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La riforma protestante, Sintesi del corso di Storia

La riforma protestante - Storia

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 15/06/2026

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fabrizio-fl 🇮🇹

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La Riforma Protestante
Tra la fine del sec. XIV e l’inizio del XV circolava fra la società un diffuso malumore che lamentava:
- l’immoralità del clero, che spesso disattendeva la regola del celibato ecclesiastico
praticando il concubinaggio;
- la venalità della Chiesa, che pur di raccogliere denaro – non esitava a far traffico di uffici
ecclesiastici e di indulgenze;
- la degradante situazione delle parrocchie, che non avevano i mezzi per riparare le chiese
parrocchiali, mentre il basso clero affondava nella miseria e nell’ignoranza.
Sia tra il clero sia tra i fedeli s’invocava una maggior coerenza coi princìpi cristiani e, in generale,
esistevano due tipi di fermenti di vita religiosa che alimentavano la necessità di una riforma:
- il primo tipo corrisponde a un umanesimo cristiano di carattere etico che indicava
nell’educazione lo strumento principale di riforma (cfr. Erasmo da Rotterdam);
- il secondo tipo auspicava non solo una rigorosa riformulazione delle regole, ma anche un
maggior impegno nel farle rispettare (cfr. Francisco Ximenez de Cisneros).
Nel dettaglio:
- Erasmo da Rotterdam denuncia l’immoralità della Chiesa, la sua presunzione di possedere
la verità su qualunque aspetto della vita e la pretesa del papa d’indirizzare la vita civile degli
altri Stati. Per contro, sostiene il ritorno alla purezza del cristianesimo originario e alla
conoscenza della Bibbia, in virtù della centralità delle Sacre Scritture nel proprio pensiero:
egli critica infatti la speculazione teologica sui testi sacri in quanto indebita sovrastruttura
che mette in ombra la semplice verità del Vangelo. Erasmo vuole quindi che si ritorni alla
semplice verità del Vangelo, in quanto ispiratrice di chiare regole di vita. Da questo deriva
inoltre la necessità di correggere alcuni passi sacri (soprattutto del Nuovo Testamento), dai
quali sono state ricavate interpretazioni che Erasmo ritiene scorrette: le eventuali correzioni
della tradizionale Vulgata mostrerebbero infatti un Dio misericordioso (e non un Dio giudice
severo e imperscrutabile). Sulla questione del libero arbitrio, Erasmo (a differenza di Lutero)
afferma inoltre la possibilità che l’uomo sia libero di scegliere tra il bene e il male;
- Francisco Ximenez de Cisneros riassume in sé un Cristianesimo da un lato aperto alle istanze
culturali umanistiche (fondò infatti l’Università di Alcalà, centro di educazione del clero e di
filologia biblica) dall’altro impegnato per riformare la Chiesa in senso autoritario e
intollerante nei confronti di ogni forma di dissidenza religiosa.
Lutero – Studiando le Sacre Scritture, Lutero comprende che:
- l’unica salvezza per l’uomo discende dalla grazia divina (solo la grazia salva). Lutero sostiene
infatti che la natura umana è talmente corrotta da impedire all’uomo di riguadagnare il
favore di Dio. La giustizia divina diventa così una grazia misericordiosa, che Dio concede a chi
confida in lui. L’insieme di questi fedeli – che sono dei predestinati – forma la vera Chiesa;
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La Riforma Protestante

Tra la fine del sec. XIV e l’inizio del XV circolava fra la società un diffuso malumore che lamentava:

