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La tragedia, Eschilo e le opere, Dispense di Greco

La struttura della tragedia, vita di Eschilo e opere più importanti tra le quali L’Orestea,le Supplici, I persiani e il prometeo incatenato

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 30/04/2021

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LA TRAGEDIA
La tragedia greca nasce ad Atene, nell'antica Grecia, intorno alla metà del VI
secolo a.C. e la sua invenzione si pensa sia attribuita al poeta Tespi che nelle grandi
dionisie del 534 a,C. avrebbe rappresentato il primo dramma. (Ditirambo)
La tragedia rappresenta il genere letterario più conosciuto e apprezzato.
In essa sono visibili caratteristiche tipiche sia dell'epica che della lirica corale,difatti
la tragedia coinvolge sia vista che udito,l’azione si svolge sul momento e non era
solamente raccontata (epica),utilizza il mito e i personaggi compaiono sulla scena
senza il bisogno di un narratore esterno. Vi è l’uso di musica e danza,ma anche di
un coro, si elimina la fissità, ma particolarmente innovativo è il ruolo del corifeo ,cioè
elemento del coro sulla vetta, in cima (χορυφαιος) che recitava ponendosi in
dialettica con il coro che canta. Successivamente Eschilo introdurrà altri due
personaggi che dialogheranno con il coro.
si può trovare o un semicoro, in cui una parte afferma e l'altra risponde,o un solo
coro . L'azione rappresentata non doveva durare meno di un giorno (unità di tempo),
tutta l'azione si doveva svolgere in un solo luogo (unità di luogo), l'azione non
doveva presentare digressioni, doveva essere unitaria (unità di azione).
Essa era ripartita in cinque atti e prevedeva la presenza di un coro, ossia di un
gruppo di attori-ballerini di sesso maschile, vestiti con preziosi costumi e muniti di
maschere, che si esibivano in movimenti scenici e declamavano versi.
La tragedia poteva essere o diegetica cioè che narrava la forma dell'etica o
drammatica da (drama,prasso) cioè che l’azione avviene in scena.
Queste tragedie venivano presentate o nelle grandi e piccole dionisie (dio
dell’ebbrezza) a fine marzo o durante le Lenee a gennaio (comico),
o in un concorso (AGONE DRAMMATICO) infatti le tragedie erano presentate al
pubblico durante vere e proprie gare tra tragediografi in cui una giuria popolare
composta da 10 giurati scelti da 10 tribù attribuiva premi alle opere migliori. Ogni
autore presenta solitamente una trilogia(ossia tre tragedie tra loro collegate) e una
satira (ossia una parodia della Trilogia) che venivano rappresentate nell'arco di una
giornata. I poeti venivano selezionati dall’ Arconte eponimo che leggendo le
tragedie selezionava le tre migliori.
A queste feste partecipavano gli uomini e gli autori ateniesi e potevano parlare a
tutta la Grecia (spirito agonistico con cui venivano presentate le tragedie.)
Le tragedie rappresentavano spettacoli pubblici, e la polis era il committente. La
coregia (δημόσια ) era una tassa pubblica liturgica in cui il cittadino abbiente doveva
pagare l'allestimento del coro, qualora rifiutasse gli si faceva causa. (Permutano i
patrimoni fiscali).
La tragedia greca inizia generalmente con un prologo (letteralmente «discorso che
precede»). È costituito da un monologo o da un dialogo. Informa il pubblico sugli
antefatti della vicenda.
Segue la parodo, il «canto d’ingresso» del coro. Il coro entra in scena dai due
corridoi laterali, andando poi a collocarsi nell’orchestra (pàrados → parodo chiusa (il
coro non dialogava con un personaggio); dialogica (quando il coro scambiava
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LA TRAGEDIA

