Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Paura: Emozione Fondamentale e Apprendimento, Sintesi del corso di Psicologia dello Sviluppo

Sintesi del libro la paura e i suoi inganni

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 29/05/2019

rosa.macri
rosa.macri 🇮🇹

4.5

(60)

18 documenti

1 / 6

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
1
CAPITOLO 2 - LA PAURA
Cos’è la paura?
La paura: è una delle sei emozioni fondamentali, che si sperimenta quando si presenta un rischio
imminente. "
La paura ha la funzione di garantire la sopravvivenza dell’individuo e della propria specie, è
un’emozione negativa che corrisponde alla famiglia della paura, ed obbliga a provare sensazioni
fisiche e psicologiche sgradevoli."
Ha un tono edonico negativo e un tropismo negativo che stimolano l’allontanamento dall’oggetto
fobico, a mimetizzarsi o ad attaccare per difendersi da un aggressione (teoria delle 3F). "
La paura ha reazioni psicofisiologiche non fraintendibili e si esprime attraverso una forma di
comunicazione non verbale tipica e riconoscibile. "
La reazione emotiva della paura è presente in tutti e 5 i sistemi motivazionali:"
1. sistema motivazionale di attaccamento: la paura diventa una reazione alla separazione o
all’allontanamento del caregiver, ovvero chi si prende cura di noi non è disponibile."
2. sistema motivazionale di accudimento: la paura può insorgere come stato ansioso o di
preoccupazione per le sorti dell’oggetto verso cui dovrebbero essere dirette le cure."
3. sistema motivazionale sessuale: l’emozione si manifesta come paura del rifiuto."
4. sistema motivazionale cooperativo: la paura ha uno scopo adattivo funzionale, infatti
l’individuo isolato non sopravvive e la specie non si evolve, mentre essere parte di un gruppo
garantisce un buon livello di protezione."
5. sistema motivazionale competitivo: la paura si trasforma in paura del giudizio, ed ha la
funzione di regolare e mantenere le relazioni di potere all’interno del gruppo."
La paura e la tristezza sono emozioni negative calde che comunicano il bisogno di ricevere
supporto e contemporaneamente stimolano le emozioni positive calde dell’interlocutore (amore,
gioia e simpatia). Mentre le emozioni fredde sono tutte quelle che esprimono distacco, superiorità
e non coinvolgimento."
Le donne sono considerate più emotive dell’uomo infatti provano con più frequenza tutte le
emozioni negative, come l’ansia, la depressione e la paura patologica. "
La donna: è inserita nei ruoli nurturing, che includono le attività di accudimento, allevamento, cura
ed educazione, infatti le emozioni positive calde sono più coerenti ai ruoli femminili e alle
aspettative sociali riposte sulle donne."
In molte società le donne non hanno potere e hanno poco controllo sulle loro condizioni sociali,
professionali e relazionali che porta ad essere vulnerabili, e facilita l’esperienza delle emozioni
powerless, che segnano la propria impotenza ma anche la sottomissione e la necessità di un
sostegno esterno."
Gli uomini: sono inserite nei ruoli agetic, ovvero coloro che mantengono materialmente ed
economicamente la famiglia. "
Nel ruolo maschile le emozioni calde non hanno spazio perchè non sono adatte alle aspettative
della società, e che vengono realizzate attraverso le emozioni powerfull."
Restrictive emotionally: è la forma di educazione che impone comportamenti emotivi limitati,
esprimono con dicoltà i propri sentimenti. "
A descrivere la restrictive emotionally troviamo: lo stoicismo che è un tratto comportamentale per
cui un uomo non deve mostrare paura, non deve parlare del proprio dolore e non deve
manifestare sentimenti caldi. "
Le tre dimensioni della restrictive emotionally sono: aggressione, autonomia e successo. "
La paura, nel genere femminile, è un’emozione che crea “vulnerabilità appresa”, mentre , nel
genere maschile la paura viene frenata fin da subito."
Nel periodo infantile la paura è tollerata in entrambi i sessi ma con l’aumentare dell’età e con il
passaggio alla seconda infanzia l’atteggiamento verso la paura cambia, infatti Tomkins distingue
l’educazione familiare alla paura in due poli sinistra e destra. "
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica La Paura: Emozione Fondamentale e Apprendimento e più Sintesi del corso in PDF di Psicologia dello Sviluppo solo su Docsity!

