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L'evoluzione del turismo, tracciando un percorso storico che parte dall'ospitalità gratuita e arriva al turismo di massa. Si esaminano i fattori che hanno contribuito alla crescita del settore, come l'industrializzazione, l'aumento del reddito e il tempo libero, e si analizzano le diverse fasi di sviluppo del turismo, dal turismo termale al turismo balneare, dal turismo di massa al turismo postmoderno. Anche il ruolo del turismo nello sviluppo economico, analizzando casi specifici come quello dell'italia e dell'africa.
Tipologia: Sintesi del corso
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La spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia: l'industrializzazione e l'aumento del reddito hanno ampliato le fasce sociali in grado di raggiungere questa soglia, permettendo una crescita del settore. La nascita e l'affermarsi del turismo sono strettamente collegati al tempo libero. Nell'antichità romana, il tempo libero (otium) era una condizione sociale riservata all'aristocrazia. Nell'alto medioevo, l'ozio venne invece concepito come causa dei vizi umani, ma le forme di svago ritornarono con l'ingresso dell'economia di scambio. Nel Settecento, in piena rivoluzione industriale, solo all'ozio degli aristocratici venne riconosciuto un valore sociale. Prima dell'Ottocento, la vita durava 30-40 anni e il tempo libero per la gente comune non esisteva. Differenza di orari di lavoro tra Europa e Stati Uniti: negli USA, la forte disuguaglianza dei salari spinge a lavorare molto, sia per i bassi salari (per avere più soldi) che per i salari alti (perché la riduzione di un'ora di lavoro avrebbe costi marginali molto elevati). In Europa, invece, il monte ore più basso si deve alle continue lotte dei sindacati.
La domanda di servizi turistici viene soddisfatta da un insieme eterogeneo di imprese che lavorano insieme, dando vita a un pacchetto turistico. Questo può seguire tre diversi modelli: Community model (diffuso in Europa): il prodotto turistico è il risultato del coordinamento di operatori economici e pubblica amministrazione. Corporate model (di stampo nordamericano): l'invenzione e la promozione del prodotto turistico sono detenute da un'unica grande impresa, solitamente leader in almeno uno dei servizi fondamentali del pacchetto. State and community model (tipico dell'esperienza francese): gli operatori vengono affiancati dallo Stato centrale, che si ritaglia compiti di programmazione generale. Nel 1911, la spesa pro capite delle città balneari inglesi era il doppio delle altre realtà urbane, inerente alla villeggiatura.
Già dal 1905, la Spagna creò una Commissione Nazionale incaricata di promuovere il turismo, elaborando itinerari per tutta l'Europa con tariffe e promozioni speciali. L'Austria seguì nel 1909 e la Francia nel
Nel 1919, l'Italia fondò l'ENIT (Ente Nazionale per le Industrie Turistiche), con la costituzione di agenzie di viaggio, scuole alberghiere e sistema di statistiche turistiche nazionali. In Francia, il governo centrale si ritagliò il compito dell'invenzione del prodotto oltre che della sua promozione, passando dal community model allo state and community model. La Languedoc-Roussillon fu la prima regione ad adottare questo comportamento. Un contributo fondamentale è stato dato dalle associazioni, che hanno contribuito a creare un mercato. Lo stesso Thomas Cook iniziò la sua attività per organizzare il meeting dell'associazione contro l'alcolismo di cui faceva parte.
Bath e Brighton sono esempi di trasformazione da città di cura a città delle vacanze, per poi divenire centro residenziale: ciclo di vita delle località, ovvero introduzione, maturità e declino. Grazie alla pubblicità fatta dai primi esploratori, si entra nella fase dove i primi turisti spingono le istituzioni alla creazione di infrastrutture per la crescita del settore turistico. Anche il settore privato sposterà i suoi capitali dall'agricoltura al turismo. Se non interviene un controllo a livello locale o nazionale, l'ondata di investimenti può causare il deterioramento delle risorse naturali presenti e privarlo di quelle caratteristiche che prima lo rendevano l'attrattiva. Fasi del ciclo di vita: Sviluppo Consolidamento Stagnazione Declino o rinnovamento: diminuzione dei clienti (rimangono gli abituali), quindi declino; soluzione è il totale rinnovamento della località proponendosi con altre attrazioni.
