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Come la politica di espansione nazista portò allo scoppio della seconda guerra mondiale. Hitler preparò attentamente la Germania, creando una rete di alleanze con l'Italia, Giappone e l'URSS. La guerra colpì l'Austria, Cecoslovacchia, Polonia e altre nazioni europee. La resistenza emerse in Francia, Italia e Jugoslavia, mentre gli Stati Uniti entrarono in guerra dopo l'attacco a Pearl Harbor.
Tipologia: Appunti
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La politica di espansione della Germania nazista portò in pochi anni allo scoppio di un secondo conflitto mondiale. L'esplosione di una guerra era un'eventualità che Hitler aveva considerato e per la quale, si era preparato creando attorno alla Germania una rete di alleanze. A partire dalla metà degli anni Trenta, il Terzo Reich si legò all'Italia fascista: la guerra civile spagnola fu il primo banco di prova dell'alleanza militare fra Hitler e Mussolini, sancita dall'Asse Roma-Berlino. Nel 1936 la Germania ebbe cura di cementare la sua rete di alleanze attraverso la stipulazione di un patto anti- Comintern con il Giappone, a cui l'anno successivo aderì anche l'Italia, Hitler aveva ormai avviato il riarmo tedesco e si era assicurato l'appoggio di Mussolini, poteva contare sull'indecisione del governo inglese e di quello francese e sull'improbabilità di un'alleanza fra l'URSS e le democrazie occidentali. Il primo obiettivo dell'espansionismo nazista fu, l'Austria: Hitler procedette all'annessione, gli austriaci accolsero l'ingresso dei tedeschi nei loro confini con entusiasmo e grandi festeggiamenti. I rappresentanti di Francia, Gran Bretagna e Italia si riunirono il 29 e il 30 dello stesso mese a Monaco di Baviera, per risolvere pacificamente la questione, alla fine la regione dei Sudeti venne ceduta alla Germania, che però si impegnò a rinunciare a ulteriori annessioni. Con questa concessione Inghilterra e Francia credevano di aver placato la "fame" di territori del Terzo Reich e di aver evitato una nuova guerra, ma in realtà il conflitto era solo rinviato. Il 15 marzo del 1939 le truppe naziste, violando gli accordi di Monaco, entrarono in Cecoslovacchia, pochi giorni dopo, la Germania occupò militarmente la regione di Memel, in Lituania, popolata da tedeschi. Mussolini invase l'Albania, nel tentativo di compensare, lo strapotere dell'alleato nazista nell'area centro-orientale d'Europa, si muoveva nell'orbita di Hitler e la politica estera dell'Italia dipendeva sempre più dall'alleanza con i tedeschi. L'Italia aveva abbandonato il ruolo di mediazione fra nazismo e democrazie occidentali e aveva legato il proprio destino alla Germania, con la firma del cosiddetto patto d'acciaio (22 maggio 1939). L'Italia si impegnava a entrare in guerra a fianco della Germania, in azioni sia difensive sia offensive. Mussolini, era consapevole della debolezza militare italiana, ma aveva ricevuto garanzie dal Führer che la guerra non sarebbe scoppiata prima di tre anni. Intanto, Hitler aumentava le pressioni sulla Polonia per la cessione del cosiddetto "corridoio di Danzica", Francia e Inghilterra abbandonarono la politica di accordo con la Germania e dichiararono che non avrebbero accettato l'invasione della Polonia. Ma un evento imprevedibile sconvolse la situazione politica europea: i ministri degli Esteri sovietico e tedesco, firmarono un patto di non aggressione della durata di dieci anni, noto appunto come patto Molotov-Ribbentrop, con questo patto Hitler si assicurava la tranquillità sui confini orientali in caso di guerra contro Francia e Inghilterra, mentre Stalin metteva al sicuro la Russia da un eventuale attacco tedesco. Tale patto, comprendeva un protocollo segreto con il quale URSS e Germania si accordarono per la spartizione della Polonia. Hitler, sicuro che anche questa volta Francia e Inghilterra avrebbero evitato di intervenire, era pronto a invadere la Polonia. Il 1° settembre 1939 i carri armati tedeschi invasero la Polonia da occidente, mentre l'Armata rossa avanzava da oriente, i polacchi opposero un’inutile resistenza agli invasori e nel giro di un mese il Paese venne occupato. Le forze armate tedesche applicarono con successo una strategia che prevedeva una guerra di movimento, con una forte copertura aerea e il massiccio utilizzo di mezzi corazzati. L'invasione della Polonia scatenò la reazione di Francia e Gran Bretagna, che dichiararono guerra alla Germania: è l'inizio della Seconda guerra mondiale. Mussolini, con il consenso di Hitler, decise per il momento di restare neutrale. Secondo gli accordi