CAPITOLO 2 - LA PAURA

Cos’è la paura? La paura : è una delle sei emozioni fondamentali, che si sperimenta quando si presenta un rischio imminente. La paura ha la funzione di garantire la sopravvivenza dell’individuo e della propria specie, è un’ emozione negativa che corrisponde alla famiglia della paura, ed obbliga a provare sensazioni fisiche e psicologiche sgradevoli. Ha un tono edonico negativo e un tropismo negativo che stimolano l’allontanamento dall’oggetto fobico, a mimetizzarsi o ad attaccare per difendersi da un aggressione (teoria delle 3F). La paura ha reazioni psicofisiologiche non fraintendibili e si esprime attraverso una forma di comunicazione non verbale tipica e riconoscibile. La reazione emotiva della paura è presente in tutti e 5 i sistemi motivazionali:

1. sistema motivazionale di attaccamento : la paura diventa una reazione alla separazione o all’allontanamento del caregiver, ovvero chi si prende cura di noi non è disponibile. 2. sistema motivazionale di accudimento : la paura può insorgere come stato ansioso o di preoccupazione per le sorti dell’oggetto verso cui dovrebbero essere dirette le cure. 3. sistema motivazionale sessuale : l’emozione si manifesta come paura del rifiuto. 4. sistema motivazionale cooperativo : la paura ha uno scopo adattivo funzionale, infatti l’individuo isolato non sopravvive e la specie non si evolve, mentre essere parte di un gruppo garantisce un buon livello di protezione. 5. sistema motivazionale competitivo : la paura si trasforma in paura del giudizio, ed ha la funzione di regolare e mantenere le relazioni di potere all’interno del gruppo. La paura e la tristezza sono emozioni negative calde che comunicano il bisogno di ricevere supporto e contemporaneamente stimolano le emozioni positive calde dell’interlocutore (amore, gioia e simpatia). Mentre le emozioni fredde sono tutte quelle che esprimono distacco, superiorità e non coinvolgimento. Le donne sono considerate più emotive dell’uomo infatti provano con più frequenza tutte le emozioni negative, come l’ansia, la depressione e la paura patologica. La donna : è inserita nei ruoli nurturing, che includono le attività di accudimento, allevamento, cura ed educazione, infatti le emozioni positive calde sono più coerenti ai ruoli femminili e alle aspettative sociali riposte sulle donne. In molte società le donne non hanno potere e hanno poco controllo sulle loro condizioni sociali, professionali e relazionali che porta ad essere vulnerabili, e facilita l’esperienza delle emozioni powerless , che segnano la propria impotenza ma anche la sottomissione e la necessità di un sostegno esterno. Gli uomini : sono inserite nei ruoli agetic , ovvero coloro che mantengono materialmente ed economicamente la famiglia. Nel ruolo maschile le emozioni calde non hanno spazio perchè non sono adatte alle aspettative della società, e che vengono realizzate attraverso le emozioni powerfull. Restrictive emotionally : è la forma di educazione che impone comportamenti emotivi limitati, esprimono con difficoltà i propri sentimenti. A descrivere la restrictive emotionally troviamo: lo stoicismo che è un tratto comportamentale per cui un uomo non deve mostrare paura, non deve parlare del proprio dolore e non deve manifestare sentimenti caldi. Le tre dimensioni della restrictive emotionally sono: aggressione, autonomia e successo. La paura, nel genere femminile, è un’emozione che crea “vulnerabilità appresa”, mentre , nel genere maschile la paura viene frenata fin da subito. Nel periodo infantile la paura è tollerata in entrambi i sessi ma con l’aumentare dell’età e con il passaggio alla seconda infanzia l’atteggiamento verso la paura cambia, infatti Tomkins distingue l’educazione familiare alla paura in due poli sinistra e destra.

