Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


L'equilibrio chimico, Sintesi del corso di Chimica

Tratta dell'equilibrio dinamico, della costante di equilibrio, del quoziente di reazione, della costante di equilibrio e della temperatura, della termodinamica dell'equilibrio, del principio di Le Chatelier e degli equilibri eterogenei e dell'equilibrio di solubilità

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

In vendita dal 30/06/2020

costanza_gonnella
costanza_gonnella 🇮🇹

4.3

(4)

32 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
L’equilibrio chimico
Molte reazioni risultano incomplete, perché la quantità di prodotto che si ottiene è inferiore a quella
teoricamente prevedibile. A volte, i reagenti scompaiono del tutto, ma sono i prodotti che diminuiscono la
resa del prodotto. Altre volte, i reagenti e i prodotti si trovano insieme nel recipiente, ma la trasformazione
non procede più né avanti, né all’indietro. Le reazioni non arrivano a compimento perché raggiungono un
particolare stato detto equilibrio chimico. Quando abbiamo una sostanza in due stati diversi e le molecole
del primo stato si trasformano in quelle del secondo e viceversa, perciò le quantità dei due stati non
cambiano, si parla di trasformazioni reversibili in equilibrio dinamico. Visto che si tratta di un equilibrio
durante in quale avvengono delle trasformazioni tra diversi stati, si parla di equilibrio di fase. In generale:
- Un sistema è in equilibrio quando non variano più le sue proprietà macroscopiche osservabili;
- L’equilibrio è dinamico quando, a livello microscopico, è il risultato di due processi opposti che
avanzano a eguale velocità.
Quando una trasformazione giunge all’equilibrio, le condizioni di riversibilità e dinamicità sono indicate da
una doppia freccia; le due frecce hanno la stessa lunghezza per sottolineare che il processo diretto e
inverso, all’equilibrio, avvengono con uguale velocità. Le situazioni di equilibrio in natura non sono comuni,
perché esse prevedono un sistema chimico (senza scambi di materia) la cui temperatura rimanga costante.
A temperatura e pressione costanti, un sistema chimico chiuso è in equilibrio se la concentrazione (o la
pressione) dei reagenti e dei prodotti è costante nel tempo. No tutti i sistemi le cui specie hanno
concentrazioni costanti nel tempo sono in equilibrio.
Ciascuna reazione che ha raggiunto lo stato di equilibrio ha il rapporto tra le concentrazioni dei prodotti su
quelle dei reagenti, costante. A questo valore diamo il nome di costante di equilibrio (KEQ), che dipende solo
dalla temperatura. Questa affermazione costituisce la legge dell’equilibrio chimico, nota come legge
dell’azione di massa di Guldeberg e Waage.
aA + bB = cC + Dd
Keq=[C]c[D]d
[A]a[B]b
In un sistema chimico all’equilibrio, a una data temperatura, il rapporto tra il prodotto delle concentrazioni
molari dei prodotti e il prodotto delle concentrazioni molari dei reagenti, elevate ciascuna al proprio
coefficiente stechiometrico, è costante. A seconda della reazione, il valore della costante può essere grande
se è maggiore di 1, intermedio se è uguale a 1 e piccolo se è minore di 1. La grandezza della costante di
equilibrio ci fornisce l’informazione su quanto sia spostata una reazione verso la formazione dei prodotti,
una volta che l’equilibrio è stato raggiunto. Se la costante è molto grande, la concentrazione dei prodotti e
molto maggiore rispetto a quella dei reagenti e la reazione è quasi completa e viceversa. Nelle reazioni in
fase omogenea gassose possiamo esprimere la costante di equilibrio, anche in funzione delle pressioni
parziali dei gas.
aA(g) + bB(g) = cC(g) + dD(g)
Kp=(pC)c(pD)d
(pA)a(pB)b
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica L'equilibrio chimico e più Sintesi del corso in PDF di Chimica solo su Docsity!