  • l’ immoralità del clero , che spesso disattendeva la regola del celibato ecclesiastico praticando il concubinaggio;
  • la venalità della Chiesa , che – pur di raccogliere denaro – non esitava a far traffico di uffici ecclesiastici e di indulgenze;
  • la degradante situazione delle parrocchie , che non avevano i mezzi per riparare le chiese parrocchiali, mentre il basso clero affondava nella miseria e nell’ignoranza. Sia tra il clero sia tra i fedeli s’ invocava una maggior coerenza coi princìpi cristiani e, in generale, esistevano due tipi di fermenti di vita religiosa che alimentavano la necessità di una riforma:
  • il primo tipo corrisponde a un umanesimo cristiano di carattere etico che indicava nell’educazione lo strumento principale di riforma (cfr. Erasmo da Rotterdam);
  • il secondo tipo auspicava non solo una rigorosa riformulazione delle regole , ma anche un maggior impegno nel farle rispettare (cfr. Francisco Ximenez de Cisneros). Nel dettaglio:
  • Erasmo da Rotterdam denuncia l’immoralità della Chiesa, la sua presunzione di possedere la verità su qualunque aspetto della vita e la pretesa del papa d’indirizzare la vita civile degli altri Stati. Per contro, sostiene il ritorno alla purezza del cristianesimo originario e alla conoscenza della Bibbia, in virtù della centralità delle Sacre Scritture nel proprio pensiero: egli critica infatti la speculazione teologica sui testi sacri in quanto indebita sovrastruttura che mette in ombra la semplice verità del Vangelo. Erasmo vuole quindi che si ritorni alla semplice verità del Vangelo , in quanto ispiratrice di chiare regole di vita. Da questo deriva inoltre la necessità di correggere alcuni passi sacri (soprattutto del Nuovo Testamento ), dai quali sono state ricavate interpretazioni che Erasmo ritiene scorrette: le eventuali correzioni della tradizionale Vulgata mostrerebbero infatti un Dio misericordioso (e non un Dio giudice severo e imperscrutabile). Sulla questione del libero arbitrio , Erasmo (a differenza di Lutero) afferma inoltre la possibilità che l’uomo sia libero di scegliere tra il bene e il male;
  • Francisco Ximenez de Cisneros riassume in sé un Cristianesimo da un lato aperto alle istanze culturali umanistiche (fondò infatti l’Università di Alcalà, centro di educazione del clero e di filologia biblica) dall’altro impegnato per riformare la Chiesa in senso autoritario e intollerante nei confronti di ogni forma di dissidenza religiosa. Lutero – Studiando le Sacre Scritture, Lutero comprende che:

- l’unica salvezza per l’uomo discende dalla grazia divina ( solo la grazia salva ). Lutero sostiene

infatti che la natura umana è talmente corrotta da impedire all’uomo di riguadagnare il favore di Dio. La giustizia divina diventa così una grazia misericordiosa, che Dio concede a chi confida in lui. L’insieme di questi fedeli – che sono dei predestinati – forma la vera Chiesa;

