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L'italia repubblicana, Sintesi del corso di Storia

Riassunto sull'Italia Repubblicana - Fonte: libro 'Nuovi profili storici'

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 23/02/2016

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L’ITALIA REPUBBLICANA
UN PAESE SCONFITTO
Le condizioni in cui versava l’Italia alla fine della guerra erano gravissime: se le industrie non
erano state eccessivamente danneggiate, era però stata fortemente colpita l’agricoltura.
Ingenti anche i danni subiti dall’edilizia e dai trasporti (strade interrotte, ferrovie inutilizzabili,
ponti distrutti); elevatissima l’inflazione che porta i prezzi alle stelle. La maggioranza della
popolazione risentiva della scarsità di cibo e abitazioni e dell’alta disoccupazione.
Questa situazione favorisce il sorgere, nel Mezzogiorno e nelle isole, del contrabbando e della
borsa nera (commercio clandestino di generi razionati), mentre in Sicilia riprende vigore il
fenomeno mafioso, accanto al banditismo(Salvatore Giuliano) animato dai fuoriusciti del
movimento indipendentista siciliano (condizionato da una forte presenza mafiosa) che, sorto
durante il conflitto, era stato stroncato dopo la Liberazione.
Dopo il settembre 1943 si accentua la frattura tra Nord(occupato dai tedeschi, infuocato dalla
guerra civile tra repubblichini e partigiani) e Sud (occupato dagli Alleati, in mano alla
monarchia). L’Italia è a tutti gli effetti un Paese sconfitto e dipendente dagli aiuti degli Alleati.
LE FORZE IN CAMPO
Dopo la Liberazione riprende la partecipazione di massa alla politica e si affermano i partiti
di massa.
-Il Partito Socialista (dal 1943 detto PSIUP), guidato da Pietro Nenni, era diviso al suo interno
tra i filocomunisti (massimalisti) e i filoriformisti (moderati). Sfavorito inoltre dal non aver
svolto un ruolo di primo piano nella lotta partigiana armata.
-Il Partito Comunista , Il PCI gode invece di grande prestigio proprio in virtù della lotta
partigiana (antifascista); il partito nuovo che Togliatti aveva cercato di costruire dopo la
<<Svolta di Salerno>> era molto diverso dal partito leninista . Ora Togliatti cerca di allargare i
suoi consensi , al di là della tradizionale base operaia ,verso contadini, ceti medi e intellettuali.
-La Democrazia Cristiana ,unico partito in grado di competere con comunisti e socialisti, la
DC si ispirava al Partito Popolare (cattolico-democratico) di don Sturzo, e ne ricalcava il
programma . Leader è Alcide De Gasperi che veniva in buona parte da quel partito. Rispetto al
partito popolare, la DC godeva inoltre di un più esplicito appoggio della Chiesa.
-Il Partito Liberale composto da buona parte della classe dirigente prefascista, con adesioni
illustri (Croce, Einaudi), il PLI è appoggiato dalla grande industria e dai grandi proprietari
terrieri. Il rapporto personale e clientelare ne fa però un partito “vecchio” e senza futuro.
-Il Partito Repubblicano, non conta larghe adesioni popolari.
-Il Partito d’Azione Il Pda si presenta come forza nuova e moderna e si faceva promotore di
ampie riforme sociali e istituzionali (come riforma agraria) , ma per la sua collocazione a metà
tra liberali e socialisti non trova una sua identità e si scioglie già nell’immediato dopoguerra.
-Il Movimento Sociale Italiano Mentre la destra appare politicamente fuori-gioco nel clima
del dopo-Liberazione, appare un movimento neofascista organizzato, MSI, nel 1946.
-L’Uomo Qualunque Fondato nel 1945 dal commediografo Guglielmo Giannini. l’UQ
rifiuta qualsiasi ideologia, difende l’uomo medio. <<L’uomo qualunque>> ebbe, per breve
tempo, notevole successo.
Accanto ai partiti, ruolo importante svolge la Confederazione Generale Italiana del Lavoro
(CGIL), ricostituita su basi unitarie nel 1944: le tre componenti cattolica socialista e
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L’ITALIA REPUBBLICANA

