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Elettromagnetismo: Introduzione ai Concetti Fondamentali, Appunti di Fisica

Introduzione alla scoperta dell'elettromagnetismo. Spiegazione dei concetti di attrazione e repulsione. Introduzione ed esempi di esperimenti con l'elettrizzazione per contatto, per induzione elettrostatica ed esperimento con l'elettroscopio.

Tipologia: Appunti

2013/2014

In vendita dal 02/10/2014

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Fisica
L’Elettromagnetismo
L’Elettromagnetismo
La Scoperta
L’elettromagnetismo è scoperto inizialmente dai greci
nel VI secolo a .C. Strofinando dell’ambra sopra ad un
panno si riuscivano ad attirare piccole piume. Solo nel
1800 si è però data una sistemazione, in quanto fino ad
allora non c’erano equazioni che la descrivevano. I
funzionamenti dell’elettricità e del magnetismo (la forza
elettromagnetica) sono stati scoperti da Maxwell.
Nel 1700 Franklin scopre invece che l’elettricità può
essere negativa o positiva. All’inizio infatti il simbolo +
veniva chiamato vetroso, e il simbolo -veniva chiamato
resinoso.
Attrazione E Repulsione
Avvicinando una bacchetta di plastica strofinata con un
pezzo di stoffa a due palline di polistirolo, essa le attrae
o le respinge. In particolare si nota che se non si tocca la
pallina con la bacchetta, essa viene attirata, una volta
toccata invece la pallina cerca di allontanarsi.
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L’Elettromagnetismo

L’Elettromagnetismo

La Scoperta

L’elettromagnetismo è scoperto inizialmente dai greci nel VI secolo a .C. Strofinando dell’ambra sopra ad un panno si riuscivano ad attirare piccole piume. Solo nel 1800 si è però data una sistemazione, in quanto fino ad allora non c’erano equazioni che la descrivevano. I funzionamenti dell’elettricità e del magnetismo (la forza elettromagnetica) sono stati scoperti da Maxwell.

Nel 1700 Franklin scopre invece che l’elettricità può essere negativa o positiva. All’inizio infatti il simbolo + veniva chiamato vetroso , e il simbolo - veniva chiamato resinoso.

Attrazione E Repulsione

Avvicinando una bacchetta di plastica strofinata con un pezzo di stoffa a due palline di polistirolo, essa le attrae o le respinge. In particolare si nota che se non si tocca la pallina con la bacchetta, essa viene attirata, una volta toccata invece la pallina cerca di allontanarsi.

L’Elettromagnetismo

Toccando entrambi gli strumenti essi non si attraggono né si respingono, in quanto l’umidità è andata ad intaccare l’elettromagnetismo presente tra essi.

Sfregando la bacchetta si carica, e se la si avvicina alla pallina essa si polarizza (le molecole si girano).

La polarizzazione è l’orientamento delle molecole interne al materiale che fa in modo che i materiali isolanti vengano attratti quando posti vicini ad una carica elettrica.

L’Elettromagnetismo

Elettrizzazione Per Contatto

Questa avviene più facilmente nei corpi conduttori (per esempio nei metalli). Le molecole infatti nei materiali isolati rimangono pressoché fissi al loro posto. Nei conduttori le cariche si spostano da un po’ all’altro. Però bisogna ricordarsi che il conduttore e l’isolante perfetto non esistono.

In questo processo la corrente si trasmette da un conduttore all’altro. Se c’è di mezzo la Terra (che fa meno resistenza elettrica), la corrente preferisce passare per essa, in quanto appunto trova meno resistenza.

L’Elettromagnetismo

Induzione Elettrostatica

I metalli (come tutti gli altri elementi) sono fatti con cariche positive e negative. Gli elettroni (non tutti) nei metalli si spostano fluidamente da un atomo all’altro.

Questi vengono chiamati elettroni di conduzione. Essi cercano sempre una carica positiva. Dalla parte opposta alla loro direzione si crea un’altra carica positiva. Infatti spostandosi quando attratti, lasciano ioni vuoti in una parte del corpo. Gli ioni sono atomi (positivi) senza un elettrone.

L’oggetto grande prende la maggior parte degli elettroni.

L’Elettromagnetismo

Toccando il pomolo, è possibile creare un grande conduttore (formato da Terra, persona e elettroscopio). Questo permette il processo di elettrizzazione per induzione elettrostatica.

Lo stesso risultato si ottiene con due magneti uniti, attirando gli elettroni da una parte e poi staccandoli. Così facendo si ottiene un magnete solo negativo e uno positivo, entrambi stabili.