  • l'uomo poteva salvare la propria anima, solo avendo fede in Gesù, senza il bisogno di compiere opere buone durante la propria vita ( giustificazione per fede ), come invece sosteneva la Chiesa cattolica;
  • è inutile l’opera di mediazione che la Chiesa pretende di esercitare tra uomo e Dio, perché la Chiesa non svolge alcun ruolo nelle Sacre Scritture e il Papa non vi è nemmeno nominato; 1517 à Alberto di Hohenzollern (già vescovo di Magdeburgo e di Halbertstadt) aspirava a diventare arcivescovo di Magonza e, in quanto tale, primate di Germania. L’acquisizione di questo titolo avrebbe posto la dinastia degli Hohenzollern in una posizione di vantaggio rispetto alla casa rivale degli Asburgo, facendole disporre di due elettori (l’arcivescovo di Magonza e l’elettore di Brandeburgo). A questo punto Alberto di Hohenzollern e papa Leone X si accordarono quindi per bandire un’indulgenza plenaria e spartirsene il ricavato: al primo serviva infatti denaro per ottenere la dispensa papale che gli consentisse di accumulare più vescovadi; al secondo serviva denaro per costruire la Basilica di San Pietro. Alberto ottenne dai Fugger 10mila ducati per la dispensa e, per consentirgli di restituire la somma, il papa gli permise di gestire per otto anni la vendita delle indulgenze nei territori germanici. 31 ottobre 1517 à Lutero invia a Hohenzollern e ad alcuni teologi le proprie 95 tesi, nelle quali:
  • si sostiene che solo la grazia salva e sono dunque inutili, in vita, le confessioni e, se condotte per garantirsi la salvezza eterna, le opere di bene;
  • è criticato il sistema delle indulgenze , che secondo Bainton si fondava sull’idea che i santi avessero più meriti di quanti ne occorressero alla loro propria salvezza. Dio concedeva questa eccedenza di meriti ai papi, che potevano usarla a vantaggio di coloro i cui peccati rappresentavano un disavanzo. La giurisdizione papale si arrogava addirittura la facoltà di ridurre o annullare le pene delle Anime del Purgatorio attraverso le indulgenze;
  • Lutero accusa la Chiesa di spogliare la Germania per alimentare il lusso di Roma. Ragioni del successo della Riforma :
  • attrae chi auspica un rinnovamento spirituale e materiale della vita ecclesiastica;
  • la teologia luterana rappresenta un importante passo verso una religiosità popolare basata sulla mancanza di intermediazione tra uomo e Dio;
  • alcuni sovrani credono di poter ridurre l’influenza politica della Chiesa e arricchirsi con l’appropriazione dei beni ecclesiastici (rafforzando così la propria posizione nei confronti dell’autorità imperiale). Nelle città la costituzione di una Chiesa riformata appariva peraltro come manifestazione dell’antica volontà di autogoverno;
  • l’ orgoglio nazionale tedesco della nobiltà minore e delle città si opponeva alle spoliazioni di una Chiesa lontana ed estranea;
  • le dottrine luterane appaiono come una via per abbattere le diseguaglianze. 1518 à Lutero è citato a comparire a Roma per essere processato, ma il principe Federico il Saggio lo protegge e rifiuta di farlo partire. L’elezione di Carlo V eclissa momentaneamente la questione. 1520 à Con la bolla Exsurge Domine , Leone X condanna la dottrina di Lutero , che il 10 dicembre dello stesso anno dà fuoco al documento pontificio.
  • Dieta di Augusta (1530) : Carlo V tenta il riavvicinamento tra luterani e cattolici. Filippo Melantone (rappresentante di Lutero) espone la Confessione luterana , cioè il manifesto dei principi fondamentali della nuova confessione. Il tentativo di conciliazione fallisce. 1531 à Nasce la Lega di Smalcalda , che riunisce tutti i nobili protestanti tedeschi. Nella Battaglia di Mühlberg (1547) le truppe imperiali sconfiggono i protestanti, ma la vittoria non è decisiva. Altri due tentativi di dialogo (’37 e ’41) , che tuttavia falliscono:
  • Contarini redige il Consilium de emendanda Ecclesia (1537), in cui si ammette indirettamente la fondatezza di arte delle critiche che i protestanti rivolgevano alla Chiesa romana;
  • in un incontro a Ratisbona (1541) Contarini cerca invano di raggiungere un compromesso sulla questione della giustificazione. 1550 à Si costituisce una nuova lega antiasburgica, alla quale aderì anche Enrico II di Francia. A questo punto Carlo V risulta incapace di sconfiggere questa coalizione e si rende conto di non potere realizzare, nel corso della propria vita, l’egemonia continentale. 1555 à Pace di Augusta : a ogni ente locale è concesso il diritto di esercitare il culto prescelto, secondo il principio del cuius regio, eius religio , che determinò però la frantumazione religiosa della Germania, perché i sudditi erano costretti a seguire la religione scelta dal proprio signore (o a emigrare). La Pace, rafforzando i poteri locali dei principi, accentua inoltre le divisioni politiche interne, riducendo l’autorità dell’imperatore. Nessun diritto alle altre confessioni protestanti. Anabattismo (nato dall’ambiente di Zwingli):
  • negava il valore del battesimo degli infanti, perché impartito senza alcun consenso;
  • accettava il Vangelo come regola di vita, (no alla violenza, sì a carità e fratellanza);
  • riteneva che la società cristiana non dovesse aver alcun legame con le autorità politiche. Gli anabattisti, rifiutandosi di accettare l’autorità del consiglio municipale in materia religiosa, si scontrarono contro la città di Zurigo che li perseguitò. Calvinismo :
  • centralità delle Sacre Scritture : Calvino vuole restaurare la vera Chiesa cristiana (cioè una Chiesa conforme alla verità dei testi);
  • predestinazione (=Lutero): per Calvino c’è una distanza incommensurabile tra Dio e l’uomo, il quale è troppo indegno per meritarsi (grazie alle proprie forze) la salvezza. Si salveranno infatti solo quegli eletti, che Dio perdonerà tramite un imperscrutabile atto di grazia;
  • ≠ Lutero : la dottrina calvinista non pone tanto l’accento sul problema della salvezza, tanto sul come realizzare la volontà di Dio. Ne deriva una rigorosa etica calvinista , che esortava a considerare il lavoro come una vocazione nella quale impegnarsi con la massima serietà. I beni ricavati da questo impegno andavano inoltre spesi non in lussi, ma per opere di carità e per investimenti (cfr. Weber, tesi di un rapporto col capitalismo);
  • organizzazione della chiesa calvinista : la Chiesa era suddivisa in: pastori (addetti alla predicazione), i dottori (addetti all’insegnamento), i diaconi (addetti all’assistenza), gli anziani o presbiteri (vigilavano sull’osservanza della disciplina). Inoltre il Concistoro (formato dai dodici anziani e da alcuni pastori) era l’organo supremo della Chiesa calvinista e rappresentava la fusione del potere civile e di quello religioso.

