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Cosmologia Dantesca: Un'analisi della visione del cosmo nella Divina Commedia, Appunti di Lingue e letterature classiche

Visione del cosmo di Dante Alighieri

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 06/02/2020

nicole-padoan
nicole-padoan 🇮🇹

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Cosmologia Dantesca
Non c’è un punto preciso della Commedia in cui Dante spiega la sua visione del
cosmo, ma per descriverla ci si basa su ricostruzioni. Esiste un’operetta utile
per ricostruire questo paradigma cosmologico che risale al 1320: si tratta di
una serie di appunti di una conferenza tenutasi a Verona, che sono raccolti in
un volume intitolato “De situ et forma acque et terre” oppure “Quaestio de
acqua et terra”.
Si può dire che la visione dantesca rientrasse nel paradigma aristotelico-
tolemaico. Il termine “paradigma” viene solitamente utilizzato dai filosofi della
scienza (ad esempio Thomas Khun “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”)
e sta ad indicare un modello di pensiero che può perdurare nel tempo,
mutando attraverso modifiche e integrazioni apportate dagli studiosi.
In questo caso infatti il modello iniziale di Aristotele poi incrementato da
Tolomeo, viene riaggiustato in Arabia e successivamente curvato in chiave
cristiana. Nel ‘600 poi verrà demolito da Copernico grazie alle nuove
conoscenze e ai progressi della scienza.
Questa visione prevedeva:
la terra come una sfera immobile al centro dell’universo;
una sfera dell’acqua situata attorno alla Terra;
la presenza di un influsso lunare che determina una gibbosità nella
superficie terrestre che porta quindi all’emersione delle terre che
altrimenti resterebbero sommerse;
una sfera dell’aria e una del fuoco;
la presenza 9 sfere omocentriche celesti destinate a ruotare per
l’eternità:
1. Cielo della Luna
2. Cielo di Mercurio
3. Cielo di Venere
4. Cielo del Sole
5. Cielo di Marte
6. Cielo di Giove
7. Cielo di Saturno
8. Cielo delle Stelle Fisse -> in cui sono situate le costellazioni dello
zodiaco
-> gira molto lentamente (1 giro = 360 secoli)
9. Cielo Cristallino (Primum Mobile = primo a muoversi, da cui parte
il moto)
Tutte le sfere sono costituite da un quinto elemento incorruttibile:
“l’etere”
Oltre il Primum Mobile si trova l’Empireo (il paradiso celeste) che arde di
un fuoco eterno spirituale e si trova in stato di quiete assoluta poiché
appagato dalla presenza di Dio.
[nella terza cantica Dante scrive che “l’empireo non è in loco (nello
spazio) e non si impola (non possiede due poli attraverso i quali passa un
asse attorno al quale il cielo giri)”]
Qui si trovano gli angeli e i beati.
In origine, secondo la concezione comune, esisteva solo Dio che espandendosi
ha determinato la creazione prima degli angeli e poi dei cieli seguiti dai pianeti.
L’amore di Dio verso ciò che ha creato ha un ritorno, infatti questo prova nei
suoi confronti il medesimo sentimento (amor dei= amore di Dio e per Dio). La
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Cosmologia Dantesca Non c’è un punto preciso della Commedia in cui Dante spiega la sua visione del cosmo, ma per descriverla ci si basa su ricostruzioni. Esiste un’operetta utile per ricostruire questo paradigma cosmologico che risale al 1320: si tratta di una serie di appunti di una conferenza tenutasi a Verona, che sono raccolti in un volume intitolato “De situ et forma acque et terre” oppure “Quaestio de acqua et terra”. Si può dire che la visione dantesca rientrasse nel paradigma aristotelico- tolemaico. Il termine “paradigma” viene solitamente utilizzato dai filosofi della scienza (ad esempio Thomas Khun “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”) e sta ad indicare un modello di pensiero che può perdurare nel tempo, mutando attraverso modifiche e integrazioni apportate dagli studiosi. In questo caso infatti il modello iniziale di Aristotele poi incrementato da Tolomeo, viene riaggiustato in Arabia e successivamente curvato in chiave cristiana. Nel ‘600 poi verrà demolito da Copernico grazie alle nuove conoscenze e ai progressi della scienza. Questa visione prevedeva:  la terra come una sfera immobile al centro dell’universo;  una sfera dell’acqua situata attorno alla Terra;  la presenza di un influsso lunare che determina una gibbosità nella superficie terrestre che porta quindi all’emersione delle terre che altrimenti resterebbero sommerse;  una sfera dell’aria e una del fuoco;  la presenza 9 sfere omocentriche celesti destinate a ruotare per l’eternità:

  1. Cielo della Luna
  2. Cielo di Mercurio
  3. Cielo di Venere
  4. Cielo del Sole
  5. Cielo di Marte
  6. Cielo di Giove
  7. Cielo di Saturno
  8. Cielo delle Stelle Fisse -> in cui sono situate le costellazioni dello zodiaco -> gira molto lentamente (1 giro = 360 secoli)
  9. Cielo Cristallino (Primum Mobile = primo a muoversi, da cui parte il moto)  Tutte le sfere sono costituite da un quinto elemento incorruttibile: “l’etere”  Oltre il Primum Mobile si trova l’Empireo (il paradiso celeste) che arde di un fuoco eterno spirituale e si trova in stato di quiete assoluta poiché appagato dalla presenza di Dio. [ nella terza cantica Dante scrive che “l’empireo non è in loco (nello spazio) e non si impola (non possiede due poli attraverso i quali passa un asse attorno al quale il cielo giri)” ] Qui si trovano gli angeli e i beati. In origine, secondo la concezione comune, esisteva solo Dio che espandendosi ha determinato la creazione prima degli angeli e poi dei cieli seguiti dai pianeti. L’amore di Dio verso ciò che ha creato ha un ritorno, infatti questo prova nei suoi confronti il medesimo sentimento (amor dei= amore di Dio e per Dio). La

creatura più vicina a Dio secondo la cosmologia dantesca è il Primum Mobile che per avvicinarsi ancor di più al Padre inizia a ruotare con lo scopo di ricongiungersi ad esso; questo movimento si trasmette di cielo in cielo attraverso gli angeli che sono organizzati in 9 schiere (chiamate cori angelici poiché cantano le lodi di Dio), ciascuna delle quali è associata ad un cielo. Gli angeli vengono chiamati anche intelligenze e possiedono una gerarchia specifica:

  • Serafini -> Primum Mobile : mediazione della carità divina tra finito e infinito
  • Cherubini -> Stelle Fisse : mediazione della sapienza divina tra finito e infinito
  • Troni -> Saturno : mediazione della giustizia
  • Dominazioni -> Giove : mediazione sulla terra del potere di Dio sul tempo
  • Virtù -> Marte : governo dei grandi mutamenti storici
  • Podestà -> Sole : combattimento nella lotta fra bene e male
  • Principati -> Venere : governo delle potenze terrene
  • Arcangeli -> Mercurio : incarichi dei grandi compiti
  • Angeli -> Luna : protezione dei singoli uomini Effetto del movimento celeste L’effetto principale di questo movimento sono gli influssi astrali che infondono alle creature gli istinti. Due termini fondamentali sono infatti valore e virtù: epiteti associati a Dio che costituiscono un elemento indiviso nel Primum Mobile ma poi si porcellizzano negli istinti all’interno del cielo delle Stelle Fisse. Questi si associano alle stelle e poi grazie al movimento piovono sulla terra in cui determinano ogni creatura al di fuori dell’uomo; quest’ultimo infatti, essendo costituito da due parti (il corpo e l’anima intellettiva dotata di libero arbitrio), riesce a controllarli e guidarli e così facendo può elevarsi spiritualmente. Perché e in quali circostanze Dio crea l’uomo? Ad un certo punto della creazioni, un gruppo di angeli guidati da Lucifero decidono di ribellarsi contro Dio, il quale decide di incarcerarli nel luogo più lontano possibile dall’empireo ovvero la Terra. Questi prigionieri vengono poi chiamati diavoli. Oltre agli angeli obbedienti e a quelli ribelli Dante riconosce un’altra categoria di angeli neurali di cui si parla anche nella Navigatio Sancti Brendani. Al momento della caduta di Lucifero sulla Terra avviene uno sconvolgimento che determina la nascita dell’ Inferno e del Purgatorio. In certe culture la terra si rappresentava al contrario: l’emisfero australe era rappresentato nella parte superiore mentre quello boreale (l’unico abitato) in quella inferiore; c’era solo l’oceano e l’unica terra emersa era la montagna del Purgatorio. Ciò che ci dice Dante è che in origine le terre emerse fossero situate nell’emisfero australe ma poi, con la caduta di Lucifero proprio su questo emisfero, la Terra inorridita si sia spinta verso il basso a formare una voragine profonda fino al suo centro in cui il traditore è rimasto bloccato tra le fiamme. Per il forte colpo, nell’emisfero opposto, parte della terra fuoriesce e forma la montagna del Purgatorio. A questo punto Dio crea l’uomo affinchè alcuni degli uomini possano occupare quei posti in Paradiso rimasti vuoti dopo l’imprigionamento degli angeli ribelli. Jaques Le Goff nel “Corpo del Medioevo”