Nel modello di sinistra i genitori si impegnano a ridurre i motivi di paura del figlio evitando di mostrare le proprie paura davanti al bambino, e le risposte di paura vengono accolte e controllate attraverso spiegazioni e rassicurazioni. Nel modello di destra i genitori utilizzano la paura come strumento educativo e come modello di controllo per ottenere l’obbedienza e per limitare il naturale comportamento esploratorio del figlio, però questo porta alla costruzione intorno al figlio di un ambiente pericoloso. Ritengono la paura come un’emozione positiva. Le paure da riflesso condizionato (o da circuito primitivo): sono reazioni di allarme primitive che segnalano all’organismo che ciò che sta avvenendo è pericoloso, ancor prima che sia percepito a livello cosciente. Le paure naturali (o universali) : sono presenti nella maggior parte degli individui di ogni cultura ed epoca. Le paure apprese : si sviluppano durante il processo di socializzazione alla propria cultura o ai propri schemi sociali di riferimento. La paura è un campanello d’allarme che segnala che il nostro benessere è a rischio e che è necessario lottare per mettersi in salvo, infatti senza questa emozione la nostra specie non si sarebbe mai evoluta. La sua emozione opposta è il coraggio. 2.2 Le manifestazioni della paura A livello fisiologico le modifiche si registrano a carico del sistemo nervoso autonomo, soprattutto quelle legate all’attivazione del sistema simpatico. Nel circolo sanguigno vengono immesse adrenalina e noradrenalina, inoltre inseguito all’evento fobico aumenta il battito e la frequenza cardiaca, accelera la respirazione o brusco calo della temperatura. Nei maschi di quasi tutte le specie di mammiferi la paura fa risalire i testicoli, ciò avviene per difendere gli organi riproduttivi. L’orripilazione : si manifesta in seguito alla paura in tutti i mammiferi, compreso l’uomo, detta più comunemente “pelle d’oca”. È improvvisa e temporanea e termina insieme allo stimolo. La piloerezione : parte dalla stimolazione del sistema nervoso simpatico e produce una contraddizione del muscolo piloerettore in risposta al freddo intenso, ad esempio, o ad un violento stato emotivo. Le reazioni conseguenti alla paura sono l’ attacco\fuga per la maggior parte delle specie animali, se il pericolo è superiore per forza o abilità, l’individuo in difficoltà decide di fuggire, ossia il comportamento di evitamento che impone una distanza spaziale tra il pericolo e la persona in pericolo. Il comportamento di mimetizzazione rientrano nel comportamento di fuga, e consistono in movimenti del corpo utili per nascondersi o confondere l’avversario. Mentre il comportamento di attacco , consiste nel colpire l’oggetto che ha scatenato il pericolo, è comportamento presente nell’uomo anche in caso di rabbia, però mentre nella rabbia l’attacco può avere cause proattive per ottenere vantaggio, nella paura l’attacco ha origine reattive. La teoria delle 3F della paura : studiata da Marks, in cui alla lotta e fuga, aggiungiamo anche il congelamento (FIGHT-FLIGHT-FREEZE ). Il congelamento dal punto di vista evoluzionista il comportamento potrebbe essere fatto risalire al tentativo della preda di sfuggire all’attenzione del predatore attraverso l’immobilità. Dal punto di vista funzionale dà la possibilità di prendersi del tempo per valutare correttamente la situazione. Marks estende la sua teoria aggiungendovi 2F:

  • Freeze: congelarsi -Flight: fuggire -Fight: lottare -Fright: letteralmente “paura non descrivibile” che si può associare al concetto di terrore

Inoltre, sono la conseguenza ai comportamenti da soprassalto presenti nell’uomo in seguito ad un forte rumore. Questo circuito primitivo è regolato dal sistema limbico, mentre l’amigdala controlla i segnali percepiti dagli organi sensoriali che provengono dall’esterno e raccoglie i segnali trasmessi dalla corteccia celebrale, attivandosi quando viene percepita un’anomalia nell’ambiente. In questo caso l’amigdala invia segnali all’ipotalamo che attiva l’organismo. La ghiandola pituitaria : è messa in funzione dai segnali dell’ipotalamo e produce ormoni utili alle situazioni d’emergenza. La funzione dell’amigdala è quella di ricordare gli oggetti che abbiamo imparato a temere, facilitando la reazione corticale. Mentre il sistema limbico ci permette di cogliere gli elementi di un pericolo, ma non definisce ne i dettagli ne decide che comportamento attuare. Circuito razionale della paura : avviene all’interno dei lobi frontali e registra i segnai inviati dal sistema limbico e li sottopone ad un’attenta analisi. 2.4 Le paure naturali: breve indagine qualitativa Garber : è possibile risalire alle paure innate dei neonati e alle paura normali rispetto all’età del bambino. Ci sono paure che dovrebbero destare apprensione nei genitori e negli educatori, ad esempio quando la paura non si limita in presenza dell’evento pericoloso, ma viene evocata anche al di fuori delle situazioni inquietanti. Può destare preoccupazione il fatto che il bambino non è in grado di essere rassicurato da nessuna figura familiare o se una volta rassicurato non è in grado di ammettere che la propria paura è ingiustificata ma continua a credere che esista un pericolo reale collegato all’oggetto che lo spaventa. Le paure naturali : sono paure filogeneticamente trasmesse dall’uomo e preparate evolutivamente per rispondere ai pericoli abituali dell’ambiente circostante. Le paure universali : sono presenti anche in ogni forma di cultura e presenti nei bambini fin dai primi giorni di vita. Le paure naturali: Primo posto: l a paura dei luoghi bui ed è tipicamente maschile, è associata dal timore di perdersi ed essere aggrediti senza aver modo di difendersi. Sono molti i bambini che presentano una paura per il buio che spesso diventa anche una fobia. Secondo posto: la paura degli animali, prettamente femminile, e l’animale che spaventa di più è il serpente, la ofidiofobia è la fobia dei serpenti considerata come una malattia. Terzo posto: la paura del sangue , tipicamente maschile, e nasce dalla paura di essere feriti. Quarto posto: la paura delle persone sconosciute , presente nelle donne, si manifesta anche se la persona non è sconosciuta ma manifesta atteggiamenti strani, o con persone sconosciute vestite in maniera strana. Nelle donne spaventa molto anche lo sguardo insistente di una persona estranea, diventando quasi invasivo. La paura dell’estraneo compare anche nel bambino verso i 6-8 mesi di vita, si manifesta l’ angoscia di separazione durante la prima forma di autonomia motoria quando il rapporto simbiotico con la madre viene interrotto e aumenta il senso di vulnerabilità. 2.5 Apprendere la paura Paura appresa : queste paure nascono nell’individuo durante il processo di socializzazione alla propria cultura o a causa di un’esperienza negativa a cui viene associato un oggetto che genera paura.

