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Primavera di Botticelli: analisi
Tipologia: Appunti
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Autore: Sandro Botticelli
Tecnica: Tempera su tavola
Luogo di conservazione: Firenze, Galleria degli Uffizi
Dimensioni: 203x
L'amore che Botticelli presenta non è amore terreno, fisico, ma amore spirituale e la nudità di venere è purezza, semplicità, non sensualità. Infatti per lui l’amore, e quindi Venere, era l’unico tramite tra l’uomo e Dio e permetteva un’elevazione
I temi della bellezza e dell’amore divennero centrali nel sistema neoplatonico perché l’uomo spinto dall’amore poteva elevarsi dal regno inferiore della materia a quello superiore dello spirito. In questo modo la mitologia fu pienamente riabilitata e le venne assegnata la stessa dignità dei temi di soggetto sacro.
Secondo l’interpretazione neoplatonica la Primavera di Botticelli rappresenterebbe come l’amore possa staccare l’uomo dalle passioni terrene ed elevarlo ad un livello spirituale superiore.
Venere rappresenterebbe l’ Humanitas , ossia le attività spirituali dell’uomo, le Tre Grazie alluderebbero all’agire dell’Humanitas, Mercurio sarebbe la Ragione , strumento indispensabile per allontanare l’uomo dalle passioni e dall’istinto, ed il trio di Zefiro, Clori e Flora sarebbero il simbolo della Primavera, a sua volta simbolo di rinascita e di vita.
La pittura con La Primavera diventa allegorica, completamente astratta, e di conseguenza le forme si appiattiscono, il chiaroscuro quasi scompare, la prospettiva non esiste. Lo sfondo infatti è ridotto all'essenziale: il mare è caratterizzato soltanto da pochi segni grafici indicanti le onde, la costa è una linea. Le figure sono descritte quasi solo dalle linee di contorno, e anche in loro bisogna ricercare qualcosa che va al di là: neanche le proporzioni dei corpi sono infatti sempre rispettate ( il collo di Venere è esageratamente lungo e sottile, le spalle troppo spioventi, il suo braccio destro impossibile, le gambe dei venti in una posizione innaturale ).