










Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
l'emozione della paura, come essa si manifesta
Tipologia: Slide
1 / 18
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!











Cosa succede quando abbiamo paura?
LE NOSTRE REAZIONI ALLA PAURA
LE FOBIE PIU’ COMUNI
Esistono le fobie generalizzate , come l’agorafobia, paura degli spazi aperti, e la fobia sociale, paura di esporsi in pubblico, e le fobie specifiche , generalmente gestite evitando gli stimoli temuti, che possono essere:
● Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, ( claustrofobia o agorafobia ). ● Tipo animali. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli ● Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), ● Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. ● Altro tipo. In questo caso la paura è scatenata da altri stimoli come: il timore di situazioni che potrebbero portare a contrarre una malattia ecc. Esiste una particolare forma di fobia che riguarda il proprio corpo o parti di esso che la persona percepisce come sproporzionate, inguardabili, orribili rispetto a come realmente si mostrano (dismorfofobia).
ESEMPIO DI UNA
REAZIONE DI PAURA
innalza e le pupille si dilatano."qualcosa di sconosciuto ed inatteso si sta avvicinando".
Il circuito primitivo segnala all'ipotalamo di preparare la reazione. Le ghiandole
iniziano a produrre adrenalina. Contemporaneamente vengono rilasciate grandi
quantità di noradrenalina direttamente nel cervello, aumentandone la reattività.
L'ippocampo e l'amigdala vengono sollecitati a conservare più facilmente i
ricordi. L'equilibrio chimico è precario. Troppa noradrenalina nel cervello può
sopraffare l'intero sistema, portando al panico e alla confusione, anziché alla
vigilanza e all'attenzione.
Ci giriamo per affrontare il pericoloso elemento minacciante. Questo
comportamento ci offre la possibilità di avere il tempo e le informazioni
per valutare la scelta tra la lotta o la fuga, ma non ci impedisce di reagire
visceralmente come è imposto dal nostro circuito primitivo. Il cuore
galoppa e il viso impallidisce, mentre il sangue carico di adrenalina
affluisce nei muscoli. Sentiamo la bocca ancor più arida, perché il circuito
primitivo della paura blocca l'apparato digerente, comprese le ghiandole
salivari.
Vediamo un grosso squalo pinna bianca agitarsi a poca distanza da noi. Una delle caratteristiche dello stupore e della paura è quella di farci tendere a socchiudere la bocca, ma anche questa predisposizione dettata dal circuito primitivo deve essere intercettata dal circuito razionale che fa prevalere quasi immediatamente l'abitudine a tenerci stretto in bocca il nostro erogatore. Il circuito primitivo ha segnalato alla corteccia prefrontale di stare in massima all'erta e mentre il circuito razionale produce e soppesa freneticamente le opzioni, decidiamo consciamente: "questa specie non è pericolosa".
LA CHEROFOBIA
La parola cherofobia ha un’etimologia greca e deriva da kairós “ciò
che rallegra” e fóbos "paura”. Il significato di cherofobia è quindi
letteralmente “avere paura di essere felici”.
il significato di cherofobia può essere espresso come la
conseguenza di vivere la felicità come una minaccia da cui
difendersi. Il convincimento della persona, che diventa una
sorta di legge fisica, è: “se vivi una grande felicità, ti aspetta dietro l’angolo una tragedia”.
La cherofobia potrebbe essere ingenuamente confusa con la
depressione; al contrario, il cherofobico pratica un’attiva
evasione delle emozioni positive: ha paura di essere infelice
e quindi evita, preventivamente, tutto ciò che potrebbe
renderlo gioioso, temendo che il meccanismo che porta
felicità potrebbe “smettere di funzionare”.
QUALI SONO LE CAUSE?
Nella maggior parte dei casi, le cause della cherofobia affondano le proprie radici
nell’infanzia della persona. La paura di essere felici, infatti, potrebbe essere legata ad
un’esperienza traumatica come una delusione o un lutto che ha seguito un momento
gioioso.