Il turismo ha contribuito fortemente al pareggio della bilancia dei pagamenti in anni difficili per l'industrializzazione, sia in Italia che in Spagna. Effetti economici diretti: riguardanti alberghi, ristoranti, trasporto e i servizi turistici propriamente detti. Effetti economici indiretti: spesa generata dal settore degli alberghi e dei ristoranti al fine di fornire servizi turistici. Effetti economici indotti: a seguito degli effetti diretti e indiretti delle economie.
aumentarono la domanda turistica e i successivi investimenti nel territorio. All'inizio dell'Ottocento, si passò dai bagni termali a quelli nelle fredde acque marine, con i nuovi dettami medici che consigliavano giri in barca, soggiorni sulle isole, passeggiare in riva al mare e respirare bene l'aria.
Il mare d'inverno e la scoperta del
Mediterraneo
Il processo di meridionalizzazione del turismo ha visto prima la nascita delle località dell'Europa continentale, successivamente della Costa Azzurra e della Riviera ligure, e infine del Mediterraneo. Dall'Inghilterra, i turisti si spostarono verso il Mar Baltico o il Mar del Nord, dove la diffusione dei dettami medici suggeriva bagni in acqua fredda per la cura di numerose malattie. Queste località continentali, pur non raggiungendo mai il prestigio di quelle inglesi, conobbero comunque un turismo locale.
Le coste settentrionali francesi vennero interessate dal movimento turistico solo all'inizio dell'Ottocento, con la prima località di Dieppe, che divenne un ritrovo per ricchi parigini e europei, offrendo un complesso poliedrico di servizi. In Spagna, nel corso dell'Ottocento, la sola regione turistica compresa tra San Sebastian e Santander attirò i primi turisti, grazie al mare freddo della costa Atlantica.
La prima grande stazione ad inserirsi nel circuito internazionale fu Sète, che si offrì per il turismo invernale, risultando il continuo della vacanza estiva nei mari freddi del nord. Questo permise a tali località di non entrare mai in competizione diretta con le coste fredde del Mare del Nord. Lo sviluppo di Sète venne preceduto dalla diffusione degli effetti benefici dell'acqua di mare.
Il momento d'oro del Midi francese iniziò nella seconda metà dell'Ottocento, quando oltre agli inglesi venuti a svernare, arrivarono borghesi e ricchi aristocratici in cerca di svaghi e divertimento. Per un decennio, la Costa Azzurra e la Riviera ligure divennero i "salotti d'Europa". Nonostante questi centri si occupassero prima di agricoltura e pesca, il turismo si seppe inserire progressivamente nelle attività economiche locali, facendo prosperare i settori commerciali e attirando flussi migratori dalle province. Gli anni Venti e Trenta dopo il primo conflitto mondiale furono il boom di queste località, come testimoniano gli alberghi trasformati in blocchi di appartamenti.
Verso il sole
Furono pittori e scrittori romantici che alla fine del Settecento cambiarono l'immagine europea del Mediterraneo. Mentre i primi turisti affollavano le spiagge del nord Europa, la gente del sud da Palermo a Marsiglia e Saint Tropez si immergeva nelle acque delle proprie coste senza aspettarsi benefici, se non per divertimento e per assuefare la calura. Furono i dettami medici a sostenere i benefici della balneazione, ma solo nel Novecento ci fu il boom del turismo balneare con la "Tintarella" degli anni '20-'30. Il bagno perse la sua funzione terapeutica e divenne momento di svago.
