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La riforma protestante - Storia
Tipologia: Sintesi del corso
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Tra la fine del sec. XIV e l’inizio del XV circolava fra la società un diffuso malumore che lamentava:
infatti che la natura umana è talmente corrotta da impedire all’uomo di riguadagnare il favore di Dio. La giustizia divina diventa così una grazia misericordiosa, che Dio concede a chi confida in lui. L’insieme di questi fedeli – che sono dei predestinati – forma la vera Chiesa;
Chiesa anglicana – Enrico VIII era inizialmente cattolico, tanto che – dopo aver difeso contro Lutero la dottrina dei sette sacramenti – si era meritato il titolo di Defensor Fidei. Dal suo matrimonio con Caterina d’Aragona non erano nati figli maschi (solo la futura Maria la Sanguinaria ) e, mosso proprio dal desiderio di avere un erede maschio, nel 1528 Enrico VIII maturò il proposito di chiedere a Roma l’annullamento del matrimonio, secondo un passo biblico in cui si proibisce il matrimonio col fratello di un marito defunto (e Caterina era stata appunto sposata col fratello di E.). Clemente VII fu però titubante, per evitare di fare cosa sgradita all’imperatore (che era nipote di Caterina d’Aragona). Con l’aiuto di Cromwell (nuovo Lord Cancelliere) e Cranmer (nuovo Arcivescovo di Canterbury vicino ad alcune idee protestanti), Enrico fece dichiarare nullo il proprio matrimonio (1532) e poté sposare Anna Bolena. Nel 1534 il parlamento approvò l’ Atto di Supremazia , che non solo consegnava alla corona il potere religioso, ma istituiva anche una Chiesa nazionale, cioè la Chiesa Anglicana. Si procedette così alla vendita dei beni degli ordini religiosi (che erano stati soppressi): questo favorì il rafforzamento della gentry (ceto di piccola nobiltà terriera). Furono poi introdotte delle novità, senza tuttavia determinare una rottura irreversibile tra Chiesa anglicana e Chiesa romana (uso dell’inglese nella messa e, fra ’49-’52, adozione del Book of Common Prayer ).
Dall’inizio della Riforma luterana, Carlo V propugnava l’esigenza di convocare un concilio ecumenico, nella convinzione che solo un concilio potesse rimediare alla frattura della cristianità. Leone X e Clemente VII furono però renitenti alla prospettiva di un concilio, temendo non solo che la rinascita del conciliarismo, ma anche che le istanze riformatrici potessero colpire proprio la curia. Solo con Paolo III il concilio fu annunciato e convocato a Trento, ma restavano comunque diversi gli obiettivi di Paolo III e di Carlo V :