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le radici della multiculturalità, dall'uguaglianza alla differenza e la ricchezza della diversità
Tipologia: Appunti
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1. ALLE RADICI DELLA MULTICULTURALITà Già Protagora individuava VARITà DEI COSTUMI E CONSUETUDINI dei vari popoli che attraverso invasioni, guerre, movimenti di colonizzazione hanno nel corso dei secoli contribuito al mescolamento e alla sovrapposizione dei popoli e delle civiltà. Nel mondo antico lìincontro e la fusione tra civiltà diverse furono favoriti dalle grandi formazioni territoriale dell'epoca: ● l'impero persiano ● l'impero di Alessandro Magno ● l'impero romano Tuttavia la sintesi più significativa alle radici della nostra storia fu operata dal cristianesimo e dall'eredità classica del mondo classico, in particolare di quello greco. infatti i grandi filosofi cristiani si servirono del pensiero dei due massimi filosofi greci: Platone e Aristotele. Nel mondo moderno fu molto importante la nascita dello STATO MODERNO, tra il quattrocento e il cinquecento e nacque dall'incontro di: ● accentramento del potere nelle mani del sovrano ● la determinazione dei confini territoriali precisi, cosa che provocò il frequente accorpamento in un unico stato di comunità diverse. Complementare fu la FRAMMENTAZIONE in realtà politiche diverse di comunità in precedenza unite. fu diverso per lgi stati formatisi dalla dissoluzione delle grando potenze politiche come quelli nati dalla scomparsa dell'ipero austro-ungarico o dell'impero ottomano, che finiirono per riproporre al loro interno una pluralità di lingue, etnie... è chiaro dunque che quelle che noi chiamiamo culture sono in realtà il prodotto di sintesi e sovrapposizione tra mondi diversi. Significativo è anche il ruolo giocato dalle COLONIZZAZIONI nelle nuove terre tra cui ricordiamo le colonizzazioni spagnole e portoghesoi fra le prime, finalizzate in realtà allo sfruttamento; nel seicento anche gli olandesi, gli inglesi e i francesi cominciarono a insediarsi sui territopri americani. La nascita degli Stati Uniti portò a compimento questo procedimento e avviò da un lato la penetrazione verso ovest, e dall'altro ondate migratorie provenienti dall'Europa, fino a quando fu promulgato l'immigration act nel 1921. Nel corso del Novecento l'Europa da terra d'emigrazione è diventata terra d'immigrazione, in particolare dopo due eventi: la DECOLONIZZAZIONE e la crisi dei REGIMI TOTALITARI a ispirazione comunista. Con decolonizzazione si intende il processo di affrancamento della dominazione politica e/o dallo sfruttamento economico degli stati europei, intrapreso dai paesi afroasiatici nel secondo dopoguerra. Infatti i paesi prima colonizzati, quando divenneto liberi ebbero anche grandi difficoltà come carenza di strutture e frequente istabilità politica cosa che portò all'emigrazione di molte persone. il crollo dei regimi totalitari di isspirazione comunista creò crisi politiche e divergenze che scaturirono in lotte civili che portarono all'emigrazione. Un'altra causa dell'emigrazione è la GLOBALIZZAZIONE che facilita i collegamenti e l'interdipendenza fra i vari paesi. 2. DALL'UGUAGLIANZA ALLA DIFFERENZA
ora c'è un nuovo modo di vedere la multiculturalità: dalla prospettiva dell'UGUAGLIANZA, idea nata per combattere prospettive di soggetti sociali più deboli. L'uguaglianza può essere intesa in due modi: ■ UGUAGLIANZA FORMALE: come prerogativa originaria da tutelare ■ UGUAGLIANZA SOSTANZIALE: condizione da promuovere concretamente. Entrambi sono caratterizzati dall'identicità dei diritti e dei doveri tra i cittadini di fronte alla legge. Nonostante ciò non si può negare che ci sono diversità che non possono essere eliminate, come le esigenze religiose. Lo strumento teorico a cui fu affidata questa nozione di diversità è la TOLLERANZA, teorizzata da diversi intellettuali ttra cui John Locke, Voltaire... Per tolleranza si intende il rispetto delle convinzioni e delle idee diverse da quelle socialmente dominanti. Inoltre secondo Voltaire la tolleranza poteva trasformarsi in strumento di confronto e di crescita. Nel corso del Novecento diversi gruppi sociali hanno avvertito la necessità di manifestare la loro distanza dalle norme e dai modelli socialmente vigenti, come il movimento femminista, o il caso dei neri americani che si battevano per acquisire diritti politici, ma anche per riacquisire le loro tradizioni...
3. LA RICCHEZZA DELLA DIVERSITà OGGI Il multiculturalismo è l'atteggiamento volto alla conservazione delle diverse culture presenti su un certo territorio. Il primo documento multiculturalista fu emanatoin Canada nel 1971. In quanto espressione del rispetto per la pluralità di culture, sembra trovare una sua naturale collocazione nel mondo globalizzato. Possiamo assumere Germania, Francia e Gran Bretagna come ideal-tipo per l'immigrazione: ● GERMANIA: si basa sull'istituzionalizzazione dell'immigrato, ovvero sul concetto che l'immigrato è di PASSAGGIO. questo però mostra inadeguatezza ai nostri tempi. ● FRANCIA: detto assimilazionista si basa sul concetto che un immigrato diventi a pieno titolo membro della nuova comunità ● INGHILTERRA: detto pluralista lascia più spazio per il multiculturalismo e assicura ad ogni individuo il libero esercizio dei propri diritti. Dunque il multiculturalismo è possibile ma a condizione di alcune cose: ● il rispetto della legalità come confine della libera espressione culturale; ● è vero che c'è libertà di espressione, ma questo è principalmente per l'individuo, secondo la dichiarazione universale del 1948. Tuttavia troviamo nelle moderne società una forma di razzismo detto RAZZISMO DIFFERENZIALISTA, che consiste nel riconoscere le differenze fra le diverse entità culturali e nel vedere in esse un limite al dialogo. Il vedere invece le culture come entità date e immutabili è detto ESSENZIALISMO CULTURALE. L'atteggiamento più corretto è quello di vedere nella diversità un punto di partenza per impostare il confronto ela crescita comune. Quest'atteggiamento è generalmente chiamato INTERCULTURALISMO e deve partire da: un terreno comune di dialogo e dal confronto delle diverse prospettive.