L’equilibrio chimico Molte reazioni risultano incomplete, perché la quantità di prodotto che si ottiene è inferiore a quella teoricamente prevedibile. A volte, i reagenti scompaiono del tutto, ma sono i prodotti che diminuiscono la resa del prodotto. Altre volte, i reagenti e i prodotti si trovano insieme nel recipiente, ma la trasformazione non procede più né avanti, né all’indietro. Le reazioni non arrivano a compimento perché raggiungono un particolare stato detto equilibrio chimico. Quando abbiamo una sostanza in due stati diversi e le molecole del primo stato si trasformano in quelle del secondo e viceversa, perciò le quantità dei due stati non cambiano, si parla di trasformazioni reversibili in equilibrio dinamico. Visto che si tratta di un equilibrio durante in quale avvengono delle trasformazioni tra diversi stati, si parla di equilibrio di fase. In generale:

  • Un sistema è in equilibrio quando non variano più le sue proprietà macroscopiche osservabili;
  • L’equilibrio è dinamico quando, a livello microscopico, è il risultato di due processi opposti che avanzano a eguale velocità. Quando una trasformazione giunge all’equilibrio, le condizioni di riversibilità e dinamicità sono indicate da una doppia freccia; le due frecce hanno la stessa lunghezza per sottolineare che il processo diretto e inverso, all’equilibrio, avvengono con uguale velocità. Le situazioni di equilibrio in natura non sono comuni, perché esse prevedono un sistema chimico (senza scambi di materia) la cui temperatura rimanga costante. A temperatura e pressione costanti, un sistema chimico chiuso è in equilibrio se la concentrazione (o la pressione) dei reagenti e dei prodotti è costante nel tempo. No tutti i sistemi le cui specie hanno concentrazioni costanti nel tempo sono in equilibrio. Ciascuna reazione che ha raggiunto lo stato di equilibrio ha il rapporto tra le concentrazioni dei prodotti su quelle dei reagenti, costante. A questo valore diamo il nome di costante di equilibrio (KEQ), che dipende solo dalla temperatura. Questa affermazione costituisce la legge dell’equilibrio chimico, nota come legge dell’azione di massa di Guldeberg e Waage. aA + bB = cC + Dd

Keq =

[ C ]

c

∙ [ D ]

d

[ A ]

a

∙ [ B ]

b In un sistema chimico all’equilibrio, a una data temperatura, il rapporto tra il prodotto delle concentrazioni molari dei prodotti e il prodotto delle concentrazioni molari dei reagenti, elevate ciascuna al proprio coefficiente stechiometrico, è costante. A seconda della reazione, il valore della costante può essere grande se è maggiore di 1, intermedio se è uguale a 1 e piccolo se è minore di 1. La grandezza della costante di equilibrio ci fornisce l’informazione su quanto sia spostata una reazione verso la formazione dei prodotti, una volta che l’equilibrio è stato raggiunto. Se la costante è molto grande, la concentrazione dei prodotti e molto maggiore rispetto a quella dei reagenti e la reazione è quasi completa e viceversa. Nelle reazioni in fase omogenea gassose possiamo esprimere la costante di equilibrio, anche in funzione delle pressioni parziali dei gas. aA(g) + bB(g) = cC(g) + dD(g)

K p =

( pC )

c

∙ ( pD )

d

( pA )

a

∙ ( pB )

b

Nonostante KP e KC relative a una stessa reazione possono assumere valori diversi, a parità di temperatura non indicano due diversi equilibri. Le due costanti sono in relazione tra loro perché la pressione parziale, p, di un gas dipende dalla sua concentrazione molare, n/v (con v espresso in L) P =