L'invenzione della montagna
La montagna era descritta da geografi e poeti come un luogo brutto e pericoloso, con civiltà barbare e crudeli. Con la crisi estetica del Classicismo e il procedere della rivoluzione scientifica, lo studio della montagna divenne il nuovo laboratorio degli esperimenti e delle osservazioni scientifiche. Gli scritti di Rousseau attestavano la salubrità e la semplicità della popolazione montana.
Furono gli inglesi a decretare il successo della montagna, non per motivazioni scientifiche ma sportive. Nel corso di un secolo, l'alpinismo cambiò l'immagine della montagna, rendendola una meta attraente e affascinante, ma troppo costosa e quindi elitaria. Il primo centro alpino fu Chamonix, in Francia, che si dotò di strutture ricettive, mentre i suoi abitanti si offrivano come guide. Seguirono presto i villaggi ai piedi delle Alpi Svizzere, che divennero le mete preferite per il turismo montano internazionale.
Grazie a medici inglesi, tra il 1840 e il 1860, si affermò il turismo montano estivo, per la qualità dell'aria e le passeggiate. Mentre le località svizzere cominciavano ad affermarsi, iniziò a farsi sentire la concorrenza delle località balneari francesi. Successivamente, il turismo montano invernale ebbe un rapido sviluppo, strettamente collegato al successo degli sport sulla neve, come il pattinaggio e lo sci.
Seguì la riserva delle cascate del Niagara nel 1885. L'ideale di salvaguardare la bellezza della natura emerse per permettere a tutti, comprese le generazioni future, di goderne.
La storia dello Yellowstone può aiutare a comprendere le contraddizioni attraverso le quali si affermò una cultura di protezione ambientale negli Stati Uniti e come si sposò con il turismo naturalistico. Fu solo nel 1865 che un gruppo di cittadini del Montana, relazionando al governatore le bellezze del proprio territorio, suggerì di proteggerlo. In principio, la protezione di queste aree spettò all'esercito, senza una tutela legislativa che potesse punire i bracconieri. Il presidente Theodore Roosevelt emanò importanti misure per la protezione della flora, della fauna e delle foreste, istituendo 6 parchi nazionali e la prima riserva federale. Negli anni Venti e Trenta, il parco si dotò di una rete stradale intera e di un insieme di strutture ricettive, radicando nell'immaginario americano l'amore per la natura e inserendosi tra le nuove mete di vacanza.
I primi parchi nazionali in Europa vennero istituiti in Svezia nel 1909, in Svizzera nel 1910, in Spagna nel 1918, nell'ex Unione Sovietica nel 1919, e nei primi anni Venti in Germania, Italia, Norvegia e Polonia. Sebbene nati dopo quelli americani, i parchi europei introdussero il concetto non tanto di protezione del paesaggio, ma dell'equilibrio naturale delle diverse forme di vita presenti al loro interno. I primi due parchi italiani furono quello del Gran Paradiso e quello d'Abruzzo, che dopo essere state a lungo riserve di caccia reali, furono cedute allo stato italiano perché li trasformasse in aree protette. La presenza di numerosi parchi ha permesso la valorizzazione della natura e ha contribuito a creare una diversa sensibilità ecologica.
I parchi naturali sono solitamente divisi in zone: una parte è solitamente vietata ai turisti per la riproduzione di flora e fauna, mentre l'altra parte è quella antropizzata.
La nascita del turismo di massa
Lo sviluppo del settore turistico nel periodo tra le due guerre è stato più contenuto in Europa, mentre negli Stati Uniti ha assunto una dimensione di massa.
Ciò è dovuto alla migliore organizzazione degli Stati Uniti e alla maggiore industrializzazione, che hanno determinato un maggiore centro della domanda. La vacanza nel corso del Novecento diventa uno dei riti di riferimento della società occidentale, come fuga dalla civiltà che caratterizzava l'uomo moderno. Il protagonista di questa fuga era il ceto medio, che ricalcava gli itinerari e assimilava le ambizioni dell'aristocrazia. Per rispondere alle esigenze culturali e monetarie del ceto medio, i produttori di servizi turistici avviarono processi di riduzione dei costi, imponendo una standardizzazione e produzione in serie dei servizi offerti (fordismo applicato al turismo).
