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appunti di storia moderna, riguardanti la riforma protestante
Tipologia: Appunti
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La riforma protestante fu un movimento europeo che ha sconvolto un’epoca.
Fu un moto di reazione alla corruzione del clero, agli abusi ecclesiastici, alla sostanza e alle manifestazioni del potere temporale dei papi, al commercio delle indulgenze.
Si avvertiva il bisogno di una lettura autentica delle sacre scritture e di una reformatio, di una renovatio che risolvesse la crisi d’identità religiosa sia attraverso un ritorno alle fonti originali del Cristianesimo, sia attraverso una prospettiva di riforma morale.
I principali esponenti della riforma protestante furono: Erasmo da Rotterdam; Martin Lutero; Zwingli e Calvino; furono in maggioranza uomini di chiesa, Martin Lutero era un monaco agostiniano, Zwingli era un sacerdote e Calvino si avviò presto verso la carriera ecclesiastica, in poche parole si può dire che la riforma nacque dentro l’istituzione ecclesiastica stessa.
Erasmo da Rotterdam: Erasmo fu un esponente dell’umanesimo cristiano, che mise in discussione la cultura del tempo e anche la teologia scolastica. Le sue idee si diffusero soprattutto attraverso scritti popolari, in cui con umorismo criticava la società e la chiesa del tempo. Due idee erano determinanti in lui: l’idea di libertà di tutti gli uomini e l’idea di pace; ed incolpava tutti gli uomini di chiesa della violenza che stava travolgendo l’epoca. Secondo la filosofia cristiana di Erasmo, la figura di Cristo era quella di servo di Dio sofferente e non trionfatore, doveva essere vista come esempio da imitare al fine di formare un vero cristiano, cosa che la chiesa e la teologia del tempo ostacolava.
In Germania, la chiesa tedesca non era più corrotta rispetto alle altre, ma i suoi critici vedevano la riforma in stretta connessione con quella dell’impero; infatti, l’impero germanico era debole all’esterno a causa della minaccia turca, ma anche al suo interno a causa dello scontro tra due diverse concezioni di potere politico, quella monarchica, rappresentata dall’imperatore e quella cetuale rappresentata dai principi che pretendevano autonomia politica.
Il principale esponente della riforma protestante in Germania fu Martin Lutero, il quale pubblicò 95 tesi in cui vi è la critica alla pratica delle indulgenze. Grazie al nuovo potere della stampa le tesi sulle indulgenze, cosi come altri scritti di Lutero, si diffusero in tutta Europa con incredibile rapidità. Due elementi fondamentali della riforma luterana sono: la fine della mediazione ecclesiastica, Lutero contesta al papa e agli uomini di chiesa di essere gli unici ad interpretare le sacre scritture; e il sacerdozio universale, Lutero contesta la distinzione tra chierici e laici, in quando questa distinzione non è presente agli occhi di Dio in quando attraverso il battesimo tutti appartenevano allo stesso stato ecclesiastico.
Inoltre, Lutero elabora una nuova dottrina dei sacramenti: elimina quei sacramenti che presuppongono la mediazione ecclesiastica e ripropone solamente il battesimo che dona la grazia attraverso la fede e l’eucarestia in quanto memoria del sacrificio della croce.
Il messaggio riformatore di Lutero raggiunse tutti i ceti, soprattutto i cavalieri e i contadini.
La rivolta dei cavalieri: la grande nobiltà ha accresciuto molto poteri e giurisdizioni e ha emarginato la piccola nobiltà dei cavalieri. Influenzati dalle idee luterane i cavalieri accentuano la spinta alla rivolta contro la chiesa di Roma. Sognano la formazione di una Germania imperiale libera dal potere del papa, fondata sul primato della forza politica dei cavalieri e sulla fine del potere della grande feudalità laica ed ecclesiastica. I cavalieri si coalizzano contro l’arcivescovo di Treviri, per loro espressione della sintesi tra potere feudale e potere ecclesiastico. Ma i principi protestanti si
schierano con l’arcivescovo di Treviri e sconfiggono i cavalieri. La grande feudalità e i principati territoriali escono vincitori da questa vicenda.
La rivolta dei contadini: Alle origini delle ribellioni popolari vi è la situazione sociale nelle campagne tedesche sulle quali gravano il potere signorile, il dominio della feudalità, la limitazione dei diritti dei vassalli...
I contadini, ma non solo, contestano i diritti signorili sulle persone, ma anche sui beni e diritti comuni, rivendicando i diritti comunali sulle terre e di eleggere o destituire i parroci e di pagare le tasse in favore dei villaggi e non in favore della chiesa. Dopo alcuni successi iniziali gli eserciti contadini sono sconfitti. Finisce nel 1525 la riforma come movimento popolare. Trionfa la riforma dei principi in Germania.
Un'altra importante voce della riforma protestante è Calvino; esso si occupa della riforma protestante in Svizzera, il punto cardine della del modello riformatore di Calvino è la teoria della predestinazione, secondo la quale Dio non concede a tutta l’umanità la propria grazia ma solamente ad alcuni; un altro importatane punto trattato da Calvino è quello della vocazione, intesa come obbedienza a Dio, l’uomo è chiamato ad agire in nome di Dio per testimoniare la propria vocazione.
Il calvinismo subito si diffuse in paesi europei come Francia, Inghilterra e Olanda.
L’introduzione della riforma in Inghilterra viene vista come un affare di stato; la rottura del re Enrico da Roma avvenne per motivi politici e dinastici, poiché il papà non voleva concedergli il divorzio dalla moglie Caterina d’Aragona, la quale non gli aveva dato un erede maschio.
Tra il 1532 e il 1535 il parlamento approvò una serie di atti che tagliarono definitivamente i rapporti con la chiesa di Roma, e il re venne proclamato capo della chiesa.
Nel cinquecento l’universalismo cattolico si frantumò.