

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Lettura dell'opera d'arte della Primavera di botticelli in versione ppt
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
Offerta a tempo limitato
Caricato il 06/01/2020
4.8
(5)25 documenti
1 / 2
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


In offerta
Gianluca Curziani
La Primavera venne realizzata da Botticelli nel 1477 per Lorenzo de Medici come dono di matrimonio a suo cugino di secondo grado. Tutt’oggi quest’opera affascina tutti noi sia per la resa realistica dei personaggi che per le diverse interpretazioni che essa assume. A causa della mancanza di documenti relativi all’opera non siamo in grado di attribuirne un unico significato, ma diversi, ognuno corretto a suo modo.
I protagonisti della Primavera di Botticelli vennero identificati per la prima volta solo quattro secoli dopo la sua realizzazione. Quest’opera presuppone una lettura da destra verso sinistra, quindi da ovest (dove cala il sole) verso est. Il primo personaggio che incontriamo è Zefiro, personificazione del vento di primavera, il quale è innamorato della ninfa Cloris che trasforma in Flora, la figura successiva alla ninfa, ricoperta da un vestito floreale volto a rappresentare la primavera. L’amore fra Zefiro e la ninfa Cloris rappresenta la fecondità. Al centro della scena, leggermente arretrata, si trova la dea Venere, simbolo di amore e di forza vitale degli elementi della natura. La sua collocazione al centro del dipinto le riserva una posizione di controllo e di superiorità rispetto agli altri personaggi. Sopra di essa è rappresentato Cupido, divinità dell’amore pronta a scagliare una delle sue frecce le grazie; un gruppo di tre giovani donne poste alla sinistra della Veneree danzano spensierate incrociando le dita. Infine troviamo Mercurio al lato estremo del dipinto intento a scacciare le nuvole, apparendo quasi totalmente disinteressato alla scena che accade dietro le sue spalle.
Gianluca Curziani
Secondo l’interpretazione mitologica la scena è ambientata del giardino delle Esperidi: il primo da destra è Zefiro, vento di primavera che, vittima del suo amore, rapisce la ninfa Clori, mettendola incinta; di conseguenza la ninfa rinasce sottoforma di Flora, ovvero la stessa primavera rappresentata come una donna coperta da un abito fiorito e che sparge a terra dei fiori. Al centro del quadro si trova Venere, simbolo neoplatonico dell’amore più elevato, la quale osserva tutta la scena. Sopra di lei vola il figlio Cupido. Alla sua sinistra si trovano le tre Grazie che stanno danzando. Ancora più a sinistra si nota Mercurio, il messaggero degli dèi, raffigurato con le ali ai piedi, che col caduceo scaccia le nubi per conservare un’eterna primavera. Il critico d’arte Ernst Gombrich fornisce una lettura filosofia della Primavera di Botticelli in chiave neoplatonica. Secondo la sua visione l’intera opera è la rappresentazione di come l’amore, rappresentato nei suoi diversi gradi, arrivi a staccare l’uomo dal mondo terreno per volgerlo a quello spirituale: Zefiro e Clori rappresenterebbero la forza dell’amore sensuale e irrazionale, che però è fonte di vita (Flora) e, tramite la mediazione di Venere ed Cupido, si trasforma in qualcosa di più perfetto (le Grazie), per poi spiccare il volo verso le sfere celesti guidato da Mercurio. Secondo la lettura considerata dinastica di questo dipinto posiamo affermare che ogni personaggio rappresenti, sotto un unico filo conduttore, un membro della famiglia de’ Medici. Questa teoria è riconosciuta dai critici in quanto lo “scopo” del quadro era quello di essere un dono di matrimonio; infatti si riconosco nelle tre Grazie Caterina Sforza (a destra) e Simonetta Vespucci (al centro), la fonte di ispirazione per la Nascita di Venere, che guarda sognante verso Mercurio-Giuliano de’ Medici. Per la lettura storica , secondo Horst Bredekamp, si dovrebbe considerare il dipinto come allegoria dell’età dell’oro in epoca medicea. La presenza di Flora sarebbe pertanto un’allusione a Florentia e dunque alle antiche origini della città di Firenze. Le altre figure sarebbero città legate in vario modo a Firenze: Mercurio- Milano, Cupido-Roma, le Tre Grazie come Pisa, Napoli e Genova, la ninfa Maya come Mantova, Venere come Venezia e Borea come Bolzano. Altri studi hanno invece ipotizzato che il dipinto sia una sorta di calendario agreste abbreviato della bella stagione: da febbraio (Zefiro) a settembre (Mercurio), nell’augurio di una primavera senza fine.