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La Primavera di Botticelli: Approfondimento sul Significato, Schemi e mappe concettuali di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Lettura dell'opera d'arte della Primavera di botticelli in versione ppt

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020
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Caricato il 06/01/2020

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Gianluca_Curziani 🇮🇹

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Gianluca Curziani
LA PRIMAVERA DI BOTTICELLI
APPROFONDIMENTO SUL SIGNIFICATO
La Primavera venne realizzata da Botticelli nel 1477 per Lorenzo de Medici come dono di matrimonio a suo
cugino di secondo grado. Tuttoggi questopera affascina tutti noi sia per la resa realistica dei personaggi che
per le diverse interpretazioni che essa assume. A causa della mancanza di documenti relativi allopera non
siamo in grado di attribuirne un unico significato, ma diversi, ognuno corretto a suo modo.
Significato dellopera secondo i personaggi
I protagonisti della Primavera di Botticelli vennero identificati per la prima volta solo quattro secoli dopo la
sua realizzazione. Questopera presuppone una lettura da destra verso sinistra, quindi da ovest (dove cala il
sole) verso est.
Il primo personaggio che incontriamo è Zefiro, personificazione del vento di primavera, il quale è
innamorato della ninfa Cloris che trasforma in Flora, la figura successiva alla ninfa, ricoperta da un vestito
floreale volto a rappresentare la primavera. Lamore fra Zefiro e la ninfa Cloris rappresenta la fecondità.
Al centro della scena, leggermente arretrata, si trova la dea Venere, simbolo di amore e di forza vitale degli
elementi della natura. La sua collocazione al centro del dipinto le riserva una posizione di controllo e di
superiorità rispetto agli altri personaggi. Sopra di essa è rappresentato Cupido, divinità dellamore pronta a
scagliare una delle sue frecce le grazie; un gruppo di tre giovani donne poste alla sinistra della Veneree
danzano spensierate incrociando le dita.
Infine troviamo Mercurio al lato estremo del dipinto intento a scacciare le nuvole, apparendo quasi
totalmente disinteressato alla scena che accade dietro le sue spalle.
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Gianluca Curziani

LA PRIMAVERA DI BOTTICELLI

APPROFONDIMENTO SUL SIGNIFICATO

La Primavera venne realizzata da Botticelli nel 1477 per Lorenzo de Medici come dono di matrimonio a suo cugino di secondo grado. Tutt’oggi quest’opera affascina tutti noi sia per la resa realistica dei personaggi che per le diverse interpretazioni che essa assume. A causa della mancanza di documenti relativi all’opera non siamo in grado di attribuirne un unico significato, ma diversi, ognuno corretto a suo modo.

Significato dell’opera secondo i personaggi

I protagonisti della Primavera di Botticelli vennero identificati per la prima volta solo quattro secoli dopo la sua realizzazione. Quest’opera presuppone una lettura da destra verso sinistra, quindi da ovest (dove cala il sole) verso est. Il primo personaggio che incontriamo è Zefiro, personificazione del vento di primavera, il quale è innamorato della ninfa Cloris che trasforma in Flora, la figura successiva alla ninfa, ricoperta da un vestito floreale volto a rappresentare la primavera. L’amore fra Zefiro e la ninfa Cloris rappresenta la fecondità. Al centro della scena, leggermente arretrata, si trova la dea Venere, simbolo di amore e di forza vitale degli elementi della natura. La sua collocazione al centro del dipinto le riserva una posizione di controllo e di superiorità rispetto agli altri personaggi. Sopra di essa è rappresentato Cupido, divinità dell’amore pronta a scagliare una delle sue frecce le grazie; un gruppo di tre giovani donne poste alla sinistra della Veneree danzano spensierate incrociando le dita. Infine troviamo Mercurio al lato estremo del dipinto intento a scacciare le nuvole, apparendo quasi totalmente disinteressato alla scena che accade dietro le sue spalle.

Gianluca Curziani

Significato dell’opera secondo la lettura mitologica, filosofica e storico – dinastica

Secondo l’interpretazione mitologica la scena è ambientata del giardino delle Esperidi: il primo da destra è Zefiro, vento di primavera che, vittima del suo amore, rapisce la ninfa Clori, mettendola incinta; di conseguenza la ninfa rinasce sottoforma di Flora, ovvero la stessa primavera rappresentata come una donna coperta da un abito fiorito e che sparge a terra dei fiori. Al centro del quadro si trova Venere, simbolo neoplatonico dell’amore più elevato, la quale osserva tutta la scena. Sopra di lei vola il figlio Cupido. Alla sua sinistra si trovano le tre Grazie che stanno danzando. Ancora più a sinistra si nota Mercurio, il messaggero degli dèi, raffigurato con le ali ai piedi, che col caduceo scaccia le nubi per conservare un’eterna primavera. Il critico d’arte Ernst Gombrich fornisce una lettura filosofia della Primavera di Botticelli in chiave neoplatonica. Secondo la sua visione l’intera opera è la rappresentazione di come l’amore, rappresentato nei suoi diversi gradi, arrivi a staccare l’uomo dal mondo terreno per volgerlo a quello spirituale: Zefiro e Clori rappresenterebbero la forza dell’amore sensuale e irrazionale, che però è fonte di vita (Flora) e, tramite la mediazione di Venere ed Cupido, si trasforma in qualcosa di più perfetto (le Grazie), per poi spiccare il volo verso le sfere celesti guidato da Mercurio. Secondo la lettura considerata dinastica di questo dipinto posiamo affermare che ogni personaggio rappresenti, sotto un unico filo conduttore, un membro della famiglia de’ Medici. Questa teoria è riconosciuta dai critici in quanto lo “scopo” del quadro era quello di essere un dono di matrimonio; infatti si riconosco nelle tre Grazie Caterina Sforza (a destra) e Simonetta Vespucci (al centro), la fonte di ispirazione per la Nascita di Venere, che guarda sognante verso Mercurio-Giuliano de’ Medici. Per la lettura storica , secondo Horst Bredekamp, si dovrebbe considerare il dipinto come allegoria dell’età dell’oro in epoca medicea. La presenza di Flora sarebbe pertanto un’allusione a Florentia e dunque alle antiche origini della città di Firenze. Le altre figure sarebbero città legate in vario modo a Firenze: Mercurio- Milano, Cupido-Roma, le Tre Grazie come Pisa, Napoli e Genova, la ninfa Maya come Mantova, Venere come Venezia e Borea come Bolzano. Altri studi hanno invece ipotizzato che il dipinto sia una sorta di calendario agreste abbreviato della bella stagione: da febbraio (Zefiro) a settembre (Mercurio), nell’augurio di una primavera senza fine.