N

V

∙ RT e perciò KP = KC ∙ ( RT )ΔN^ dove ΔN = NP – NR indica la differenza tra la somma dei coefficienti

stechiometrici dei prodotti, NP, e la somma dei coefficienti stechiometrici dei reagenti, NR. Prima di raggiungere lo stato di equilibrio le concentrazioni variano nel tempo. Può accadere che diminuiscano quelle dei reagenti e aumentino quelle dei prodotti. In questo caso la direzione diretta sta procedendo più velocemente di quella inversa, così che il numero di molecole di reagente che scompaiono non è bilanciato da quelle che si formano a partire dai prodotti. Se prevale la velocità di reazione inversa, il prodotto si consuma in quantità superiore a quella generata dai reagenti. A temperatura costante il rapporto tra il prodotto delle concentrazioni dei prodotti fratto il prodotto delle concentrazioni dei reagenti tutti elevati per i propri coefficienti stechiometrici, è detto quoziente di reazione (QC). Se in una reazione omogenea in fase gassosa le concentrazioni sono espresse in termini di pressioni parziali, il quoziente di reazione è, invece, indicato con QP. Solo all’equilibrio il quoziente di reazione assume il valore numerico uguale alla costante di equilibrio. In generale:

  • Quando un sistema non ha ancora raggiunto l’equilibrio, i valori di QC e di KC non corrispondo;
  • Se QC < KC prevale la reazione diretta e aumenta nel tempo la concentrazione dei prodotti;
  • Se QC > KC prevale la reazione inversa e aumenta nel tempo la concentrazione dei reagenti. Il valore della costante di equilibrio KEQ varia con la temperatura, infatti, al variare della temperatura variano le concentrazioni all’equilibrio di reagenti e prodotti. Nelle reazioni endotermiche il valore della costante di equilibrio aumenta all’aumentare della temperatura; nelle reazioni esotermiche il valore diminuisce all’aumentare della temperatura. Una trasformazione è spontanea se è negativa la variazione di energia libera del sistema, cioè se ΔG = Gprodotti – GREAGENTI < 0. L’energia libera dei prodotti è inferiore a quella dei reagenti. Al procedere della reazione, l’energia libera del sistema diminuisce sino a raggiungere il suo valore minimo quando tutti i reagenti si sono trasformati in prodotti. il valore dell’energia libera del sistema in un certo istante dipende da quanti reagenti e prodotti sono presenti, cioè dalla sua composizione in quel momento. La reazione procede soltanto se alla nuova composizione del sistema corrisponde un valore di energia libera minore del precedente, cioè se c’è differenza tra i valori di energia libera relativi a due istanti successivi. La reazione si arresta quando non c’è più differenza tra due valori successivi di energia libera del sistema, cioè quando ΔG = 0. Il valore minimo di energia libera si raggiunge quando le concentrazioni di reagenti e prodotti sono quelle di equilibrio. A temperatura e pressioni costanti, l’equilibrio chimico (in un sistema chiuso) corrisponde alla situazione di minima energia libera. All’equilibrio si ha ΔG = 0 perché il valore di energia libera del sistema rimane costante nel tempo. A seconda della trasformazione, il minimo di energia libera può essere raggiunto quando essa è avanzata molto, cioè si sono formati molti prodotti, oppure poco dopo il suo inizio, ossia quando è rimasta una grande quantità di reagenti non trasformati. Nel 1° caso, la costante di equilibrio sarà molto grande, mentre nel 2° sarà molto piccola. Lo stato di equilibrio può essere perturbato se si variano la temperatura, la pressione e le quantità di reagenti e prodotti. Il risultato ci viene esposto dal principio di Le Châtelier o principio dell’equilibrio mobile. Un sistema all’equilibrio, perturbato da un’azione esterna, reagisce in modo da ridurne l’effetto e raggiunge, se possibile, un nuovo stato di equilibrio. Se si modifica la concentrazione di una delle specie presenti aggiungendo o sottraendo una certa quantità, si distrugge temporaneamente l’equilibrio. Per ripristinarlo, il sistema reagisce consumando parte della specie aggiunta o reintegrando in parte la specie

diminuisce se si aggiunge alla soluzione un altro composto avente con esso uno ione comune. L’introduzione di una sostanza che reagisce con uno degli ioni del composto poco solubile sottraendolo alla soluzione, ne aumenta la solubilità perché induce il passaggio in soluzione di altro solido.