio e conducono alla sintesi di visione esterna e contemplazione interiore. Dal punto di incrocio si originano opere manuali diverse dall'immagine ottica di un oggetto.
  • L'esperienza dell'artista nelle diverse vie, l'essersi sviluppato nell'intuizione e nell'osservazione della natura lo autorizza alla libera figurazione di immagini astratte che attingono una nuova naturalezza. Crea quindi un'opera o partecipa alla creazione di opere a immagine e somiglianza delle opere di dio KLEE - VISIONE E ORIENTAMENTO NELL'AMBITO DEI MEZZI FIGURATIVI E LORO ASSETTO SPAZIALE - conferenza del 1924 in occasione di una sua mostra, pubblicata per la prima volta nel 1945
  • studiare le fasi del processo creativo che si svolgono a livello subcosciente
  • artista si basa sull'esperienza: è come il tronco di un albero, in cui la natura e la vita sono le ramificazioni.
  • artista trasmette nell'opera la sua esperienza del fluire, ma senza che ci sia identità formale tra l'opera e il mondo sensibile: non si può pretendere che l'albero formi la sua chioma sul modello della radice
  • è difficile parlare dell'arte figurativa, perché per parlare di quest'arte spaziale ci sono dati solo strumenti intrinsecamente temporali (il linguaggio)
  • l'opera si studia in parti, che poi scadono temporalmente, ma mantengono la loro presenza nel ricordo: le varie parti vanno tenute contemporaneamente presenti
  • arti spaziali hanno una polifonia e una pluridimensionalità che non si trovano nel linguaggio
  • chioma = opera d'arte, radici = natura
  • opera ha dimensioni specifiche: elementi formali (linea, chiaro-scuro, colore - la linea è un elemento limitato perché è solo misurabile, è solo connessa alla misura. La misura è la sua caratteristica; il chiaroscuro ha un problema di peso - gradazioni; colori hanno caratteristiche diverse, non possono essere misurati o pesati - le differenze tra colori sono di tipo qualitativo, non quantitativo)
  • questi elementi vengono utilizzati e entrano in relazione tra loro: colore è qualità, ma anche peso perché ha un'intensità luminosa, e ha anche misura perché ha un'estensione misurabile. Chiaroscuro è peso ma anche misura; la linea è solo misura.
  • L'ambito in cui si incontrano qualità peso e misura è solo quello del colore puro. Ci sono quindi 3 ambiti inscatolati l'uno nell'altro
  • questi elementi possono essere usati con grande chiarezza, ma anche con confusione (giustificata soltanto da un particolare bisogno interiore)

Schreyer:

  • Klee: "Ciò che ci riguarda non è l'opera, ma unicamente l'agire. L'opera non ci appartiene più. Noi la perdiamo nel momento in cui essa diviene oggetto commerciale, in definitiva oggetto di speculazione"
  • Schreyer: "Ma con questi contenuti (nei vostri quadri) non abbandonate i limiti dei quadri, varcando i limiti della composizione figurativa?"
  • Klee: "No, non varco i limiti né del concetto né della composizione figurativa. Amplio il contenuto del quadro dando al quadro stesso un contenuto propriamente non nuovo ma solo raramente visto. Questi contenuti rimangono nel campo del naturale, e non dei fenomeni naturali, ma delle possibilità naturali, danno dunque quadri di una natura potenziale"
  • Klee: la fantasia è un pericolo, è la strada sbagliata dei cosiddetti artisti, via d'uscita per quelli che sono privi di realtà spirituale. Si aprono per noi, tramite l'evoluzione della coscienza, mondi che appartengono alla natura ma in cui non tutti gli uomini possono penetrare con lo sguardo (che forse è proprio solo dei bambini): si aprono i regni dei non nati, dei morti, il regno di ciò che può venire, un mondo intermedio. Lo sento tra i mondi percettibili esteriormente ai nostri sensi e posso afferrarlo intimamente in modo da poterlo proiettare verso l'esterno in forme equivalenti. Muche: