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La persona al centro - riassunto
Tipologia: Sintesi del corso
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Autodeterminazione, autonomia, adultità per le persone disabili LA CONDIZIONE ADULTA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ INTELLETTIVA Due elementi per “un'adultità possibile”:
importanza ( leva militare, matrimonio). Condizioni necessarie affinché le persone con disa bilità intraprendano percorsi di adultità:
limiti/possibilità)
In particolare, in riferimento al punto 2 , elementi che nella famiglia possono complicare le cose sono:
seguito del determinarsi di una serie di circostanze (dall'esplosione della soggettività alla mutazione della composizione sociale dei nostri territori a seguito dei processi migratori)
differenziazione interna)
Risponde ai bisogni di: autonomia (del disabile), genitori e contenimento della spesa pubblica. Se la famiglia è l'elemento fondamentale nei processi di autonomia del figlio, l'altro elemento importante è l'educatore, che lo deve affiancare nel percorso verso l'autodeterminazione, favorendone l'evoluzione. L'educatore deve saper tenere la giusta distanza educativa in modo da venir percepito come un saldo punto di riferimento. L'educatore è una figura che entra nella famiglia, con la quale è necessario ci sia un contatto continuo. Si devono creare una collaborazione e una fiducia reciproche, che possono ottenersi solo con la conoscenza e la condivisione di obiettivi e modi per raggiungerli. EVOLUZ IONE DEI SERVIZI IN TEMPO DI CRISI La disabilità rappresen ta quegli aspetti dell'umanità che sfuggono al controllo razionale, evidenziando limiti e impotenze. In una società come quella attuale, si tende ancora di più a prende re le distanze da lla disabilità, vista come ulteriore carico di affanni e fatiche. Si preferisce distrarsi in pensieri evasivi e tranquilliz zare la propria coscienza delegando ai servizi la cura della disabilità. I servizi si sono sviluppati per ridurre le disuguaglianz e. Ad oggi ciò non sta accadendo: atteggiamenti "riparativi" (paradigma della beneficenza → fa sembrare che l’Occidente stia «sviluppando» il Sud del mondo quando in realtà sta avvenendo esattamente il contrario. Non sono i paesi ricchi a sviluppare i paesi poveri, ma i paesi poveri, di fatto, a sviluppare quelli ricchi. ), parità (non uguaglianza ), impostazione di lavoro di tipo sanitario (modo di intervenire per eliminare la patologia). È necessaria una nuova organizzazione dei servizi: impostazione di lavoro non solo sanitaria ma anche “sociale” (al di là della cura, progetto all'interno della patologia stessa), rapporti plurimi e caratterizzati da “trasgressioni” (personalizzazioni dei modus), organizzazione di tipo verticale e orizzontale (cooperazione e decisioni con le famiglie/persone). LA PRESA IN CARICO GENERATIVA NEL PUNTO UNICO DI ACCESSO (PUA) Modello di Welfare generativo → capacità di rigenerare l'aiuto ricevuto affinchè diventi valore sociale da rendere agli altri. Nasce dalla considerazione che tutti hanno qualcosa da dare. PUA : Punto Unico di Accesso → luogo fisico di collaborazione tra il sociale e il sanitario che cerca di individuare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini (portatori di bisogni e di diritti). La capacità di rigenerare l'aiuto ricevuto affinchè diventi valore da rendere ad altri, così come il modello del welfare generativo, è un percorso che vede protagonista il PUA quale soggetti/funzione/organizzazione/luogo in grado di accompagnare i processi di
responsabilizzazione e di empowerment non solo dei portatori di bisogni e diritti, ma anche dei portatori di interesse a qualsiasi titolo entrino nel welfare. Obiettivo del welfare → redenre adulti questi soggetti. 5 punti che qualificano il PUA:
Documenti importanti a cui fare riferimento: ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) → sviluppata dall'OMS nel 2001 → che adotta il modello biopsicosociale della disabilità e pone al centro dell'attenzione l'interazione tra i fattori personali, ambientali e sociali nel determinare la condizione di disabilità. CRPD (Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità) → strumento di livello internazionale emanato dalle Nazioni Unite nel 2006 → vero e proprio strumento per la tutela dei diritti umani che si prefigge di cambiare le visioni, gli atteggiamenti e gli approcci alle persone con disabilità, enfatizzando la loro dimensione di persone portatrici di diritti umani, dignità e libertà fondamentali → impone un modello di disabilità basato sui diritti umani, volto a rimuovere tutte le forme specifiche di discriminazione. Questa convenzione definisce persone con disabilità come “coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con altri”. Punto chiave per l'inversione del processo (adulti con disabilità no bambini) → è l' autodeterminazione =diritto di tutte le persone di fare scelte e prendere decisioni sulle proprie vite. È necessario sostenere lo sviluppo delle competenze di autodeterminazione delle persone con disabilità intellettuale e/o relazionale, fornendo loro le necessarie opportunità, esperienze e supporti per applicare e utilizzare pienamente tali competenze. L'autodeterminazione → deve essere un aspetto fondamentale nei programmi educativi. Per le persone con disabilità → il ruolo della famiglia è unico e spesso centrale durante tutto l'arco della vita. Anffas Onlus→ Associazione Nazionale Famiglie con persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale. È tra le più grandi associazioni italiane di famiglie di persone con disabilità e costruito la storia dell'approccio alla disabilità nel nostro Paese. Oggi l'associazione ripone i propri sforzi nell'affermazione di un nuovo modello di disabilità che mette al centro la persona con i suoi diritti umani, compresi quelli legati all'autodeterminazione e autoaffermazione, partecipazione e inclusione nella comunità in condizioni di eguaglianza e pari opportunità con tutti gli altri. L'Associazione è pienamente convinta del fatto che autodeterminazione, auto- rappresentanza, inclusione sociale delle persone con disabilità sono responsabilità di tutti noi per la costruzione di un mondo giusto, che non discrimina e che consente a ogni persona di dare il proprio contributo.