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appunti discorsivi sulla tragedia greca e i tragediografi Eschilo e Sofocle
Tipologia: Appunti
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Vita. Nacque intorno al 525 a.C. ad Eleusi, non lontano da Atene. Prese parte alla battaglia di Maratona, in cui perse la vita il fratello, alla battaglia di Salamina e forse anche a quella di Platea. Soggiornò presso la corte di Ierone I, tiranno di Siracusa e protettore di atleti e artisti. Gli antichi gli attribuirono una morte grottesca. La produzione drammatica. Partecipò al suo agone tragico nella 70a^ olimpiade ( circa a.C.) e nel 484 conseguì la prima delle sue 13 vittorie. In totale compose circa 70 o 90 drammi il miglior autore di drammi satireschi. I DRAMMI SUPERSTITI
dall’altra è ingiusta perché anche essa prima o poi dovrà essere compensata. Perciò una colpa dà inizio ad una serie di vendette che si riversano sulla famiglia (es. Oreste con la madre; stirpe dei Tantalidi e Pelopidi). Alla logica arcaica del sangue si contrappone però la logica istituzionale , per la quale alla fine Oreste viene assolto e si sottrae alla sorte del genos. È interessante quindi come in Eschilo ci sia una convivenza degli antichi e dei nuovi valori, come l’istituzione dell’Areopago. In particolare questa convivenza si mostra nell’aspetto religioso: da una parte c’è la concezione del divino elevata e razionale, tuttavia è presente anche un fondo di irrazionalismo.
o I titoli delle tragedie si ispirano al personaggio, non al coro (solo le Trachinie ) Tragedia di grandi personaggi con più azione, unità e compatezza PENSIERO RELIGIOSO Anche in Sofocle rimane la presenza del divino, ma in questo caso è come se l’uomo non riuscisse a razionalizzarlo , a interpretarlo. Non c’è un vero rapporto uomo/dio perché in realtà il mondo umano e quello divino sono completamente divisi. Da qui l’importanza della σωφροσυνη , cioè il senso del limite , che prescrive all’uomo di non pretendere mai di sapere più di quanto la condizione umana gli permetta: accettazione / avere fede nella giustizia divina , seppur non si presenti tale. Le vittime degli dei sono, nel teatro sofocleo, uomini pieni di risorsa e fiducia in se stessi , che rappresentano le espressioni più grandi dell’umanità. Allora si potrebbe credere in una crudeltà divina o invia ma in realtà non è niente di tutto ciò, ma questo atteggiamento è dovuto al fatto che gli dei dimostrino che possono schiacciare gli uomini anche più orgogliosi. Fondamentale in questo contesto è il raggiungimento della conoscenza, che non determinano la loro salvezza, ma piuttosto la loro sciagura (Edipo). In secondo piano è il tema del genos, della colpa PENSIERO POLITICO Sicuramente in Sofocle troviamo convinzioni ispirate a moderati sentimenti aristocratici. In Antigone troviamo il tema politico sviluppato con una certa autonomia. La protagonista si presenta come un personaggio moderno che si rifiuta di sottostare al valore assoluto impostato da Creonte. Antigone si rifà alle cosiddette “leggi non scritte” in quanto eterne, proprio perché non sono scritte dagli uomini. Come Antigone è un personaggio tipicamente sofocleo, anche Creonte lo è, perché nelle sue azioni assolutistiche crede di applicare leggi comunque benevoli agli dei; perciò Creonte è vittima della sua incapacità di mettersi in sintonia con gli dei. Lo scontro di Creonte e Antigone non è una contrapposizione di due visioni politiche, ma tra una politica e una religiosa. Il dibattito si fa interamente politico quando Creonte pretenderebbe di identificare il proprio volere e quello della comunità. I PERSONAGGI SOFOCLEI Spesso il protagonista è in conflitto con il mondo circostante solitudine dell’eroe sofocleo e allo stesso tempo consapevolezza del suo dolore e della sua emarginazione e magnanimità (mantiene la sua dignità nella sofferenza). L’uomo è al centro e domina: antropocentrismo (umanesimo sofocleo). Al centro di tutto c’è l’eroe che, nonostante la sua situazione instabile, rimane dignitoso, accettando la sua condizione.
Aiace : nell’atto di preoccuparsi per il proprio cadavere e il proprio padre; Antigone : nel suo lamento per la sua giovinezza sprecata; Elettra : nel compianto delle ceneri del fratello creduto morto