Chiesa anglicana – Enrico VIII era inizialmente cattolico, tanto che – dopo aver difeso contro Lutero la dottrina dei sette sacramenti – si era meritato il titolo di Defensor Fidei. Dal suo matrimonio con Caterina d’Aragona non erano nati figli maschi (solo la futura Maria la Sanguinaria ) e, mosso proprio dal desiderio di avere un erede maschio, nel 1528 Enrico VIII maturò il proposito di chiedere a Roma l’annullamento del matrimonio, secondo un passo biblico in cui si proibisce il matrimonio col fratello di un marito defunto (e Caterina era stata appunto sposata col fratello di E.). Clemente VII fu però titubante, per evitare di fare cosa sgradita all’imperatore (che era nipote di Caterina d’Aragona). Con l’aiuto di Cromwell (nuovo Lord Cancelliere) e Cranmer (nuovo Arcivescovo di Canterbury vicino ad alcune idee protestanti), Enrico fece dichiarare nullo il proprio matrimonio (1532) e poté sposare Anna Bolena. Nel 1534 il parlamento approvò l’ Atto di Supremazia , che non solo consegnava alla corona il potere religioso, ma istituiva anche una Chiesa nazionale, cioè la Chiesa Anglicana. Si procedette così alla vendita dei beni degli ordini religiosi (che erano stati soppressi): questo favorì il rafforzamento della gentry (ceto di piccola nobiltà terriera). Furono poi introdotte delle novità, senza tuttavia determinare una rottura irreversibile tra Chiesa anglicana e Chiesa romana (uso dell’inglese nella messa e, fra ’49-’52, adozione del Book of Common Prayer ).

La Controriforma

Dall’inizio della Riforma luterana, Carlo V propugnava l’esigenza di convocare un concilio ecumenico, nella convinzione che solo un concilio potesse rimediare alla frattura della cristianità. Leone X e Clemente VII furono però renitenti alla prospettiva di un concilio, temendo non solo che la rinascita del conciliarismo, ma anche che le istanze riformatrici potessero colpire proprio la curia. Solo con Paolo III il concilio fu annunciato e convocato a Trento, ma restavano comunque diversi gli obiettivi di Paolo III e di Carlo V :

  • Paolo III vede infatti nel concilio la sede dove intraprendere la restaurazione dell’autorità della Chiesa e la lotta contro gli eretici;
  • Carlo V punta invece al raggiungimento di un compromesso coi protestanti per salvaguardare l’autorità imperiale in Germania. Nonostante il Concilio di Trento fosse stato pensato come una possibilità per i cristiani di riunirsi e superare la frattura, in realtà esso è stato un’ assemblea esclusivamente cattolica , che rifletteva la doppia volontà del papato : opporsi al protestantesimo (riformando e rafforzando le strutture della Chiesa di Roma) e arrogarsi il titolo di guida dell’unica e autentica Chiesa cristiana. Fasi del Concilio di Trento (la scelta di Trento costituisce un segnale di apertura verso le vicine popolazioni germaniche più disposte al dialogo):
  • 1545 - ’47 : è caratterizzata dal contrasto tra linea imperiale e linea pontificia. Carlo vuole infatti prima affrontare i problemi legati alla disciplina del clero (nella prospettiva di un compromesso tra protestanti e cattolici), ma Paolo III si oppone a qualunque concessione ai riformati;