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La dodicesima notte (adattamento)
Tipologia: Esercizi
Caricato il 13/01/2023
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O quel che volete Personaggi ORSINO, Duca d'Illiria VALENTINE e CURIO Gentiluomini al servizio di Orsino PRIMA GUARDIA SECONDA GUARDIA VIOLA, fanciulla naufragata, poi travestita da CESARIO SEBASTIAN, suo fratello gemello CAPITANO della nave naufragata ANTONIO, altro capitano di mare OLIVIA, Contessa MARIA, sua dama di compagnia SIR TOBY BELCH, suo cugino RUTTO SIR ANDREW AGUECHEEK, protetto di Sir Toby MALVOLIO, maggiordomo di Olivia FABIAN, al servizio di Olivia FESTE, buffone di Olivia PRETE SERVO Musici, nobili, marinai, membri del seguito
Scena prima [Palazzo del Duca d'Illiria] Musica. Entrano Orsino, Duca d'Illiria, Curio e altri nobili ORSINO Se la musica è il cibo dell'amore, suona Ancora, datemi un eccesso di musica, Così che, ingozzandosi, l'appetito possa Ammalarsi e morire. Di nuovo quell'aria! Aveva un’armonia soave. Oh! Mi arrivava all'orecchio come la dolce brezza Che respira su un cespuglio di viole, rubando E spargendone il profumo. Basta così! Ora non è dolce come prima. CURIO Andate a caccia, mie signore? ORSINO Di che cosa, Curio? CURIO A caccia del cuore. ORSINO Sì, col più nobile che ho. Oh, quando per la prima volta i miei occhi Videro Olivia, mi parve che d'ogni Pestilenza purificasse l'aria. In quell'istante Fui mutato in cervo e da allora i desideri Mi inseguono. Entra Valentine Allora, che notizie di Olivia? VALENTINE Col vostro permesso signore, non mi ha ricevuto Ma dalla sua serva ebbi questa risposta: Gli elementi stessi, finché non saranno passati sette anni, Non vedranno il suo viso scoperto e una volta al giorno Laverà la sua stanza con lacrime di sale. E tutto questo per conservare vivo il morto amore Di suo fratello, che lei vuole mantenere Duraturo e fresco nella sua triste memoria. ORSINO Oh, lei ha un cuore di così delicata natura Da pagare questo debito d'amore Solo per un fratello, in che modo amerà Quando il ricco dardo dorato avrà ucciso Il gregge di tutti gli altri affetti Che vivono in lei; quando fegato, cervello E cuore, questi troni sovrani, sue dolci Perfezioni, saranno tutti occupati Da un solo re? Via, precedetemi
Un Duca, Orsino. VIOLA Orsino... Ho sentito mio padre nominarlo. Era scapolo, allora. CAPITANO E lo è ancora. Almeno lo era. Un mese fa si mormorava che cercasse l’amore Della bella Olivia. VIOLA Chi è? CAPITANO Una fanciulla virtuosa, la figlia di un Conte Che morì circa dodici mesi fa, lasciandola sotto la protezione Di suo figlio, il fratello di lei, che a sua volta poco dopo Morì; per amore di lui Dicono che lei abbia rinunciato alla vista E alla compagnia degli uomini. VIOLA Oh, potessi servire quella signora. CAPITANO Sarebbe difficile, perché lei Non accoglie nessuna offerta; no, Nemmeno quelle del Duca. VIOLA Un mio travestimento sarà la chiave del mio intento. Io servirò questo Duca. Tu mi presenterai a lui come un eunuco. Il gioco varrà la candela, perché io so cantare E posso parlargli in molti generi di musica. E questo mi renderà più che degna di servirlo. Quant'altro può avvenire affido al tempo. Tu piega il tuo silenzio alla mia astuzia. CAPITANO Se la mia lingua parla, più non vedano i miei occhi. VIOLA Ti ringrazio. Guidami. Scena terza [A casa di Olivia] Entrano Sir Toby Belch e Maria SIR TOBY Che diavolo intende mia cugina prendendo in questo modo la morte di suo fratello? Sono sicuro che gli affanni sono nemici della vita.
