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la mente in gioco cap.4
Tipologia: Appunti
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4.1 Gioco e teatro a confronto nella prassi educativa La normativa trova tra il mondo del teatro e il mondo educativo la sua giusta collaborazione. Il primato dell'attività teatrale nel primo ciclo di scuola è diventata importante e questo ruolo è stato conferito alle attività mimiche, recitazione,drammatizzazione utili per incrementare la lingua. Frabboni--> “ la scuola dovrebbe disporre di tanti spazi diversamente denominati,tutti riconducibile alla didattica dei laboratori” cioè gli ambienti relazionali e formativi consentono di interagire negli altri spazi. La scuola dei laboratori è la scuola dell'autonomia essa deve essere per forza aperta alla scuola-laboratorio del teatro dove l'attività teatrale contribuisce al benessere di ogni alunno. Il laboratorio teatrale è un laboratorio di educazione di metodo per allineare il cervello motorio al cervello linguistico. Il Novecento teatrale ha sviluppato diverse ambizioni pedagogiche,attivando un processo di formazione dell'attore che sfiora due aspetti : l'intimità nascosta dell'individuo( dimensione intrapersonale) e il suo punto di vista esterno alla persona stessa ( dimensione extrapersonale). Il teatro è luogo di scoperta e creatività. Si viene a conoscenza delle proprie risorse,sviluppando il bagaglio emotivo e cognitivo. E' luogo di arte, di incontri e di trasformazioni. Peter Brook--> Il tratto ludico-laboratoriale è comune allo spazio scenico e allo spazio scolastico ed entrambe sono paragonabili ad officine delle conoscenza in cui sperimentare sul campo se stessi e il mondo, in una sorta di gioco della finzione che rende possibile la messa in scena tanto quella di apprendimento. Il teatro è gioco, si “ gioca” alla vita vera. Esiste una connessione tra gioco e spettacolo. Il gioco, come il teatro , è spazio situato e simbolico. Gioco e teatro condividono la dimensione del divertimento, gratificazione. Un altro elemento in termini di similarità è l'uso della voce. Essa è separazione, traiettoria di caduta all'esterno verso una traiettoria. Ma c'è anche una voce che orienta, dirige e poi c'è una voce che spiega come muoversi secondo le regole del teatro. Sono voci che svolgono una funzione pedagogica di chi gestisce l'architettura della rappresentazione e vocalizzata per muovere alla comunicazione. Ma bisogna fare una serie di distinzioni tra gioco e teatro. 1.Apparato delle regole= sono un vincolo nel gioco perchè senza di loro l'attività ludica non è valida mentre a teatro costituiscono solo le linee-guida entro le quali libertà creativa e l'espressività degli attori trovano spazio.
4.2 La classe brain-based come spazio performativo L'azione didattica è una relazione dialogica. L'insegnante modula i saperi. L'alunno sta al gioco mentre il docente innesca il meccanismo della finzione entro il quale ogni alunno scopre significati multipli ed inaspettati. Questa correlazione tra gruppo-classe e lo spazio scenico è accentuata quando si tratta di una classe di tipo brain-based--> area applicativa di quella Neuroeducation che guarda ai meccanismi dell'insegnare e dell'apprendere in funzione cerebrale. Caine & Caine--> è possibile stilare un quadro di riferimento per ripensare la didattica in prospettiva neuroscientifica. Individuano 12 principi neuroeducativi dei quali insegnanti ed educatori devono tener contro nell'operazione in classe:
Il corpo imitante si traduce in presenza scenica quando l'attore sale sul palcoscenico portando con sé sentimenti,emozioni, esperienze di vita attraverso un codice visuo-motorio e gestuale che gli consente di costruire reti comunicative di azione e imitazione. Nel caso di teatro l'imitazione è finalizzata a produrre comportamenti-risposta sia a livello verbale sia a livello non verbale ed emotivo. Il corpo imitante coinvolge il cervello visuo-motorio nello sviluppo di tre livelli--->