La diffusione del turismo di massa è stata favorita dalla trasformazione del settore dei trasporti. L'automobile e l'aereo divennero il simbolo delle vacanze di massa. Il costo del viaggio è sceso in modo marcato e la velocità è aumentata, permettendo la grande diffusione del turismo internazionale. L'origine del trasporto irregolare (voli charter) fu quasi contemporaneo a quello dei voli regolari, con la Thomas Cook and Son Ltd che organizzò un viaggio turistico noleggiando i posti aerei già nel 1927. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i voli charter conobbero un grande successo, grazie alla disponibilità di aerei e piloti. In Italia nacquero poche società di questo genere, a causa delle rigide regole della IATA per i biglietti aerei.
L'emergere del turismo postmoderno
Due grandi trasformazioni hanno costituito lo sfondo per il passaggio dal turismo di massa a quello postmoderno: Il superamento del concetto di vacanza come evasione dalle abitudini e dalla regolarità della vita quotidiana, a favore di una visione che fa dell'esperienza turistica un approfondimento e un ampliamento del mondo esperienziale abituale delle persone. L'evoluzione dei contesti urbani e del rapporto fra i residenti e la città, verificatosi negli ultimi trent'anni del Novecento nella maggior parte dei paesi già industrializzati. Intorno agli anni Settanta, in Italia ci fu un progressivo recupero urbanistico delle aree centrali, gettando le basi per lo sfruttamento turistico sia dei piccoli borghi antichi sia delle zone di pregio dei grandi agglomerati urbani. Piscine tradizionali, bagni turchi, centri benessere e villaggi della salute si diffusero in molte città o nelle loro immediate vicinanze, creando un'abitudine al rapporto con l'acqua e ai trattamenti benessere.
Lo sviluppo turistico in Spagna
La cattiva qualità delle strutture ricettive e l'inadeguatezza della rete ferroviaria non favorivano il superamento della marginalità turistica della Spagna.
Sotto la dittatura di Primo de Rivera (1923-1929), il governo spagnolo si rivelò uno dei più interventisti d'Europa, guidando la modernizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie. La Seconda Repubblica (1931-1936) continuò a sostenere il settore turistico. Dalla fine dell'Ottocento, il turismo interno si era consolidato, con la regione tra San Sebastian e Santander come la più importante. La guerra civile bloccò lo sviluppo di San Sebastian come centro internazionale, ma non ne impedì la crescita dopo la pace. Nemmeno il divieto del gioco d'azzardo introdotto nel 1924 da Primo de Rivera offuscò la fama di San Sebastian, che negli anni '30 era tra le dieci località balneari più importanti.
La svolta nella storia turistica della Spagna avvenne con il Piano di stabilizzazione del 1959, che adottò una politica di incentivi per favorire gli investimenti nazionali e internazionali. L'apporto del capitale straniero fu limitato al 10%, mantenendo un delicato equilibrio tra investimento straniero e iniziativa privata locale, con un forte impegno dello Stato centrale.
Negli anni '80, il turismo balneare spagnolo iniziò a mostrare segni di cedimento, come avvenuto in precedenza in Francia e Italia. La Spagna avviò allora un processo di riqualificazione, puntando sulla crescita del turismo urbano. Esempi di successo furono Bilbao, con il Guggenheim, e Barcellona, che seppe dare una forte identità turistica attraverso investimenti sul turismo culturale e giovanile.
Dagli anni '70, la Grecia individuò due grandi flussi turistici internazionali, verso la Grande Atene e verso le isole. Nonostante il turismo non fosse un obiettivo economico importante, negli anni '50 e '60 vennero destinati investimenti pubblici alla costruzione e gestione di strutture ricettive.