La tragedia greca nasce ad Atene, nell'antica Grecia, intorno alla metà del VI secolo a.C. e la sua invenzione si pensa sia attribuita al poeta Tesp i che nelle grandi dionisie del 534 a,C. avrebbe rappresentato il primo dramma. (Ditirambo) La tragedia rappresenta il genere letterario più conosciuto e apprezzato. In essa sono visibili caratteristiche tipiche sia dell' epica che della lirica corale ,difatti la tragedia coinvolge sia vista che udito,l’azione si svolge sul momento e non era solamente raccontata (epica),utilizza il mito e i personaggi compaiono sulla scena senza il bisogno di un narratore esterno. Vi è l’uso di musica e danza,ma anche di un coro, si elimina la fissità, ma particolarmente innovativo è il ruolo del corifeo ,cioè elemento del coro sulla vetta, in cima (χορυφαιος) che recitava ponendosi in dialettica con il coro che canta. Successivamente Eschilo introdurrà altri due personaggi che dialogheranno con il coro. si può trovare o un semicoro, in cui una parte afferma e l'altra risponde,o un solo coro. L'azione rappresentata non doveva durare meno di un giorno (unità di tempo), tutta l'azione si doveva svolgere in un solo luogo (unità di luogo), l'azione non doveva presentare digressioni, doveva essere unitaria (unità di azione). Essa era ripartita in cinque atti e prevedeva la presenza di un coro, ossia di un gruppo di attori-ballerini di sesso maschile, vestiti con preziosi costumi e muniti di maschere, che si esibivano in movimenti scenici e declamavano versi. La tragedia poteva essere o diegetica cioè che narrava la forma dell'etica o drammatica da (drama,prasso) cioè che l’azione avviene in scena. Queste tragedie venivano presentate o nelle grandi e piccole dionisie (dio dell’ebbrezza) a fine marzo o durante le Lenee a gennaio (comico), o in un concorso ( AGONE DRAMMATICO ) infatti le tragedie erano presentate al pubblico durante vere e proprie gare tra tragediografi in cui una giuria popolare composta da 10 giurati scelti da 10 tribù attribuiva premi alle opere migliori. Ogni autore presenta solitamente una trilogia (ossia tre tragedie tra loro collegate) e una satira (ossia una parodia della Trilogia) che venivano rappresentate nell'arco di una giornata. I poeti venivano selezionati dall’ Arconte eponimo che leggendo le tragedie selezionava le tre migliori. A queste feste partecipavano gli uomini e gli autori ateniesi e potevano parlare a tutta la Grecia ( spirito agonistico con cui venivano presentate le tragedie.) Le tragedie rappresentavano spettacoli pubblici, e la polis era il committente. La coregia (δημόσια ) era una tassa pubblica liturgica in cui il cittadino abbiente doveva pagare l'allestimento del coro, qualora rifiutasse gli si faceva causa. (Permutano i patrimoni fiscali). La tragedia greca inizia generalmente con un prologo (letteralmente «discorso che precede»). È costituito da un monologo o da un dialogo. Informa il pubblico sugli antefatti della vicenda. Segue la parodo , il «canto d’ingresso» del coro. Il coro entra in scena dai due corridoi laterali, andando poi a collocarsi nell’orchestra ( pàrados → parodo chiusa (il coro non dialogava con un personaggio); dialogica (quando il coro scambiava

battute con l’attore); commatica (scambio di battute cantate/liriche tra il coro e un personaggio) Gli episodi, in numero da 3 a 5, contengono le parti dialogate tra gli attori. Originariamente, secondo la tradizione più antica, l’attore era uno solo e dialogava con il coro. Eschilo avrebbe introdotto un secondo attore e Sofocle un terzo. Potevano esserne aggiunti altri ma muti e in veste di comparse. Nel dialogo interviene anche il coro, di solito con brevi battute di commento affidate al corifeo, ossia il capocoro. Gli episodi sono intervallati dagli stasimi. Lo stasimo (letteralmente «canto solenne») è il canto corale che chiude ciascun episodio, subito dopo l’uscita degli attori. Esso può esprimere un commento all’episodio o riflessioni etiche generali, o addirittura (in Euripide) essere del tutto slegato dalla trama per configurarsi come momento di puro virtuosismo poetico. Scene -> la scena era delimitata dall ingresso e dall’uscita di un personaggio, un insieme di scene formava gli episodi (parti recitate) (nostri atti), alla fine di ogni episodio gli stasimi (canti del coro); La tragedia si conclude con l’esodo , il «canto d’uscita» del coro dopo l’ultimo stasimo. Spesso, soprattutto in Euripide , nell’esodo si fa uso del deus ex machina, ovvero di un personaggio divino che viene calato sulla scena mediante una macchina teatrale per risolvere la situazione quando l’azione è tale che i personaggi non hanno più vie d’uscita. Vari tipi di discorso negli episodi: Resis ρησις (re/er= λεγω) -> lungo discorso che poteva essere fatto da un messaggero e racconta qualcosa che non può essere rappresentato (battaglie, uccisioni) Amebeo -> quando lo scambio di battute era recitato , “ fommos ” -> cantato. Inoltre la tragedia veniva considerato anche uno spazio di discussione, in cui si dibatte sulle domande dei cittadini che sono responsabili delle proprie decisioni quindi come una scuola di valori. Fine della tragedia era quello di procurare piacere e con la pietà e la paura avviene la catars i cioè la purificazione poiché nella pietà ci riconosciamo e non vogliamo che ci accada qualcosa,mentre con la paura ce ne allontaniamo e siamo pronti ad affrontare queste situazioni facendo fronte alle passioni negative (tracotanza). Quindi viene illustrata la tragedia come educazione attraverso la φόβος (paura) e ηλεος(pietà)e il connotato religioso per evitare di commettere ύβρις. Inoltre il personaggio ideale è colui che non distinguendosi per virtù e Giustizia non è colto in disgrazia per vizio ma per un errore tra loro che si trovano in grazia e fama. (Basata su vicende capaci di suscitare un forte coivolgimento emotivo fra gli spettatori, si riteneva che la tragedia favorisse la purificazione (catarsi) di coloro che vi assistevano, attraverso la sublimazione dei sentimenti di terrore, pietà, sacrificio e onore, trasmettendo così una profonda lezione di vita attraverso i fatti rappresentati. Per questa ragione ad Atene gli spettacoli teatrali erano finanziati dallo Stato e la partecipazione del pubblico era totalmente gratuita).