In fede mia, Sir Toby, dovreste rientrare prima la sera. Tutto questo trincare e tracannare vi distruggerà. Ho sentito la mia signora, vostra cugina, parlarne ieri e parlare anche di uno stupido cavaliere che una sera avete portato qui perché le facesse la corte. SIR TOBY Chi? Sir Andrew Aguecheck? MARIA Sì, proprio lui. SIR TOBY Uomini alla sua altezza non ce ne sono, in IIliria. MARIA Che c’entra questo? SIR TOBY Ebbene, ha una rendita di tremila ducati l'anno MARIA Sì ma tutti quei ducati gli dureranno un anno solo. È un idiota e uno scialacquatore. SIR TOBY Vergogna! Non parlate così. Suona la viola da gamba e parla tre o quattro lingue parola per parola senza usare la grammatica. MARIA È un idiota naturale e un naturale attaccabrighe; e se non avesse il dono della vigliaccheria a fargli scemare il gusto di attaccar briga, la gente saggia dice che presto avrebbe il dono d'una tomba. SIR TOBY Per questa mano, quelli che parlano così di lui sono mariuoli e calunniatori. Chi sono, costoro? MARIA Gli stessi che aggiungono, inoltre, che si sbronza ogni sera in vostra compagnia. SIR TOBY Ma bevendo alla salute di mia cugina! E seguiterò a farlo finché in gola avrò un cannarozzo e in Illiria ci sarà da bere. Ehi, ragazza! Ecco il castigliano, vulgo viene Sir Andrew Agueface! Entra Sir Andrew Aquecheek SIR ANDREW Sir Toby Belch! Come state, Sir Toby Belch? SIR TOBY Dolce Sir Andrew! SIR ANDREW Dio vi benedica, bella bisbetica. MARIA E anche voi, signore.
Sei bravo nella gagliarda, cavaliere? SIR ANDREW In fede mia, so trinciare una capriola. SIR TOBY E io so trinciare il montone. SIR ANDREW E credo di saper fare lo scambietto rovesciato meglio di chiunque altro, in Illiria. SIR TOBY Ma perché queste cose debbono rimanere nascoste? Perché doni simili debbono stare dietro una tenda? Rischiano di prendere la polvere, come il quadro di una Madama. Perché non vai in chiesa a passo di gagliarda e non torni a casa a passo di giga? È questo un mondo in cui nascondere le virtù? Pensavo, osservando l'eccellente costituzione della tua gamba, che deve essere stata formata sotto la stella di una gagliarda. SIR ANDREW Sì, è forte, e sta piuttosto bene con una calza color marrone. Facciamo un po' di baldoria? SIR TOBY E che altro? Non siamo nati sotto il Toro? SIR ANDREW I Toro? Fianchi e cuore. SIR TOBY No, signore, gambe e coscia. Fammi vedere una capriola. Ah! Più in alto! Ah, ah! Magnifico! Escono Scena quarta [Palazzo di Orsino] Entra Valentine, con Viola in abiti maschili VALENTINE Se il Duca continua a favorirvi in questo modo, Cesario, è probabile che avanzerete di molto. Vi conosce soltanto da tre giorni e già non siete più un estraneo. VIOLA Voi temete il suo mutar d'umore o la mia negligenza, se mettete in questione la durata del suo affetto. È incostante nei suoi favori? VALENTINE Credete a me, no. Entrano Orsino, Curio e seguito VIOLA Vi ringrazio. Ecco il Conte. ORSINO Ehi, chi ha visto Cesario?
Ai vostri ordini, signore, sono qui. ORSINO (a Curio e al seguito) Allontanatevi un momento. (A Viola) Cesario, tu Conosci ormai tutto. A te ho aperto Il libro dei miei pensieri più segreti. Perciò, buon giovane, va da lei: Rimani alla sua porta e dì loro che il tuo piede Vi metterà radici finché non ti riceverà. VIOLA Certo, ma, nobile signore, se s'abbandona Tanto, come si dice, al suo dolore, Certo non vorrà ricevermi. ORSINO Sii ostinato, oltrepassa ogni norma Di civile cortesia, ma non tornare A mani vuote. VIOLA Mettiamo che le parli, signore: a quel punto? ORSINO Oh, allora svela tutta la passione del mio amore. Rappresentare le mie pene a te si addice: La tua gioventù sarà più persuasiva. VIOLA Non lo credo, signore. ORSINO Caro ragazzo, credilo. Mentirebbe Ai tuoi anni felici chi dicesse Che tu sei un uomo. Il labbro di Diana Non è più soffice e vermiglio del tuo. La tua piccola voce è come lo strumento D'una fanciulla, limpido e squillante, E ben reciteresti la parte di una donna. Io so che la tua costellazione è propizia A questa impresa. Riesci, E vivrai liberalmente come il tuo signore: Le sue fortune potrai dirle tue. VIOLA Del mio meglio farò per corteggiare La vostra amata. (A parte) Ma che lotta penosa! Chiunque corteggi, vorrei esser io la sua sposa. Escono
più disonesto; se non ci riesce, lasciate che il rattoppatore lo rattoppi e mendandolo. La Lady ha ordinato di portar via il buffone; perciò, ripeto, portatela via! OLIVIA Signore, io ho ordinato di portare via voi. FESTE Malinteso al massimo grado! Buona madonna, datemi licenza di dimostrarvi che siete una buffona. OLIVIA Puoi riuscirci? FESTE Magistralmente, buona madonna. OLIVIA Provatelo. FESTE Devo prima catechizzarvi, madonna. Mio buon scrigno di virtù, rispondetemi OLIVIA Ebbene, signore, in mancanza di altri passatempi ascolterò la vostra dimostrazione. FESTE Buona madonna, perché porti il lutto? OLIVIA Buon buffone, per la morte di mio fratello. FESTE Credo che la sua anima sia all'inferno, madonna. OLIVIA Io so che la sua anima è in cielo, buffone. FESTE Tanto più da buffoni, madonna, portare il lutto per l'anima di vostro fratello, visto che è in cielo. Portate via il buffone, signori. OLIVIA Che ne pensate di questo buffone, Malvolio? Riuscirà mai a emendarsi? MALVOLIO Sì, e seguiterà a farlo finché non lo colgano gli spasimi della morte. L'infermità, che fa decadere il saggio, rende il matto migliore. FESTE Dio vi mandi, signore, una rapida infermità per il migliore sviluppo della vostra follia. Sir Toby giurerà che io non sono una volpe ma non s'impegnerà nemmeno per due soldi a dire che voi non siete matto. OLIVIA Come rispondete a questo, Malvolio?
Mi meraviglio che Vostra Signoria trovi diletto in una così sterile canaglia. Guardatevi, è già disarmato, a meno che non ridiate e gli offriate un'occasione, è imbavagliato. OLIVIA Oh, voi siete malato di narcisismo, Malvolio, e avete il gusto di chi ha l'appetito rovinato. Non c'è offesa, in un buffone di mestiere, anche se non fa altro che ingiuriare; né tantomeno c'è ingiuria in un uomo conosciuto per il suo contengo, anche se non fa altro che rimbrottare. FESTE Mercurio ti dia il dono della menzogna dato che parli bene dei buffoni. Entra Maria MARIA Signora, alla porta c'è un giovane gentiluomo che desidera molto parlarvi. OLIVIA Lo manda il Conte Orsino, non è vero? MARIA Non lo so, signora. È un bel giovane. OLIVIA Chi dei miei lo sta intrattenendo? MARIA Sir Toby, signora, vostro cugino. OLIVIA Non fa che discorsi da matto. Accidenti a lui! Andate voi, Malvolio. Se viene da parte del Conte, io sono malata o non sono in casa - quello che volete ma liquidatelo. Esce Malvolio Lo vedete, signore, quanto le vostre buffonate invecchino e dispiacciono alla gente? FESTE Tu hai parlato per noi, madonna, come se il tuo figlio maggiore dovesse diventare un buffone. Giove gli riempia il cranio di cervello perché - eccolo che viene. Uno dei tuoi parenti ha un cervello debolissimo. OLIVIA Sul mio onore, mezzo ubriaco! Chi c'è alla porta, cugino? SIR TOBY Un gentiluomo. OLIVIA Un gentiluomo! Che gentiluomo? SIR TOBY Un vero gentiluomo – dannate aringhe marinate. (A Feste) Eccolo, l’ubriacone! FESTE Buon Sir Toby! OLIVIA Cugino, cugino, com'è che siete caduto così presto in questa prostrazione?
Non è ancora abbastanza vecchio per essere un uomo, né abbastanza giovane per essere un ragazzo. Uno potrebbe pensare che abbia sofferto di uno scarso allattamento. OLIVIA Fatelo venire. Chiamate la mia dama. MALVOLIO Dama, la signora vi vuole. Esce. Entra Maria OLIVIA Dammi il velo. Sentiremo un'altra volta l'ambasciata di Orsino. Entra Viola VIOLA Qual è l'onorata signora di questa casa? OLIVIA Parlate con me, risponderò io per lei. Che volete? VIOLA Radiosa, squisita e impareggiabile bellezza – vi prego, ditemi se è questa la signora della casa perché io non l'ho mai vista. Mi dispiacerebbe buttar via il mio discorso, perché, a parte che è composto straordinariamente bene, ho fatto grande fatica a impararlo a memoria. OLIVIA Da dove venite, signore? VIOLA Questa domanda non rientra nella mia parte. Gentile e buona signora, datemi una modesta assicurazione che siete voi la signora della casa. OLIVIA Siete un attore? VIOLA No, cuore mio profondo. Siete la signora della casa? OLIVIA Se non usurpo me stessa, lo sono. VIOLA Se lo siete, usurpate certamente voi stessa, perché ciò che è vostro da donare non è vostro da conservare. Ma questo è fuori del mio incarico. Continuerò con il mio elogio. OLIVIA Venite all'essenziale. Vi dispenso dall'elogio. VIOLA Ahimè, ho fatto grande fatica a impararlo, ed è poetico.
Allora è tanto più probabile che sia falso. Ho sentito che siete stato insolente, alla mia porta, e vi ho fatto avvicinare più per osservarvi che per ascoltarvi. Se non siete pazzo, andatevene; se siete ragionevole, siate breve. MARIA (mostrando a Viola l'uscita) Volete spiegare le vele, signore? Questa è la rotta. VIOLA No, mio buon mozzo, debbo galleggiare qui un altro po'. Ammansite il vostro gigante, dolce signora! OLIVIA Dovete certo avere qualcosa di orribile da comunicare, se il preambolo di cortesia è così tremebondo. Esponete il vostro messaggio. VIOLA Riguarda soltanto il vostro orecchio. Non porto dichiarazioni di guerra. Le mie parole sono tanto pacifiche quanto sensate. OLIVIA Eppure avete cominciato in modo scortese. Chi siete? Che volete? VIOLA La rozzezza che è apparsa in me l'ho imparata dall'accoglienza che ho ricevuto. Chi sono e che cosa voglio sono segreti come la verginità: per le vostre orecchie cose divine, per ogni altro profanazione. OLIVA Lasciateci soli. Maria e il seguito si ritirano Sentiremo queste cose divine. Ora, signore, qual è il vostro testo? VIOLA Dolcissima signora OLIVIA Una dottrina consolante: e se ne potrebbe dir molto. Dove si trova il vostro testo? VIOLA Nel petto di Orsino OLIVIA Nel suo petto, in quale capitolo del suo petto? VIOLA Nel primo del suo cuore OLIVIA Oh, l'ho letto, è eresia. Non avete altro da dire? VIOLA Buona signora, fatemi vedere il vostro viso OLIVIA Il vostro padrone vi ha dato l'incarico di negoziare col mio viso? Ora siete uscito dal vostro testo, ma solleveremo il sipario e vi mostreremo il quadro. Guardate, signore, non è un quadro fatto bene?
Chiusa nella vostra casa. Comporrei Canti d'amore respinto E a squarciagola li canterei nel cuore Della notte: urlerei il vostro nome Agli echeggianti colli e farei gridare alla loquace pettegola dell'aria "Olivia"! Oh, non potreste riposare tra gli elementi Dell'aria e della terra, se non aveste Pietà di me. OLIVIA Voi potreste far molto. Qual è La vostra discendenza? VIOLA Superiore alle mie fortune, tuttavia il mio stato è buono: Sono un gentiluomo. OLIVIA Andate dal vostro signore. lo Non posso amarlo. Non mandi altri - A meno che, forse, non torniate voi A dirmi come l'ha presa. Addio. Vi ringrazio per il disturbo. Prendete questa. VIOLA lo non sono un corriere a pagamento. Tenetevi la borsa. Il mio padrone, non io, Ha bisogno di ricompensa. Addio, bellezza crudele! OLIVIA "La vostra discendenza"? "Superiore alle mie fortune, tuttavia il mio stato è buono: Sono un gentiluomo." Giuro che lo sei. Non così veloce! piano, piano A meno che il padrone non sia il servo. E ora? Si può prendere la peste così in fretta? Mi sembra di sentire la perfezione di questo giovane Con una forza invisibile e furtiva penetrarmi negli occhi. Bene, lacia che sia così! Ehi, Malvolio. Entra Malvolio MALVOLIO Eccomi, signora, ai vostri ordini. OLIVIA Rincorrete quel messaggero petulante, Il servo del Conte. Ha lasciato questo anello, Contro la mia volontà. Ditegli che non l’ho accettato. Chiedetegli di non illudere il suo padrone E di non fargli nutrire speranze. Io Non sono per lui. Se quello, il ragazzo, verrà qui Domani, gliene esporrò le ragioni.
Muoviti, Malvolio! MALVOLIO Vado, signora. OLIVIA Io non so cosa faccio, e ho paura Di scoprire che i miei occhi sono dei lusigatori troppo grandi della mia mente. Destino, mostra la tua forza, Noi non apparteniamo a noi stessi; ciò che è decretato Deve essere, e che sia così. Esce. ATTO SECONDO Scena prima [Una strada] Entrano Antonio e Sebastian ANTONIO Almeno ditemi dove siete diretto. SEBASTIAN No davvero signore; ma voglio rivelarmi a voi Antonio. Io i chiamo Sebastian e non Roderigo. Mio padre era quel Sebastian di Messalina del quale so che avete sentito parlare. Egli lasciò dietro di sé me e mia sorella, nati entrambi nello stesso momento - fosse piaciuto ai cieli che allo stesso modo fossimo morti! Ma voi, signore, avete alterato l'ordine delle cose, perché qualche ora prima che mi strappaste dal mare, mia sorella annegò. ANTONIO Giorno maledetto! SEBASTIAN Una ragazza, signore, che sebbene si dicesse che mi somigliasse molto, era da tutti considerata una bellezza. Io posso certamente dire che aveva un'anima che la stessa invidia non avrebbe potuto non definire bella. Oh, buon Antonio, perdonatemi per il fastidio che vi ho dato. ANTONIO Se non volete uccidermi, visto l'amore che vi porto, lasciate ch'io sia il vostro servo. SEBASTIAN Se non volete uccidere chi avete salvato non insistete. Addio, ora: vado alla corte del Conte Orsino. Addio. Esce
Quali fummo fatte. Che cosa succederà? Il mio padrone ama lei teneramente e io, Povero mostro, sono altrettanto Presa da lui; mentre lei, ingannata, Sembra spasimare per me. Da questo Che cosa nascerà? In quanto uomo Non posso sperare nell'amore del mio padrone. In quanto donna - ahimè, quali inutili Sospiri emetterà la povera Olivia! O tempo, devi sciogliere tu Questo groviglio. E un nodo troppo stretto Perché lo sciolga io. Esce Scena terza [Casa di Lady Olivia] Entrano Sir Toby e Sir Andrew SIR TOBY Avvicinati, Sir Andrew. Non essere a letto dopo mezzanotte è come essersi alzati presto, e diluculo surgere, tu sai. SIR ANDREW No, in fede mia, non lo so; ma so che far tardi significa far tardi. SIR TOBY Conclusione falsa! La odio come un boccale vuoto. Essere alzati dopo mezzanotte e poi andare a letto significa andare a letto presto; cosicché andare a letto dopo mezzanotte significa andare a letto presto. Le nostre vite non consistono dei quattro elementi? SIR ANDREW Sì, così dicono: ma io credo che consistano piuttosto nel mangiare e nel bere. SIR TOBY Maria, dico! Un boccale di vino! Entra Feste SIR ANDREW Ecco il buffone. FESTE Ebbene, cuori miei? Avete mai visto il quadro dei Tre Somari? SIR TOBY Benvenuto, somaro! E adesso cantiamo. SIR ANDREW In fede mia, il buffone ha una voce magnifica. Darei quaranta scellini per avere una gamba simile, e un fiato per cantare dolce come quello del buffone. Sei stato davvero divertente, ieri sera, quando hai parlato di Pigrogromitus e dei Vapiani che attraversano l'equinozio di Quebo. Davvero magnifico. Ti ho mandato sei soldi con la tua fiamma - li hai avuti?
Ho incamerato la tua mancetta: poiché il naso di Malvolio non è un manico di frusta, la mia signora ha la mano bianca e i Mirmidoni non sono una bettola. SIR ANDREW Eccellente! E ora una canzone! SIR TOBY Su, eccoti sei soldi. Una canzone! SIR ANDREW Ed ecco un soldo da me. Se un cavaliere dà FESTE Volete una canzone d'amore o una canzone della bella vita? SIR TOBY Una canzone d'amore! Una canzone d'amore! SIR ANDREW Sì, sì. La vita bella non m'interessa. FESTE (canta) O mia amata dove stai andando? Resta e ascolta il tuo, vero amore vien qua Che alte e basso può cantar. Non partire più mia dolcezza Degli amanti ha fin’, il viaggio nell’amor Ben lo sa il saggio. SIR ANDREW Davvero splendido! SIR TOBY Bene, bene! FESTE Cos’è amore? Non è il futuro Del presente è, è gioia e riso Quel che verrà incerto sarà. Nel rimandare non v’è ricchezza Allor baciami mia dolcezza La gioventù non durerà. SIR ANDREW Una voce melodiosa, quant'è vero che sono un cavaliere. SIR TOBY Un fiato contagioso. SIR ANDREW Molto dolce e contagioso, sì. SIR TOBY Ma non vogliamo far ballare il cielo?