Dopo la caduta della dittatura, vennero lanciati piani quinquennali per lo sviluppo turistico, incentivando gli investimenti locali e scoraggiando quello straniero. Il turismo culturale in Grecia non ha ricevuto molta attenzione, mostrando spesso una tendenza al declino.
Nell'America coloniale, le città termali si svilupparono lentamente a causa della moralità puritana. Il turismo balneare ebbe inizio nella regione nordorientale, favorito dalla vicinanza alle principali città manifatturiere e commerciali. Il turismo di massa nacque negli Stati Uniti, con l'introduzione di divertimenti meccanizzati di grandi dimensioni come il Luna Park di Coney Island. Il ruolo delle grandi società private nel promuovere le attività turistiche e l'immagine delle località, nonché l'impatto dei mezzi di trasporto, furono determinanti. Dopo la guerra civile, il turismo si sviluppò nelle regioni occidentali, favorito dall'arrivo della ferrovia.
Santa Fe, capitale del Nuovo Messico, era tagliata fuori dalle grandi vie di comunicazione all'inizio del Novecento. La sua trasformazione in meta turistica fu dovuta all'inventiva di un promotore culturale angloamericano, che fondò la Scuola di Archeologia Americana. Questa miscela di cultura e spettacolo trasformò Santa Fe in uno dei luoghi più amati da artisti e intellettuali americani.
Alla fine degli anni '20, si passò dal turismo elitario a quello di massa, con il passaggio dal treno all'automobile. Tuttavia, il turismo di élite non scomparve, prendendo altre forme come i soggiorni nelle località sciistiche.
Las Vegas nacque e crebbe come meta del turismo di massa, basata sul gioco d'azzardo, in assenza di altre risorse. Negli anni '40, Bugsy Siegel avviò la trasformazione della piccola cittadina rurale in un grande centro di divertimenti. Negli anni '60, Las Vegas iniziò la sua trasformazione da città dominata dalla malavita a moderna città turistica di proprietà di grandi società.
Difficoltà di convivenza tra il turismo balneare e la popolazione di origine Waswahili, che viveva sulla costa e rifiutava di lavorare nel settore turistico.
Problemi come alcolismo e prostituzione sono stati associati allo sviluppo del turismo in alcune aree.
Le isole del successo: Seychelles e Maldive
Integrazione tra turisti e abitanti originari, che ha rappresentato la chiave del successo.
Realizzazione di enclave turistiche per limitare i contatti tra residenti e turisti, riducendo l'impatto economico ma anche i costi sociali.
Arcipelago di 1190 isole, di cui solo 204 abitate. Economia basata sul mare, con pesca e trasporti marini come attività centrali. Avvio del turismo balneare nel 1972, con investimenti di tour operator e impegno statale nella creazione di infrastrutture.
Popolazione multietnica, con tolleranza razziale e apertura verso culture diverse. Economia basata sulla monocultura della noce di cocco e sulla pesca, con emigrazione nel secondo dopoguerra. Integrazione tra turisti e residenti favorita da un discreto standard di vita e dalla selezione degli investimenti turistici.
Il turismo in Estremo Oriente
Creazione di centri generatori di domanda, come Giappone e "tigri asiatiche". Tradizioni turistiche preesistenti in alcuni paesi, come Cina e Giappone.
Politiche governative per incentivare il turismo internazionale, come il "Progetto dei 10 milioni". Sviluppo parallelo di infrastrutture aeroportuali, voli charter e tour operator. Impegno in progetti di creazione di località turistiche internazionali nei paesi in via di sviluppo.
Tradizione di turismo religioso e filosofico risalente a 4000 anni fa. Chiusura verso l'esterno per secoli, con la Via della Seta come unico legame. Declino economico e ostacoli al turismo moderno fino al 1978, quando si avvia un'apertura all'Occidente e ai suoi capitali. Sviluppo del turismo internazionale e nazionale, favorito dall'aumento del livello di vita e dall'introduzione di ferie e riduzione della settimana lavorativa.
L'Italia: un paese a turismo diffuso
L'Italia ha il primato nella vendita di servizi turistici, primato che ha preceduto l'industrializzazione del paese e soprattutto la capacità di esportare manufatti industriali. Lo stivale è stato attraversato da ogni tipo di viaggiatore: pellegrini, grandtouristi, aristocratici inglesi e poi il ceto medio tedesco. Il turismo ha contribuito al riequilibrio della bilancia dei pagamenti durante il decollo economico, consentendo così di importare quelle materie prime e semilavorati necessari per la crescita dell'industria.
Il turismo termale e quello culturale conobbero rispettivamente una rinascita e un primo sviluppo tra medioevo e rinascimento, in anticipo o contemporaneamente ai paesi più ricchi, mentre quel cambiamento che si è chiamato turismo moderno viene importato dalla Gran Bretagna solamente nell'Ottocento. Nelle forme già consolidate, come il turismo culturale, l'Italia conservò il suo primato anche nel periodo della generale crisi tra Seicento e Settecento.
Il viaggio in Italia all'epoca del Grand Tour iniziava da Genova o Torino per poi toccare Firenze e Siena; festività natalizie e capodanno si festeggiavano a Roma mentre subito dopo si ripartiva per la volta di Napoli, considerato l'estremo sud italiano. Da qui si iniziava a risalire la penisola diretti verso Ferrara, Padova, Venezia per il carnevale, Vicenza e Verona. La scoperta del sud è guidata dal periodo romantico: l'amore per il paesaggio, l'interesse
Il periodo fra le due guerre
Nel 1919 venne costituito l'ENIT (Ente nazionale industrie turistiche), il primo intervento dello stato nel settore turistico. Nonostante il flusso considerevole di turisti stranieri, il settore non brillava per modernità, con aree del paese prive di alberghi adeguati, soprattutto nel Meridione e in Sicilia. Negli anni Venti e Trenta, il ceto medio italiano cominciò a "andare in ferie", rafforzando la domanda interna. L'ENIT promosse la creazione di scuole pratiche per il turismo e fondò un consorzio italiano per gli uffici di viaggio e turismo, avviando statistiche sul turismo.
Negli anni Trenta, si consolidarono tre diverse caratterizzazioni dell'offerta turistica: le mete del turismo internazionale (Liguria, Costiera Amalfitana), le mete del turismo estivo italiano (costa tirrenica e adriatica) e le località del turismo domenicale dei residenti nelle città limitrofe. Oltre alla Riviera ligure e amalfitana, località come Taormina e Lido di Venezia attiravano parte dell'alta società internazionale grazie al loro patrimonio artistico. La domanda turistica delle classi medie italiane caratterizzò lo sviluppo di un secondo gruppo di cittadine balneari sulla costa tirrenica e adriatica centro-settentrionale. Lungo l'Adriatico a sud di Cattolica, si contavano solo 5 centri balneari, mentre la situazione era ancora più desolante sulla costa ionica e in Sicilia e Sardegna, dove esisteva solo il turismo domenicale.
Nel periodo tra le due guerre, il turismo montano conobbe un primo significativo sviluppo, con la costruzione di impianti di risalita a Cortina, Sestrière e Alpe di Siusi. Il turismo lacuale era concentrato nella regione dei laghi (Maggiore, di Varese, di Como, d'Iseo e di Garda), con una clientela prevalentemente tedesca e inglese.
Durante le due guerre, le terme si proposero come luoghi di cura, mentre l'aspetto ludico e ricreativo passò in secondo piano. Negli anni Venti e Trenta, solo la classe medio-alta poteva permettersi una vacanza, ma il processo di industrializzazione e le iniziative statali come i "treni popolari" resero popolari alcune località come Ostia e Fregene.
L'Italia nell'epoca del turismo di massa:
1950-
Negli anni 1965-1968, l'Italia superò gli altri paesi europei per entità delle entrate turistiche, grazie alla diversificazione dell'offerta e alla rapidità degli operatori turistici nel riprendere la loro attività. I flussi turistici predominanti erano quelli tedeschi, seguiti da austriaci, francesi, svizzeri, inglesi e statunitensi, con preferenze diverse per le tipologie di alloggio e le destinazioni. Negli anni Cinquanta e Sessanta, le vacanze entrarono a far parte delle abitudini delle famiglie italiane, completando il passaggio dal turismo di élite a quello di massa.
Le aree che si erano già affermate nel periodo tra le due guerre (Dolomiti, alto Tirreno, Riviera ligure, Versilia, alto Adriatico, Sorrento e Capri) trassero i maggiori benefici dallo sviluppo del turismo. A partire dagli anni Sessanta, i raggi di attrazione dei centri turistici si ampliarono, favorendo la nascita e la crescita delle località meridionali. Tuttavia, l'assenza di coordinamento e progettazione ha portato a un uso intensivo delle risorse ambientali, spesso non adeguatamente protette.
Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, le località balneari guidarono la crescita del settore turistico, grazie alla capacità di creare un livello minimo di strutture turistiche e di presentarsi sul mercato con un'offerta ricettiva diversificata. Negli anni Settanta, la crisi petrolifera causò un rallentamento negli arrivi stranieri, spingendo gli operatori turistici e gli amministratori pubblici a intraprendere un lavoro di ristrutturazione dell'offerta alberghiera. Dagli anni Ottanta in poi, si intensificò l'associazionismo e si affermarono le catene alberghiere, seppur di piccole dimensioni per i parametri internazionali.
Nel secondo dopoguerra, il turismo montano conobbe una notevole crescita, con investimenti in impianti di risalita sempre più confortevoli. La crescita del turismo montano estivo e invernale stimolò la concentrazione di grandi investimenti in queste aree, principalmente con la costruzione di alberghi e, successivamente, di seconde case.
rintracciare testimonianze dell'abitudine a ricompensare le famiglie ospitanti con doni; siamo ancora lontani però dallo scambio monetario. L'intensificarsi dei commerci e della mobilità delle persone spinse ad individuare nuove forme di ospitalità.
In alcune zone della Germania meridionale e della Svizzera l'attività ricettiva era spesso svolta dai giudici, quindi ad essa era associato uno status sociale molto elevato. I secoli XII e XIII erano comunque riusciti a creare una rispettabilità che prima l'ospitalità a pagamento non aveva mai avuto. Nel 1300 il locandiere, oltre ad ospitare, dava consigli su attività finanziarie, arrivando ad avere un notevole rispetto sociale, fino agli inizi del '400.
La formazione di un ceto professionale dedito alle attività ricettive comportò il progressivo sgretolamento di quell'insieme di tutele e di doveri che aveva per secoli caratterizzato l'ospitalità gratuita. Il Giubileo a Roma richiedeva una particolare attenzione al problema ricettivo: un ruolo importantissimo venne svolto dalla Santissima Trinità, che ospitava i pellegrini di qualsiasi ceto sociale e luogo, ma riservava un trattamento differenziato sulla base della "qualità" dell'ospite. Questa istituzione si preoccupava inoltre di garantire una sistemazione per la notte ai suoi ospiti presso una rete di case private prese in affitto o messe a disposizione da ricchi benefattori. Accanto a questa ospitalità in un certo senso pubblica era poi presente un'ospitalità privata da parte di mercanti, banchieri e aristocratici.
Quando nel Cinquecento cominciò a diffondersi la moda del viaggio di istruzione, la presenza di numerose locande caratterizzava ormai tutte le principali città europee. Tuttavia, rispetto all'epoca medievale, ben pochi progressi erano stati fatti per migliorarne la qualità: le locande tedesche si distinguevano per la pulizia, mentre quelle inglesi erano considerate le migliori al mondo, il che spiega in parte come mai i viaggiatori anglosassoni espressero spesso giudizi impietosi sulle strutture ricettive del resto d'Europa.