data incerta-> Prometeo incatenato ,trilogia con prometeo liberato e prometeo portatore del fuoco. Tratta la punizione di prometeo liberato da Eracle. 458 -> scrive l’Orestea che è una trilogia sulla vicenda di Agamennone Clitemnestra e Oreste. 463 -> scrive le Supplici ,trilogia che comprendeva , Egizi , Danaidi , Supplici e il dramma satriesco Amimone 472-> I Persiani , rappresentati 8 anni dopo la battaglia di Salamina ,come prima tragedia di una trilogia che comprendeva Fineo e Glauco e la satira Prometeo accenditore del fuoco. I drammi non erano legati tra loro in un unico intreccio narrativo. PROMETEO INCATENATO E’ una trilogia composta da, Prometeo Incatenato, Prometeo liberato e Prometeo portatore del fuoco, Difatti qui Prometeo si trova legato ad una roccia del Caucaso (tra l'Europa e l'Asia) da due emissari di Zeus(visto come tiranno), successivamente un'aquila avrebbe mangiato il fegato di Prometeo. Il protagonista viene presentato come divinità superba che pecca di ubris usando la parola in modo non giusto poiché contro Zeus,ma viene visto anche come colui che si oppone all entità politiche che opprimono l'uomo. Prometeo è un ribelle che rifiuta la necessità di un ordine. La figura di Zeus viene rappresentata in maniera anomala,legato agli schemi di potere assoluto e violento,infatti i critici pensano che questa tragedia sia di età posteriore a Eschilo, poiché per lui Zeus è un garante di giustizia cioè estremamente giusto. Per farsi liberare Prometeo utilizzerà a suo vantaggio la conoscenza del nome di una dea che si unirà con Zeus da cui nascerà un figlio che verrà detronizzato. Prometeo (Mente che anticipa) qui profetizzerà anche che la ninfa Io dare alla luce una stirpe grandissima tra cui Eracle (rimarcando così gli aspetti negativi di Zeus). Il giovane non si piega a Zeus infatti afferma ” io sapevo che avrei subito ciò nonostante tutto volevo aiutare gli uomini” Prometeo elenca anche a tutti i benefici dati all'uomo che creano il progresso dell'umanità ed anche è visto come eroe civilizzatore in un'opera di Platone. (protagora). “Quando vennero creati gli uomini vennero creati anche gli animali”. gli animali erano avvantaggiati e per scagionare la fragilità dell'uomo nella natura , Prometeo dona le tecniche (agricole,medicina,lavoro e astronomia) che però’ non bastavano perché Zeus doveva donare αιδος e Δικέ cioè ritegno e giustizia. Kalamè ha interpretato Prometeo in un suo libro cioè Prometeo genetista chiedendosi chi potrebbe avere il suo ruolo.

E si risponde affermando che potrebbe essere colui che studia le caratteristiche dell’uomo e modifica la natura originaria dell’uomo. ( figure del mito interpretata in chiave moderna) La tragedia termina con un terremoto e Prometeo cade negli inferi dove sconta la sua pena. Nel Prometeo liberato seguirà la riconciliazione con Zeus. Prometeo viene sintetizzato anche dal lettore poiché difende il valore collettivo radicato dalla società greca. Inoltre il Prometeo di Eschilo è promotore di progresso mentre il Prometeo di Esiodo è un brigante divino che sfida agli dei.

SUPPLICI

Viene considerato il più antico dramma, ed è una trilogia che comprendeva Egizi , Danaidi , e la satira Amimone. Qui il coro occupa il ruolo centrale e domina la scena mentre gli altri personaggi hanno un piccolo ruolo. Danao ed Egitto, fratelli gemelli, condividono il regno d’Egitto. Il primo ha avuto cinquanta figlie, il secondo altrettanti figli. Egitto tenta di imporre un matrimonio tra i propri figli e le nipoti; Danao e le figlie rifiutano e fuggono ad Argo, inseguiti dagli Egizi. Vi è anche la scelta tragica : difatti ad Argo regna Pelasgo ,che deve decidere se dare ospitalità alle Danaidi oppure rimandare esse in Egitto. Qualunque scelta effettuerà ne trarrà danno poiché se le ospiterà i fratelli d’Egitto verranno a prendere le ragazze dichiarando guerra, mentre se non le ospiterà si ritroverà Zeus contro perché il cristiano per dovere sacro deve sempre mostrare ospitalità. Alla fine consulterà il popolo (monarca democratico) con la decisione di accoglierle. Gli egizi dichiareranno guerra ma le Danaidi la prima notte uccideranno i mariti. Soltanto una innamorata lo lascerà vivere. Le Danaidi che hanno commesso un atto familiare non giusto proseguiranno negli Inferi , dove verseranno acqua in un otre bucato all’infinito. Danao nella storia viene presentato come un consigliere e le sue figlie esprimono un modello di femminilità estraneo agli ateniesi. Infatti si ribellano alla supremazia maschile,ai doveri della procreazione e all’amore.{ Alle supplici fanno seguito gli Egizi,in cui i cugini ottennero la nozze combinate la guerra e infine le Danaidi (Sangue) dove i mariti vengono uccisi tranne uno,risparmiato da Ipermestra protetta da Afrodite,dando origine alla casata di Argo.}

misuratezza e forte religiosità. La vittoria dei Greci è stata sì frutto del loro valore, ma anche del favore di Dike (la giustizia) e di Zeus, sotto la cui protezione essi hanno pienamente combattuto, fidando nella forza della libertà e della giustizia contro la prepotenza e l’arrogante dispotismo di un uomo che si paragonava a un dio. ¹ (Frinico, nato intorno al 535 a.C., secondo la tradizione sarebbe stato il primo a introdurre in scena personaggi femminili. Fra il 511 e il 508 a.C. conseguì la sua prima vittoria in un agone tragico; ne riportò un’altra sicuramente nel 476 a.C. col dramma le Fenicie, che celebrava la battaglia di Salamina, tema ripreso qualche anno dopo nei Persiani di Eschilo.) L’elemento particolare sta nel punto di vista dei Persiani sconfitti e nell’argomento storico cioè le guerre persiane e non più nel mito. CONCETTO DI ατη -> accecamento+ punizione che causa la rovina dell’uomo. L’uomo accecato porta alla ύβρις quando è troppo potente e superbo,così gli dei intervengono per punirlo. e ύβρις -> reato + punizione L’uomo è predisposto alla superbia mente un Dio tenta l’uomo ad attuare male. Infatti lo studioso Lesky afferma che c’è una doppia determinazione-> Unione di due ipotesi Serse tramite il dolore ha capito il suo errore= πάθει μαθος da μανθανω( apprendere) Apprendimento tramite il dolore. ORESTEA L’Orestea è una trilogia composta da Agamennone,Coefore ed Eumenidi. Tratta la famiglia di Atreo,re di micene e Tieste (capostipiti degli atridì da cui sono generati Agamennone e Menelao),famiglia con una serie di delitti e violenze reciproche con l’obiettivo di distogliere lo spettatore da tali passioni (delitti) -> fine educativo È ambientata ad Argo (alleanza tra Atene e Argo) che crea un legame con il mito delle famiglie di Micene. Atreo detiene tutto il potere e per punire il fratello che aveva cercato di detenere il potere e sedurre sua moglie,fa uccidere i suoi figli e a pranzo glieli fa a mangiare. Atreo pecca di ύβρις e così ha segnato il destino della sua famiglia-> principio di sorte. Gli Dei faranno in modo che Agamennone commetta a sua volta ύβρις,creando una catena di disgrazie. Infatti Agamennone sarà costretto ad uccidere sua figlia Ifigenia,poiché gli Dei concedevano i venti favorevoli per la partenza delle flotte con l’uccisione) DECISIONE ARDUA : se non uccide la figlia non partiranno le navi,se la uccide sarà tormentato secondo le regole naturali. -> teoria della doppia motivazione Gli dei hanno imposto la scelta e lui la accetta

