



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
L'origine e lo sviluppo dell'oratoria greca e romana, la sua importanza nella cultura antica e i generi di discorso presenti. Vengono inoltre presentati Isocrate e i suoi discorsi più importanti.
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Si sviluppa nel V secolo ed è l'espressione culturale che riassume nel modo più completo e profondo l'essenza dello spirito greco.già l'uomo dell'Iliade doveva sia agire bene sia parlare bene (uomo di fatti di parole), perciò nella cultura greca che poi romana il saper parlare era fondamentale.l'arte del parlare è anche associata alla guida della città fino a diventare un avere propria scienza studiata, nasce quindi nell'età classica (V secolo) l'oratoria. È un periodo politicamente instabile E questa è la base per la nascita dell'oratoria, il parlare serve a portare stabilità.parallelamente al mondo greco, i sofisti hanno come obiettivo la consapevolezza dell'oratoria e quindi dando inizio allo sviluppo di questa. L'oratoria greca, romana e arcaica sono collegate poiché la tradizione oratoria non si è mai fermata. Gli alessandrini fanno il "canone dei 10 più bravi oratori" come esempio da seguire e su questo si baserà anche il "canone dello stile”. I 10 oratori di cui si parla erano ad esempio Antinonte, Lisia, Isocrate, Demostene… Ci sono tre generi differenti di oratoria, secondo Aristotele, ognuno con un proprio contesto.
Isocrate dimostra come la retorica possa mescolarsi con la filosofia e diventare un criterio di interpretazione e rappresentazione della realtà (la retorica in questo periodo penetra anche in altri generi letterari). La retorica diventa anche termometro della situazione politica; in questo periodo le Poleis dovevano fare una scelta: se schierarsi con la macedonia intraprendere una crociata contro il barbaro persiano o se cercare un'intesa con esso per fermare l’espansionismo macedone. Isocrate svolge prima la professione di logografo e successivamente apre una scuola di retorica che sarà in conflitto con quella di Platone. Il modello di isocrate potrebbe essere definito umanistico, infatti è convinto che le verità assolute sono in attendibili e che la loro ricerca è uno spreco di energia, l'unico e utile oggetto di studio è l'uomo e il suo rapporto con il mondo. Insegnerà quindi ad "agire bene" e questo dipende dal "pensare bene" che a sua volta dipende dal "parlare bene”. La parola ornata (capace di dilettare) distingue infatti l'uomo dalle bestie, crea il giusto, trasmette principi etici, consente alla comunità di organizzarsi razionalmente e di perseguire scopi condivisi e insegna ai sovrani l'arte del governo. I Socrate considera questo modello come "filosofico" e non “retorico” poiché per lui il termine filosofia è un sapere operativo. OPERE: Isocrate restano 21 discorsi: epidittici e giudiziari.
Demostene nacque ad Atene nel 384 a.c, rimase orfano e per presto tutti i suoi averi. Nel 338 a.c Filippo di macedonia, oppositore di demostene, sconfisse a cheronea le poleis greche, le quali entrarono a far parte del regno macedone. Gli ateniesi si ribellarono ma vennero nuovamente sconfitti. Demostene fu considerato uno dei punti di riferimento di questa rivolta e fu quindi costretto a fuggire e successivamente a uccidersi (322) con il veleno per non cadere nelle mani dei nemici. Demostene fu un intellettuale e un uomo politico. OPERE:
LA SMANIA DI AGIRE DI FILIPPO E L’INERZIA DEGLI ATENIESI (prima filippica) Demostene dice che la situazione critica di Atene è causata dalla sua inerzia E non dalla smania di agire di Filippo. Quindi propone una serie di iniziative concrete (invio di forze militari per contrastare le incursioni di Filippo, esercito permanente). Compara il suoi concittadini ai pugili barbari poiché si ostinano a parare i colpi senza mai fare una strategia d’attacco. Nonostante ciò è convinto che il futuro sia nelle mani degli ateniesi e quindi l'unica soluzione sia agire. UNA PREZIOSA OCCASIONE PER CONTRASTARE FILIPPO (prima olintiaca) Demostene fa esempi per far comprendere il suo messaggio all'uditorio: gli ateniesi si comportano come chi prende in prestito denaro per poi ritrovarsi senza mezzi; viene criticata poi l'abitudine degli ateniesi di attribuire la responsabilità degli eventi al bersaglio polemico di quel momento, in questo caso gli oratori; infine fa proposte per prestare soccorso agli Olinti a seriate e per mettere in difficoltà Filippo. L’AUTODIFESA DI DEMOSTENE E LA MISSIONE STORICA DI ATENE: Filippo ha vinto a Cheronea: demostene attribuisce la responsabilità di questo risultato alla volontà divina e sostiene la correttezza del proprio ruolo nel guidare la città allo scontro. Facendo una metafora marinaresca: colui che guida la nave non è colpevole in caso di naufragio poiché la sorte a signora di ogni cosa così anche lui. Infatti se Eschine (Colui che l'accusato) fosse stato così abile a prevedere il futuro, avrebbe dovuto informare la città a tempo debito; viene quindi dipinto come un opportunista. In ogni caso anche se avesse previsto ogni cosa Atene non avrebbe potuto agire in modo diverso poiché se lo avesse fatto, avrebbe tradito tutti i greci e sconfessato un passato glorioso. Demostene rivendica quindi gli ideali di Atene (rifiuto della schiavitù, amore per la libertà e per la patria, onore, gloria) dicendo che sono scritte nel codice genetico della città.