Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Emozione focus paura, disgusto e tristezza, Appunti di Psicobiologia

Riassunto su Emozione focus paura, disgusto e tristezza, per laboratorio

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 29/01/2023

aurora-vernoni
aurora-vernoni 🇮🇹

4.6

(12)

31 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
La tristezza
Funzione:
Una delle funzioni principali della tristezza risiede nel segnalare, a noi e alle persone a noi vicine, il bisogno
della loro vicinanza, del loro sostegno, aiuto in momenti di difficoltà.
La tristezza di fatto può essere considerata un segnale che il nostro sistema di attaccamento si è attivato. Il
sistema di attaccamento è quel sistema che ci consente di segnalare all’altra persona il fatto che abbiamo
bisogno della sua presenza in momenti di difficoltà. Essa è per cui la base delle nostre relazioni d’amore più
importanti
La tristezza inoltre ci consente anche di promuovere la riflessione e l’analisi interna sugli eventi della nostra
vita, con la possibilità di cercare un senso a quello che ci accade o al nostro dolore; può di fatto favorire la
riflessione sui temi di vita più generali e esistenziali.
La tristezza è ,per cui importantissima nel elaborare gli eventi spiacevoli che ci accadono, ma ci permette
anche di agire come stimolo al cambiamento: stare in contatto con la tristezza ci consente di farle svolgere
la funzione di segnalarci che qualcosa non va, di poterci riflettere e di trovare così un nuovo senso, un
cambiamento migliore per noi, mostrandoci nuove prospettive prima magari non visibili.
Ed è per questo che se la tristezza viene erroneamente considerata un emozione spiacevole e quindi
qualcosa da non provare, è in realtà necessaria come tutte le altre emozioni.
Per cui non è la tristezza in sé ad essere sbagliata, ma il volerla mascherare, così da mostrarci sempre
sempre simpatici, felici, perfetti e costantemente in competizione gli uni con gli altri.
Come riconoscerla
Attivazione Fisiologica:
Riduzione della pressione sanguigna
Riduzione battito cardiaco
Aumento tono e attività del tratto gastro-intestinale
Perdita del tono muscolare
Provabile lacrimazione
Attivazione Espressiva:
Fronte e sopracciglia:Sopracciglia con forma obliqua (angoli esterni abbassati e interni sollevati)
Naso Con narici tirate verso il basso
Occhi: Rivolti in basso e a volte bagnati di lacrime/ Palpebra abbassata /Sguardo inespressivo e offuscato
Bocca: Angoli abbassati ed un po’ tirati verso l’esterno e La linea labiale assume una curvatura ad “u”
rovesciata
Corpo:Postura accasciata/ Testa reclinata sul petto/Spalle ricurve e flesse in avanti
Movimenti rallentati.
Voce: Tremula, flebile e lamentosa
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Emozione focus paura, disgusto e tristezza e più Appunti in PDF di Psicobiologia solo su Docsity!

La tristezza Funzione: Una delle funzioni principali della tristezza risiede nel segnalare, a noi e alle persone a noi vicine, il bisogno della loro vicinanza, del loro sostegno, aiuto in momenti di difficoltà. La tristezza di fatto può essere considerata un segnale che il nostro sistema di attaccamento si è attivato. Il sistema di attaccamento è quel sistema che ci consente di segnalare all’altra persona il fatto che abbiamo bisogno della sua presenza in momenti di difficoltà. Essa è per cui la base delle nostre relazioni d’amore più importanti La tristezza inoltre ci consente anche di promuovere la riflessione e l’analisi interna sugli eventi della nostra vita, con la possibilità di cercare un senso a quello che ci accade o al nostro dolore; può di fatto favorire la riflessione sui temi di vita più generali e esistenziali. La tristezza è ,per cui importantissima nel elaborare gli eventi spiacevoli che ci accadono, ma ci permette anche di agire come stimolo al cambiamento: stare in contatto con la tristezza ci consente di farle svolgere la funzione di segnalarci che qualcosa non va, di poterci riflettere e di trovare così un nuovo senso, un cambiamento migliore per noi, mostrandoci nuove prospettive prima magari non visibili. Ed è per questo che se la tristezza viene erroneamente considerata un emozione spiacevole e quindi qualcosa da non provare, è in realtà necessaria come tutte le altre emozioni. Per cui non è la tristezza in sé ad essere sbagliata, ma il volerla mascherare, così da mostrarci sempre sempre simpatici, felici, perfetti e costantemente in competizione gli uni con gli altri. Come riconoscerla Attivazione Fisiologica: Riduzione della pressione sanguigna Riduzione battito cardiaco Aumento tono e attività del tratto gastro-intestinale Perdita del tono muscolare Provabile lacrimazione Attivazione Espressiva: Fronte e sopracciglia:Sopracciglia con forma obliqua (angoli esterni abbassati e interni sollevati) Naso Con narici tirate verso il basso Occhi: Rivolti in basso e a volte bagnati di lacrime/ Palpebra abbassata /Sguardo inespressivo e offuscato Bocca: Angoli abbassati ed un po’ tirati verso l’esterno e La linea labiale assume una curvatura ad “u” rovesciata Corpo:Postura accasciata/ Testa reclinata sul petto/Spalle ricurve e flesse in avanti Movimenti rallentati. Voce: Tremula, flebile e lamentosa

Paura funzione La paura ha una funzione positiva, così come il dolore fisico, di segnalarci uno stato di emergenza e di pericolo, preparando la mente ed il corpo. Ha infatti una funzione adattiva, protegge l’individuo di fronte a una minaccia (reale o immaginaria che sia) ed è preziosissima sin dai primi anni di vita. Assolve di fatto fondamentali funzioni evolutive di protezione della specie poiché senza tale metteremmo continuamente a rischio la nostra vita e salute. Comportamenti 4 comportamenti classici: attacco o fuga ma sono possibili anche il freezing e il faint. La parola freezing sta per “congelamento”. L’essere vivente si nasconde dal predatore e si immobilizza mentre valuta l’azione più adatta da intraprendere. Oppure più estremo, ma a volte ugualmente funzionale, è il faint ovvero la “finta morte”, una condizione di irrigidimento totale del corpo. Il faint sembra verificarsi nelle situazioni in cui non si riesce a trovare una via di fuga o una strategia difensiva utile. È molto frequente nel regno animale, poiché i predatori preferiscono le prede vive a quelle morte, la cui carne potrebbe essere in putrefazione. Per questo sono presenti sia modificazioni fisiologiche della paura, soprattutto se lievie, che dipendono dall’attivazione del Sistema Nervoso Simpatico, che prepara l’organismo all’attacco o alla fuga come: aumento del battito cardiaco incremento della frequenza del respiro sensazione di contrazione o di maggiore tono muscolare sensazione di stomaco”chiuso” bocca e gola secche dilatazione delle pupille Se la paura diviene molto intensa si attiva il Sistema Nervoso Parasimpatico che determina una riduzione delle reazioni comportamentali sino all’immobilità(negli animali si manifesta la reazione di finta morte): diminuzione del battito cardiaco riduzione della frequenza del respiro aumento della sudorazione da fronte, ascelle e palmo delle mani pallore diminuzione della temperatura corporea con sensazione di freddo restringimento delle pupille riduzione del tono muscolari