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APPUNTI SULL'ITALIA REPUBBLICANA; ADATTI PER TUTTE LE SCUOLE.
Tipologia: Appunti
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Il periodo della storia dell’Italia che va dal 1945 al 1989 è stato definito periodo della “Democrazia bloccata”. L’Italia dopo la fine del fascismo l’Italia scelse la democrazia perché la monarchia non sembrava in grado di garantire le libertà in Italia: il 2 giugno 1946 si tenne un referendum istituzionale per la scelta del sistema politico e un’elezione costituzionale per la scelta dei rappresentanti dei partiti che avrebbero scritto la costituzione. L’Italia scelse il sistema democratico repubblicano con 13 milioni di voti a favore di questo mentre 11 per la monarchia. Gli studiosi affermano che in Italia la democrazia finì per rimanere bloccata: il motivo va ricercato nel clima della politica estera perché vigeva il sistema della guerra fredda; il partito più importante in Italia era quello comunista che era legato a Mosca, quindi gli americani e la chiesa cercarono ad ogni modo di convincere il popolo a non votare il partito comunista. Il partito comunista italiano avrà la sua percentuale massima negli anni ‘70 (30%). Data la sua importanza in Italia ci sarà il tentativo di non fare andare i comunisti al potere perché si aveva paura di ripetere ciò che era successo ad est (dittatura del proletariato, niente più elezioni). Subito dopo il crollo del muro di Berlino la situazione diventò più fluida perché andarono in crisi tutti i partiti che avevano mandato in crisi l’Italia è se ne formarono altri (Forza Italia e Lega i più importanti). Da giugno del 1945 a dicembre è presidente del consiglio Ferruccio Parri con un governo di emergenza. Nel dicembre del 1945 diventa presidente del consiglio Alcide de Gasperi, rappresentante della DC (movimento erede del partito liberale). Per quanto concerne la votazione per il referendum vinse la repubblica. Per l'assemblea costituente si affermarono 3 partiti. Viene nominato presidente della Repubblica Enrico De Nicola. Nel 47 de Gasperi considerò chiusa la fase politica di emergenza che prevedeva la presenza dei comunisti al governo, e formò un governo senza le sinistre, in quanto il partito comunista italiano aderiva al COMECON della Russia. In Italia c'è stato uno scontro politico tra democrazia cristiana e partito comunista e il papa condanna l'ateismo della Russia. Nel 1948 ci furono le elezioni dove venivano presentate la democrazia cristiana (visione cattolica, occidentale) e la concezione comunista (con le direttive di Mosca). La democrazia cristiana ottenne il 49% e il fronte popolare il 38%. l'Italia quindi sceglieva di far parte dei paesi occidentali. De Gasperi scelse di non fare un governo solo, ma di coalizione ovvero insieme ai liberali, partito socialdemocratico e repubblicano. La chiesa impone la scomunica a chiunque si unisca al partito comunista. Gli anni 50 sono gli anni del centrismo. Nel 56 il PCI con Togliatti non condannò l'invasione a Budapest da parte della Russia. Togliatti aveva una posizione neostalinista e provocò una crisi nel partito comunista, infatti molti partecipanti abbandonarono il partito. Pure i socialisti si allontanano dal partito comunista. Gli anni 60 sono gli anni del boom economico. Gli storici definivano il boom miracolo economico. Il PIL dell'Italia raggiungeva il 10% e il settore trainante era il settore automobilistico con la Fiat che lancia la 600. Il miracolo fu più che altro un fenomeno nel nord Italia e gli operai e i contadini del sud si trasferirono nel settentrione per lavorare nelle fabbriche. Aldo Moro e Fanfani sono gli autori di una nuova linea politica "apertura a sinistra", infatti sono gli anni anche del centrosinistra perché democrazia cristiana raggiunge un accordo con i socialisti. Questa operazione si realizzò agli inizi degli anni 60 perché il nuovo Papa Giovanni XXIII era molto più flessibile e accetta il partito socialista. Nel 63 Aldo Moro forma un governo che vedeva la presenza di ministri socialisti. Una delle riforme più importanti di questo governo è la riforma della scuola media che diventa uguale e obbligatoria per tutti, che fece crescere in modo fortissimo il numero degli alunni che continuano gli studi fino all'università. Nel 68 c'è la contestazione giovanile che protestano contro la famiglia, la scuola occupando scuole ed università. Dopo il 1968 in Italia cominciano gli anni di piombo con l'attività di moltissime attività terroristiche sia di estrema destra che sinistra. L’estrema destra utilizzava la strategia del terrore per indebolire la sinistra. Mentre l’estrema sinistra (le più importanti) colpivano le singole persone
quindi persone importanti per esempio le brigate rosse che uccidono Aldo Moro. Gli anni di piombo iniziano nel 69 quando venne messa una bomba nella banca dell'agricoltura a piazza fontana a Milano. Subito dopo i primi attentati si va a determinare uno scenario inquietante. A livello internazionale viene ucciso in Cile Salvador Allende che voleva creare un governo riformista di sinistra ma questo tentativo venne impedito da un colpo di stato dei militari finanziato dalla Cia. Questo fallimento colpì profondamente l'opinione pubblica italiana. Berlinguer proponeva alla democrazia cristiana un'alleanza e che il partito socialista si sganciava da Mosca. Berlinguer coniò il termine eurocomunismo che era un comunismo democratico.
Perché la Costituzione, come fece osservare agli studenti milanesi nel 1955 Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, non è una macchina che, una volta messa in moto, va avanti da sé: perché si muova ha bisogno che ogni giorno si metta del combustibile, cioè bisogna metterci l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere quella promessa, la propria responsabilità. ALDO MORO Ripensare Moro oggi, significa cogliere l’occasione anche per tornare a riflettere sul suo insegnamento che riassume, come ha detto il Presidente Mattarella, il senso della “fatica della democrazia”. Tra i fondatori della DC, fu più volte ministro della Pubblica Istruzione. Proprio in questa veste fece approvare il D.P.R. del 13 giugno 1958 n. 585 recante il titolo: “Programmi per l’insegnamento dell’educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica”. Il suddetto D.P.R. introduceva l’insegnamento di questa disciplina “Il desiderio di «essere un cittadino» consapevole è radicato nei giovani, connaturale alla loro personalità, ed è un dato fondamentale positivo per la loro completa formazione umana”. La scuola, oltre a trasmettere valori spirituali, deve promuovere quelli sociali per invitare gli allievi a riflettere “sui problemi della persona umana, della libertà, della famiglia, della comunità e delle dinamiche internazionali”. “Dialogo più naturale, e, perciò, più diretto”. “L’aspetto più umano della storia, quello del travaglio di tante genti per conquistare condizioni dl vita e statuti degni della persona umana, offre, quindi, lo spunto più diretto ed efficace per la trattazione dei temi di educazione civica”. Moro è una figura di spicco nella stesura degli articoli costituzionali relativi alla formazione della persona. Con l’art. 2 e l’art. 3 Proponendo il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione, Moro dichiara che “il compito storico che sta innanzi alla giovane democrazia italiana è quello di perseguire il potenziamento della dignità della persona e di immettere nella pienezza della vita del Paese il maggior numero di cittadini”. Tra gli ostacoli da rimuovere con la massima urgenza si trovavano allora i cosiddetti diritti di seconda generazione.