Il condizionamento alla paura : studiato da Watson, in cui dimostrò con l’esperimento sul piccolo Albert con il topolino, l’influenza dell’apprendimento e del condizionamento ambientale nella nascita di paure e fobie che non avrebbero nessuna ragione d’esistere. Albert, però, era un bambino privo di sicurezza essendo cresciuto in un ambiente ospedaliero, mentre i bambini solitamente durante uno spavento si aggrappano alla madre. Esistono tre forme di paura appresa, quella causata da un trauma , dove un oggetto considerato inizialmente neutro può diventare causa di paura. Ci sono vari tipi di trauma, il più comune è, il trauma a evento unico , in cui il nostro organismo comincerà a reagire con tutti i parametri fisici della paura dopo un evento traumatico. Il condizionamento, inoltre, origina un’ innesco cognitivo alla paura che si attiva durante le occasioni in cui un elemento dell’ambiente ricorda un evento traumatico. Il trauma può essere indotto da esperienze stressanti ricorrenti che l’individuo non riesce a ricondurre alla controllabilità, come ad esempio la paura del dentista. I traumi possono anche nascere in un secondo momento rispetto a quando accadono, in quanto possono svilupparsi a causa di specifici disturbi. La seconda paura appresa è la paura sociale , che è una forma di incertezza, blocco o evitamento che si realizza quando l’individuo entra in relazione con gli altri. La terza paura appresa è la paura culturale , che è una paura che nasce da angosce collettive che contagiano un intero gruppo, ciò che la caratterizza è la velocità con cui le persone si contagiano reciprocamente. I disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti : rientrano nell’ambito dei disturbi mentali, dove l’evento traumatico è il sintomo. Secondo il DSM-5 questi disturbi sono 5: Il disturbo reattivo dell’attaccamento e il disturbo da impegno sociale disinibito sono presenti soprattutto nel periodo infantile, possono risalire ad eventi stressanti traumatici come l’assenza dell’accudimento durante l’infanzia. Nel primo disturbo il comportamento è una reazione internalizzante , che sono tutti quei disturbi in cui il bambino si chiude, isola ed evita la comunicazione. Nel secondo disturbo invece il comportamento è esternalizzante dove il disagio riguarda la difficoltà a gestire l’aggressività, l’irritabilità o l’impulsività. I disturbi dell’adattamento le cause eziologiche possono essere ricondotte ad un evento stressante, e si manifesta con sintomi emotivi e comportamentali in cui dopo una sofferenza segue un evento vissuto in maniera stressante, quindi si sviluppano entro tre mesi dall’evento e non durano per più di sei mesi. Il disturbo da stress post- traumatico e il disturbo da stress acuto si sviluppano dopo l’esposizione a uno o più eventi traumatici, e si manifestano entrambi con un’elevata sofferenza psicologica. L’umore è negativo a causa delle emozioni negative come la paura e il terrore. Inoltre nel disturbo da stress acuto i sintomi si manifestano immediatamente dopo il trauma e persistono fino ad un mese. 2.6 L’apprensione sociale: la paura dell’altro o la paura del sociale I caratteri distintivi della paura dell’altro, che l’individuo sperimenta quando si trova a stretto contatto con altre persone, sono:

- disagio psicologico : presenta reazioni di tipo ansioso, in cui c’è l’aumento dell’arousal,

- emozioni da ritiro sociale : sono le emozioni negative, come la vergogna o la paura, perchè

hanno la caratteristica di inibire il comportamento sociale dell’individuo.

- condotte di evitamento : l’individuo li mette in atto per sottrarsi alle emozioni negative,

manifestandosi con la fuga dalla situazione ansiogena.