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La poverta, Slide di Scienze Sociali

povertà e salute.

Tipologia: Slide

2013/2014

Caricato il 26/11/2014

laura.meli.7791
laura.meli.7791 🇮🇹

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La povertà
Morlicchio
Sociologia della povertà
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La povertà

Morlicchio

Sociologia della povertà

Le origini della povertà

  • La povertà è sempre esistita, era considerata una condizione naturale per gran parte della popolazione mondiale.
  • Fino al XVIII secolo larga parte della popolazione europea viveva costantemente sotto la minaccia di un improvviso crollo delle condizioni di vita.
  • Ancora nel XIX secolo la stessa sopravvivenza era costantemente minacciata da epidemie, carestie, eventi naturali, guerre: nel 1845-49 una malattia delle patate - la peronospora – determinò la “grande carestia irlandese”, che causò circa un milione di morti per denutrizione o malattie ad essa collegate, e spinse ad emigrare un altro milione di persone: complessivamente in 5 anni la popolazione irlandese si ridusse del 20-25% [Woodham-Smith 1962].

Le origini della povertà

  • La concezione medievale della povertà

(Mollat, Geremek) distingueva tra povertà

involontaria (bambini, anziani, invalidi),

meritevole di beneficenza, e povertà

volontaria (vagabondi, criminali, mendicanti)

percepita come una minaccia e oggetto di

repressione  è un difetto dell’individuo, e

come tale va trattato come un delinquente.

Le origini della povertà

All’alba della modernità, si continuava a distinguere tra il poor – in grado di mantenersi

  • e il pauper – dipendente dalla carità e dall’assistenza pubblica. La Old Poor Law del 1601 (fino 1834), in qualche modo ispirata ai principi dell’ economia morale di Thompson, costituiva una sorta di rudimentale welfare state per i poveri della comunità.

Le origini della povertà

Solo con la rivoluzione industriale la povertà comincia ad essere avvertita come una condizione sociale, soprattutto nei centri industriali inglesi (Manchester, Liverpool, Sheffield, Birmingham): ‘enclosures’  distruzione della società rurale  proletarizzazione  distruzione dei legami famigliari e comunitari  pauperizzazione La creazione di una moderna classe operaia richiedeva una distruzione radicale della società pre-industriale: è la ‘liberazione’ dei contadini dai vincoli di natura feudale.

Le origini della povertà

Dopo il fallimentare tentativo di impedire la completa proletarizzazione della classe operaia con Speenhamland nel 1975, nel 1834 il Poor Law Reform Act, che cancella la Old Poor Law, sancisce il pieno trionfo della nuova società industriale e capitalistica, nel quale non c’è spazio per la solidarietà verso i poveri. Contribuiscono anche considerazioni di carattere morale e scientifico, in particolare il principio di popolazione di Malthus.

La povertà nella società salariale

Alla fine del XIX secolo lo sviluppo dei sistemi di

protezione sociale allenta le percezione di

precarietà esistenziale connaturata alla

condizione di proletario.

La creazione della condizione salariale (Castel p.

48) costituisce la premessa per l’accesso alla

cittadinanza sociale (T.H. Marshall).

La povertà nella società salariale

Alla fine del XIX° secolo Charles Booth realizza la prima ricerca sociologica ‘scientifica’ sulla povertà. Analizza la distribuzione della povertà a Londra distinguendo 8 classi in base all’occupazione e alla regolarità dei guadagni: a) Lavoratori occasionali, perdigiorno, criminali b) Lavoratori saltuari c) Lavoratori con guadagni discontinui d) Lavoratori stabili con paghe basse e) Lavoratori stabili con paghe adeguate f) Lavoratori qualificati con paghe elevate g) Negozianti, impiegati e commessi h) Classe media superiore, servant keeping class Classe operaia Classe media Sotto proletariato Poveri Pericolosi

La povertà nella società salariale

Grazie (anche) a Booth, la povertà cessa di essere

una colpa individuale o un difetto del carattere e

diventa una questione sociale: è l’effetto delle

trasformazioni sociali generate

dall’industrializzazione.

È legittimato l’intervento dello Stato nella

regolazione delle dinamiche economiche (del

capitalismo).

La povertà nella società salariale

La figura di povero che si impone è quella del disoccupato industriale: non si tratta più (solo) di vagabondi, orfani, vedove, vecchi o malati, ma sempre più spesso di lavoratori senza salario. Rimane il principio della less eligibility! [I disoccupati di Marienthal  si descrive il degrado psicologico che la mancanza di salario produce nei lavoratori e nelle loro famiglie. Vedi anche molta letteratura anglosassone.]

La povertà postfordista

La società salariale viene sostituita dalla società

frammentata (Mingione).

Società salariale Società frammentata Reciprocità (famiglia) Stabilità famigliare Protezione delle reti parentali Eterogeneità e instabilità famigliare «Disaffiliazione» Scambio (mercato) Rapporti di lavoro standard per maschi capifamiglia Consumo di massa Rapporti di lavoro non standard Donne nel MDL Polarizzazione Scelte di consumo Redistribuzione (Stato) Protezioni collettive Welfare universalistico Keynesismo Individualizzazione protezione Politiche di welfare restrittive Stato meno regolatore Regime di genere Male breadwinner forte Male breadwinner debole o double income Parità di genere nella cura Ciclo di regolazione Intensivo Frammentato o flessibile

La povertà postfordista

Questi processi di mutamento segnano una progressiva individualizzazione che ha due corollari:

  1. Si allenta la dipendenza individuale dalle grandi istituzioni fordiste (famiglia, fabbrica e welfare bismarckiano)
  2. Di conseguenza, vengono meno le protezioni che ne derivavano, aumenta la precarietà  si generano nuovi rischi sociali.

La povertà postfordista

R. Castel parla di insicurezza sociale e

desaffiliation dai contesti collettivi: la

fragilizzazione delle reti di supporto famigliari

e la marginalizzazione nel mercato del lavoro

escludono sempre più individui dai circuiti

sociali

Integrazione  vulnerabilità 

precarietà  dipendenza  disaffiliazione

La povertà postfordista

W.J. Wilson osserva gli stessi fenomeni, ma nella prospettiva peculiare dei quartieri centrali delle città americane, caratterizzati da forte segregazione sociale e razziale  ghetto poor Effetti di concentrazione : la segregazione è causa di intensificazione della povertà L. Wacquant parla di ‘hyperghetto’