Quando ritornerà in patria sarà accolto dalla moglie Clitemnestra, che fingerà di accoglierlo stendendo dei tappeti di porpora solitamente destinati agli Dei affermando “prendi l’onore che ti spetta” Inizialmente Agamennone esenta ma successivamente si lascia convincere e va ad usufruire di qualcosa degli Dei,cioè si paragona a loro compiendo nuovamente ύβρις. Agamennone contraddittorio poiché da un lato venera gli dei,dall’altro si paragona a loro. Successivamente Clitemnestra uccide il marito per il dolore causato dalla perdita della figlia e per averla tradita con la concubina Cassandra ,figlia di Priamo, a cui Apollo ha dato il dono della profezia. -> motivazioni umane Clitemnestra presentata come colei che ha incarnato il δαιμον ,cioè il demone vendicatore della casa di Argo, e che ha realizzato la punizione divina su Agamennone facendosi giustizia. (Doppia motivazione divina). Appare Egisto , l’amante della regina, nonché cugino (figlio di Tieste) e acerrimo nemico di Agamennone che è solo una comparsa, un puntino insignificante nella tracotante autocelebrazione di Clitemestra, dimentica di qualsiasi rispetto verso gli dei. Nelle Coefore avviene la vendetta divina sulla ύβρις di Clitemnestra da parte del figlio Oreste che deve vendicare il padre. Quando Agamennone fu ucciso Oreste era stato allontanato dalla sorella Elettra e lo aveva fatto rifugiare da Strofio (parente lontano).Le Coefore sono le donne che portano offerte al defunto Agamennone,inviate da Clitemnestra, e la tragedia mostra Oreste che torna dal rifugio con Pilade e intravede la sorella Elettra. Essi rappresentando il mezzo per la vendetta di Agamennone. Viene introdotto il metateatro, cioè la messa in scena da parte dei personaggi,infatti Oreste e Pilade si fingono mercanti c he provengono da Apacide alla reggia di Clitemnestra e le riferiscono che Oreste è morto per creare un rapporto. Clitemnestra è molto turbata e subito dopo interviene la nutrice di Oreste che rivela l’animo di Clitemnestra come un misto tra gioia e tristezza. Elettra non potendosi vendicare poiché donna,convincerà il fratello ad uccidere la madre. Ad Elettra si può ricollegare il complesso di Elettra, cioè il provare dei sentimenti nei confronti della madre(tradimento) e amore nei confronti del padre ucciso. Clitemnestra viene presentata come una figura particolare poiché assume un ruolo maschile (residuo di una società matriarcale precedente a quella Indo-europea), colei che ha il senno di un uomo-> Leonessa bipede Ed Elettra(tradizionale) di conseguenza non vuole assimilarsi alla madre che esce dai canoni. Anche Oreste affronterà la scelta tragica tra la ύβρις o l’essere perseguitato dalle Erinni del padre,cioè mostri infernali con sguardo minaccioso, con grandi ali spiegate e piedi di bronzo, munite di fruste, di fiaccole e di serpenti arrotolati alle mani e ai capelli,che inducevano in uno stato di follia,senso di colpa o rimorso e punivano soprattutto le trasgressioni e i delitti commessi all’interno della famiglia. Infine Oreste ritorna con l’ordine di Apollo di vendicare il padre e convinto da Pilade ,suo amico,uccide la madre. Clitemnestra nell’ atto si difende dal figlio