La Francia era lodata per la cucina, ma mancava gusto nell'arredamento, la pulizia e lo stile era un po' rustico. In Italia, in città come Verona, Ferrara, Bologna e soprattutto Venezia, erano rinomate per la qualità degli alberghi, ma il costo era altrettanto alto. Fra le città più famose, solo Firenze faceva eccezione perché il giudizio delle locande umbre e toscane era generalmente negativo. Assai diversa era la situazione di Roma, città che la presenza della gerarchia ecclesiastica aveva reso del tutto particolare.
Nonostante la presenza di numerose locande e alberghi, nel periodo tra il '500 al '700 molti viaggiatori preferirono comunque l'alloggio presso case private. Verso la fine del Settecento, molte di quelle famiglie che spesso affittavano camere ai viaggiatori ampliarono la propria abitazione per ospitare più di una persona contemporaneamente: trasformazione delle case in piccole pensioni.
Mentre le numerose e modeste locande di passaggio avevano un prezzo del tutto abbordabile, le tariffe degli alberghi cittadini erano troppo alte per
incentivare i soggiorni prolungati. Nei centri minori e sulle principali vie di comunicazione il livello qualitativo delle locande restò più basso, mentre nelle grandi città comparvero i primi alberghi in grado di soddisfare una clientela esigente abituata al lusso. L'ospitalità in case private a pagamento restò una soluzione molto amata, specialmente per i lunghi soggiorni. Il primo albergo che potremmo definire di lusso fu il Santa Marta a Genova; con la creazione di questo albergo, anche la ricezione di alto livello iniziò a spostarsi verso strutture professionali specializzate.
La nascita del turismo moderno e
l'affermazione dell'hotellerie di lusso
Il Grand Hotel è uno degli esempi più interessanti di globalizzazione dell'innovazione che l'Ottocento ci abbia lasciato. L'hotellerie di lusso fu un primato degli Stati Uniti, che furono i primi ad ospitare queste strutture di grandissima dimensione. La costruzione di questi primi grandi alberghi non mirò tanto a stimolare il settore turistico, quanto a testimoniare la grandezza di una città e di un paese. Essi precedettero la realizzazione della rete ferroviaria americana, dalla quale ricevettero comunque ulteriori impulsi.
Il termine "first-class" entrò a far parte anche nel linguaggio legale, poiché in diversi stati l'autorizzazione per la responsabilità limitata fu collegata alla realizzazione di first-class houses. Nella prima metà dell'Ottocento, la categoria degli alberghi condivideva almeno quattro caratteristiche:
una struttura monumentale: almeno 100 stanze su progetto di architetti professionisti; l'adozione di una forma d'impresa a fronte degli elevati costi di realizzazione; un personale molto preparato e composto da uomini liberi.
Uno degli esempi più significativi fu l'Exchange Coffee House Hotel di Boston, realizzato in diverse tranche: oltre alle 300 stanze comprendeva "immense" sale per le riunioni, sale da ballo, sale d'attesa, salotti per il gioco a carte e per il biliardo, saloni per i ricevimenti, sale da pranzo riservate o aperte a tutti, botteghe di parrucchiere e numerose stanze da bagno.
In Europa, il primo paese a porsi il problema di un'hotellerie di lusso fu la Francia. L'hotel si impose per la sua magnificenza: disponeva di 800 camere, numerosi saloni e ospitava al suo interno Les grandes magasins du Louvre che progressivamente finirono per occupare tutto l'edificio.
Negli Stati Uniti, il rito dell'outdoor si estese anche al ceto medio e cominciò a coinvolgere parte della classe operaia. Le due strutture ricettive più importanti furono da un lato i campeggi e dall'altro i motel. Dopo la crisi del 1929, il loro successo risultò speculare alla grave crisi degli hotel dei centri urbani: in una fase di reddito calante, essi garantivano un servizio decoroso