UN PAESE SCONFITTO

Le condizioni in cui versava l’Italia alla fine della guerra erano gravissime : se le industrie non erano state eccessivamente danneggiate, era però stata fortemente colpita l’ agricoltura. Ingenti anche i danni subiti dall’ edilizia e dai trasporti (strade interrotte, ferrovie inutilizzabili, ponti distrutti); elevatissima l’ inflazione che porta i prezzi alle stelle. La maggioranza della popolazione risentiva della scarsità di cibo e abitazioni e dell’ alta disoccupazione. Questa situazione favorisce il sorgere, nel Mezzogiorno e nelle isole, del contrabbando e della borsa nera (commercio clandestino di generi razionati), mentre in Sicilia riprende vigore il fenomeno mafioso , accanto al banditismo (Salvatore Giuliano) animato dai fuoriusciti del movimento indipendentista siciliano (condizionato da una forte presenza mafiosa) che, sorto durante il conflitto, era stato stroncato dopo la Liberazione. Dopo il settembre 1943 si accentua la frattura tra Nord (occupato dai tedeschi, infuocato dalla guerra civile tra repubblichini e partigiani) e Sud (occupato dagli Alleati, in mano alla monarchia). L’Italia è a tutti gli effetti un Paese sconfitto e dipendente dagli aiuti degli Alleati.

LE FORZE IN CAMPO Dopo la Liberazione riprende la partecipazione di massa alla politica e si affermano i partiti di massa. -Il Partito Socialista (dal 1943 detto PSIUP ), guidato da Pietro Nenni , era diviso al suo interno tra i filocomunisti (massimalisti) e i filoriformisti (moderati). Sfavorito inoltre dal non aver svolto un ruolo di primo piano nella lotta partigiana armata. -Il Partito Comunista , Il PCI gode invece di grande prestigio proprio in virtù della lotta partigiana (antifascista); il partito nuovo che Togliatti aveva cercato di costruire dopo la <> era molto diverso dal partito leninista. Ora Togliatti cerca di allargare i suoi consensi , al di là della tradizionale base operaia ,verso contadini, ceti medi e intellettuali. -La Democrazia Cristiana ,unico partito in grado di competere con comunisti e socialisti, la DC si ispirava al Partito Popolare (cattolico-democratico) di don Sturzo, e ne ricalcava il programma. Leader è Alcide De Gasperi che veniva in buona parte da quel partito. Rispetto al partito popolare, la DC godeva inoltre di un più esplicito appoggio della Chiesa. -Il Partito Liberale composto da buona parte della classe dirigente prefascista, con adesioni illustri ( Croce , Einaudi ), il PLI è appoggiato dalla grande industria e dai grandi proprietari terrieri. Il rapporto personale e clientelare ne fa però un partito “vecchio” e senza futuro. -Il Partito Repubblicano , non conta larghe adesioni popolari.

- Il Partito d’Azione – Il Pda si presenta come forza nuova e moderna e si faceva promotore di ampie riforme sociali e istituzionali (come riforma agraria) , ma per la sua collocazione a metà tra liberali e socialisti non trova una sua identità e si scioglie già nell’immediato dopoguerra. -Il Movimento Sociale Italiano – Mentre la destra appare politicamente fuori-gioco nel clima del dopo-Liberazione, appare un movimento neofascista organizzato , MSI, nel 1946. - L’Uomo Qualunque – Fondato nel 1945 dal commediografo Guglielmo Giannini. l’UQ rifiuta qualsiasi ideologia, difende l’ uomo medio. <<L’uomo qualunque>> ebbe, per breve tempo, notevole successo. Accanto ai partiti, ruolo importante svolge la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), ricostituita su basi unitarie nel 1944: le tre componenti – cattolica socialista e

comunista- affrontano una difficile e precaria convivenza che permette però alcune conquiste sindacali.

DALLA LIBERAZIONE ALLA REPUBBLICA Dimessosi Bonomi, il primo governo dell’Italia liberata, basato sulla coalizione tra i partiti del Cln, fu presieduto da Ferruccio Parri, capo partigiano ed esponente del partito d’azione. Egli deve affrontare il problema dell’ epurazione (allontanare dall’amministrazione pubblica i funzionari compromessi col fascismo). Per affrontare la crisi economica, Parri decide di imporre forti tasse alle grandi industrie ma così perde l’appoggio dei moderati e cade (novembre 1945). Nel novembre ’45 la guida del governo passò al democristiano De Gasperi (sempre con l’appoggio di tutti i partiti già parte del CLN). Le riforme economiche sono accantonate, l’epurazione pure. L’avvento di De Gasperi segnò dunque una svolta moderata e la fine di riforme radicali. Nonostante la delusione degli ex partigiani che speravano in riforme radicali, si giunge compatti alle elezioni dell’Assemblea costituente del 2 giugno 1946 : per la prima volta c’è il suffragio universale maschile e femminile (quello maschile era stato concesso da Giolitti nel 1912). L’Italia è chiamata a votare e a scegliere con referendum tra monarchia e repubblica. Le votazioni registrano il successo della repubblica (voti raccolti soprattutto nel Nord) e la caduta della monarchia (il Sud aveva dato una forte maggioranza alla monarchia). Nelle elezioni per la Costituente, la DC è il primo partito (35%), seguita da PSIUP (21%) e PCI (19%). Si affermano dunque i partiti di massa e la sinistra si rafforza, ma non è maggioritaria.