segreti del patto Molotov-Ribbentrop, l'Urss occupò alcune aree della Polonia orientale, lanciò un attacco contro la Finlandia. Sul fronte francese, non accadde praticamente nulla. Nella primavera del 1940 Hitler rivolse le sue forze a settentrione: nell'aprile occupò Danimarca e Norvegia, accrescendo il controllo tedesco sul mare del Nord, l'offensiva della Germania si svolse secondo una strategia simile a quella della Grande guerra: nel maggio del 1940 le truppe naziste invasero Belgio, Lussemburgo e Olanda, quindi aggirarono la "linea Maginot", attaccando la Francia da nord. I reparti corazzati tedeschi sfondarono le linee francesi e dilagarono nella pianura a nord di Parigi. Il 14 giugno i tedeschi entrarono da vincitori a Parigi. La superiorità delle forze armate naziste si era dimostrata schiacciante: l'esercito francese, era stato sbaragliato in tempi incredibilmente brevi. Mussolini, abbagliato dal successo senza precedenti dell'offensiva nazista, abbandonò la posizione di neutralità e attaccò la Francia sulle Alpi, poco prima della caduta di
Parigi. Neppure con questa "pugnalata alle spalle" però, le truppe italiane riuscirono ad avanzare di molto in Francia. I nazisti imposero nel sud della Francia un governo collaborazionista, il governo francese, divenne un satellite nell'orbita nazista. Per preparare l'invasione dell'Inghilterra, Hitler decise di effettuare una massiccia offensiva aerea contro la Gran Bretagna. Fra l'agosto e il settembre del 1940 si svolse la violentissima "battaglia d'Inghilterra", il Primo ministro britannico Winston Churchill, dichiarò che la Gran Bretagna non si sarebbe mai piegata, a costo di qualunque sacrificio. Hitler dovette accantonare l'idea di un'invasione dell'Inghilterra. Nel corso del mese di settembre, il Führer rafforzò la posizione della Germania attraverso un allargamento del suo sistema di alleanze. Il 27 settembre, Germania, Italia e Giappone firmavano a Berlino il patto tripartito, allo scopo di creare un "nuovo ordine" in Europa e in Asia. Nei mesi successivi aderirono al patto anche Ungheria, Romania e Jugoslavia. Intanto, Mussolini diede inizio alla cosiddetta "guerra parallela": il Duce, tentò di approfittare dello scompiglio creato dalla Germania per estendere l'influenza italiana nei Balcani e in Africa, l'esercito italiano era però impreparato e di lì a poco questa inadeguatezza si sarebbe palesata in modo drammatico. Fra il luglio e il settembre 1940, le truppe italiane attaccarono i domini inglesi in Africa settentrionale e in ottobre invase la Grecia, la campagna di Grecia si rivelò subito un insuccesso e le truppe tedesche dovettero intervenire a sostegno degli italiani. L'occupazione di Jugoslavia e Grecia venne portata a termine dalle truppe tedesche, in Africa, l'offensiva italiana verso l'Egitto causò una violenta controffensiva inglese contro tutti i domini italiani nel continente. Nel febbraio del 1941 le truppe inglesi conquistarono alcune zone dell’Etiopia, decretando la fine del dominio coloniale italiano in Africa orientale. L'esercito italiano aveva rivelato la sua inaffidabilità e in entrambi i casi era stato salvato solo dall'intervento tedesco. Non solo la "guerra parallela" di Mussolini era fallita, ma ora l'Italia si trovava in una posizione di totale subalternità alla Germania. Anche sul mare l'Italia non ottenne i successi sperati, infatti anche se la flotta rappresentava il reparto militare meglio organizzato, non poteva competere con la superiorità navale inglese nel Mediterraneo. Gli inglesi potevano tra l'altro sfruttare il controllo sull'isola di Malta per sferrare attacchi da una posizione vantaggiosa. LA GUERRA DIVENTA MONDIALE All'inizio del 1941 sul fronte occidentale si registrava una situazione di stallo: i tedeschi controllavano l'intera Europa occidentale, non erano in grado di invadere l'Inghilterra. Hitler iniziò a valutare l'invasione dell'Urss. L'invasione rispondeva a esigenze di diversa natura:
le forze alleate fu firmato il 3 settembre, le truppe tedesche, che erano presenti in gran numero in Italia, reagirono subito all'armistizio: occuparono le principali città italiane; e liberarono Mussolini, tenuto prigioniero sul Gran Sasso. I nazisti, fermarono in Italia l'avanzata de gli Alleati lungo la cosiddetta "linea Gustav", nei pressi di Cassino. Nell'Italia centro-settentrionale, occupata dai tedeschi, Mussolini costituì la Repubblica sociale italiana, con capitale Salò, paese sul lago di Garda. I tedeschi, arrestarono e deportarono i militari italiani sorpresi nelle caserme e solo coloro che acconsentirono ad arruolarsi nell'esercito di Salò vennero liberati. Ben presto le forze "repubblichine" iniziarono una stretta collaborazione con le forze armate naziste, però, si erano, organizzate in Italia formazioni partigiane, che combattevano i tedeschi e i fascisti. Badoglio dichiarò guerra alla Germania, trasformando l'Italia un Paese "cobelligerante" con gli Alleati, l'Italia non era considerata un "alleato", ma un ex nemico, che aveva cambiato fronte. Alla fine del conflitto, l'incerta definizione del ruolo del Paese influenzò la posizione italiana durante le trattative di pace, continuò a essere vista come un Paese nemico, o un ex alleato della Germania nazista. La Resistenza ebbe caratteristiche differenti da Paese a Paese, ma assunse l'aspetto di una lotta di liberazione nazionale dall'invasore e dai governi collaborazionisti, schierati a fianco dei nazisti. La Resistenza ebbe lo scopo di restaurare l'ordine politico vigente prima dell'invasione nazista, generò, un sistema politico del tutto nuovo e a questo ciò avvenne, si intrecciò una guerra civile. In Europa settentrionale, i primi movimenti di Resistenza erano comparsi già nel 1940 negli Stati occupati e in assenza dei governi legittimi, i partigiani compivano azioni di sabotaggio, e diffondevano stampa clandestina antinazista. In Francia, i rapporti fra De Gaulle e la Resistenza furono problematici, ma riuscì a dar vita, a un Comitato francese di liberazione nazionale, un organismo di coordinamento dell'azione partigiana, che comprendeva tutti i partiti, fu in grado di evitare che i comunisti monopolizzassero la Resistenza. In Germania non nacque un vero e proprio movimento di Resistenza al nazismo, ma vi furono solo prese di posizione antihitleriane, ma nei fatti non si sviluppò mai un'opposizione attiva come in altri Paesi. Nel luglio 1944 i vertici dell'esercito, organizzarono un attentato contro Hitler, che falli miseramente, scatenando una feroce repressione da parte del Regime. In Jugoslavia, la Resistenza era organizzata dall'opera del generale Tito e dai nazionalisti serbi, i due gruppi finirono per farsi guerra, spingendo i nazionalisti serbi a schierarsi a fianco delle forze nazifasciste contro i partigiani di Tito. Quest'ultimo, ottenne l'appoggio degli Alleati e divenne, il punto di riferimento della Resistenza nei Balcani. L'azione dei reparti di Tito si rivolse anche contro chi aveva collaborato con l'invasore nazifascista, senza distinzione di nazionalità e coinvolgendo, la popolazione civile. Le foibe, cavità naturali della regione istriana e carsica, furono usate come fosse comuni in cui gettare le vittime, Alcune migliaia di italiani, furono fra le vittime, spesso innocenti, della guerra partigiana condotta dalle forze di Tito. LA FINE DELLA GUERRA La "linea Gustav", sulla quale si erano attestati i tedeschi nell'Italia centro-meridionale, venne sfondata nella primavera del 1944 e Cassino fu conquistata. Gli Alleati avanzarono rapidamente verso nord, occupando Roma e Firenze, i tedeschi riuscirono a fermare l'avanzata angloamericana e il rallentamento delle loro operazioni in Italia fu causato, dallo spostamento d'interesse strategico militare verso l'Europa settentrionale. Nel rispetto degli accordi di Teheran, le forze alleate effettuarono uno sbarco in Normandia, i tedeschi si trovarono accerchiati a ovest gli angloamericani avanzavano verso Parigi; a sud l'Italia era conquistata; a est l'Armata rossa invadeva la Polonia. Mentre si avvicinavano le truppe alleate, il generale De Gaulle entrò nella capitale francese da vincitore al fianco dei comandi alleati e organizzò il nuovo governo della Francia liberata. In settembre, tutta l'area occidentale era libera dall'occupazione nazista. Nel gennaio del 1944 Leningrado ruppe l'assedio tedesco, e a giugno le truppe sovietiche entrarono in Polonia. Varsavia insorse contro i tedeschi, sperando che l'Armata rossa intervenisse, ma Stalin, lasciò che la rivolta venisse soffocata, in modo che fossero eliminati eventuali futuri oppositori politici. Nel ottobre del 1944 Roosevelt e Stalin si incontrarono a Mosca, per decidere l'assetto dell'Europa, le forze armate sovietiche occuparono Bulgaria, Romania e Ungheria, gli inglesi penetrarono in Grecia, senza alcuna opposizione da parte dei sovietici, Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945, prima ancora della completa risoluzione del conflitto, si tenne la conferenza di Yalta: Roosevelt, Churchill e Stalin si
riunirono per decidere l'assetto postbellico dell'Europa. Da questo incontro emerse un quadro rinnovato degli equilibri internazionali. I principali accordi: