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La Seconda Guerra Mondiale: L'Espansione Nazista e l'Alleanze Militari, Appunti di Storia

Come la politica di espansione nazista portò allo scoppio della seconda guerra mondiale. Hitler preparò attentamente la Germania, creando una rete di alleanze con l'Italia, Giappone e l'URSS. La guerra colpì l'Austria, Cecoslovacchia, Polonia e altre nazioni europee. La resistenza emerse in Francia, Italia e Jugoslavia, mentre gli Stati Uniti entrarono in guerra dopo l'attacco a Pearl Harbor.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 10/06/2022

ilenia_mazzei
ilenia_mazzei 🇮🇹

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LA SECONDA GUERRA MONDIALE
La politica di espansione della Germania nazista portò in pochi anni allo scoppio di un secondo
conflitto mondiale. L'esplosione di una guerra era un'eventualità che Hitler aveva considerato e per
la quale, si era preparato creando attorno alla Germania una rete di alleanze. A partire dalla metà
degli anni Trenta, il Terzo Reich si legò all'Italia fascista: la guerra civile spagnola fu il primo banco
di prova dell'alleanza militare fra Hitler e Mussolini, sancita dall'Asse Roma-Berlino. Nel 1936 la
Germania ebbe cura di cementare la sua rete di alleanze attraverso la stipulazione di un patto anti-
Comintern con il Giappone, a cui l'anno successivo aderì anche l'Italia, Hitler aveva ormai avviato il
riarmo tedesco e si era assicurato l'appoggio di Mussolini, poteva contare sull'indecisione del
governo inglese e di quello francese e sull'improbabilità di un'alleanza fra l'URSS e le democrazie
occidentali. Il primo obiettivo dell'espansionismo nazista fu, l'Austria: Hitler procedette
all'annessione, gli austriaci accolsero l'ingresso dei tedeschi nei loro confini con entusiasmo e grandi
festeggiamenti. I rappresentanti di Francia, Gran Bretagna e Italia si riunirono il 29 e il 30 dello
stesso mese a Monaco di Baviera, per risolvere pacificamente la questione, alla fine la regione dei
Sudeti venne ceduta alla Germania, che però si impegnò a rinunciare a ulteriori annessioni. Con
questa concessione Inghilterra e Francia credevano di aver placato la "fame" di territori del Terzo
Reich e di aver evitato una nuova guerra, ma in realtà il conflitto era solo rinviato. Il 15 marzo del
1939 le truppe naziste, violando gli accordi di Monaco, entrarono in Cecoslovacchia, pochi giorni
dopo, la Germania occupò militarmente la regione di Memel, in Lituania, popolata da tedeschi.
Mussolini invase l'Albania, nel tentativo di compensare, lo strapotere dell'alleato nazista nell'area
centro-orientale d'Europa, si muoveva nell'orbita di Hitler e la politica estera dell'Italia dipendeva
sempre più dall'alleanza con i tedeschi. L'Italia aveva abbandonato il ruolo di mediazione fra
nazismo e democrazie occidentali e aveva legato il proprio destino alla Germania, con la firma del
cosiddetto patto d'acciaio (22 maggio 1939). L'Italia si impegnava a entrare in guerra a fianco della
Germania, in azioni sia difensive sia offensive. Mussolini, era consapevole della debolezza militare
italiana, ma aveva ricevuto garanzie dal Führer che la guerra non sarebbe scoppiata prima di tre
anni. Intanto, Hitler aumentava le pressioni sulla Polonia per la cessione del cosiddetto "corridoio di
Danzica", Francia e Inghilterra abbandonarono la politica di accordo con la Germania e dichiararono
che non avrebbero accettato l'invasione della Polonia. Ma un evento imprevedibile sconvolse la
situazione politica europea: i ministri degli Esteri sovietico e tedesco, firmarono un patto di non
aggressione della durata di dieci anni, noto appunto come patto Molotov-Ribbentrop, con questo
patto Hitler si assicurava la tranquillità sui confini orientali in caso di guerra contro Francia e
Inghilterra, mentre Stalin metteva al sicuro la Russia da un eventuale attacco tedesco. Tale patto,
comprendeva un protocollo segreto con il quale URSS e Germania si accordarono per la spartizione
della Polonia. Hitler, sicuro che anche questa volta Francia e Inghilterra avrebbero evitato di
intervenire, era pronto a invadere la Polonia. Il 1° settembre 1939 i carri armati tedeschi invasero la
Polonia da occidente, mentre l'Armata rossa avanzava da oriente, i polacchi opposero un’inutile
resistenza agli invasori e nel giro di un mese il Paese venne occupato. Le forze armate tedesche
applicarono con successo una strategia che prevedeva una guerra di movimento, con una forte
copertura aerea e il massiccio utilizzo di mezzi corazzati. L'invasione della Polonia scatenò la
reazione di Francia e Gran Bretagna, che dichiararono guerra alla Germania: è l'inizio della Seconda
guerra mondiale. Mussolini, con il consenso di Hitler, decise per il momento di restare neutrale.
Secondo gli accordi segreti del patto Molotov-Ribbentrop, l'Urss occupò alcune aree della Polonia
orientale, lanciò un attacco contro la Finlandia. Sul fronte francese, non accadde praticamente nulla.
Nella primavera del 1940 Hitler rivolse le sue forze a settentrione: nell'aprile occupò Danimarca e
Norvegia, accrescendo il controllo tedesco sul mare del Nord, l'offensiva della Germania si svolse
secondo una strategia simile a quella della Grande guerra: nel maggio del 1940 le truppe naziste
invasero Belgio, Lussemburgo e Olanda, quindi aggirarono la "linea Maginot", attaccando la Francia
da nord. I reparti corazzati tedeschi sfondarono le linee francesi e dilagarono nella pianura a nord di
Parigi. Il 14 giugno i tedeschi entrarono da vincitori a Parigi. La superiorità delle forze armate
naziste si era dimostrata schiacciante: l'esercito francese, era stato sbaragliato in tempi
incredibilmente brevi. Mussolini, abbagliato dal successo senza precedenti dell'offensiva nazista,
abbandonò la posizione di neutralità e attaccò la Francia sulle Alpi, poco prima della caduta di
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LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La politica di espansione della Germania nazista portò in pochi anni allo scoppio di un secondo conflitto mondiale. L'esplosione di una guerra era un'eventualità che Hitler aveva considerato e per la quale, si era preparato creando attorno alla Germania una rete di alleanze. A partire dalla metà degli anni Trenta, il Terzo Reich si legò all'Italia fascista: la guerra civile spagnola fu il primo banco di prova dell'alleanza militare fra Hitler e Mussolini, sancita dall'Asse Roma-Berlino. Nel 1936 la Germania ebbe cura di cementare la sua rete di alleanze attraverso la stipulazione di un patto anti- Comintern con il Giappone, a cui l'anno successivo aderì anche l'Italia, Hitler aveva ormai avviato il riarmo tedesco e si era assicurato l'appoggio di Mussolini, poteva contare sull'indecisione del governo inglese e di quello francese e sull'improbabilità di un'alleanza fra l'URSS e le democrazie occidentali. Il primo obiettivo dell'espansionismo nazista fu, l'Austria: Hitler procedette all'annessione, gli austriaci accolsero l'ingresso dei tedeschi nei loro confini con entusiasmo e grandi festeggiamenti. I rappresentanti di Francia, Gran Bretagna e Italia si riunirono il 29 e il 30 dello stesso mese a Monaco di Baviera, per risolvere pacificamente la questione, alla fine la regione dei Sudeti venne ceduta alla Germania, che però si impegnò a rinunciare a ulteriori annessioni. Con questa concessione Inghilterra e Francia credevano di aver placato la "fame" di territori del Terzo Reich e di aver evitato una nuova guerra, ma in realtà il conflitto era solo rinviato. Il 15 marzo del 1939 le truppe naziste, violando gli accordi di Monaco, entrarono in Cecoslovacchia, pochi giorni dopo, la Germania occupò militarmente la regione di Memel, in Lituania, popolata da tedeschi. Mussolini invase l'Albania, nel tentativo di compensare, lo strapotere dell'alleato nazista nell'area centro-orientale d'Europa, si muoveva nell'orbita di Hitler e la politica estera dell'Italia dipendeva sempre più dall'alleanza con i tedeschi. L'Italia aveva abbandonato il ruolo di mediazione fra nazismo e democrazie occidentali e aveva legato il proprio destino alla Germania, con la firma del cosiddetto patto d'acciaio (22 maggio 1939). L'Italia si impegnava a entrare in guerra a fianco della Germania, in azioni sia difensive sia offensive. Mussolini, era consapevole della debolezza militare italiana, ma aveva ricevuto garanzie dal Führer che la guerra non sarebbe scoppiata prima di tre anni. Intanto, Hitler aumentava le pressioni sulla Polonia per la cessione del cosiddetto "corridoio di Danzica", Francia e Inghilterra abbandonarono la politica di accordo con la Germania e dichiararono che non avrebbero accettato l'invasione della Polonia. Ma un evento imprevedibile sconvolse la situazione politica europea: i ministri degli Esteri sovietico e tedesco, firmarono un patto di non aggressione della durata di dieci anni, noto appunto come patto Molotov-Ribbentrop, con questo patto Hitler si assicurava la tranquillità sui confini orientali in caso di guerra contro Francia e Inghilterra, mentre Stalin metteva al sicuro la Russia da un eventuale attacco tedesco. Tale patto, comprendeva un protocollo segreto con il quale URSS e Germania si accordarono per la spartizione della Polonia. Hitler, sicuro che anche questa volta Francia e Inghilterra avrebbero evitato di intervenire, era pronto a invadere la Polonia. Il 1° settembre 1939 i carri armati tedeschi invasero la Polonia da occidente, mentre l'Armata rossa avanzava da oriente, i polacchi opposero un’inutile resistenza agli invasori e nel giro di un mese il Paese venne occupato. Le forze armate tedesche applicarono con successo una strategia che prevedeva una guerra di movimento, con una forte copertura aerea e il massiccio utilizzo di mezzi corazzati. L'invasione della Polonia scatenò la reazione di Francia e Gran Bretagna, che dichiararono guerra alla Germania: è l'inizio della Seconda guerra mondiale. Mussolini, con il consenso di Hitler, decise per il momento di restare neutrale. Secondo gli accordi segreti del patto Molotov-Ribbentrop, l'Urss occupò alcune aree della Polonia orientale, lanciò un attacco contro la Finlandia. Sul fronte francese, non accadde praticamente nulla. Nella primavera del 1940 Hitler rivolse le sue forze a settentrione: nell'aprile occupò Danimarca e Norvegia, accrescendo il controllo tedesco sul mare del Nord, l'offensiva della Germania si svolse secondo una strategia simile a quella della Grande guerra: nel maggio del 1940 le truppe naziste invasero Belgio, Lussemburgo e Olanda, quindi aggirarono la "linea Maginot", attaccando la Francia da nord. I reparti corazzati tedeschi sfondarono le linee francesi e dilagarono nella pianura a nord di Parigi. Il 14 giugno i tedeschi entrarono da vincitori a Parigi. La superiorità delle forze armate naziste si era dimostrata schiacciante: l'esercito francese, era stato sbaragliato in tempi incredibilmente brevi. Mussolini, abbagliato dal successo senza precedenti dell'offensiva nazista, abbandonò la posizione di neutralità e attaccò la Francia sulle Alpi, poco prima della caduta di

Parigi. Neppure con questa "pugnalata alle spalle" però, le truppe italiane riuscirono ad avanzare di molto in Francia. I nazisti imposero nel sud della Francia un governo collaborazionista, il governo francese, divenne un satellite nell'orbita nazista. Per preparare l'invasione dell'Inghilterra, Hitler decise di effettuare una massiccia offensiva aerea contro la Gran Bretagna. Fra l'agosto e il settembre del 1940 si svolse la violentissima "battaglia d'Inghilterra", il Primo ministro britannico Winston Churchill, dichiarò che la Gran Bretagna non si sarebbe mai piegata, a costo di qualunque sacrificio. Hitler dovette accantonare l'idea di un'invasione dell'Inghilterra. Nel corso del mese di settembre, il Führer rafforzò la posizione della Germania attraverso un allargamento del suo sistema di alleanze. Il 27 settembre, Germania, Italia e Giappone firmavano a Berlino il patto tripartito, allo scopo di creare un "nuovo ordine" in Europa e in Asia. Nei mesi successivi aderirono al patto anche Ungheria, Romania e Jugoslavia. Intanto, Mussolini diede inizio alla cosiddetta "guerra parallela": il Duce, tentò di approfittare dello scompiglio creato dalla Germania per estendere l'influenza italiana nei Balcani e in Africa, l'esercito italiano era però impreparato e di lì a poco questa inadeguatezza si sarebbe palesata in modo drammatico. Fra il luglio e il settembre 1940, le truppe italiane attaccarono i domini inglesi in Africa settentrionale e in ottobre invase la Grecia, la campagna di Grecia si rivelò subito un insuccesso e le truppe tedesche dovettero intervenire a sostegno degli italiani. L'occupazione di Jugoslavia e Grecia venne portata a termine dalle truppe tedesche, in Africa, l'offensiva italiana verso l'Egitto causò una violenta controffensiva inglese contro tutti i domini italiani nel continente. Nel febbraio del 1941 le truppe inglesi conquistarono alcune zone dell’Etiopia, decretando la fine del dominio coloniale italiano in Africa orientale. L'esercito italiano aveva rivelato la sua inaffidabilità e in entrambi i casi era stato salvato solo dall'intervento tedesco. Non solo la "guerra parallela" di Mussolini era fallita, ma ora l'Italia si trovava in una posizione di totale subalternità alla Germania. Anche sul mare l'Italia non ottenne i successi sperati, infatti anche se la flotta rappresentava il reparto militare meglio organizzato, non poteva competere con la superiorità navale inglese nel Mediterraneo. Gli inglesi potevano tra l'altro sfruttare il controllo sull'isola di Malta per sferrare attacchi da una posizione vantaggiosa. LA GUERRA DIVENTA MONDIALE All'inizio del 1941 sul fronte occidentale si registrava una situazione di stallo: i tedeschi controllavano l'intera Europa occidentale, non erano in grado di invadere l'Inghilterra. Hitler iniziò a valutare l'invasione dell'Urss. L'invasione rispondeva a esigenze di diversa natura:

  • militari: era necessario piegare in tempi brevi l'esercito sovietico;
  • economiche: il territorio russo avrebbe rappresentato una riserva inesauribile di materie prime;
  • ideologiche: Hitler concepiva la guerra all'URSS come la lotta contro il giudaismo marxista. La Germania nazista avrebbe dovuto assumersi il compito di sconfiggere le forze del male;
  • strategiche: Hitler sosteneva la necessità dell'espansione a Oriente della Grande Germania;
  • razziali: l'idea dell'inferiorità razziale dei popoli slavi implicava la loro sottomissione alla razza ariana. I "sottouomini" sarebbero stati trasformati in forza lavoro semiservile. Nel marzo del 1941, in preparazione dell'attacco all'Urss, la Bulgaria venne invasa dalle truppe naziste. In aprile venne occupata anche la Jugoslavia, che aveva firmato un patto con l'Urss, infrangendo il precedente accordo con i tedeschi. L'offensiva contro l'Unione sovietica (detta "operazione Barbarossa") iniziò il 22 giugno 1941, senza dichiarazione di guerra. Le forze armate tedesche, avanzarono lungo un fronte di 1.600 chilometri, puntando verso tre obiettivi: Leningrado, Mosca e il mar Nero, nell'autunno del 1941, l'esercito nazista inflisse ai russi perdite terribili e anche la popolazione civile era soggetta a violente repressioni. Hitler aveva deciso di annientare il nemico bolscevico e sottomettere la popolazione slava. Stalin chiamò a raccolta il suo popolo in difesa del suolo nazionale e cambiava strategia nei confronti delle forze occidentali, considerate alleate nella lotta contro il nazifascismo, le forze militari sovietiche si riorganizzarono. I nazisti dovevano riuscire ad arrivare ai loro obiettivi, prima che l'inverno russo bloccasse le operazioni, ma l'avanzata delle forze armate tedesche, fu rallentata da fattori ambientali, dalle difficoltà di rifornimento e resistenza dei russi. Leningrado venne assediata per ventotto mesi; presso Mosca una battaglia, determinò l'arresto dell'offensiva nazista. Il piano di "guerra lampo" era fallito. Gli Stati Uniti non erano intervenuti nel conflitto ma, vararono la legge detta "affitti e prestiti", che concedeva alla Gran Bretagna prestiti agevolati e la possibilità di acquistare armamenti a credito dalle industrie

le forze alleate fu firmato il 3 settembre, le truppe tedesche, che erano presenti in gran numero in Italia, reagirono subito all'armistizio: occuparono le principali città italiane; e liberarono Mussolini, tenuto prigioniero sul Gran Sasso. I nazisti, fermarono in Italia l'avanzata de gli Alleati lungo la cosiddetta "linea Gustav", nei pressi di Cassino. Nell'Italia centro-settentrionale, occupata dai tedeschi, Mussolini costituì la Repubblica sociale italiana, con capitale Salò, paese sul lago di Garda. I tedeschi, arrestarono e deportarono i militari italiani sorpresi nelle caserme e solo coloro che acconsentirono ad arruolarsi nell'esercito di Salò vennero liberati. Ben presto le forze "repubblichine" iniziarono una stretta collaborazione con le forze armate naziste, però, si erano, organizzate in Italia formazioni partigiane, che combattevano i tedeschi e i fascisti. Badoglio dichiarò guerra alla Germania, trasformando l'Italia un Paese "cobelligerante" con gli Alleati, l'Italia non era considerata un "alleato", ma un ex nemico, che aveva cambiato fronte. Alla fine del conflitto, l'incerta definizione del ruolo del Paese influenzò la posizione italiana durante le trattative di pace, continuò a essere vista come un Paese nemico, o un ex alleato della Germania nazista. La Resistenza ebbe caratteristiche differenti da Paese a Paese, ma assunse l'aspetto di una lotta di liberazione nazionale dall'invasore e dai governi collaborazionisti, schierati a fianco dei nazisti. La Resistenza ebbe lo scopo di restaurare l'ordine politico vigente prima dell'invasione nazista, generò, un sistema politico del tutto nuovo e a questo ciò avvenne, si intrecciò una guerra civile. In Europa settentrionale, i primi movimenti di Resistenza erano comparsi già nel 1940 negli Stati occupati e in assenza dei governi legittimi, i partigiani compivano azioni di sabotaggio, e diffondevano stampa clandestina antinazista. In Francia, i rapporti fra De Gaulle e la Resistenza furono problematici, ma riuscì a dar vita, a un Comitato francese di liberazione nazionale, un organismo di coordinamento dell'azione partigiana, che comprendeva tutti i partiti, fu in grado di evitare che i comunisti monopolizzassero la Resistenza. In Germania non nacque un vero e proprio movimento di Resistenza al nazismo, ma vi furono solo prese di posizione antihitleriane, ma nei fatti non si sviluppò mai un'opposizione attiva come in altri Paesi. Nel luglio 1944 i vertici dell'esercito, organizzarono un attentato contro Hitler, che falli miseramente, scatenando una feroce repressione da parte del Regime. In Jugoslavia, la Resistenza era organizzata dall'opera del generale Tito e dai nazionalisti serbi, i due gruppi finirono per farsi guerra, spingendo i nazionalisti serbi a schierarsi a fianco delle forze nazifasciste contro i partigiani di Tito. Quest'ultimo, ottenne l'appoggio degli Alleati e divenne, il punto di riferimento della Resistenza nei Balcani. L'azione dei reparti di Tito si rivolse anche contro chi aveva collaborato con l'invasore nazifascista, senza distinzione di nazionalità e coinvolgendo, la popolazione civile. Le foibe, cavità naturali della regione istriana e carsica, furono usate come fosse comuni in cui gettare le vittime, Alcune migliaia di italiani, furono fra le vittime, spesso innocenti, della guerra partigiana condotta dalle forze di Tito. LA FINE DELLA GUERRA La "linea Gustav", sulla quale si erano attestati i tedeschi nell'Italia centro-meridionale, venne sfondata nella primavera del 1944 e Cassino fu conquistata. Gli Alleati avanzarono rapidamente verso nord, occupando Roma e Firenze, i tedeschi riuscirono a fermare l'avanzata angloamericana e il rallentamento delle loro operazioni in Italia fu causato, dallo spostamento d'interesse strategico militare verso l'Europa settentrionale. Nel rispetto degli accordi di Teheran, le forze alleate effettuarono uno sbarco in Normandia, i tedeschi si trovarono accerchiati a ovest gli angloamericani avanzavano verso Parigi; a sud l'Italia era conquistata; a est l'Armata rossa invadeva la Polonia. Mentre si avvicinavano le truppe alleate, il generale De Gaulle entrò nella capitale francese da vincitore al fianco dei comandi alleati e organizzò il nuovo governo della Francia liberata. In settembre, tutta l'area occidentale era libera dall'occupazione nazista. Nel gennaio del 1944 Leningrado ruppe l'assedio tedesco, e a giugno le truppe sovietiche entrarono in Polonia. Varsavia insorse contro i tedeschi, sperando che l'Armata rossa intervenisse, ma Stalin, lasciò che la rivolta venisse soffocata, in modo che fossero eliminati eventuali futuri oppositori politici. Nel ottobre del 1944 Roosevelt e Stalin si incontrarono a Mosca, per decidere l'assetto dell'Europa, le forze armate sovietiche occuparono Bulgaria, Romania e Ungheria, gli inglesi penetrarono in Grecia, senza alcuna opposizione da parte dei sovietici, Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945, prima ancora della completa risoluzione del conflitto, si tenne la conferenza di Yalta: Roosevelt, Churchill e Stalin si

riunirono per decidere l'assetto postbellico dell'Europa. Da questo incontro emerse un quadro rinnovato degli equilibri internazionali. I principali accordi:

  • l'Urss si impegnò a dichiarare guerra al Giappone;
  • si decise di suddividere la Germania in quattro zone di occupazione, assegnate a Gran Bretagna, Usa, Francia e Urss; Anche la capitale Berlino sarebbe stata divisa in quattro zone di occupazione;
  • nei Paesi liberati si sarebbero tenute libere elezioni, per determinare la forma di governo;
  • ci fu l'istituzione dell'Organizzazione delle nazioni unite (Onu), per le controversie internazionali. Intanto, l'offensiva antinazista giunse al termine, l'avanzata sovietica proseguiva, fu occupata Vienna e Berlino fu messa sotto assedio. In Italia, la "linea gotica" venne sfondata il 17 aprile e il 25 il Comitato di liberazione nazionale proclamò l'insurrezione popolare, Mussolini tentò la fuga in Svizzera, ma venne riconosciuto e arrestato dai partigiani. Venne fucilato il 28 aprile con altri gerarchi e il suo cadavere fu esposto al pubblico a Milano. Il 29 aprile le truppe nazifasciste chiesero la resa e il 30 aprile Hitler si suicidò nel bunker della Cancelleria, a Berlino. Alla fine della primavera del 1945, il Giappone era solo a contrastare l'offensiva americana e si preparava a una lunga e drammatica resistenza, l'avanzata americana era inarrestabile: i giapponesi subirono una decisiva sconfitta navale. Quel che rimaneva della flotta giapponese venne distrutta nella seconda battaglia di Leyte, inoltre l'aviazione statunitense aveva iniziato a bombardare il Giappone e la capitale Tokyo. Nel tentativo di resistere, i giapponesi avevano iniziato, a colpire le navi americane con le missioni suicide dei kamikaze. Roosevelt aveva avuto l'assicurazione da Stalin di un intervento militare sovietico contro il Giappone, per accelerarne la resa, ma l'occupazione appariva delicata e complessa, perché il Paese disponeva ancora di un esercito di circa 3 milioni di uomini. Il nuovo presidente degli Usa, Harry Truman, decise di sganciare due bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki, con lo scopo di piegare la resistenza nipponica. Gli ordigni caddero sulle due città il 6 e il 9 agosto, producendo orrende stragi, con effetti devastanti che durano ancora oggi. L' agosto, anche l'Urss dichiarò guerra al Giappone, e il 14 agosto il Giappone si arrese e il giorno dopo l'imperatore comunicò la notizia a tutta la nazione. La guerra era davvero finita.