LA CRISI DELL’UNITA’ ANTIFASCISTA Dopo le elezioni della Costituente, DC, socialisti e comunisti governano insieme. Si accordarono sull’elezione del primo ,provvisorio, Presidente della Repubblica , il giurista Enrico De Nicola , con il governo di De Gasperi. Frattanto, nel ’46-47, i contrasti tra i partiti della coalizione antifascista (DC e le sinistre) si approfondirono. Le accresciute tensioni interne e internazionali, provocarono , la scissione del Partito socialista , emergono due schieramenti: -quello di Nenni , che vuole l’unità d’azione con il PCI, e quello di Giuseppe Saragat , contrario alla stretta alleanza col Pci e ostile al comunismo sovietico. Nel gennaio 1947 i seguaci di Saragat abbandonano il PSIUP (che torna a chiamarsi PSI) e fondano il Partito Socialdemocratico Italiano (PSDI). La scissione socialista provoca una crisi di governo, dalla quale De Gasperi esce formando un governo “monocolore” , estromettendo socialisti e comunisti dal governo. Si chiude così la collaborazione tra i tre partiti di massa.

LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA I contrasti tra i partiti non impedirono il varo della nuova Costituzione repubblicana (che entrò in vigore dal 1 gennaio 1948). Si tratta di un sistema parlamentare , dove il governo è responsabile di fronte alle Camere ( Camera dei deputati e Senato della Repubblica ) titolari del potere legislativo ed elette a suffragio universale. Le Camere sono incaricate di scegliere il Presidente della Repubblica che resta in carica 7 anni. Si prevede inoltre un Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che garantisce l’autonomia dell’ordine giudiziario, una Corte Costituzionale che vigila sulla conformità delle leggi rispetto alla Costituzione. Viene istituito il referendum abrogativo (dietro richiesta di almeno 500.000 cittadini).

IL TRATTATO DI PACE E LE SCELTE INTERNAZIONALI

Il trattato di pace tra Italia e gli alleati fu firmato a Parigi nel 1947. L’Italia vi era considerata a tutti gli effetti come una nazione sconfitta : doveva dunque impegnarsi a pagare riparazioni agli Stati che aveva attaccato, e a ridurre le forze armate. Rinunciava inoltre a tutte le colonie, già perdute durante la guerra. A Ovest l’Italia rinuncia a Briga , Tenda e il Moncenisio , mentre al Nord mantiene l’ Alto Adige (sfruttando l’inferiorità dell’Austria). I problemi più delicati si presentarono sul confine orientale , dove l’esercito jugoslavo comandato dal maresciallo Tito aveva occupato la penisola istriana e rivendicava il possesso della stessa Trieste. L’occupazione fece riesplodere il conflitto tra italiani e slavi e nel 1945 migliaia di italiani, a Trieste, a Gorizia furono uccisi o deportati, con la generica accusa di complicità col fascismo. Molti di loro furono gettati vivi o morti, nelle foibe , cavità naturali tipiche del Carso. Alla fine del ’46 fu attuata una sistemazione provvisoria , che lasciava alla Jugoslavia la penisola istriana, eccetto Trieste che costituì il Territorio libero di Trieste. Il Territorio fu a sua volta diviso in una zona A (Trieste e dintorni) occupata dagli alleati e in una zona B tenuta dagli jugoslavi. Solo nel 1954 un accordo sanciva il controllo italiano sulla zona “”A” , restituendo Trieste all’Italia. Ma sarebbero passati ancora più di vent’anni perché si giungesse ad un accordo (il trattato di Osimo del 1975), con cui le due parti si riconoscevano reciprocamente la sovranità sui territori in questione. Intanto l’Italia fa la sua scelta di campo dalla parte americana, beneficiando del P. Marshall e aderendo al Patto Atlantico nel 1949 (nonostante l’opposizione di PCI e PSI).

GLI ANNI DEL CENTRISMO I cinque anni della prima legislatura repubblicana (1948-l953) segnarono il periodo di massima egemonia della DC sulla vita politica. La DC era sostenuta dai partiti laici minori (PLI, PRI, PSDI). Fu questa la formula del centrismo , che vedeva una DC molto forte occupare il centro dello schieramento politico, escludendo dal governo sia la sinistra social-comunista che la destra monarchica e neofascista. Presidente della Repubblica è Luigi Einaudi (maggio 1948). Riforme - Viene attuata la Riforma Agraria (1950) che espropria grandi proprietà a latifondisti assenteisti a favore dei piccoli proprietari. Se lo scopo immediato della riforma era quello di rimuovere una causa di scontento e di protesta sociale, l’obiettivo più a lungo termine stava nell’incrementare la piccola impresa agricola : nel rafforzare quindi il ceto dei contadini indipendenti. Nel 1950 viene poi istituita la Cassa del Mezzogiorno per promuovere lo sviluppo socio- economico del Meridione attraverso il finanziamento statale per le infrastrutture. Scarsi però sono i risultati in quanto tutta questa quantità di denaro pubblico non bastò ad avviare un processo di modernizzazione o a colmare il divario con le regioni del Nord. Tra le altre leggi ricordiamo la legge Fanfani sul finanziamento alle case popolari e la riforma Vanoni che introduceva per la prima volta l’obbligo della dichiarazione annuale dei redditi. Inoltre la politica di austerità finanziaria perseguita dal governo suscitò numerosi scioperi, organizzati dai partiti di sinistra, da parte delle masse operaie. A ciò il governo reagì intensificando l’uso di mezzi repressivi. Le forze di polizia furono potenziate con la creazione di reparti celeri (gruppi di pronto intervento).

In vista delle elezioni del 1953, per consolidare il dominio DC, De Gasperi promuove una “ legge truffa ” (cosiddetta dalla opposizioni perché fatta a favore della maggioranza di governo) che vorrebbe assegnare il 65% dei seggi all’apparentamento di partiti che abbia ottenuto la metà dei voti più uno (sistema maggioritario). Alle elezioni del 1953 la DC viene però sconfitta nel senso, mancando l’obiettivo del 50% (dunque il premio di maggioranza non scattò).

ALLA RICERCA DI NUOVI EQUILIBRI Accantonato il maggioritario, mentre si consolida la ripresa economica italiana e si rafforzano i legami con l’Europa più avanzata (nel 1957 l’Italia entra nel Mercato Comune Europeo) , De Gasperi si dimette (1953). I successivi governi DC continuarono ad appoggiarsi sulla maggioranza quadripartita (DC, PRI, PLI, PSDI). Riforme – Nel 1956 viene istituito il Ministero per le Partecipazioni Statali : si rafforzano le aziende di Stato (soprattutto l’Iri e l’Eni; Ente Nazionale Idrocarburi,) e lo stato manovra più decisamente l’economia. Sempre nel 1956 si insedia finalmente la Corte Costituzionale e due anni dopo sarebbe stata la volta del Consiglio superiore della magistratura. Gli anni della seconda legislatura repubblicana (1953-58) portarono a parecchi cambiamenti anche all’interno dei partiti più importanti. All’interno della DC emerge una nuova generazione più legata al cattolicesimo sociale , favorevole all’intervento statale nell’economia e critica nei confronti dell’impostazione liberista. Esponenti principali di questa generazione erano Aldo Moro , ma soprattutto Amintore Fanfani. Amintore Fanfani diventa segretario della DC nel 1954 e svincola il partito dalla Confindustria, legandolo più all’industria di Stato e all’ENI di Enrico Mattei, abile manager. Nel 1955 è eletto presidente della Repubblica Giovanni Gronchi , democristiano di sinistra, appoggiato da socialisti e comunisti. Il Psi, soprattutto a partire dal ’56, andava allontanandosi dai comunisti: La destalinizzazione di Kruscev e l’invasione sovietica dell’Ungheria spingono il PSI ad allentare i rapporti con il PCI e a cercare il dialogo con la DC (si parla di svolta autonomista).