

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
appunti sulla diffrattometria a raggi x
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


La diffrattometria si basa sul fenomeno della diffrazione, un complesso fenomeno di diffusione e interferenza originato dall’interazione dei raggi X con un reticolo cristallino. Il processo di diffusione è caratterizzato dall’interazione di un’onda elettromagnetica con la materia, e avviene essenzialmente attraverso due processi di scattering: a) scattering elastico nel quale i fotoni della radiazione incidente vengono deviati in ogni direzione dello spazio senza perdita di energia. b) scattering non-elastico nel quale il fotone cede parte della sua energia. Questo fenomeno non dà luogo a processi di interferenza. Più precisamente la DIFFRATTOMETRIA DA POLVERI è utilizzata per lo studio dei materiali solidi cristallini, una delle tecniche principali utilizzate è la diffrattometria a raggi X. I raggi X sono delle radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d’onda che va da 10-12 m e 10-9m, comprese tra i raggi y e i raggi UV.
Il metodo è basato sulla diffrazione della radiazione elettromagnetica la quale consiste nel produrre un fascio di radiazioni, che colpiscono un solido cristallino e gli atomi presenti all’interno del solido stesso lo deviano producendo così un fascio secondario. Questo fenomeno è chiamato Diffrazione ed è possibile solo se si fa incidere un’opportuna onda elettromagnetica, con un preciso angolo di incidenza, su di un cristallo che produrrà fenomeni di interferenza causati dalla riflessione di onde da parte di piani cristallini diversi ma paralleli. L’ equazione che governa questo fenomeno è la legge di Bragg la cui formula è n lambda= 2d sen teta , Quando si verifica l’effetto di sommatoria costruttiva delle onde riflesse la legge di Bragg è soddisfatta e quindi è presente una disposizione periodica degli atomi all’interno del cristallo, che prende il nome di Ordine a Lungo Raggio. I riflessi di Bragg sono specifici per ogni sostanza e permettono di determinare la cella elementare e una o più sostanze cristalline presenti in un unico solido. Essi sono caratterizzati da un angolo teta, dalla distanza interplanare, ma soprattutto dalla densità, la quale dipende dal tipo e dalla distribuzione degli atomi all’interno della cella elementare. Oggi questo metodo si è considerevolmente sviluppato, in modo particolare grazie ad approcci quantitativi, realizzati in diversi algoritmi; il più conosciuto ed importante è l’algoritmo di affinamento di H. Rietveld il quale è il migliore metodo per ottenere il maggior numero di informazioni strutturali sfruttando l’intero profilo di diffrazione di polveri. Questa tecnica prevede un modello iniziale con parametri di cella abbastanza accurati, gruppo spaziale e posizioni approssimate degli atomi, il risultato sarà una serie di parametri cristallografici e strumentali.
Un Diffrattometro a raggi X è costituito dai seguenti elementi:
incandescente da una corrente elettrica. Gli elettroni che vengono emessi dal filamento sono accelerati mediante un alta differenza di potenziale e portati a bombardare un blocchetto metallico che funge da anticatodo, raffreddato per circolazione d’acqua. Dell’energia totale che colpisce l’anticatodo, meno dell’1% viene riemessa in forma di raggi X, mentre la parte restante diventa calore. I raggi X fuoriescono dal tubo attraverso 4 finestre perpendicolari tra loro.
Filtro, che isola dallo spettro policromatico di emissione un piccolo intervallo di lunghezze d’onda in cui sia compresa una riga caratteristica di forte intensità. Consiste in una lastrina di spessore predeterminato di un metallo che abbia la sua soglia d’assorbimento ad una lunghezza d’onda intermedia tra quella della Kβ e quella della Kα d’emissione del metallo costituente l’anticatodo.
Lo spessore è scelto in modo tale da assorbire quasi totalmente il Kβ e una parte dello spettro continuo e lasciar passare, pur attenuandone l’intensità, la Kα.
Collimatore di entrata, serve a ridurre la radiazione primaria a un fascio il più possibile parallelo, eliminando tutti i raggi X che divergono dal cammino rettilineo allo scopo di renderli più adatti alla riflessione secondo la relazione di Bragg.
Portacampione, è rappresentato sia da supporti semplici come un ago o un filtro di vetro, come un vetrino o un telaietto (per polveri), sia da supporti particolari in cui il cristallo o la polvere da irraggiare, possono essere scaldati (fino a 2000°C), raffreddati (fino a -270°C), compressi (fino a 1Mbar) o portati sotto vuoto spinto (fino a 10-9 torr).
Collimatore di uscita, elimina i raggi X diffusi o parassiti convogliando verso il rivelatore solo quelli dovuti alla diffrazione.